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Essere NEL ma non DEL Mondo

aymon de albatrus


“Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui.” (1Gi 2:15)

“E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio.” (Rom 12:2)


In breve, per la parola 'mondo' si intende:

  1. Il dominio fisico: la terra, stelle, universo,

  2. I gruppi animati come: umani, animali,

  3. Le attività o peculiarità di questi gruppi: il loro modo di vita.

Nella situazione Biblica si intende il terzo significato, specificamente: "il modo di vivere dei non credenti, cioè il 'mondo'".  Questo 'mondo' e pieno di desideri malvagi, concupiscenza, desideri lussuosi ed orgogliosi; ed è totalmente odiato dal nostro Padre Celeste. L'Apostolo Giovanni in 1 Giovanni 2:15 dice: "Non abbiate sentimenti calorosi o affetti verso il 'mondo'".  Perché direbbe tale cosa, a meno che il mondo non fosse attraente?  Il mondo possiede una bellezza che, carnalmente, noi abbiamo forte difficoltà di resistere. 

Le cose del mondo possono essere desiderate e possedute per l'uso e proposito che Dio intende, e possono anche essere usate per grazia Sua e per la Sua Gloria; ma i credenti non devono cercarle o valutarle per quei propositi che il peccato le abusa. Ma queste verità sono così alettanti alla corruzione dei nostri cuori, che senza essere in costante attenzione e preghiera noi non possiamo scappare gli effetti del 'mondo' o ottenere vittoria sopra il suo dio e principe. 

Questo mondo è l'affascinante 'mondo' dell'antico mondo Babilonese. Questo sistema ha la sua base nella natura umana.  Esso si nutre dentro il nostro desiderio di cambiamenti continui e varietà di esperienze come la risposta a soddisfazione nella vita, promuovendo la realizzazione delle cose materiali, eccitamento e gratificazione della carne, e diversità di sperimentazioni. I suoi maggiori frutti si possono facilmente vedere nel mondo attorno a noi come confusione di proponimenti. La gente non sa dove sta andando, essa rimbalza in tutte le differenti direzioni, come: nella competizione, democrazia e sbattendo la testa fra di loro. C'è una disunità e diversità in ogni luogo. C'è disarmonia, litigi con tutti, specialmente con i vicini.  C'è una separazioni fra ognuno ed eventualmente anche da Dio e alla fine la separazione della morte.  Il risultato è che il 'mondo' è veramente un brutto posto per viverci. 

Queste sono le reali spaventose trappole che un vero Cristiano deve esserne ben consapevole e forte abbastanza in Cristo per essere capace di evitarle. 

Tuttavia, la Scrittura ci esorta ad essere 'nel' mondo, ma non 'del' mondo.  Questo significa che non solo noi possiamo ma dovremmo essere disposti a vivere fra le secolari influenze (anti cristiane) senza compromettere la nostre fede: “perché  un uomo dal cuore doppio è instabile in tutte le sue vie.”  Comunque noi siamo comandati dal nostro Signore di essere nel 'mondo' per dimostrare la 'luce' e applicare il 'sale' (Mat 5:13,14) cosicché il mondo ne sia informato e sia senza scuse, altrimenti come potrebbero credere se nessuno glielo va a dire? (Rom 10:14-15)

Camminare la via dell'essere 'nel' mondo ma non 'del mondo è come camminare su una corda tesa, non è facile, perché è come essere presi a pugni da tante distrazioni e la carne è 'debole', anche se lo spirito è desideroso di camminare dritto senza voltarsi ne a sinistra ne a destra. Ci vuole maturità Cristiana ad essere insensibili alle attraenti lusinghe della nostra carnale cultura secolare, ma la nostra presenza è richiesta ad ogni livello della cultura (senza peccare) cosicché la nostra perduta società possa essere influenzata positivamente per Cristo, mentre noi non siamo influenzati per niente dal 'mondo'. [Purtroppo in questi giorni malvagi è il contrario]

Ma per evadere del tutto l'influenza non - Cristiana dovremmo vivere come eremiti (presumendo che potessimo trovare tale posto oltre la portata delle comunicazioni moderne e del governo).  In tutti gli aspetti dell'esperienza moderna c'è un pesante insegnamento e influenza anti Biblica, comunque isolamento completo non è una opzione per un Cristiano biblico. Anche gli eremiti Cristiani dei periodi antichi e medioevali giustificavano la loro esistenza come una vita di preghiera e perciò di una vita che era dopo tutto nel e per il mondo, perché come si fa a pregare per il mondo se non ne sappiamo niente? Noi non dobbiamo cercare di isolarci dal mondo, ma piuttosto essere il 'sale' e la 'luce in una caduta cultura, per portare avanti la Grande Commissione del Signore (Mar 16:15), nonostante le difficoltà.

