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Perché Pregare !!!!

Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 1 Giovanni 5:14


Nella stragrande maggioranza dei sermoni e libri scritti sulla preghiera oggigiorno l'elemento umano riempie la scena quasi completamente. Si prega per le condizioni che vogliamo, per le promesse che dobbiamo prendere possesso, per le cose che dobbiamo fare per ottenere le nostre richieste. Dio, se non è fuori totalmente dalla scena, ne è quasi. Al meglio è preso come un "Babbo Natale" che deve esaudire i nostri capricci.

In un giornale religioso apparve questo breve articolo:

"Dio nella Sua Sovranità ha ordinato che i destini umani possono essere cambiati e modellati dal volere dell'uomo. Questo è al cuore della verità che la preghiera cambia le cose, che vuol affermare che Dio cambia le situazioni come gli uomini pregano. Qualcheduno si è espresso così:
'Ci sono certe cose che succedono ad un uomo che preghi o no, ci sono certe altre cose che succedono se prega e, non succedono, se non prega.' "

La frase: i destini umani possono essere cambiati e modellati dal volere dell'uomo è infedeltà Massima e assolutamente Falsa. I destini umani non sono fissati dal volere dell'uomo ma dal volere di Dio. Quello che determina il destino umano è se un uomo è nato di nuovo o no "Eccetto un uomo è nato di nuovo non potrà vedere il regno di Dio" Gio 3:3, ed il volere (se quello di Dio o quello dell'uomo) responsabile per la nuova nascita è inequivocabilmente fissato da i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. Gio 1:13: .

Dire che il destino umano può essere cambiato dall'uomo è fare il volere della creature supremo e virtualmente rimuovere Dio dal Suo trono.

Ma cosa dicono le scritture:

L'Eterno fa morire e fa vivere; fa scendere nello Sceol e ne fa risalire. L'Eterno fa impoverire e fa arricchire, egli abbassa ma anche innalza. Egli solleva il misero dalla polvere e tira fuori il povero dal letame, per farli sedere con i principi e far loro ereditare un trono di gloria; poiché le colonne della terra appartengono all'Eterno, e su di esse egli ha poggiato il mondo. 1Sa 2:6-8

Dire: "La preghiera cambia le cose" è come dire che la preghiera persuade Dio di cambiare i Suoi proponimenti, quelli che ha già stabilito prima che il modo fosse stato creato.

Che le cose sulla terra succedono indipendentemente se uno prega, o no, è evidente dalla vita dei non- rigenerati, molti dei quali non pregano mai. Che le cose "succedono" quando uno prega ha bisogno di qualificazione, se un credente prega in fede secondo il volere di Dio senz'altro riceverà quello che ha chiesto e Dio sarà più reale e le Sue promesse più preziose. La cosa che non succede, se "non si prega", è una vita fuori della comunione di Dio con tutti i derivanti risultati.

Ma affermare che Dio non può portare avanti il Suo piano eterno a meno che noi preghiamo è sbagliato perché lo stesso Dio che ha decretato la fine ha anche decretato i mezzi per arrivare al Suo proponimento.

Il Dio che ha determinato una benedizione ha anche dato uno spirito di supplicazione per prima cercare la benedizione stessa.

Un moderno libro sulla preghiera dice: "Le possibilità e necessità della preghiera, la sua potenza e risultati, sono manifestate nell'arrestare e nel cambiare i proponimenti di Dio e nell'addolcire la forza della Sua potenza." Dire cosa del genere è riflessione orribile sul carattere del Più Altissimo Dio dove:

Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla egli agisce come vuole con l'esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli "Che cosa fai?". Dan 4:35

Non c'è nessuna ragione perché Dio debba cambiare i Suoi disegni o I Suoi proponimenti, per la semplice ragione che questi sono stati formati sotto la più perfetta bontà ed innerrante saggezza. Gli uomini spesso cambiano parere, date le loro limitazioni, ma non Dio perché Egli sa il principio dalla fine. Dire che Dio cambia proponimento è sminuire la sua bontà o di negare la Sua eterna saggezza.

Ancora su questo libro: "Le preghiere dei santi è il capitale del Cielo da dove Cristo porta avanti il Suo gran lavoro sulla terra. La terra è rivoluzionata e cambiata, angeli si muovono più potentemente su ali più veloci, e il piano di Dio è formato come le preghiere sono più numerose ed efficaci".

