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Il Regno di Dio contro Ipocriti

aymon de albatrus

“Ma guai a voi, scribi e farisei ipocriti! Perché chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; poiché né entrate voi né lasciate entrare coloro che stanno per entrarvi.” (Mat 23:13)


Gesù chiama i Farisei "Ipocriti", una parola Greca che significa "Attori". Ipocriti (hupokrites) erano uomini "attori di teatro" che recitavano ruoli sul palcoscenico, adempiendo falsi ruoli, pretendendo di essere quello che non erano, indossando anche costumi e maschere per coprire chi veramente erano. Nel teatro del tipo Greco, questi attori portavano maschere davanti al viso (coprendo chi errano). Le maschere indicavano quale "persona o anche quale dio" ogni attore rappresentava. 

Nel Greco, Hupokrite, era una parola neutra che descriveva un attore che recitava dietro una maschera.  Gesù "smascherò" i Farisei, rivelando il conflitto fra le loro parole e le loro azioni, che niente era ma pretesa. La maschera era possibilmente quello al quale Gesù si riferiva nel versetto sopra. 

La concordanza definisce la parola "Ipocrita" come segue:

1) Uno che risponde, un interprete

2) Un Attore, un partecipante di palcoscenico

3) Un simulatore, un pretenzioso, un attore

Basilarmente, Tutti gli attori sono dei bugiardi, e meglio mentiscono, il più sono rimunerati ed esaltati nella nostra società in decadenza libera.

Sicuramente questa attività va anche contro il nono Comandamento: “Non farai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.” (Eso 20:16) A parte la protezione del buon nome del nostro vicino, questo comandamento ha incluso in se stesso l'evitare la falsità nella nostra vita quotidiana. Una persona che ritrae qualcun altro in un film, o commedia, o in un TV show o in qualsiasi altra scena dove mente per apparire un altro, porta falsa maschera pretendendo di essere quello che non è, perciò è bugiarda. Nella nostra malvagia società non consideriamo questa attività falsa come mentire, infatti meglio uno è a mentire in questi ruoli, e il più viene premiato, certi anche con numeri astronomici, basta guardare all'industria dei Film e i suoi 'Ipocriti', che applaudiamo così tanto.  Gli Attori sono i migliori bugiardi del mondo e sono pagati miliardi per farlo, e certi diventano anche Presidenti di nazioni importanti con questa abilità. 

Noi stessi, cittadini ordinari, siamo coinvolti non di meno perché mentiamo persino ai nostri piccoli bimbi, con molta abilità, nell'insegnare loro l'esistenza di "Babbo Natale" così istruendo loro di mentire già da piccoli e metterli su una vita di menzogna perpetua. 

Ma non c'è nessuna sorpresa qua visto che noi TUTTI siamo attori (Ipocriti) e bugiardi compulsivi, a tutti i livelli delle nostre vite.  Infatti noi pratichiamo hupokrisis , parola Greca che significa "l'atto di un attore di palcoscenico" cioè: mettere su un atto, pretesa, imbroglio, inganno in tutti i singoli minuti dei nostri giorni delle nostre piccole vite, e spesso anche incoscientemente perché questo comportamento è profondamente ingranato nel nostro essere umano: “Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?” (Ger 17:9)

Ecco qua qualche esempio di tutti i tipi di giustificazioni per mentire:

Mentire è buone per te. Se ti dicessi che mentire è buono per te, probabilmente non mi crederesti.  Ma, credimi, non sto mentendo. Lacey Rose

Messo semplicemente, noi mentiamo perché funziona. Quando lo facciamo bene riusciamo sempre ad ottenere quello che vogliamo.

Mentiamo per evitare difficoltà o punizione.  Mentiamo per mantenere relazioni e per far piacere ad altri.  E, naturalmente, la maggior parte di noi mente a se stesso. Quando cerchiamo di abbellire le nostre credenziali o rafforzare le nostre storie, spesso diciamo non verità per apparire e sentirci meglio.

