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Il Regno di Dio contro la CompetizioneAΩ "3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri." (Fil 2:3-4) Definizione di Competizione Qualche parola relativa: Tipica Concorrenza Antagonistica: Nello Sport In Politica: In Business: Sopravvivenza: In Biologia e in Ecologia La Concorrenza è Malefica In questa competizione il risultato finale è che il vincitore è estatico dalla gioia e i perdenti nella più abietta tristezza. La gioia del vincente è fondata sulla disfatta del perdente, proprio come in guerra. Il vincitore ha vinto avendo sconfitto tutti gli altri. Noi dichiariamo questo tipo di competizione totalmente maligna e non da Dio. IN DIO NON C’È CONCORRENZA O COMPETIZIONE PERCHÉ LUI PROVVEDE PER TUTTI. Il sistema Apostolico Il problema della Concorrenza La concorrenza incoraggia tanti sbocchi di vendita per la stessa cosa, che causa confusione ai clienti che spendono tempo eccessivo per comprare. Spesso c’è anche mancanza di informazione nel personale che non conosce i prodotti. Oggi abbiamo un sistema dove c’è troppa gente che compete per le stesse cose, e meno persone che servono altri o che servono Dio. Perciò la gente si deve accontentare con un limitato numero di lavori pagati e portare soldi via da oneste persone. Se uno succede in una carriera o impresa per fare soldi, previene qualcun altro di succedere sotto un competitivo sistema di limitate opportunità. Gente prova fortemente senza successo per anni a trovare un lavoro salariato. La gente onesta, che frequentemente prova fortemente, spesso hanno le loro vite distrutte come risultato. Qualcuno nell’occulto disse: "L’intero regno di Satana funziona sul principio della competizione, il contrario del Regno di Dio dove tutti si servono a vicenda". (vedere http://www.mt.net/~watcher/bluey.html) quel rapporto descrive come le streghe competono per demoni per distruggere le altre. È molto strano che certi Cristiani affermano che la competizione è buona, e che questo è quello che dovremmo dare. Al contrario degli Apostoli che diedero tutte le loro possessioni naturali per il lavoro del Signore, questi Cristiani d’oggi invece competono a studiare e a lavorare per il corrotto sistema del mondo. "Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui." (1Gi 2:15) In qualche caso ci sono delle eccezioni e potrebbe essere che nel fare il lavoro del Signore qualche competizione si deve affrontare. Per esempio tutti noi abbiamo bisogno di qualche limitata risorsa e soldi per ottenere gli essenziali. Prendendo queste cose potrebbe essere a svantaggio ad altri ed essere considerato competitivo. Ma se veramente cerchiamo il volere di Dio possiamo aiutare altri nel prendere solo quello che abbiamo bisogno e il beneficio netto sarebbe non troppo danneggiante. Competizione contro se stessi per motivo di esercizio fisico come motivazione personale è probabilmente una buona cosa ma di poco valore. L’apostolo Paolo dice: "perché l’esercizio corporale è utile a poca cosa, ma la pietà è utile ad ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura." (1Ti 4:8) Però quando si tratta di competizione antagonistica ci sono molti problemi come ultra allenamento, brama per successo mondano, soldi e medaglie. C’è orgoglio se si vince e distrazione dal fare il volere del Signore. Quando si perde c’è rabbia, delusione, invidia, rammarico e risentimento. La delusione e la bassa stima incorsa dalle persone nel perdere causa suicidi, droga, famiglie rotte, crimini, ingiurie, rabbia con Dio e la gente non ringrazia Dio. Queste cose non sono da Dio. Consideriamo l’esempio dei giochi Olimpici. Le medaglie hanno la dea Greca della Vittoria e i giochi sono intrecciati con droghe e corruzione. Si incoraggia competizione e avidità assieme all’adorazione di idoli. Causa dipendenza nello sport per distrarre gli eletti. Si sprecano soldi che è il fine dei finanzieri internazionali che ne profittano dagli interessi. Onora lo spirito Olimpico della fiamma. Questo è il dio delle olimpiadi. Venerare altri dei è diabolico alla vista di Dio. Queste cose sono altamente stimate dagli uomini, e perciò una abominazione alla vista di Dio: "Ed egli disse loro: «Voi siete quelli che giustificate voi stessi davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori; poiché ciò che è grandemente stimato tra gli uomini è cosa abominevole davanti a Dio." (Luc 16:15) Lo sport incoraggia avidità e grandi pagamenti ed è motivazione per la gente di desiderare fama e fortune. Giochi d’azzardo, fissare partite e tangenti ne sono il