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Era Gesù Ricco?

 aymon de albatrus

“E Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane, e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha neppure dove posare il capo».” (Mat 8:20)

“Ma Gesù gli disse: «Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi; ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo».” (Luc 9:58)

“Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.” (2Co 8:9)


Esiste una scuola moderna di evangelisti che proclamano che Gesù era uomo ricco, questo loro dicono per sostenere la loro posizione nell'attorcigliare la Scrittura, ma le parole di Gesù disperdono questa nozione fantasiosa.

Gesù, sopra, nella Sua umana natura "il Figlio dell'uomo" esprime la povertà e la condizione della Sua umana natura, perché anche la più spregevole delle creature sulla terra e l'aria erano più ricchi di Lui. Questo Egli disse per convincere lo Scriba del suo sbaglio visto che egli si aspettava tanta grandezza mondana e ricchezza nel diventare Suo discepolo.

Il nostro Signore apertamente ed onestamente dice a questo tipo di discepolo di contare molto attentamente il costo del seguirLo perché Egli non ha nemmeno per Se stesso una casa calda, nemmeno un cuscino o un regolare pasto caldo.  Aggiungendo che le volpi hanno le loro tane, e gli uccelli i loro nidi, ma il Figlio dell'uomo dipende dalle elemosine degli altri, e di un cuscino prestato per riposare la testa. Il Signore non rigetta l'offerta dell'uomo, non gli rifiuta la libertà di seguirLo, soltanto gli chiede di considerare attentamente quello che vuol fare, di tenere conto dei costi perché sarà una vita di povertà, e non di ricchezza, a parte le persecuzioni.

Gesù qua dice all'uomo in modo molto chiaro che egli non sa che cosa significa seguirLo, in effetti Egli dice all'aspirante discepolo: "le mie condizione esterne sono peggio di quelle degli uccelli e della volpi che hanno il loro rifugio, ma Io non ho alcuna dimora fissa sulla terra". Da questo è ovvio che Gesù non aveva nessuna parte del Vangelo della prosperità e perciò è chiaro che questi Evangelisti moderni predicano 'un'altro vangelo' (Gal 1:6).

Naturalmente qui noi consideriamo Gesù Cristo nella Sua natura umana a come "Figlio dell'uomo" egli era veramente molto povero, Egli non possedeva niente di materiale. Ma nella Sua Natura Divina Egli aveva tutte le cose create e non c'è nulla che Lui non abbia creato ed Egli è il possessore di tutto in tutto: “Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio. Egli (la Parola) era nel principio con Dio. Tutte le cose sono state fatte per mezzo di lui (la Parola), e senza di lui nessuna delle cose fatte è stata fatta.” (Gio 1:1-3)

Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi; Le ricchezze qui riferite sono quelle che sono state create da Lui come il Dio della Creazione (il creato completo) che sono in opposizione alla povertà che assunse e manifestò quando visse fra gli uomini in umana natura, che significa:

  1. La Sua eternità come creatore e possessore di tutte le cose, ma Egli si fece povero in questo mondo per il nostro beneficio. In questo mondo Egli non racimolò per Se stesso ricchezze perché non ne aveva nessuna, anche se avrebbe potuto averne quanto ne voleva. Egli non era ricco sulla terra perché non aveva nessuna ricchezza. Finanziariamente era povero, ma aveva tutta la potenza perché nella Sua povertà placò le acque, risuscitò i morti ed era sempre ripieno dello Spirito Santo senza limiti. Ma la Sua famiglia era povera nel naturale, i Suoi genitori erano poveri e Lui stesso era povero tutta la Sua vita. Egli si fece povero per il beneficio del Suo popolo visto che venne sulla terra come un uomo senza reputazione (Fil 2:6,7).

