home politica dottrina contatto info libri links mappa sito
articoli simili
stampa email salva salva pdf
Ordine Chiesa
Anziani
Diaconi
Donne
Uomini
Teologia
Amore
Arbitrio
Creazione
Dio
Escatologia
Evangelismo
Eterodossie
Il Male
La Legge
Peccato
Predestinazione
Riformata
Timore
Sacramenti
Soteriologia
Sovranità
Credi
Ispirazione
Riformati
Storici
Universalismo
Parole
Versetti
Festività
Dicembre 25
Pasqua
Personale
Vivere
Modestia
Morte
Preghiera
Responsabilità'
Tempi Nostri
Il Regno
Potpourri
Aborto
Date
Democrazia
Evangelizzare
Paganesimo
Passaggi
Sermoni
Volantini
Copyright
Emails
Home

Siate Perfetti

aymon de albatrus

“Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro, che è nei cieli».” (Mat 5:48)

“Avendo dunque queste promesse, carissimi, purifichiamoci da ogni contaminazione di carne e di spirito. compiendo la nostra santificazione nel timore di Dio.” (2Co 7:1)

“Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è ancora stato manifestato ciò che saremo; sappiamo però che quando egli sarà manifestato, saremo simili a lui, perché lo vedremo come egli è. E chiunque ha questa speranza in lui, purifichi se stesso, come egli è puro.” (1Gi 3:2-3)

“Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato,” (Ebr 12:4)


Voi dunque siate perfetti, come è perfetto il Padre vostro. Questo è un grosso ordine per noi umani, infatti con le nostre forze è impossibile. In nessun modo noi possiamo essere perfetti nella carne come lo è Dio, perché i nostri cuori sono continuamente malvagi (Gen 6:5) e disperatamente ingannevoli (Ger 17:9).

Il contesto qui è la relazione fra noi e gli altri esseri umani, in quanto noi dobbiamo fare del bene a tutti gli uomini come Dio che è perfetto fa del bene a tutta l'umanità. Egli fa sorgere il Suo sole sui malvagi e su i buoni e manda la pioggia sul giusto e sull'ingiusto (Mat 5:45). Cosi la nostra perfezione in questo contesto è quella di: "“Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.” (Gal 6:10)

Allora come possiamo noi essere senza peccato e perfetti per entrare in Paradiso? Decisamente non possiamo farci perfetti per conto nostro, ma possiamo essere fatti perfetti dal Santo Sangue di Cristo che è stato sparso per noi sulla croce (Ebr 9:14; 1Pi 1:18,19).

Per perfetto la Scrittura qua intende un prodotto finito, completo in tutte le sue parti, portato alla fine, finito, che non abbia niente mancante per sua completezza, completamente cresciuto in integrità e virtù umana, maturo e perfettamente perfetto. Il Signore Gesù nella Sua forma umana era sempre moralmente perfetto, tuttavia la Scrittura parla di Lui "fatto perfetto". Benché fosse Figlio Egli imparò l'ubbidienza (da non essere inteso come "essere obbediente" perché lui era obbediente al Padre Gio 4:34) dalle cose che soffrì, ed essendo stato fatto 'perfetto' (cioè glorificato) dopo che ebbe finito il lavoro di redenzione, Egli divenne l'autore dell'eterna salvezza di tutti coloro che lo obbediscono (Ebr 5:9; 12:2). 

I Discepoli furono esortati ad essere perfetti come il loro Padre in cielo era perfetto, perché Egli manda le Sue benedizioni sul buono come sul malvagio (Mat 5:45), in altre parole a fare del bene a tutti gli uomini, specialmente a quelli della casa di Dio. Essere perfetto significa anche essere uomini pienamente cresciuti alla piena statura di Cristo (Efe 4:13). In Fil 3:12 Paolo dice che non era ancora perfezionato ma spingeva alla perfezione in Cristo, esortando noi a fare lo stesso.

La parola 'perfetto' nella Bibbia significa: Finito, completo, puro e santo. Si riferisce alla completezza delle parti, o perfezione dove nessuna parte è difettosa o mancante.  Perciò Giobbe viene descritto come perfetto (integro, retto): “C’era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest’uomo era integro e retto, temeva DIO e fuggiva il male.” (Giobbe 1:1). Certamente non santo come Dio o senza peccato, perché falli furono trovati con lui (Giobbe 9:20; 42:6), ma che la sua devozione era proporzionata, aveva la completezza delle parti, era consistente e regolare, esibiva la religione come un principe, un padre, un patriarca, un individuo e un benefattore dei poveri. Non era soltanto un uomo pio da una parte, ma era uniforme. Lui era coerente da tutte le parti. Questo è il significato di Mat 5:48. No bisogna essere soltanto religiosi in amare i nostri amici e vicini, ma la nostra pietà deve essere dimostrata in amare anche i nostri nemici; perciò cerchiamo di essere perfetti imitando Dio, che la nostra pietà sia completa in noi, proporzionata e regolare. Questo possa ogni Cristiano essere, questo ogni Cristiano deve essere.

