home politica dottrina contatto info libri links mappa sito
articoli simili
stampa email salva salva pdf
 

Non può essere MIO Discepolo

aymon de albatrus

“«Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo.” (Luc 14:26-27)

“«Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre tra figlia e madre, tra nuora e suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua.” (Mat 10:34-36)

“Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: «Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà.” (Mar 8:34-35)


Gesù chiama tutti quelli che credono in Lui di diventare i Suoi Discepoli e dà le regole come farlo. Essere un discepolo di Cristo significa ricevere il Suo insegnamento e metterlo in pratica, cioè camminare con Lui nella Sua via. Non è cammino facile, ma Dio da la Grazia ai Suoi. Il discepolo partecipa nelle sofferenze di Cristo e gioisce nella Sua Gloria (1Pi 4:13). Cosa fa un discepolo di Cristo?  Ubbidisce ai Suoi comandamenti, e per questo Gesù lo chiamerà Suo amico: “Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando.” (Gio 15:14 )

Se uno viene a me e non odia... La parola 'odia' (nel Greco 'misos') ha il significato "odiare o detestare".  E' la stessa parola usata in Rom 9:13 dice Dio dice che ha odiato Esaù. Tuttavia il versetto continua con "suo padre e sua madre", ma il quinto comandamento ordina: “Onorerai tuo padre e tua madre, ...” (Eso 20:12). La Bibbia non si contraddice perciò il significato di 'odio' vuole enfatizzare che l'AMORE (Agape) che dobbiamo avere verso Dio e il Suo Cristo deve essere così grande che quando paragonato all'amore che abbiamo per i nostri parenti quest'ultimo appare come se fosse "odio".

Questo è un alto ordine, ma Dio non lo vuole in nessun altro modo. Infatti Gesù lo conferma: “E quegli, rispondendo, disse: «Ama a il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il prossimo tuo come te stesso».” (Luc 10:27).  Gesù dice  che dobbiamo amare il Signore nostro Dio con tutto quello che siamo e con tutto quello che abbiamo, mentre dobbiamo amare il nostro vicino (che include i nostri parenti) solo come amiamo noi stessi. E come dobbiamo amare noi stessi "e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo" Proprio così, dobbiamo 'odiare' la nostra vita quando paragonata all'amore che dobbiamo avere per Dio (Att 20:24).

Questo significa che se noi credenti preferiamo i nostri parenti sopra Cristo noi non siamo veri Cristiani, e nemmeno Suoi discepoli, o Sue pecore e a malapena entreremo nel Suo Regno Celeste.

Naturalmente non siamo in libertà di odiare i nostri parenti letteralmente.  Questo sarebbe contrario a Efe 6:1-3; Col 3:20. Ma dobbiamo amarli meno, ma molto meno, di quanto amiamo Cristo e dobbiamo obbedire Cristo piuttosto che loro se viene in un conflitto di azione (Att 5:29). Dobbiamo essere disposti a rinunciare a loro (e chiunque altro) se Lui ci chiama a predicare il Vangelo e dobbiamo sottometterci, senza mormorii, a Lui quando li porta via da noi.

Dio non ci chiede di letteralmente odiare i nostri parenti ma questi non sono da preferire a Cristo e se loro stanno sulla via dell'onore di Cristo e i Suoi interessi, questi devono essere trascurati e abbandonati e sviati con indignazione e risentimento.

Se loro cercano di dissuaderci dal Suo servizio noi dovremmo essere pronti a dividerci dalle nostre più care relazioni e amici, con i più grandi piaceri della vita e persino con la nostra vita.  Quando Cristo chiama noi dobbiamo essere pronti ad obbedire, altrimenti non siamo degni di essere chiamati Suoi discepoli.

Cristo deve essere amato sommamente, o non è amato per niente. Se non siamo preparati ad abbandonare tutte le nostre possessioni terrene e rinunciare a tutti i nostri amici terreni e persino parenti stretti e se non obbediamo Lui piuttosto che altri, noi non abbiamo vero attaccamento a Lui. Gesù dice che se non siamo preparati ad abbandonare tutto per Lui, allora non siamo degni di essere riguardati come seguaci di Cristo e nemmeno siamo Suoi veri discepoli.