  2. Che Egli era infinitamente ricco come il Signore e Proprietario di tutte le cose. Egli è il Creatore di tutto (Col 1:16) e come il Creatore Egli ha tutti i diritti su tutte le cose e ne può disporre come vuole. Il più grande diritto che possa esistere è quello acquistato con l'atto della creazione e questo diritto il Figlio di Dio lo ha su tutti i tesori degli universi, niente escluso. Che ricchezze ha l'uomo che possono essere paragonate con le ricchezze del Creatore e proprietario di tutto?  Considerando che tutto appartiene a Lui, anche le nostre vite? (1Co 4:7) che diritto può l'uomo reclamare per se stesso sotto queste condizioni? NESSUNO

Eppure per il nostro beneficio Egli si fece povero. Per il beneficio del Suo popolo che erano da redimere Egli si fece povero cosicché noi potessimo diventare ricchi:

  1.  Egli scelse la condizione di povertà, nella forma di un servo (Fil 2:7),

  2. Egli nacque in una famiglia povera anche se era discendente da Davide la famiglia era caduta in rovina ed era povera,

  3. Tutta la sua vita fu una vita di povertà. Non aveva casa, scelse di essere dipendente sulla carità di qualche amico che Egli attrasse accanto a Se, tutti poveri, piuttosto che crearsi mangiare in abbondanza per i Suoi bisogni.  Non aveva fattorie ne piantagioni, nemmeno palazzi splendidi, non aveva soldi accaparrati in inutili forzieri o banche. Non aveva proprietà da distribuire ai suoi amici, e tutto quello che aveva di personale proprietà era il vestiario che aveva addosso che fu diviso fra i soldati che lo crocifissero.   

  4. Non fece nessun piano per diventare ricco, e sempre parlò con profonda assiduità su i pericoli che attendono gli sforzi per accumulare proprietà e soldi. Egli parlò fortemente contro accumulare ricchezze: “«Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano, e dove i ladri sfondano e rubano, anzi fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano.” (Mat 6:19-20) “Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Mat 16:26)

  5. Egli morì povero. Non fece nessun testamento a riguardo la Sua proprietà perché non ne aveva alcuna da disporre. Sapeva benissimo gli effetti che sicuramente avrebbero seguito la Sua morte se avesse avuto ricchezze ammassate da dividere fra i Suoi seguaci. Essi erano molto imperfetti. e persino attorno alla croce ci sarebbero state ansiose discussioni , e persino conflitti per la distribuzione dei beni, come ci sono spesso sopra la bara o sulla tomba aperta di un ricco sciocco padre che è appena morto. Gesù intendeva che i Suoi discepoli non fossero distolti dal grande lavoro al quale Lui li chiamò per ricchezze che Lui avrebbe lasciato a loro, per questo non lasciò a loro nemmeno un ricordo come memoriale a suo nome. Tutto questo è straordinario per due considerazioni: 

    1. Egli aveva nel Suo Potere di venire come voleva. Avrebbe potuto venire benissimo come uno splendido principe con una meravigliosa carrozza e vivere in un suntuoso palazzo. Avrebbe potuto avere tesori magnifici ancora più grandi di quelli di Salomone, ma non lo fece, preferì le vesti di un servo. 

    2. Sarebbe stato giusto e proprio per Lui di ammassare ricchezze e di cercare possessioni principesche, ed anche per i Suoi discepoli. Quello che era giusto per Lui sarebbe stato anche giusto per loro. Non si può dimostrare che tutti i Suoi discepoli avrebbero cercato di essere poveri come Lui, però e assolutamente vero che Egli intendeva che il Suo esempio operasse in loro costantemente a limitare qualsiasi desiderio di ammassare ricchezze. In Lui era cosa volontaria mentre in noi ci deve essere sempre una solerzia ad essere poveri, se questo è il volere di Dio. Dobbiamo avere una preferenza ad essere in circostanze moderate ed essere come era il nostro Redentore.    

affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà Cioè che noi avessimo durature ed eterne ricchezze, le ricchezze dell'eterno favore di Dio, che include:

  1. La presente possessione di un interesse nel Redentore stesso, Gesù Cristo. Colui che ha un interesse nel Redentore ha possessioni molto più preziose di tutte le cose il mondo possa conferire,

  2. Il diritto alla eredità eterna, il prospetto della gloria immortale (Rom 8:17),

  3. Eterni tesori in cielo. Così il Salvatore paragona le benedizioni celestiali ai tesori terreni: “anzi fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano. Perché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.” (Mat 6:20-21) Perciò se il vostro cuore è orientato verso le ricchezze terrene che periscono e spariscono, allora anche voi patirete la stessa fine.

  4. In un mondo dove il guadagno è la grande meta, dove tutti gli uomini formano piani per diventare ricchi, è bene avere un modello che continuamente dimostra la follia di questa attività e che punta a cose migliori.

  5. Il Signore non vuole che noi siamo poveri soltanto per essere poveri, ma ci cauziona a non ammassare ricchezze come la nostra meta della vita, perché le ricchezze terrene hanno nessun valore nell'eternità: “Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Mat 16:26)

  6. Gesù Cristo nella Sua forma umana perse tutto sulla croce per farci ricchi in eternità nella salvezza e farci anche partecipi del Suo Regno.

Quando quel ricco giovanotto andò da Gesù vantandosi di aver mantenuto tutta la Legge, Gesù gli disse che non era ancora perfetto ma di dare tutta la sua grande ricchezza ai poveri e di seguirLo. Naturalmente il giovane fu offeso ed addolorato e si allontanò da Gesù perche era molto ricco.  A quel gesto Gesù disse: “E più facile che un cammello passi per la cruna, di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».” (Mar 10:25) significando che le attrazioni di questo mondo possono intralciare fortemente l'entrare in Paradiso, infatti non tanti ricchi seguivano Gesù (se mai ce ne fossero). Tuttavia con Dio tutte le cose sono possibili (Mar 10:27). 

Certi astuti sostenitori del vangelo della prosperità si attaccano al fatto che la tunica di Gesù "era senza cuciture, tessuta d’un sol pezzo da cima a fondo" e i soldati decisero di non dividerla in parti ma di tirare a sorte (Gio 19:23) perché era di valore, dicono. Il fatto è che i soldati tirarono a sorte perché se la tunica fosse stata tagliata in quattro parti sarebbe stata inutile dato il modo di come era fatta, e non perché era di molto valore. La tunica non era stata fatta da un costoso couturier francese ma con tutta probabilità era lavoro di mano delle semplice donne che Lo approvvigionavano dalle loro poche sostanze, Luc 8:3. E' proprio vero che la mente umana è suprema nel razionalizzare quello che vuole provare.

Vediamo dunque onestamente dall'evidenza Biblica se Gesù era veramente ricco. Egli nacque in una stalla (i suoi genitori sapevano il tempo approssimativo della sua nascita e avrebbero potuto benissimo prenotare un bel posto se erano ricchi, infatti Dio stesso avrebbe potuto provvedere una stanza) ma invece fu una stalla perché senza alternative. E così Gesù nacque in una grotta e la sua culla fu una mangiatoia Luc 2:16. Inoltre Maria potette solo sacrificare due tortore che era il più basso sacrifico tipico delle famiglie povere per la purificazione dal parto (Lev 12:2-8; Luc 2:24). Gesù lasciò tutte le sue infinite ricchezze in cielo per diventare uomo e nascere in una famiglia povera, anche se non completamente indigente. Suo patrigno Giuseppe era un carpentiere, perciò povero, se avessero avuto tanti soldi dall'oro ricevuto alla Sua nascita  non avrebbe avuto più bisogno di lavorare come ha fatto, perché la Parola cita "il figlio del carpentiere" quando Gesù aveva 30 anni (Mat 13:55) . La Bibbia non parla delle ricchezze di Gesù, ma della Sua povertà.  

