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Una Sola carne

aymon de albatrus
schiavo di Cristo

“Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo. E l’uomo disse: «Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo». Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne.” (Gen 2:22-24)

“Ed egli, rispondendo, disse loro: «Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina? E disse: "Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria moglie, e i due diverranno una sola carne". E cosí non sono più due, ma una sola carne, quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi».” (Mat 19:4-6)

“e i due diverranno una stessa carne; cosí non sono più due, ma una sola carne.” (Mar 10:8)

“Non sapete voi che chi si unisce ad una prostituta forma uno stesso corpo con lei? «I due infatti», dice il Signore, «diventeranno una stessa carne».” (1Co 6:16)

“«Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due diverranno una sola carne».” (Efe 5:31)


La descrizione della creazione del primo essere umano in Genesi è che Dio creò Adamo (l'uomo) dalla polvere della terra nell'immagine di Dio e gli soffiò nelle narici un alito di vita. Dopo Dio fece nominare tutti gli animali da Adamo ma per l’uomo non si trovò alcun aiuto conveniente per lui, allora Dio fece cadere un profondo sonno sull’uomo ed estrasse da lui una delle sue costole, e con quella Dio formò (in un certo modo clonò) Eva (la donna) e la presentò ad Adamo come il suo aiuto convenevole (Gen 2:18-21).

Adamo sapeva di questo, o nel vedere o per rivelazione divina, perché esclamò: “E l’uomo disse: «Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo».” (Gen 2:23) e lui la chiamò donna che significa "dall'uomo". Poi Adamo aggiunse: "e saranno una sola carne" che infatti era vero perché in fatti Eva era della stessa carne di Adamo essendo stata estratta da lui. Gesù stesso confermò questo stato di cose fra marito e moglie come se fossero così intrecciati fra di loro di essere praticamente "una sola carne" (Mar 10:8) e che nessun uomo separi quello che Dio ha messo assieme.

Il rapporto di matrimonio fra marito e moglie è di "una sola carne" che significa che alla morte questo rapporto è terminato perché il defunto non è più "nella carne" e perciò il sopravissuto compagno è libero di risposarsi, ma nel Signore: “Infatti una donna sposata è per legge legata al marito finché egli vive, ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge del marito. Perciò, se mentre vive il marito ella diventa moglie di un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma quando il marito muore, ella è liberata da quella legge, per cui non è considerata adultera se diventa moglie di un altro uomo.” (Rom 7:2-3)

E' da notare che la ragione primaria del matrimonio è quella di produrre figli e visto che in Paradiso non c'è riproduzione di figli di conseguenza non ci sono matrimoni come disse Gesù: “Nella risurrezione, infatti, né si sposano né sono date in moglie, ma essi saranno in cielo come gli angeli di Dio.” (Mat 22:30) di conseguenza segue che le persone sposate "nella carne" sulla Terra non sono più sposate quando in Paradiso perché il legame è "nella carne". Un pensiero interessante viene in mente: il sesso maschile e femminile esistono in Paradiso? La domanda viene fatta perché il sesso è parte integrale per produrre figli che non abbisogna in Paradiso. Di sicuro nessuno lo sa, comunque possiamo speculare che gli attributi peculiari di mascolinità e femminilità sono in qualche modo mantenuti perché vediamo benissimo anche in neonati le differenti innate caratteristiche di comportamento fra maschi e femmine. Perciò queste differenti caratteristiche sono ingranate nella loro essenza. Può un uomo pensare e agire come una donna in Paradiso e viceversa? Sono propenso a dire di no.

Nel matrimonio l'uomo lascia la casa di suo padre per unirsi con la sua moglie per formare una nuova famiglia provvedendo una nuova casa per se stesso e per la moglie ed eventuali figli. Egli si congiungerà a sua moglie con affetto cordiale, prendendosi cura di lei, nutrendola con cura, provvedendo tutte le cose conformabili per lei e famiglia, continuerà a vivere con lei senza abbandonarla finché egli vive come se fosse la sua stessa carne (Efe 5:28.29). L'unione di matrimonio fra marito e moglie deve essere molto serrata praticamente incollati l'un l'altro, diventando come se fossero una "sola carne" come Cristo disse (Mat 19:5).