Su questo punto, mi ricordo di un interessante evento in un film che vidi da bambino, tanti anni fa, con il nome mi sembra 'la grande corsa', il cui eroe era 'il Grande Leslie', un elegantone sempre vestito di un impeccabile bianco.  Beh, durante il film c'era una scena nella pasticceria di un castello dove tutti si tiravano delle torte.  Entra 'il Grande Leslie' nel suo puro pristino bianchissimo abbigliamento e per un po' di tempo riesce ad evitare le torte ma poi una lo colpisce e in pochi minuti viene completamento diluviato di dolciumi, come gli altri. Adesso, pensandoci ci vedo una storia morale.  Non importa quanto buono e bravo uno sia, c'è sempre abbastanza peccato nella vita di ognuno per il fango di appiccicarsi, eventualmente.  Perciò se ci mischiamo nel mondo, come siamo chiamati a fare, dobbiamo essere ben consci che non siamo immuni al suo lancio di fango e un po' di quello si attaccherà di sicuro ai nostri peccati, dato che nessuno è senza peccato: “poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,” (Rom 3:23)   “Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi.” (1Gi 1:8)

E allora?  Come possiamo essere NEL mondo ma non essere macchiati da esso?  La chiave non è tanto di illuderci di essere perfettamente puri, dato che nessuno lo può essere in questa vita, ma di essere profondamente innestati in Cristo e di dipendere interamente sulla Sua giustizia, non la nostra; sapendo perfettamente bene che senza di Lui non possiamo fare niente (Gio 15:5). Dobbiamo essere uomini di fede, fede in Cristo che Egli porterà a termine quello che si è proposto di ottenere nel Suo giardino, la terra, con assoluta certezza. Perché, dobbiamo ammetterlo, il delicato equilibrio di essere 'nel' mondo, ma non 'del' mondo è troppo difficile da mantenere da noi stessi a meno che siamo innestati in Cristo veramente.

Questo bilico è simile a quello di camminare perfettamente nella sana dottrina.  Tempo fa un venerabile vecchio in Cristo mi disse. "aymon de albatrus, camminare nella verità perfetta della sana dottrina è come camminare sulla lama affilata del rasoio, non ci vuole molto per perdere il passo e cadere, nell'eresia". E così vero, perché la vera e pura dottrina guerreggia contro il nostro orgoglio e superbia spirituale che l'eventuale caduta e cosa certa  (Pro 16:18), a meno che noi ci agguantiamo risolutamente a Cristo (Gen 32:26) e non molliamo, ma anche questo è per grazia di Dio "Poiché in lui viviamo, ci muoviamo e siamo". 

Il nostro moderno democratico mondo è pazzo per il divertimento e sesso sfrenato: "ti devi divertire al massimo, ed andare in vacanze e spendere tutti i tuoi soldi e di più per giocare", questo è l'ethos di questa età.  Il concetto di divertimento non è trovato nella Bibbia per niente.  C'è una quasi apparenza ma si tratta di ospitalità, e mai nel senso di divertimento, questo concetto non appare nella Bibbia. Nemmeno la parola "giochi" è trovata. Quando il concetto di divertirsi viene usato è sempre collegato a dissolutezza, corruzione e a prostituzione, o peggio. Le parole o il concetto di vacanza, pensionamento, intrattenimento o sport non sono trovate nella Parola di Dio. 