Se questa cosa fosse possibile, sarebbe ancora peggio e non abbiamo esitazione a denunciarla come bestemmia.

In primo luogo questo viene negato da Efesini 3:11 che parla del "proponimento eterno" di Dio. Se il proponimento è eterno non può essere formato oggi!!

In secondo luogo contraddice Efesini 1:11 che espressamente dichiara secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà,

In terzo luogo, questo fa il volere della creatura supremo perché se le nostre preghiere formano il piano di Dio allora l'Altissimo è subordinato ai vermi della terra. Ma lo Spirito Santo attraverso Paolo dice: Chi infatti ha conosciuto la mente del Signore? O chi è stato suo consigliere? Rom 11:34

Pensieri come questi hanno un'inadeguata concezione di Dio ed è apparente che non danno alcun conforto a pregare ad un Dio impotente che cambia colore ogni giorno come un camaleonte. Come ci si può fidare di un Sovrano che cambia la Sua mente continuamente. È proprio la Sua immutabilità che ci incoraggia nelle nostre preghiere.

Perché dunque Dio ha stabilito che noi dobbiamo pregare?

La maggior parte della gente risponderebbe: " Per ottenere da Dio le cose di cui abbiamo bisogno."

Mentre questo è una delle ragioni di preghiera non è la maggiore, dato che presenta la situazione solo dal punto di vista umano.

 

In primo posto e sopra tutto, la preghiera è stata stabilita dal Signore Dio Stesso perché Lui sia onorato:

1. Dio richiede che noi lo riconosciamo per quello che è: Poiché così dice l'Alto e l'Eccelso, che abita l'eternità, e il cui nome è Santo «Io dimoro nel luogo alto e santo … Isa 57:15 Nel pregare per le anime perdute noi dichiariamo il Suo regno su tutta la terra. La salvezza, appartiene all'Eterno».Giona 2:9.

2. Dio richiede che noi lo adoriamo e la preghiera, vera preghiera, è un atto d'adorazione essendo un atto di prostrazione dell'anima davanti a Lui. In quanto è invocare la Sua grandezza ed il Suo Santo nome; un'invocazione alla Sua bontà, alla Sua potenza, alla Sua immutabilità alla Sua Grazia ed è anche riconoscimento della Sua Sovranità. È sottomissione vera al Suo Volere. Interessante è notare che il tempio non fu descritto da Cristo come la Casa del Sacrificio, ma la Casa della Preghiera.

3. La preghiera glorifica Dio perché, in preghiera, noi ammettiamo la nostra dipendenza da Lui. Quando supplichiamo il Signore noi ci abbandoniamo alla Sua potenza e sulla sua misericordia. Cercando benedizioni da Dio, noi ammettiamo che Egli è l'Autore e la Fondazione d'ogni buon e perfetto dono. Che la preghiera porta gloria a Dio viene dal fatto che la preghiera chiama la fede in esercizio e niente da noi è onorante e piacevole a Lui come la nostra confidenza in Lui, nei nostri cuori.

In secondo posto la preghiera è stata istituita per la nostra benedizione spirituale

1. Dobbiamo occuparci sulla raison d'être della preghiera prima di riguardare la preghiera come un mezzo per ottenere i nostri percepiti bisogni. La preghiera è stata data per nostra umiliazione. La preghiera, la vera preghiera, è entrare nella Presenza di Dio, ed è il senso della Sua immensa Maestà che produce in noi una realizzazione della nostra nullità e non meritatevolezza.

2. La preghiera c'è stata data da Dio per esercitare la nostra fede. Fede è nata nel Verbo
(Rom 10:8) ma è esercitata in preghiera, ecco perché leggiamo "la preghiera di fede ….".

3. Chiama l'amore in azione. Concernete l'ipocrita la domanda viene fatta: Porrà forse il suo diletto nell'Onnipotente e invocherà Dio in ogni tempo? Giobbe 27:10. Ma quelli che amano il Signore non possono stare lontano da Lui a lungo perché hanno piacere di svuotarsi a Lui. Non solo la preghiera chiama il nostro amore in azione ma attraverso le dirette risposte alle nostre preghiere, il nostro amore per Dio cresce: amo l'Eterno, perché egli ha dato ascolto alla mia voce e alle mie suppliche. Salmo 116:1.