L'unione fra uomo e moglie è così vicina come se fossero una sola persona, una anima, una carne da essere protetta contro la poligamia, divorzi illegali e da tutte le sozzerie e adulteri.  Soltanto un uomo e una donna possono essere legati in matrimonio legittimo per avere diritto a copulare assieme per produrre figli legittimi partecipando nella stessa carne come fanno i figli procreati dai propri genitori, e non dei bastardi.

Uomo e moglie sono interamente inseparabilmente uniti nella carne, avranno una intima e universale comunione fra di loro come se fossero una persona, una anima, e un corpo. Da questo comprendiamo la peccaminosità del divorzio, della poligamia; anche se Dio su particolari ragioni per un tempo dispensa della Sua istituzione o rimette la punizione dovuta ai violatori di questo principio, perché Egli è sovrano sulla Sua creazione, come fece con Davide e altri.

L'unione fra marito e la vergine moglie viene cementata e sigillata con la rottura dell'imene e il conseguente versamento del sangue che li rende uno nella carne sigillando così il patto matrimoniale, perché è chiaro che i due sono diventati uno nella carne attraverso la copulazione come dice la Scrittura. Cioè marito e moglie avranno conoscenza carnale fra di loro nel coito con inferenza al posto dove loro fanno una carne (feto) che è ugualmente fatto con illegittima copulazione con una prostituta come con la moglie del marito, come dice l'Apostolo: “Non sapete voi che chi si unisce ad una prostituta forma uno stesso corpo con lei? «I due infatti», dice il Signore, «diventeranno una stessa carne».” (1Co 6:16).

RIASSUMENDO
Il termine "una sola carne" viene dalla descrizione in Genesi dove Dio creò Eva dalla costola presa da Adamo mentre dormiva.  Adamo riconobbe che Eva era parte di lui ed erano in fatti "una sola carne". Il termine "una sola carne" è come il nostro corpo che è una entità intera e non si può dividere in pezzi rimanendo intero. E così Dio intese la relazione matrimoniale. I due non sono più due entità (due individui) ma adesso essi sono una entità (una coppia sposata).

La nuova entità ha precedenza su tutte le precedenti e future relazioni (Gen 2:24). Purtroppo certi sposi continuano a mettere grande peso su i legami con i genitori più che sul compagno. Questa è una ricetta di disastro ed è una perversione dell'originale intenzione di Dio nel "lasciare e congiungere" nel matrimonio. Un problema simile può svilupparsi anche quando un consorte si avvicina troppo ad un figlio per soddisfare bisogni emotivi piuttosto che avvicinarsi al suo consorte.

Emotivamente, spiritualmente, intellettualmente, finanziariamente e in ogni possibile altra cosa la coppia deve diventare una unità. Persino come il corpo si preoccupa per tutte le sue parti: lo stomaco digerisce il cibo per il corpo, il cervello dirige il corpo per il benessere di tutti, la mani lavorano per il beneficio del corpo, eccetera, cosi i due compagni in matrimonio si devono prendere cura l'un dell'altro. Per esempio, ognuno dei due non deve più pensare ai soldi guadagnati come i "miei" soldi, ma piuttosto come i "nostri" soldi. Efe 5:22-33 e Pro 31:10-31 danno l'applicazione di questa unità al ruolo del marito e al ruolo della moglie, rispettivamente.

Fisicamente essi diventano "una carne sola" nell'atto della copulazione e il risultato di questo si trova nei figli che la loro unione produce; questi figli posseggono una composizione genetica specifica alla loro unione. Anche nell'aspetto sessuale della loro relazione marito e moglie non devono considerare i loro corpi come i propri ma come appartenenti all'altro compagno (1Co 7:3-5). Nemmeno si devono focalizzare sul loro proprio piacere, ma piuttosto nel dare piacere al loro consorte.

Essere questa unità e il desiderio di portare beneficio all'altro non è automatico, specialmente dopo che l'umanità cadde nel peccato. All'uomo in Gen 2:24 viene chiesto di congiungersi alla moglie, questa parola ha due idee: una è quella di essere "incollato" a sua moglie, un ritratto di come stretto deve essere il legame del matrimonio. L'altro aspetto e quello di "perseguire" la moglie. Questo perseguire è di andare oltre al corteggiamento che porta al matrimonio e di continuare il quella vena attraverso tutto il matrimonio. Tuttavia la tendenza carnale è "di fare quello che piace a me" piuttosto che considerare quello che porterebbe benefico al consorte.  Questo egoismo e il buco nero dove comunemente cade il matrimonio una volte che la "luna di miele" è finita. Ogni consorte invece di concentrarsi su come soddisfare i bisogni dell'altro rimane focalizzato su i suoi egoistici bisogni personali.