La Bibbia promuove il lavoro delle proprie mani: "Lavorerai sei giorni e in essi farai ogni tuo lavoro".  Siamo stati messi su questa terra per lavorare, non per divertirci. Le parole: sobrio, sobrietà ed essere moderati sono trovate spesso in essa. Vegli e sii sobrio: "Ma noi, poiché siamo del giorno, siamo sobri".  Chi ha responsabilità deve essere vigilante e sobrio. Parole come: lutto, piangere e lacrime sono spesso usate.  Si! La Scrittura parla anche di rallegrarsi ma nel senso che i figli di Dio devono sempre rallegrarsi, nel Signore, NON nei divertimenti: “Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi.” (Fil 4:4)

Quando la Bibbia parla di divertimenti è sempre in connessione con il fatto che il divertimento finì sempre in profondi peccati sessuali (come nei nostri giorni) con tremende conseguenze: “7 e affinché non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: «Il popolo si sedette per mangiare e per bere, e poi si alzò per divertirsi». 8 E non fornichiamo, come alcuni di loro fornicarono, per cui ne caddero in un giorno ventitremila.” (1Co 10:7-8) (Eso 32:6,7; Num 25:1-4,9)

I desideri carnali prendono forza nell'indulgenza, perciò questi devono essere controllati alla prima apparenza e sfuggiti (2Ti 2:22). La sicurezza del cristiano contro il peccato e di diffidare di se stesso. Dio ha promesso che ci terrà dal cadere, se non guardiamo a noi stessi per sostegno, ma a Lui solo (Gid 1:24). Egli provvederà una via d'uscita (1Co 10:13); Egli ci libererà dalla prova stessa o almeno dal suo danno.  Siamo incoraggiati pienamente a fuggire dal peccato, e di essere fedeli a Dio.  Non è possibile cadere in tentazione se siamo appiccicati a Lui.  Che il mondo ci sorrida o ci disapprova, e comunque un nemico, ma i credenti saranno rafforzati da Cristo per sopraffare il mondo, con tutti i suoi terrori e le sue seduzioni.  Il timore di Dio nei nostri cuori sarà un grande mezzo di salvezza (Pro 14:26).

In Conclusione:
Noi Cristiani siamo comandati ad essere 'nel' mondo per mescolarci con la sua gente per testimoniare Cristo a loro (Mar 16:15), perché per non mischiarsi con loro dovremmo lasciare il mondo (1Co 5:9,10).  [Ricordiamoci che qualche credente (in obbedienza a Cristo testimoniando la Sua meravigliosa salvezza) si mischiò con noi quando eravamo non credenti.] Ma anche se siamo 'nel' mondo non dobbiamo essere 'del' mondo, e nemmeno parte integrale di esso; cioè non dobbiamo desiderare le cose che sono del mondo, nemmeno devoti ai suoi interessi e dobbiamo essere visti chiaramente come non appartenenti al 'mondo' altrimenti la nostra testimonianza di Cristo è compromessa (Gia 4:4). Gesù era 'nel' mondo ma non 'del' mondo e non compromise mai la Sua testimonianza, anche se lo criticarono ingiustamente (Luc 7:34).  Ricordiamoci anche che siamo stranieri e pellegrini su questa terra (Ebr 11:13). Il mondo che è pieno di desideri malvagi, lussuria, sensualità, concupiscenza, avidità e piaceri mondani e orgoglio è totalmente odiato dal Padre.  Perciò, il Padre e il mondo non possono essere amati contemporaneamente: “Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui.” (1Gi 2:15)

Per assimilare pienamente il significato di <'nel' ma non 'del'> consideriamo questi esempi:

  1. Se vado a pescare per prendere pesce per mangiare cosicché possa essere fisicamente forte per fare il lavoro del Signore, non è peccato. Ma se vado a pescare soltanto per il piacere di farlo, allora è peccato,

  2. Se vado a lavorare per guadagnare soldi per sostenermi per testimoniare Cristo, faccio bene e non pecco; ma se vado a lavorare per sostenermi per i miei divertimenti e dopo averli spesi ritorno al lavoro per gli stessi, allora pecco,

  3. Se vado a vedere una partita di pallone (o qualsiasi altro intrattenimento) per testimoniare Cristo a qualche miscredente la, non pecco; ma se ci vado soltanto per il mio personale divertimento, allora io pecco,

  4. Il mio proponimento per andare in questi luoghi deve essere sempre quello di testimoniare Cristo e la Sua gloria, MAI di divertirmi. (1Co 10:31)

La chiave è che posso partecipare a queste cose "piacevoli" (senza peccare) ma non come un fine a se stesso per il mio "piacere", ma come un mezzo per fare il lavoro del Signore; non per divertimento o intrattenimento per me stesso, in questo caso peccherei e sarebbe molto meglio per me non partecipare. “Ogni cosa mi è lecita, ma non ogni cosa è vantaggiosa; ogni cosa mi è lecita, ma non mi lascerò dominare da cosa alcuna.” (1Co 6:12)