naturale risultato. La via di Dio è la Soluzione Invece di competere con tutti, piccoli punti di vendita specializzandosi su simile cose potrebbero lavorare assieme e condividere i profitti. Un controllo giusto di prezzi potrebbe assicurare bassi costi. Un giusto regolamento assicurerebbe che gruppi di business non diventassero troppo dominanti. Questo darebbe più opportunità ai piccoli specializzati business perché non dovrebbero competere con i giganti del commercio. Il Regno di Dio consiste in amare, condividere, soddisfazione, lode, gioia, donare, e preferire gli altri a noi stessi, cose che sono perfettamente contrarie ai principi della competizione o concorrenza. Le direttive nel Regno di Dio: "non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso." (Fil 2:3) "Nell’amore fraterno, amatevi teneramente gli uni gli altri nell’onore usate riguardo gli uni verso gli altri." (Rom 12:10) "Camminiamo onestamente, come di giorno, non in gozzoviglie ed ebbrezze, non in immoralità e sensualità, non in contese ed invidie." (Rom 13:13) "Infatti, poiché fra voi vi è invidia, dispute e divisioni, non siete voi carnali e non camminate secondo l’uomo?" (1Co 3:3) "20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio," (Gal 5:20-21) "Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri." (Gal 5:26) "è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia litigi, maldicenze, cattivi sospetti," (1Ti 6:4) "14 Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità. 15 Questa non è la sapienza che discende dall’alto, ma è terrena, animale e diabolica. 16 Dove infatti c’è invidia e contesa, lì c’è turbamento ed ogni sorta di opere malvagie." (Gia 3:14-16) "7 ¶ Ora, notando come essi sceglievano i primi posti a tavola, propose agli invitati questa parabola, dicendo: 8 «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché quel tale potrebbe aver invitato un altro più importante di te, 9 e chi ha invitato te e lui non venga a dirti: "Cedi il posto a questi". E allora tu, pieno di vergogna, non vada ad occupare l’ultimo posto. 10 Ma quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto affinché, venendo chi ti ha invitato, ti dica: "Amico, sali più su Allora ne avrai onore davanti a coloro che sono a tavola con te. 11 Perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato»." (Luc 14:7-11) "Io vi dico che questi, e non l’altro, ritornò a casa sua giustificato, perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato»," (Luc 18:14) "sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo." (Efe 5:21) "Similmente voi, giovani, siate sottomessi agli anziani. Sì, sottomettetevi tutti gli uni agli altri e rivestitevi di umiltà, perché Dio resiste ai superbi, ma dà grazia agli umili." (1Pi 5:5) Non dobbiamo fare niente attraverso conflitti. "Conflitto" si riferisce a opposizione, battaglia o competizione e concorrenza con altri. Dovuto all’avidità degli umani, essi naturalmente competono fra di loro. Qualche situazione ci è imposta come la competizione fra il bene e il male, ma c’è tanta competizione che non sia molto negativa. Un’altra negatività dalla competizione che può ferire è la "vanagloria". La "vanagloria" parla di avere una opinione troppo alta di noi stessi, riferendosi alla vanità, il tipo sbagliato di orgoglio e di percepita propria grandezza. Si riferisce ad una persona che si valuta e pensa di essere meglio degli altri. Naturalmente la vanagloria distrugge l’unità perché la persona che ha questo tipo di attitudine tratterà e parlerà con gli altri in un modo che non dovrebbe. Parleranno e guarderanno giù alle altre persone. La parola "vana" significa "vuoto", e tanti scopi ai quali ambiscono molti umani sono vani e inutili come la conquista di titoli sportivi. Se uno fa le cose attraverso la vana gloria ed ha una estrema opinione di se stesso, allora questa opinione è veramente vuota perché è l’opinione sbagliata. Dio è il solo al quale appartiene questa alta stima. A Dio sia la Gloria, non all’uomo. Noi dobbiamo pensare e parlare e fare cose che elevano Dio, non noi stessi. Per mantenere l’unità la Scrittura ci dice chiaramente l’attitudine che dobbiamo avere verso gli altri credenti: "ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso". Secondo la Scrittura trattare gli altri come uguali non è sufficiente abbastanza. Dobbiamo vedere gli altri come meglio di noi. Se viviamo così non avremo mai problemi con conflitti e vanagloria. C’è un famoso detto: "Impara a camminare un miglio nelle scarpe di qualcun altro". In altre parole, siamo simpatetici alla situazione di altri. Come