Nel 2002, Robert Feldman, un professore psicologo dell'università del Massachusetts a Amherst, condusse uno studio nel quale fece segretamente filmini di studenti che conversavano con stranieri. Dopo averli fatti, egli convocò gli studenti ad esaminare i filmini e ad identificare le bugie.  In media loro confermarono di aver detto tre bugie ogni dieci minuti di conversazione.  E quel numero è probabilmente troppo basso.  Perché abbiamo la tendenza di mentire anche su quante menzogne abbiamo detto (cioè, mentiamo sulle menzogne).  E lo studio di Feldman si concentrava soltanto sulle bugie orali, ignorando altri comportamenti ingannevoli, come fuorviante linguaggio del corpo o le espressioni facciali, per esempio. 

In fatti noi mentiamo così prontamente che la disonestà è automatica.  La maggior parte del tempo non siamo consapevoli delle bugie che diciamo, spiega David Smith, direttore del New England Institute at the University of New England e autore di  ‘Why We Lie’ (perché mentiamo). Noi viviamo meglio quando non sappiamo che stiamo mentendo.  Egli spiega che in quello stato non trasmettiamo quei segnali imbarazzanti di disagio che un mentitore intenzionato può malapena controllare. Ingannare se stessi è la gemella dell'imbroglio, più ci inganniamo e più siamo capaci di nascondere l'inganno ad altri. 

Ma perché siamo così disonesti? Non è l'onestà la miglior politica?  I fatti sono che nessuno vuole sentirsi dire che è ingrassato o meno attraente. In verità, noi consideriamo quelli che sono veramente onesti di essere schietti, antisociali e anche patologici. Uno studio recente ha determinato che gli adolescenti che avevano la più alta popolarità con i loro compagni erano quelli che erano più bravi all'inganno. 

E il mentire ha provato di portare benefici psicologici. Per esempio, c'è una evidenza 'scientifica' che dimostra che le persone depressive sono più oneste con se stessa che i non-depressivi, o gente mentalmente salubre. Però quando questi si riprendono dalla loro depressione, diventano meno onesti.

Strano abbastanza, nonostante la frequenza del nostro mentire, non siamo veri mastri a quello. Mentire, almeno quello intenzionale non è facile.  Ci vuole più lavoro a dire una bugia che a dire la verità.  Non solo non ti devi inventare una storia, ma anche devi guardare il tuo interlocutore per assicurarti che ti crede. 

Ma non preoccupatevi troppo, perché la gente è facilmente truffata.  "Non esiste il naso di Pinocchio" spiega  Paul Ekman, professor emeritus di psicologia all'Università della California, San Francisco.  Non c'è nessun segno sempre presente  quando qualcuno mente o sempre assente quando uno dice la verità. La ricerca dimostra che c'è solo una minuta probabilità a discernere l'inganno. Generalmente si assume che la gente dica la verità o la menzogna. Ma spesso, noi non vogliamo sentire la verità.  Se sentiamo quello che vogliamo sentire, allora noi l'accettiamo, che sia vero o no. 

"Perciò anche se vogliamo dire che valutiamo l'onestà, noi diamo valore anche alla disonestà" dice l'Università di New England’s Smith.  Dopo tutto ci è stato insegnato l'importanza del mentire già dalla tenera età (vedi tipo Babbo Natale).  L'inganno è che non lo chiamiamo "mentire" ma lo chiamiamo "tatto o grazia sociale". 

Veramente, siamo tutti Hupokrites:

Hupokritês.

L'ipocrisia è l'atto di pretendere di avere credenze, virtù e sentimenti che non si hanno. Un classico esempio di atto ipocrita è il denunciare un altro per portare avanti una certa azione mentre facendo la stessa azione noi stessi, questo comportamento è infatti molto comune in politica. 

Ai tempi di Gesù il teatro in Giudea era del tipo Greco. Gli attori spesso recitavano ruoli di dei, rappresentando i vari idoli Greci. Attraverso questa performance l'attore diveniva "uno che da le risposte" cioè un oracolo. Questo ha a che vedere col il significato originale del verbo hupokrinomai, cioè gli attori rappresentavano la deità e annunciavano le parole degli dei. 

