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Il Regno di Dio contro Copyright

aymon de albatrus

“..... Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?” (1Co 4:7)

“Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” (Mat 10:8)

Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Gal 2:20)


QUESTO E' UN ARGOMENTO PIUTTOSTO SENSITIVO.

Si tratta di soldi: “L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori.” (1Ti 6:10)

Prima che venga colpito da ogni lato, per favore notare che sono benissimo a conoscenza che questo soggetto tocca profondamente il più naturale lato del cuore umano, ma sto scrivendo da un punto di vista spirituale e specificamente dai principi del Regno di Dio, cioè come le cose devono essere fatte nel Suo Regno Sovrano, in altre parole: "come noi, i Suoi ubbidienti figlioli, dobbiamo vivere".

I fatti della vita sono che tutto, ma proprio tutto, appartiene a Dio, anche la nostra vita.  Non c'è NIENTE che esiste al quale Dio non abbia dato vita creandolo dal nulla.  Egli è l'assoluto padrone di tutto, anche delle nostre anime, ha controllo Sovrano e Potere sopra tutto come la Scrittura attesta: "Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto?" “Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?».” (Rom 9:20) “E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna.” (Mat 10:28

Questo significa che noi NON possiamo reclamare pretesa di possessione su niente che usiamo e facciamo perché è TUTTO da Dio e per poco tempo, dato che quando moriamo lasceremo tutto. Nelle migliori delle possibilità lo imprestiamo e siamo responsabili dell'uso che ne facciamo delle possessioni di Dio. 

Inoltre, TUTTO quello che realizziamo e scriviamo nella nostra vita non è da noi ma dato da Dio, perciò il concetto di proprietà Copyright (a nostro nome) per guadagni personali è in fatti copyright qualcosa che non è nostro ma di Dio, perché Gesù disse: "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.”

Certamente io non voglio essere "l'accusatore dei fratelli" e non accuso nessuno, ma i fratelli che copyright il materiale che ricevono da Dio (e tutto è dato) dovranno un giorno rendere conto di ciò al Dio dell'universo, il Dio delle loro anime. 

Infatti quando siamo fatti "nati di nuovo" noi moriamo a noi stessi e fatti vivi spiritualmente in Cristo, siamo uniti a Lui e viviamo in Lui.  Se siamo morti alle cose del mondo dobbiamo porre le nostre affezioni alle cose di lassù, non quelle che sono sulla terra. (Col 3:1-3)

Se infatti abbiamo crocifisso l'avidità della carne alla croce allora non dobbiamo più desiderare ardentemente guadagni finanziari o riconoscimenti terreni ma considerare le cose del mondo come puzzolente letame: “Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesú mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo,” (Fil 3:8)

Inoltre, se infatti quello che abbiamo, lo abbiamo ricevuto da Dio che diritto abbiamo di restringere la sua diffusione alla gente nell'applicare una stretta mortale su di esso per guadagni finanziari?  Ma cosa dice la Scrittura?

Persino gli Apostoli volevano 'Copyright' gli insegnamenti e doni di Cristo, ma cosa disse Gesù a proposito: “38 Allora Giovanni, prendendo la parola, gli disse: «Maestro, noi abbiamo visto un tale che non ci segue scacciare demoni nel tuo nome e glielo abbiamo proibito, perché non ci segue». 39 Ma Gesú disse: «Non glielo proibite, perché nessuno può fare un’opera potente nel nome mio, e subito dopo dire male di me. 40 Poiché chi non è contro di noi, è per noi. 41 ¶ Chiunque infatti vi dà da bere un bicchiere d’acqua nel nome mio, perché siete di Cristo, io vi dico in verità che non perderà affatto la sua ricompensa».” (Mar 9:38-41)

Come si legge, gli Apostoli avevano l'attitudine di questo mondo e in effetti volevano copyright i miracoli e gli insegnamenti di Gesù, essi volevano avere la loro privata corporazione e di tenere i doni per se stessi per guadagni personali, ma Gesù li rimproverò dicendo che chiunque faceva qualsiasi cosa dei Suoi insegnamenti in Suo nome, non era da fermare con legalismi ma di lasciarlo fare perché era dal Suo lato e la sua ricompensa gli sarà data. Inoltre questi che scacciavano demoni non portavano niente via dagli Apostoli, ma in effetti ampliavano le benedizioni di Dio alla gente in aggiunta a quello che gli Apostoli facevano. 