E' il dovere dei figli di amare, onorare e obbedire i genitori che ci hanno portato in questo mondo, ma Cristo è infinitamente sopra tutto e tutti. Gesù deve essere amato sopra a chi ci è vicino e ai più cari parenti e amici, essendo Lui benedetto sopra tutto per sempre ed è anche il Salvatore e Redentore che lo rende più amabile e meraviglioso di qualsiasi parente. Perciò se un uomo preferisce padre e madre sopra Cristo infrange i comandi di Cristo e di conseguenza lo nega o non lo confessa come il suo Supremo Signore e Padrone - egli non merita Cristo. Tale uomo non è degno di essere parte della chiesa di Cristo sulla terra, nemmeno è adatto per il Regno dei Cieli, ma merita di essere rigettato da Lui all'eterno allontanamento dalla Sua presenza (Luc 13:27).

Se qualsiasi uomo non odia suo padre e madre e moglie e figli e fratelli e sorelle, non è degno do me. Chiunque allo scopo di far piacere a sua moglie o gratificare i figli o i suoi fratelli fa cadere le professione di Cristo, rinuncia il Vangelo e trascura i Suoi comandi, allora non è opportuno e conveniente che porti il nome di Cristo o di essere contato fra i Suoi o essere trattato come tale, perché è un infedele.  

Cristo non comanda o incoraggia mancanza di affetti naturali verso i nostri parenti, ma con questo Suo dire li riduce di ordine e dimostra che il nostro primo amore e omaggio è dovuto a Dio e che dobbiamo stimare i nostri parenti sotto Cristo e i Suoi comandi. Dobbiamo riconoscere la superiorità del nostro Padre Celeste in tutte le cose, persino nel disubbidire i nostri genitori terreni o di far piacere ai nostri parenti, se ci fosse un conflitto di lealtà, alla gloria di Dio (1Co 10:31).

Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; Questo detto è preso da Mic 7:6. Cristo qua non vuol dire che l'oggetto della Sua venuta era di produrre discordia e contesa, visto che Lui è il Principe della Pace (Isa 9:6 11:6; Luc 2:14). Cosa voleva dire è che questi saranno gli effetti della Sua venuta. Una parte di una famiglia che è contraria a Lui si metterà contro quelli che credono in Lui come abbiamo già visto tante volte. E' la crudeltà del cuore umano (Gen 6:5) e non la religione del Vangelo che è la causa di questa ostilità.  Questa profezia è stata straordinariamente soddisfatta e continuerà ad essere soddisfatta finché tutti saremo uniti ad obbedire i Suoi Comandamenti, che temo sarà solo in Cielo.

Al tempo del Messia i Suoi discepoli erano convinti che il Signore a quel tempo avrebbe introdotto un tempo di serenità, pace e tranquillità mondiale perché credevano che Egli venne per essere il pacificatore fra Dio e i peccatori. Infatti Egli è l'unico mediatore fra Dio e gli uomini (1Ti 2:5) ma il Signore pensò che fosse giusto di dire loro di non aspettarsi che per il Suo sangue sulla croce tale pace avvenisse miracolosamente a quel tempo, piuttosto li avrebbe mandati a predicare il Vangelo della Pace che sarebbe stato ricevuto prontamente da i Suoi ma rigettato violentemente dagli altri, fino alla Sua seconda venuta. Certo ci sarà un tipo di "pace sulla terra" fra i santi ma non in tutto il mondo in generale, come ben sappiamo e vediamo.

non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. Per "spada" sicuramente egli significava il Vangelo  che è il mezzo per dividere e separare il popolo di Cristo dalla gente del mondo. Non era l'intenzione o il disegno di Cristo, nel venire nel mondo, di fomentare ed incoraggiare tali cose, ma per la malizia e la malvagità degli uomini questa eventualità fu l'effetto e la conseguenza della Sua venuta. Vediamo in Luc 12:51 dove, invece di "spada" usa "divisione" perché la spada divide in pezzi come fa la spada dello Spirito, la Parola di Dio (Ebr 4:12). La Spada è uno strumento di morte, a mandare una spada è lo stesso come produrre ostilità e guerra.