In questa parte del capitolo cinque di Matteo in Signore intende perfezione nella nostra attitudine verso gli altri umani e non che noi possiamo o dobbiamo essere perfetti in amore verso gli umani come lo è Dio, perché questo è impossibile per noi, ma di fare il massimo per ottenere quel livello. Il "come" in questo versetto non denota uguaglianza ma somiglianza, cioè "come quello", coloro che professano Dio come il loro Padre lo devono imitare nell'amore verso gli uomini. Questo possiamo sforzarci di fare in obbedienza al nostro Signore Gesù Cristo. Dobbiamo essere uomini che dimostrano riguardi in modo previdenziale a tutti gli uomini, buoni o cattivi, giusti e ingiusti e con le nostre tenere misericordie sopra tutti i nostri lavori. I credenti allora devono amare tutti gli uomini con affetto naturale e odiare nessuno, nemmeno i loro nemici che li odiano (Luc 6:27,35), perché chi ama solo i suoi amici non i suoi nemici, ama imperfettamente perché non apprende il significato completo dell'amore come Dio che ama sinceramente e senza dissimulazione, e così essi devono fare. Essere "perfetti" è essere sincere e retti dimostrando vero amore a tutti gli uomini come descritto in Deu 18:13 che è il passaggio al quale Cristo si riferisce.

“Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; e se voi pensate altrimenti in qualche cosa, Dio vi rivelerà anche questo.” (Fil 3:15) Qui Paolo sprona i credenti a raggiungere la perfezione.

Quanti siamo perfetti, abbiamo dunque questi pensieri; Ovvero quelli che vogliono essere perfetti o che mirano alla perfezione.  Senza dubbio l'Apostolo sa perfettamente bene che i suoi interlocutori non sono ancora perfetti, perché ha appena detto che lui stesso non ha ancora raggiunto quello stato. Ma presuppone che quelli a cui si indirizza stanno cercando la perfezione, e di conseguenza li esorta ad avere uno spirito come il suo e di are gli stessi sforzi che egli sta facendo  e di avere la stessa mentalità.

Di avere la sua stessa mentalità che reputava tutte le cose come una perdita e letame quando paragonate all'eccellenza della conoscenza di Cristo; di essere preparati a soffrire la perdita di tutte le cose per ottenere Lui e di essere trovati in Lui (Fil 3:8). Nel dimenticare le cose dietro per raggiungere le cose avanti pressando verso la meta che è Cristo, il premio dell'eterna gloria (Fil 3:13,14). Paolo vorrebbe che essi fossero della stessa mentalità sua nel rinunciare alla confidenza carnale, riconoscendo la loro graduale imperfezione e continuando a sforzarsi e contendere alla piena misura di santità, finché ad essere perfetti come Cristo.

e se voi pensate altrimenti in qualche cosa  Cioè, se ci fosse qualcuno di voi che non ha ancora questi punti di vista e meta, e non è ancora arrivato a vedere la necessità di tali sforzi, o non ha ancora imparato che il raggiungimento di tali alte conquiste si possono raggiungere in Cristo, dovrebbe cambiare parere. Ci potrebbero essere tali che sono stati istruiti imperfettamente sulla natura del discepolato, certe vedute che impedivano il loro progresso e prevenivano il semplice e coscienzioso sforzo alla perfezione, allora

Dio vi rivelerà anche questo.  Dio correggerà queste opinioni erronee, e svelerà a loro l'importanza di fare questi sforzi per la perfezione. A coloro che sono sinceri e veri Cristiani, Dio darà piena rivelazione sulla natura del discepolato, Egli li guiderà avanti cosicché essi capiranno pienamente. Coloro che sono informati sulle cose di Dio e sono stati veramente convertiti, Dio insegnerà e li guiderà finché essi capiranno pienamente le cose divina. Questi sono quelli che sinceramente si sforzano a fare il volere di Dio (Gio 7:17 Efe 1:17).  

Concludiamo che è impossibile per noi umani di farci perfetti da noi stessi, tuttavia Gesù dice "siate perfetti"! Ma se è impossibile perché Gesù ci comanda di esserlo? Dio non da mai un comandamento eccetto se non prepara una via per gli uomini di portare a termine quella cosa che ha comandato a loro di fare. Anche se sono convinto che è impossibile ottenere la perfezione in questa vita per conto nostro,  nonostante ciò credo che noi possiamo fare tutto quello che Dio comanda, ma solo in Cristo (Fil 4:13). Questo potrebbe apparire come una contraddizione, ma non lo è. Quello che fa questo possibile è il sacrifico e l'espiazione di Cristo sulla croce. Dove falliamo (e falliamo molto spesso) Gesù guarisce le nostra imperfezioni se se ci voltiamo a Lui e dipendiamo su di Lui con un cuore rotto e uno spirito contrito. (Sal 51:17).

Amore (Agape) è dunque la base della perfezione, e il nostro amore è fatto perfetto nel Signore Gesù Cristo (Efe 3:17-19).