Sembra che Gesù si riferisse a questo; quello che i Farisei facevano era di mettere su un atto, e loro agivano come se in qualche modo erano gli attori o oracoli o "i rappresentanti di Dio" (la più grande chiesa "cristiana" del mondo si atteggia ugualmente in questi giorni malvagi).  Essi presero per se stessi "il diritto" di decidere (per gli altri) cosa era presumibilmente "giusto" o "sbagliato".  Per questo il nostro Signore diede forte avvertenza ai Suoi discepoli: “1 Nel frattempo, essendosi radunata la folla a migliaia, cosi da calpestarsi gli uni gli altri, Gesú prese a dire ai suoi discepoli: «Prima di ogni cosa guardatevi dal lievito dei farisei, che è ipocrisia. 2 Ma non vi è nulla di nascosto che non debba essere palesato, né di occulto che non debba essere conosciuto.” (Luc 12:1-2)

Quando Gesù chiamò i Farisei con l'appellativo hupokritai, li chiamò come se fossero attori.  E quando disse che i Farisei eseguivano hupokrisis Egli ovviamente significò che erano come attori del teatro Greco di quei giorni.  Essi pretendevano di essere qualcosa che non erano, e agivano come dei "dei" o "oracoli di dio" (hupokrinomai).  Inoltre la parola hupokritês copre anche chiunque che finge, anche se non è attore, ma pretende di essere quello che non è. Questo è precisamente quello che i Farisei facevano. Un esempio di accusa era che loro agivano come se si sedevano "sulla sedia di Mosé" (cioè la santa sede) anche se Dio non diede loro tale "sedia". 

Dio vuole che noi seguiamo la giustizia, la rettitudine, di avere un cuore che è affamato di essere come Lui. Poi da questa santa attività strariperà l'amore di Dio e altri percepiranno una fugace apparizione di Gesù in noi. Gesù vuole che tutta la nostra lode porti a Dio tutta la gloria per il lavoro che Lui fa in noi. Non dobbiamo essere come il picchio che mentre stava piccando su un tronco d'albero all'improvviso un fulmine colpì l'albero e lo spacco. Il picchio fu scaraventato indietro indenne e guardando all'albero spaccato esclamò orgogliosamente: "guarda cosa ho fatto". 

Ma perché mentiamo? Mentiamo per coprire quello che temiamo e vogliamo nasconderlo e non lo vogliamo esposto. Mentiamo anche per innalzarci sopra i nostri sentimenti di inadeguatezza o inferiorità, o di abbassare una terza persona agli occhi degli altri. 

Considera l'uso dei cosmetici in questo riguardo. Il make-up viene sempre usato per nascondere, per coprire quello che noi consideriamo carenza nella nostra bellezza. Ma da quale standard siamo inadeguati? Siamo veramente veri testimoni di noi stessi?  Possiamo usare cosmetici per abbellire quello che c'è nei nostri cuori malvagi? No, ma sono sicuro che lo faremmo se potessimo farlo.  Ipocriti, è Dio che Giustifica, non noi stessi. 

Diciamo falsità ad altri, persino inganniamo noi stessi ma non possiamo truffare l'Onnipotente Dio: “7 Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà. 8 Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione, ma chi semina per lo Spirito. dallo Spirito raccoglierà vita eterna.” (Gal 6:7-8) Dio non si può beffare e noi bugiardi ce lo dimentichiamo così facilmente.  Non possiamo trattare la Sua Legge con irriverenza o disprezzo e passarla liscia. Noi siamo responsabili a Lui, che ci piaccia o no. Quello che facciamo in questa vita ci ritorna, questo è un principio inevitabile. Non possiamo evitarlo, quello che seminiamo a morte, lo raccoglieremo come morte; quello che seminiamo a vita ci ritornerà come vita. Gesù fece una pertinente domanda con ovvia risposta: “..... Si raccoglie uva dalle spine o fichi dai rovi?” (M t 7:16)

Nessuno, nemmeno un ipocrita, si può beffare delle leggi di Dio, può soltanto ingannare se stesso e forse altri, ma solo per poco tempo.