La venuta di Cristo con il Suo Vangelo di Pace non poteva portare una pace universale perché gli uomini sono predisposti all'idolatria, superstizione, concupiscenze e innamorati dei loro credi pagani. La presenza di Cristo portò necessariamente divisioni, guerre, discordanza come nei tempi profetizzati da Mica.  O Dio agitava guerre per vendicare il disprezzo che avevano per il Vangelo (come successe con i Giudei) oppure uomini che usavano armi per costringere gli altri alla loro idolatria e superstizioni. Era quella naturale antipatia che gli uomini hanno verso la santità che li metteva in disaccordo con quelli che abbracciavano il Vangelo e che vivevano una vita degna del Vangelo e del Signore Gesù Cristo. Il risultato di tutto ciò e che questi uomini non hanno nessun rispetto per i loro parenti più vicino che sono seguaci di Cristo.

i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua. Questa è una estensione di (Sal 41:9; 55:12-14) che ha la sua più effettiva illustrazione nel tradimento di Giuda contro il nostro Signore (Gio 13:18; Mat 26:48-50). Perciò è qui necessario di fare una scelta fra Cristo e i nostri più stretti parenti, che metta la famiglia in una seria intransigente situazione.

Chiaramente questo prova che non è il Vangelo di Cristo, ma piuttosto la corruzione degli uomini che causa divisioni. Quelli che veramente ricevono il meraviglioso Vangelo, sono in accordo, ma nessuna relazione naturale o morale terrà assieme il seme della donna con il seme del serpente (Gen 3:15). Questo non succede e perciò c'era bisogno che Cristo preavvisasse i Suoi discepoli a proposito.

In verità come vediamo nella nostra società, i figli trattano i loro padri in maniera spregevole e non li riveriscono come dovrebbero, e le figlie si alzano contro le loro madri, e le nuore contro le suocere e veramente i nemici di un uomo sono proprio quelli di casa sua.

prenda la sua croce,  che significa che i suoi seguaci devono negarsi i vantaggi del mondo e soffrire tante cose come Egli fece. Negare noi stessi e di togliersi le nostre naturali affetti verso le "buone cose" di questa vita, che siano: piaceri, profitti, onori, relazioni, vita, o qualsiasi altra cosa che ci trattenga dall'obbedienza al volere di Dio, cioè fare lo stesso come Gesù fece: “Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato.” (Gio 5:30; 4:34) Perciò, come Gesù fece, noi dobbiamo prendere la nostra croce e di buon grado e volentieri sopportare quelle prove e afflizioni che la provvidenza di Dio porta a noi mentre seguiamo i passi di Cristo. 

e mi segua.  Il vero discepolo di Cristo deve seguire il suo Signore nel portare la sua croce e fare come Egli fece, vivendo il più possibile l'esempio di Cristo (1Pi 1:15) e sottomettendosi and una universale obbedienza ai comandi di Cristo.

La maggior teologia dei nostri tempi basilarmente dice che tutto quello che ha bisogno è di pregare una preghiera, frequentare una chiesa e uno è a posto per l'eternità.  Sfortunatamente, nella maggioranza di chiese oggi, non si sente nessun messaggio sul costo di seguire Cristo. La verità è che c'è un grande costo nel seguire Cristo e che è del tutto non Biblico convincere chiunque a seguire Cristo senza prima spiegare che c'è un costo enorme. Troppa gente ripete una semplice preghiera nella speranza di trovare grande gioia e pace. E mentre è vero che una vita, totalmente arresa a Cristo porterà alla gioia e pace, c'è anche la necessità di pentimento e di obbedienza a Lui. Come Gesù riassume nel versetto 33 dicendo" chiunque di voi non è preparato ad abbandonare tutto quello che ha, non può essere Mio discepolo".

Viene un tempo nella vita di tutti i credenti che si deve fare una decisione di abbandonare tutto quello che uno ha e seguire Cristo (nella stretta via che porta alla vita, oppure di continuare a seguire la strada larga che porta alla distruzione. E' una scelta che tutti quelli che si considerano Cristiani devono fare.