In Luc 2:22-24 Gesù fu portato dai Suoi genitori al Tempio per la Sua presentazione come ogni neonato maschio doveva essere (Luc 2:23) e per la purificazione di Maria per il parto ma loro potettero solo offrire l'offerta dei poveri, due tortore, (secondo Levitico 12:8). Se loro fossero stati ricchi, come gli insegnanti della prosperità dicono, avrebbero dovuto offrire un più grande sacrificio. Se non l'avessero fatto essendo ricchi avrebbero infranto la Legge, ma i genitori di Gesù erano gente pia, non inclinati ad andare contro la Legge.

Come Gesù crebbe Egli lavorò nel mestiere di carpentiere del suo patrigno come voleva la tradizione, non un mestiere conosciuto per le sue ricchezze Come avrebbe potuto Gesù diventare ricco con un patrigno che era solo un carpentiere? Non c'è indicazione alcuna che Egli era ricco dalla Sua famiglia o nel viaggiare con i Suoi discepoli. E a proposito Egli non prese mai la decima e sia Lui come i Suoi discepoli vissero sulle offerte della gente. Infatti quando Egli mando i Suoi discepoli da città a città comandò loro specificatamente di non portare nulla: “E disse loro: «Non prendete nulla per il viaggio: né bastoni, né sacca, né pane, né denari, e non abbiate due tuniche ciascuno.” (Luc 9:3).  Essi dovevano vivere in fede che Dio avrebbe provveduto ai loro bisogni, come aveva provveduto per Suo Figlio.

Egli fu seppellito nella tomba di un'altro uomo. Se Lui o la Sua famiglia fossero stati ricchi l'avrebbero seppellito nella tomba di famiglia, e anche questo prova che loro non avevano denaro per fare questo, Gesù sulla croce persino affidò Sua madre al discepolo Giovanni per il suo sostentamento. Né la Sua famiglia, né gli Apostoli avevano soldi per comprare una tomba per Lui, ma la prestarono, infatti fu donata. Dopo tutto non era cosa permanente. Gesù durante la Sua Vita prestò molte cose: una mangiatoia, prestò barche, prestò un puledro d'asino, prestò una casa per la Pasqua e fu sepolto in una tomba prestata. Cristo venne in completa umiltà come espresso in: “Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.” (2Co 8:9)  (significando ricchi spiritualmente) 

In Conclusione possiamo dire che Dio non tiene la Sua gente abiettamente povera, visto che provvede per i loro bisogni, Egli provvede sempre per le necessità dei Suoi, ma non per la loro ingordigia.  Gesù e i Suoi discepoli non erano degli indigenti mendicanti in strada, essi avevano un pasto e un tetto, loro o offerto da qualcuno in supporto al loro ministero perché il lavoratore è degno della sua paga (1Ti 5:18) e il Signore provvede per il bisogno corporeo dei Suoi come ha sempre fatto. Il Signore può benissimo fare qualcuno ricco, come ha fatto con Abramo ma bisogna sempre ricordare che non è roba nostra da vantarci, noi siamo solo dei custodi (1Co 4:7). Qui stiamo parlando contro l'amore per le ricchezze (diventare ricchi e famosi) che non è pertinente al seguace di Cristo Gesù e un figlio di Dio, perché l'amore per il denaro è la radice di tutti i mali (1Ti 6:10). Infatti è molto raro vedere una persona ricca che serve il Signore con tutto il cuore indiviso, perché dovrebbe per prima cosa liberarsi del suo denaro come Gesù comandò al giovane ricco, ma come il giovanotto non lo fa.

Noi credenti non dovremmo avere nessun attaccamento a questo mondo e la sua mammona, perché se è così allora come la moglie di Lot il nostro cuore è con il mondo e non con il Paradiso nel quale non ci entreremo.  La nostra attitudine dovrebbe essere come quella di Davide che chiese al Signore di non farlo troppo povero e nemmeno troppo ricco affinché non Lo dimentichi.