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Premio del Cristiano

aymon de albatrus

"Ecco, io vengo presto e il mio premio è con me, per rendere ad ognuno secondo le opere, che egli ha fatto." (Apo 22:12

"Qual è dunque il mio premio? Questo: che predicando l’evangelo, io posso offrire l’evangelo di Cristo gratuitamente, per non abusare del mio diritto nell’evangelo." (1Co 9:18)

"sapendo che dal Signore riceverete la ricompensa a dell’eredità, poiché voi servite a Cristo, il Signore." (Col 3:24)


La Bibbia parla tanto di Premio sia come ricompensa per fare bene e come punizione per fare male. La maggior parte della gente pensa in termini di guadagno materiale, ma non era solo prosperità materiale quello che Gesù promise ai Suoi discepoli. In fatti Egli promise loro prove e tribolazioni, sofferenze, persecuzioni e morte, per causa del Suo nome. (Luc 21:12; Mat 10:21,22)

Gesù non pensava in termini di premio materiale, in fatti Egli stesso non aveva nessuna possessione terrena: "Ma Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo»." (Luc 9:58)

Al devoto Cristiano spirituale l'idea di premio non passa nemmeno lontanamente per la sua testa, mentre il carnale cristiano con una vista legale della vita pensa costantemente in termini di premio. Il modello del premio del Cristiano funziona così: "la persona che costantemente cerca il premio non l'avrà, mentre la persona la cui sola motivazione della sua vita è Cristo, l'avrà".

L'idea del premio non è un fattore motivante per il vero credente ma l'amore per Cristo è; il premio è la conseguenza della sua obbedienza a Cristo e la sua motivazione è di essere con Lui, non l'eventuale premio. Questo non significa che egli rigetta il premio di Dio, lo riceve allegramente, ma la sua devozione a Cristo non è basata su premi, ma l'amore per il Signore lo muove.

Tuttavia su questa terra stiamo ancora vivendo nella carne e siamo soggetti alle domande potenti della carne, perciò la tendenza è di chiedere al nostro Signore la domanda che Pietro chiese: "E Pietro prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito»." (Mar 10:28) Una legittima domanda da quelli che sono ancora sotto il controllo della mente carnale come gli Apostoli erano a quel tempo prima che lo Spirito scendesse su di loro, dopo che Gesù lasciò la terra (Att 2:1-4).  Alla domanda Gesù rispose nella Sua magnifica saggezza: "Allora Gesù, rispondendo, disse: «Io vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o poderi per amor mio e dell’evangelo, che non riceva il centuplo ora, in questo tempo, in case, fratelli, sorelle madre, figli e poderi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna." (Mar 10:29-30)

Gesù qui dichiara in termini enfatici ai carnali Apostoli che Dio li premierà generosamente anche in questa vita, ma li avverte anche che questa vita non è una vita fisica di lusso.  Fa anche chiaro che quelli che lo seguono devono aspettarsi assieme ai premi anche persecuzioni, prove e sofferenze in questa vita.  Ma le benedizioni saranno maggiori di un margine da cento a uno. Qualsiasi sacrificio facciamo per Cristo sarà riccamente ricompensato. Confermando che la vita Cristiana anche se mischiata con difficoltà, è certamente meritevole do essere vissuta, infatti è la sola vita che fa senso.

Gesù non parlava in termini strettamente letterali. Cosa voleva intendere era che le cose che riceveremo in questa vita saranno 100 volte più preziose di quelle che perderemo, come misurate in valore reale e eterno, non in ghiribizzi temporali su cose fisiche che sbiadiranno via.

Per esempio Gesù non promise a Paolo una vita di ricchezze e tranquillità, ma una vita di sofferenze: "Poiché io gli mostrerò quante cose egli deve soffrire per il mio nome»." (Att 9:16) Che si avverarono a suo tempo: (2Co 11:23-28).

Perciò tutti quelli che vogliono seguire Cristo soffriranno persecuzioni, che va senza dire che se la tua vita è "rose e fiori", allora il tuo discepolato è in questione: "Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati," (2Ti 3:12) e tutti questi hanno la loro croce da portare come il Signore comanda: "Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua." (Mat 16:24)

Nei versetti sopra Gesù promise due tipi di ricompense: una naturale e temporale sulla terra e l'altra spirituale ed eterna in Paradiso. Quelle naturali sono fisiche ed effimere per la soddisfazione dei sensi naturali, esse non sono reali e noi Cristiani non dobbiamo concentrarci su quelle ma considerarle quasi spazzatura quando paragonate al dono di Cristo: "Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo," (Fil 3:8)

Le promessa spirituali sono eterne e di valore infinito, con la maggiore essendo la salvezza dall'Inferno ed essere nella presenza dell'onnipotente Dio e il Suo Cristo.  La Salvezza è il più grande dono un uomo possa ricevere da Dio e quell'uomo deve essere eternamente grato a Cristo per tale magnifica donazione. Questo è il VERO Premio Cristiano. 