Comunque, indipendentemente di quanto sia piacevole per due persone vivere assieme soddisfacendo i bisogni dell'altro a vicenda, Dio ha una chiamata più alta per il matrimonio. Come essi servivano Cristo prima del matrimonio (Rom 12:1-2), adesso loro devono servire Cristo assieme come una completa unità ed allevare i loro figli al servizio di Dio (1Co 7:29-34; Mal 2:15; Efe 6:4). Aquila e Priscilla sono un buon esempio di questo. Come coppia essi devono perseguire Cristo assieme, e la gioia che lo Spirito da' riempirà il loro matrimonio (Gal 5:22-23). Nel Giardino di Eden tre erano presenti: Dio, Adamo ed Eva e c'era tanta gioia. Perciò, se Dio è centrale nel matrimonio, là ci sarà anche tanta gioia. Senza Dio una vera e piena unità non è possibile ma una corda a tre capi non si rompe tanto presto (Ecc 4:12).

Concernete la continuazione del matrimonio terreno in Paradiso per quanto possa essere desiderabile, specialmente quando la coppia è maritata felicemente, il suo proseguimento è soltanto una fantasia romantica che è completamente senza supporto Biblico. Ci sono certe diramazioni Cristiane che supportano questa fantasiosa nozione, ma lo fanno contrariamente alla dichiarazione del Signore: “Nella risurrezione, infatti, né si sposano né sono date in moglie, ma essi saranno in cielo come gli angeli di Dio.” (Mat 22:30 )

Dio ha creato la donna e il matrimonio per il benessere e soddisfacimento terreno dell'uomo che Egli creò nel Giardino di Eden e lo scopo del matrimonio ha due aspetti:

  1. Fu fatto per il beneficio dell'uomo cosicché egli non fosse solo Gen 2:18, e

  2. Per la procreazione dell'umanità Gen 1:28; 9:1.

In Paradiso non c'è bisogno di questi due scopi perché tutta la felicità sarà nella presenza di Cristo e poi là non c'è procreazione umana.

Inoltre non c'è evidenza Biblica, nemmeno un piccolo brandello, che suggerisca che il matrimonio sopravvive la tomba.

Per di più Gesù promise alla Sua gente che in Paradiso avremo qualcosa che è maggiormente miglioreo di ogni senso di contentezza (incluso il matrimonio) che noi possiamo gioire su questa terra.

Indipendentemente di quanto soddisfacente il matrimonio possa essere sulla terra, in nessun modo si può paragonare con la celestiale famiglia di Dio che sarà la nostra compagnia e famiglia in gloria. L'intimità, l'onestà, e il senso di confortante appagamento che proviene da un matrimonio pio sulla terra è semplicemente un piccolissimo esempio del più grande senso di queste emozioni in Paradiso. In quella famiglia non ci saranno sedie vuote, nessuna visita ai cimiteri, e nessuna pecora nera. Tutta la famiglia celestiale sarà presente nel meraviglioso mondo celeste e contenta al massimo, perché tutti gli eletti ammireranno il Padre che è il Capofamiglia di tutti gli eletti che saranno là (Efe 3:14,15).

Non ci saranno matrimoni in eternità, ma tutte le benedizioni che Dio ha messo nelle relazioni celestiali, e innumerevoli altre, saranno godute senza misura nel mondo di gloria.

CONCLUSIONE
Il matrimonio sulla terra fu istituito da Dio per ragioni pratiche e deve avere relazioni molto strette per apparire come se marito e moglie siano inseparabili "una sola Carne". Per questa ragione Dio dice "odio il divorzio": “Poiché l’Eterno, il DIO d’Israele, dice che Egli odia il divorzio e chi copre di violenza la sua veste», dice l’Eterno degli eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non comportatevi perfidamente.” (Mal 2:16)

Tuttavia, indipendentemente di quanto vicina sia la relazione matrimoniale sula terra, essa cessa alla morte perché la ragione della sua istituzione è stata esaudita e terminata.

Perciò lodiamo nel più alto il nostro munifico Dio per aver provveduto il matrimonio per il nostro conforto come viaggiamo attraverso questa valle di lacrime e di dolori. AMEN