Ma una parola di saggezza, Dio è Onnipotente e avrà tutto a modo Suo. Dio deve essere obbedito e servito a modo Suo. Se noi facciamo cose fantastiche nel Suo nome che Lui no ce le ha mai chieste, questa è ribellione e saremo condannati per fare cose a modo nostro, e non a modo Suo. Fate attenzione a non diventare martiri per conto vostro, perché non c'è gloria in questo e soffrirete inutilmente per cagione vostra.

Gesù ha fatto una grande dichiarazione che la chiesa del ventunesimo centenario trascura: "Non potete essere miei discepoli".

La dichiarazione di Gesù non è sulla salvezza. E' su il negare di se stessi in tutti i tempi. E' sulla maturità di carattere. E' sul portare frutti (Gio 15:8). Il Suo punto uno non può diventare vero discepolo finché uno mette i suoi interessi prima di tutto. Ci sono tanti Cristiani (troppi) che sono chiamati "bimbi" in Cristo perché non hanno mai imparato ad abbracciare la croce. In ordine per Cristo di istruirci nelle Sue vie, tutti gli impedimenti devono essere rimossi. Fino a che noi cerchiamo i nostri interessi personali, noi infatti cerchiamo il volere di Satana e non potremo mai essere Suoi discepoli perché: “E quale armonia c’è fra Cristo e Belial? O che parte ha il fedele con l’infedele?” (2Co 6:15)

L'interesse personale non ci permette di ascoltare la voce del Signore che parla ai nostri cuori,e invece apre la porta per Satana di parlarci. La voce di Dio è la voce della verità, mentre la voce di Satana è quella della Bugia (Gio 8:44). Sentire la voce di Dio per essere Suoi discepoli vuol dire accettare la verità quando la sentiamo. Ma l'interesse personale è la via del mondo. Non c'è bisogno di dirlo che prima di essere un discepolo di Cristo bisogna essere nati di nuovo, senza questa nascita nessun uomo può vedere o entrare nel Regno di Dio (Gio 3:3).

Interesse personale crea un conflitto di interessi. Nessun uomo può servire due padroni, perché o ama l'uno e odio l'altro, o sostiene uno e disdegna l'altro: “Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.” (Mat 6:24) Non è possibile servire Dio e amare il denaro (o qualsiasi altra cosa) allo stesso tempo. Per essere Suoi discepoli dobbiamo amare Dio sopra tutte le cose e chiunque, o il conflitto che ne nascerà annullerà qualsiasi frutto spirituale. Il frutto spirituale ha bisogno di una tenace devozione a Dio e solo a Lui. Questo copre il tutto delle nostre vite. Tutto quello che siamo e facciamo: lavoro, matrimonio eccetera deve essere fatto come al Signore e per la Sua Gloria, non la nostra (1Co 3:23).

Le parole "Credente" e "Discepolo" non son intercambiabili: i Credenti sono nati dallo Spirito, ma i Discepoli non solo sono nati dallo Spirito ma sono anche strettamente impegnati a seguire Cristo come Lui comanda. A questi Gesù Cristo dice: “Gesù disse allora ai Giudei che avevano creduto in lui: «Se dimorate nella mia parola, siete veramente miei discepoli;” (Gio 8:31) Qua vediamo che ci sono Credenti e Discepoli. Non è il caso della salvezza, dato che tutti i credenti andranno in Paradiso perché Gesù non rigetta nessuno di chi crede in Lui come per (Rom 10:9-11). Però i discepoli vogliono avere anche un cammino ravvicinato al loro Signore e Maestro Gesù Cristo, come fecero gli Apostoli. 

Il Signore non è soddisfatto per il solo fatto che adesso noi crediamo in Lui. Egli ci sfida ad essere anche Suoi discepoli. Ci dice persino come: "se dimorate nella Mia Parola".  Dimorare nella Parola di Gesù significa rimanere nel Suo insegnamento, abbracciare quello che Lui ha insegnato e metterlo in atto veramente. Se i credenti si focalizzano in questo essi entreranno nel discepolato con il Maestro, ma tanti non lo fanno, perché non tutti i credenti sono Discepoli.

CONCLUSIONE

Dobbiamo negare noi stessi, prendere la nostra croce seguire e obbedire Cristo, è così semplice, o altrimenti non possiamo essere Suoi Discepoli: “Chiunque perciò mi riconoscerà, davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli.” (Mat 10:32)