dice la Scrittura. "Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri". Siamo egoisti se guardiamo alle cose soltanto dal nostro punto di vista. C’è sempre un altro modo di vedere le cose. Se non facciamo così, non contribuiremo all’unità Cristiana come dovremmo. La Competizione ignora tutto questo ed è perciò l’antitesi dei principi Cristiani. Nel caso avessimo difficoltà a capire come avere questa altruistica attitudine verso gli altri, ci viene dato dalla Scrittura un alto esempio di seguire: "Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù," (Fil 2:5) Un importante aspetto di questo versetto sono le prime parole "Abbiate in voi", questo parla della nostra volontà e della nostra scelta. Quando siamo egoisti è perché scegliamo di esserlo e saremo resi responsabili della nostra scelta. Non c’è nessuna scusa per fare cose attraverso conflitti e vanagloria. Non c’è nessuna scusa per stimarsi più alti di altre persone. Non c’è nessuna scusa per non seguire l’esempio che Gesù ci ha dato. Non inganniamoci da soli, nella potenza di Dio abbiamo la capacità di prendere la decisione giusta. "Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà." (Gal 6:7) La seguente tabella dimostra chiaramente come il moderno Cristianesimo è più in linea con l’approccio secolare occidentale che con i principi Biblici.
Competizione, indipendentemente dalle sue forme, ha la meta di mettere una persona contro un’altra in qualche prova di prodezza che lascia uno il "vincitore" e l’altro "il perdente". È una contesa dove individui perfezionano la loro "disciplina". In qualche caso uno compete contro se stesso per migliorare le sue prestazioni.
Da nessuna parte la Bibbia promuove orgoglio e di essere orgogliosi. In fatti è proprio l’opposto, la Bibbia va a grandi distanze per scoraggiare l’orgoglio ed essere orgogliosi, fino al punto di dire: "Prima della rovina viene l’orgoglio, e prima della caduta lo spirito altero." (Pro 16:18). La Competizione non promuove amore fra gli uni e gli altri, ma promuove la sconfitta degli altri, come nella guerra. Il solo scopo è di essere sopra all’altro tizio per la propria gloria e quella della nazione, una grande esaltazione dell’orgoglio. La Bibbia dice: "Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili»" (Gia 4:6) Perciò l’unico scopo della competizione è quello di promuovere uno "spirito" di essere meglio dell’altro tizio. Avete mai notato che le nazioni più competitive sono anche quelle più violente? Ci sono innumerevoli esempi di persone che diventano molto violente durante gli eventi sportivi., e questo fenomeno non è isolato ad una nazione o due, ma è universale. La competizione promuove male intenzioni verso gli altri. La gente prende il lato di un gruppo contro l’altro gruppo. La competizione promuove alienazione e non pace e armonia. È la concorrenza in business che causa la gente a diventare senza scrupoli e di truffare altri nella gara di essere superiori e il "vincitore" nella gara sociale nella perfezione della carne. La premessa della competizione e di sconfiggere il tuo opponente, di considerarlo come un avversario sul quale devi avere la meglio. Come può questo favorire pace e amore per il tuo prossimo, quando sempre c’è nella mente una preparazione che lo tratta come avversario?
Questo è contrario a quello che la Bibbia dice. Nella Scrittura leggiamo che Gesù proclamò una parabola sui talenti dove ad uno erano dati un certo numero, ed ad un altro un’altro numero, e quando il buon uomo ritornò si interessò di cosa avevano fatto con quei talenti, e quale fu la conclusione? Disse il Signore: "Ben fatto tu buon servo di successo"? No! Quello che disse fu: "Ben fatto tu buon servo fedele". Essere fedele è più accettabile a Dio che di vanamente competere con il tuo vicino per avere la meglio su di lui. la sua squadra ha vinto la sua squadra ha perso
La Bibbia dice: Perché egli conosce la nostra natura e si ricorda che siamo polvere.” (Sal 103:14). Dio conosce bene le nostre debolezze e le capisce. L’idea della competizione e di essere meglio del prossimo tizio, ma la Bibbia ci insegna: “poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,” (Rom 3:23). È meglio concentrare le nostre energie sui valori spirituali eterni e acquistare tesori in paradiso nella forma di anime convertite al Regno di Dio che guadagnare "successi" su questa terra che prova la dedicazione della persona alle cose di questo mondo. CONCLUSIONE
"Non siamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri." (Gal 5:26)
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