Il cristiano che si concentra su i premi naturali non ha capito Cristo e Lui crocifisso, infatti il suo cristianesimo è decisamente in dubbio.

Gesù avvisò i Suoi discepoli di non farsi tesori sulla terra ma di farli in cielo: (Mat 6:19-21). Con questo diceva che quello che facciamo su questa terra sarà ricompensato nel futuro, ma che tipo di tesoro sarà? Cosa serve un tesoro la dove non c'è niente da comprare? Dove le strade saranno d'oro, che valore avrà l'oro?

Quando avremo corpi spirituali non avremo bisogno di cose fisiche.  Perciò in termini di premi eterni dovremmo primariamente pensare a premi spirituali, non di cose fisiche che passeranno, e questa è un'altra ragione per non concentrarsi su ricompense naturali. Le ricompense spirituali saranno migliori di tanto alle cose fisiche che conosciamo in questa vita.  La nostra eternità nella presenza di Dio sarà molto più gloriosa e felice che le ricompense fisiche e senza dubbi più pacifiche. Tutte le cose fisiche, indipendentemente di quanto belle, piacevoli o preziose sono soltanto deboli ombre delle infinitamente migliori ricompense celestiali.

Non abbiamo un vocabolario che descriva quali sono le Celestiali ricompense ai santi, non sappiamo nemmeno quali esse siano precisamente, infatti Paolo vide qualcosa quando fu trasportato in Paradiso ma dice che non gli è permesso ripetere quello che ha udito: "fu rapito in paradiso e udì parole ineffabili, che non è lecito ad alcun uomo di proferire." (2Co 12:4)

Non sappiamo do sicuro quali siano le ricompense Celestiali, ma sappiamo che queste sono ben oltre quello che possiamo immaginare: "Or a colui che può, secondo la potenza che opera in noi, fare smisuratamente al di là di quanto chiediamo o pensiamo," (Efe 3:20 )

Ma sicuramente la Salvezza è il più grande dono di tutti. In Paradiso la gente di Dio sarà perfettamente felice e soddisfatta e senza nessuna pena (Apo 20:4).  Nessuno potrà pensare a come le cose potrebbero essere meglio. Il popolo di Dio avrebbe allora raggiunto la ragione finale per la quale è stato creato.

Noi dobbiamo servire Dio da una motivazione di amore per Lui in gratitudine per l'enorme dono della Salvezza e non come mercenari che lavorano solo per la ricompensa.  Certo, la Scrittura parla di ricompense e ci assicura di quelle. Perciò è onorevole per noi credere nelle promesse di Dio ma le ricompense non sono le maggiori motivazioni per i redenti figli di Dio, comunque sono parte del benedetto pacco di doni che Dio ci ha dato: "Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano." (Ebr 11:6)

Tuttavia, anche se crediamo nelle ricompense di Dio alla Sua gente, perché è parte del completo messaggio della Bibbia, la nostra sola motivazione è quella di piacere al Padre (Abba) per l'amore e l'affetto che abbiamo per Lui e per il Suo Cristo, e questo è sufficiente per noi. Se ci sono ricompense sono benvenute, ma il nostro cibo è di fare la volontà di Colui che ci ha creato e salvato dalle pene dell'Inferno.

CONCLUSIONE

Quale è dunque il vero Premio del Cristiano?

Cristo e la Sua Salvezza eterna in presenza dell'Onnipotente Dio in Paradiso, AMEN.

"Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati, a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per un’eredità incorruttibile, incontaminata e immarcescibile, conservata nei cieli per voi che dalla potenza di Dio mediante la fede siete custoditi, per la salvezza che sarà prontamente rivelata negli ultimi tempi. A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un podi tempo, dovete essere afflitti da varie prove, affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo, che, pur non avendolo visto, voi amate e, credendo in lui anche se ora non lo vedete, voi esultate di una gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il compimento della vostra fede, la salvezza delle anime." (1Pi 1:3-9)