Paolo chiaramente spiega la nostra responsabilità verso Dio con riguardo al nono comandamento.  Dobbiamo manifestare la verità da ogni aspetto della nostra vita, facendo uso dell'onesto e diligente uso dei benigni doni di Dio senza astuzia, sotterfugi o falsità: “1 Perciò, avendo questo ministero per la misericordia che ci è stata fatta, non ci perdiamo d’animo. 2 Anzi abbiamo rinunziato ai sotterfugi della vergogna, non camminando con astuzia, né falsificando la parola di Dio, ma mediante la manifestazione della verità, raccomandando noi stessi alla coscienza di ogni uomo davanti a Dio.” (2Co 4:1-2)

In questi versetti l'apostolo ci insegna che dobbiamo avere niente a che fare con nascosti vergognosi metodi e parlare falso o ingegnosità senza scrupoli.  Ma dobbiamo vivere le nostre vite nel timore di Dio, sapendo che è al corrente di ogni nostra mossa e giustamente giudicherà le nostre condotte.  Le nostre vite devono dimostrare che ci presentiamo perfettamente trasparenti alla coscienza umana e in piena vista di Dio. 

Una volta avevo una domanda per un mio caro amico e fratello, alla quale non voleva rispondere per non mentire o offendermi, all'ora cortesemente rispose: "preferisco non rispondere a questa domanda".

Dobbiamo essere come bambini e aperti a lasciare meno spazio possibile per le persone di fraintendere i nostri motivi, le nostre azioni o di travisare la nostre parole dal reale significato dovuto alle nostre acrobazie verbali. E' importante di quello che la gente pensa di noi?  Tanti dicono: "Faccio quello che voglio e quello che ne pensano gli altri non importa".  Certe volte questo può apparire come saggezza, ma importa a Dio.  Se non gli interessasse non si curerebbe tanto nella Sua Parola per noi di essere buoni testimoni per proteggere la Sua reputazione e le nostre.  La nostra effettiva testimonianza è profondamente dipendente nell'essere fidati attraverso l'onestà. 

Amici, mantenere il nono comandamento comincia nel non permettere al nostro ingannevole cuore di truccarci nel fare o dire qualsiasi cosa meno onesta o vera davanti a Dio.  Dobbiamo dimostrare vera testimonianza indipendentemente da quello che gli uomini discernano da quello che diciamo o facciamo o di quale danno doloroso la verità possa fare alla nostra delicata vanità. 

Crediamo davvero che possiamo trovare la nostra via al Paradiso con bugie?

NESSUN bugiardo a parte nel Regno di Dio come la Scrittura attesta: “Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda».” (Apo 21:8)

Beh!  Allora se TUTTI gli uomini sono bugiardi (Ipocriti) come la Scrittura verifica: “..... «Ogni uomo è bugiardo».” (Sal 116:11) chi può essere salvato in Paradiso

Ma grande lode sia dato al nostro Dio che ha provveduto il Signore Gesù Cristo, nostro Salvatore, e propiziatore di ognuno dei nostri tanti peccati che chiunque chiama il Suo nome sarà salvato se con onestà può testimoniare e credere: “9 poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesú, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. 10 Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,.” (Rom 10:9-10)

In Fine.

  • Può un Cristiano essere impiegato come attore professionista? (cioè come Ipocrita?)  Penso proprio di no.

  • Può un Cristiano partecipare in qualsiasi forma di recita?

  • Può una persona presentare Gesù ai bambini vestito come un pagliaccio con il viso dipinto?

  • Può un Cristiano guardare film?

  • Può un Cristiano guardare sceneggiature televisive? 

  • Può un Cristiano mettersi Make-up sul viso?

  • Può un Cristiano partecipare alle cose terrene che non sono parte del Regno di Dio? 


Più tante menzogne sono state dette su questo tipo che chiunque altro noi sappiamo.