Il concetto del Copyright viene dal mondo, se non dalla Fossa, e NON da Dio, perché il suo scopo è quello di limitare il divulgare liberamente quello che Dio ha dato, per assicurarsi personali avidi guadagni.  Questa attitudine non è cosa dal Regno,  "gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.” 

Breve storia a proposito il copyright

Il Copyright fu inventato con l'avvento della macchina stampante e con l'aumento della alfabetizzazione (naturalmente, più cresceva l'alfabetizzazione e più libri si vendevano con associati guadagni). Come concetto legale le sue origini in Britannia erano derivate dalla reazione dei monopoli dei tipografi (certo, più avidità. più guadagni) all'inizio del diciottesimo secolo. Anche il re Charles II of England era preoccupato di avere il copyright sui i libri (tasse) e usava la prerogativa reale di passare l'Atto Legislativo del 1661 che stabiliva un registro dei libri con licenza reale (tasse) richiedendo che una copia del lavoro fosse tenuta nel Stationers Company, per tenere conto dei pagamenti. Dopo di ciò, lo Statuto della regina Anne fu il primo vero atto del copyright e diede all'autore diritti per un periodo, dopo il quale il copyright terminava. Il Copyright è cresciuto da concetti regolativi dei diritti copyright su libri e mappe a coprire praticamente tutto, un poco come l'IVA (dovuto ai grandi congiunti guadagni)

La Convenzione di Berna del 1886 riconobbe il copyright fra le nazioni sovrane, piuttosto che bilateralmente. Sotto la Convenzione di Berna, il copyright per lavori creativi non hanno bisogno di essere asseriti o dichiarati, perché essi sono automaticamente in forza a creazione; in altre parole un autore non ha bisogno di "registrare" o "applicare per" il copyright nelle nazioni che aderiscono alla Convezione di Berna. Appena il lavoro è scritto o annotato su qualche mezzo fisico, l'autore è automaticamente intitolate a tutti i copyright per il suo lavoro, e ad ogni lavoro derivante fino a che l'autore rinuncia, o quando il copyright scade. La Convenzione di Berna tratta gli autori ugualmente in tutte le aderenti nazioni. 

Gli UK firmarono la Convenzione di Berna ma non l'implementarono pienamente fino a 100 anni dopo con il passaggio del: "Copyright, Designs and Patents Act of 1988". Gli USA non firmarono il Convenzione di Berna fino al 1959. 

Così, come possiamo vedere il concetto del Copyright non è altro che una mistura del mondo per assicurarsi il massimo guadagno per se stessi, effettivamente limitando l'esposizione di quello ricevuto. 

Onesto uso e leale condotta

Il Copyright non proibisce completamente le copie o le riproduzioni. Negli USA la dottrina dell'uso onesto, codificato dal "Copyright Act of 1976 as 17 U.S.C. Section 107", permette una certa quantità di copiatura e distribuzione senza il permesso del possessore del copyright o di pagamenti.  Lo statuto non definisce chiaramente cosa è "l'Onesto Uso" ma invece da quattro non-esclusivi fattori da considerare in una analisi di onesto uso:

  1. Lo Scopo e il Carattere dell'uso, includendo se tale uso è di natura commerciale o è per scopi educazionali senza profitto,

  2. La natura del lavoro copyright,

  3. La quantità e sostanza della porzione usata in relazione al totale lavoro, e

  4. Gli effetti dell'uso sul suo potenziale del market o valore del lavoro copyright. 

Copyright su lavori religiosi

La situazione con il copyright su lavori religiosi non è mai chiara (dovuto soprattutto per l'avidità) di chi ha i diritti.  Sotto la provvigione della convenzione di Berna, il copyright viene concesso all'autore alla creazione del lavoro, ma diverse religioni sostengono che i loro lavori letterari sono "firmati" (scritti e/o dettati) dal loro Dio e perciò nessuno può copyright quei lavori.  La Bibbia, per esempio, afferma questo: “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia,” (2Ti 3:16);  “Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo.” (2Pi 1:21)

Infatti, noi Cristiani crediamo fermamente che la Bibbia sia la letterale e inerrante Parola di Dio che non venne per il volere degli uomini, ma uomini santi di Dio scrissero come furono mossi dallo Spirito Santo. Con tutto ciò, tante Bibbie sono sotto copyright dovuto alle loro edizioni o traduzioni.

Significa questo che se una Bibbia viene tradotta in una altra lingua, il traduttore ha adesso il copyright del lavoro tradotto?  Sicuramente NO! Che cosa viene copyright?  Il mezzo o il significato che il mezzo trasporta?  Senza ombra di dubbio, se qualcosa si può copyright è il messaggio che lo scritto trasmette, e non le parole usate, dato che esse sono nel dominio pubblico. Nel caso di una Bibbia tradotta, il messaggio appartiene SEMPRE a Dio, indipendentemente del linguaggio usato. Altrimenti non potrebbe essere considerata Santa e Inerrante. Perciò, per logica, le Bibbie copyright contravvengono gli stessi principi del Copyright. 

L'ingordigia dell'uomo è veramente senza limiti.

Condividere liberamente quello che abbiamo ricevuto

Ognuno di noi dovrebbe usare qualsiasi dono ricevuto per servire gli altri, fedelmente amministrando la grazia di Dio nelle sue variate forme. Se ci è dato di scrivere bene, è un dono da Dio, e i doni sono dati per essere condivisi, non sono stati dati per essere ammassati e ristretti a noi stessi, e decisamente non come un mezzo per guadagni personali.  La Scrittura dice questo a proposito: “10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. 11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesú Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.” (1Pi 4:10-11)

Lo scopo dei doni, sia naturali come spirituali, è quello di "che Dio sia glorificato attraverso Gesù Cristo in tutte le cose". Questo significa che la ragione per la quale Dio ci da doni è quella di dimostrare la Sua gloria attraverso quelli. Come si può fare questo bene, se limitiamo il risultato del dono di scrivere che abbiamo ricevuto nell'applicare il copyright? 

Egli vuole che noi, come il mondo, ci meravigliamo di Lui e riconosciamo chi Lui è. La stupenda realtà di Dio è tutta inclusiva “Poiché da lui, per mezzo di lui e in vista di lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.” (Rom 11:36 E non c'è niente di più emozionante, più gioioso, più significante, più soddisfacente di essere parte dell'eterna rivelazione della gloria di Dio (e non di essere immersi nella avidità di denaro 1Ti 3:3). Anche se la nostra partecipazione è soltanto di scrivere piccoli articoli su Internet, è sempre benedizione a qualcuno e sempre porta Gloria a Dio e non deve essere limitata dal copyright per essere parte del Suo piano eterno.

Il concetto del Copyright è radicato così profondamente nella nostra società che persino una vignetta con spiccata perspicuità raffigurando una chiesa con predicatore che guarda con occhietti avidi tanti pacchetti di dollari con la Bibbia affianco.  Ma poi, più sotto si legge ben evidenziano COPYRIGHT, così l'autore della vignetta nega il messaggio che voleva dare, ma credo che non se ne sia manco accorto. 

Noi non apparteniamo più a noi stessi, e siamo stati comprati a caro prezzo, il Sangue di Cristo: “.....  la chiesa di Dio, che egli ha acquistata col proprio sangue” (Att 20:28 )  “Voi siete stati comprati a prezzo, non diventate schiavi degli uomini.” (1Co 7:23)

Personalmente mi sento altamente onorato se qualcuno considera i miei scritti abbastanza buoni da essere copiati nei loro siti, e molto contento per quello, perché così raggiungono più gente.  Non ho bisogno che qualcuno chieda il permesso, fatelo, per la gloria di Dio. Amen

Suggerite guide:

Noi Cristiani dobbiamo essere differenti dal mondo, e in modo CHIARO. Assolutamente non dobbiamo seguire le vie del mondo e non cadere nella Mammona "voi non potete servire a Dio e a mammona."  (Mat 6:24)

Se qualcuno vuole, comunque, applicare qualche tipo di dichiarazione "copyright" sui loro ricevuti lavori letterari, il meglio che io abbia mai visto è quello sotto, usato da Loraine Boettner:

Chiunque è in libertà di usare materiale da questo libro con o senza credito.  Nel preparare questo libro l'autore ha ricevuto aiuto da tante fonti, certe riconosciute e tante non riconosciute.  Egli crede che il materiale qua esposto è una affermazione vera dell'insegnamento delle Scritture ed il suo desiderio è di avanzarne, e non di ristringerne il loro uso.