4. La preghiera c'insegna il valore delle benedizioni chieste a Lui e ci causa di gioire il più, quando Egli ci da quello che abbiamo supplicato a Lui

In terzo posto la preghiera è stata decretata da Dio per cercare da Lui le cose di cui abbiamo bisogno.

La preghiera non è per informare Dio come se Lui fosse ignorante di noi, perché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno prima che gliele chiediate Mat 6:8 ma ammettere che Lui sa di quello che abbiamo bisogno prima che noi chiediamo.

La preghiera non è per fornire a Dio la conoscenza di quello di cui abbiamo bisogno ma è una confessione a Lui del nostro senso di bisogno. I pensieri di Dio non sono come i nostri

Dio richiede che I Suoi doni siano ricercati. Il nostro chiedere lo onora, come il nostro ringraziamento dopo aver ricevuto le Sue benedizioni.

Un gran pastore del passato disse: "Quando Dio vuole benedire qualcuno, Egli mette il desiderio nel cuore dello stesso di pregare per quella benedizione".

Qual è la relazione fra la Sovranità di Dio e la preghiera Cristiana:

Prima di tutto, e con enfasi, la preghiera non è intesa per cambiare il proponimento di Dio ne di muoverLo a nuovi proponimenti. Dio ha decretato che certi eventi si avverino attraverso i modi che Egli ha stabilito e decretato. Per esempio Dio ha eletto certi alla salvezza attraverso la predica del Vangelo. Il Vangelo, dunque è uno dei mezzi per portare a termine i Suoi proponimenti e la preghiera è un'altra. Pure le preghiere del Suo popolo sono incluse nei Sui decreti eterni. Perciò, la preghiera invece di essere in vano, è, infatti, uno dei mezzi attraverso i quali Dio esercita i Suoi decreti. Che le preghiere non siano senza motivo è chiaramente dimostrato nella Scrittura: Elia sapeva che Dio stava per far piovere Va' presentati ad Achab e io manderò la pioggia sul paese». 1 Re 18:1 ma il sapere questo non lo fermò di pregare ferventemente per la stessa, anzi, il contrario (Giacomo 5:17,18). Daniele capì dalle Scritture che l'esilio sarebbe durato 70 anni, però quando i 70 anni erano quasi passati egli volse la faccia verso il Signore DIO, per cercarlo con preghiera e suppliche, col digiuno, col sacco e con la cenere. Dan 9:2,3. E di nuovo, Dio disse a Geremia: Poiché io conosco i pensieri che ho per voi, dice l'Eterno, pensieri di pace e non di male, per darvi un futuro e una speranza. Ma invece di continuare e dire "non mi supplicate perché è fatto", Egli disse: Mi invocherete e verrete a pregarmi, e io vi esaudirò. Ger 29:11,12.

Il disegno della preghiera non è per alterare il volere di Dio, ma che il Suo volere sia fatto nel Suo tempo e nel Suo modo. È perché Dio ha promesso certe cose che noi le possiamo chiedere con piena fede. È il proponimento di Dio che il Suo volere sia fatto come vuole Lui e che Lui faccia del bene a chi vuole, in termini Suoi, attraverso suppliche. Non sapeva forse il Figlio di Dio con certezza che dopo la Sua morte e resurrezione sarebbe stato esaltato dal Padre. Sicuramente lo sapeva, ma lo vediamo chiedere proprio questo: "Gio 17:5". E non sapeva forse che nessuno dei Suoi poteva perire, eppure lo vediamo chiedere al Padre: conservali nel tuo nome Gio 17:11.

Per finire, deve essere detto che il volere di Dio è immutabile e che non si può alterare con i nostri pianti. Ma l'Eterno mi disse: Anche se Mosè, e Samuele, si presentassero davanti a me, il mio cuore non si piegherebbe verso questo popolo; caccialo via dalla mia presenza; che se ne vada! Ger 17:11. Le preghiere di Mosè per entrare la terra promessa è un parallelo come la preghiera di Paolo per la spina.

La nostra opinione sulla preghiera deve essere rivisitata e portata in armonia con l'insegnamento della Scrittura sul soggetto. La prevalente idea sembra essere che io vengo davanti a Dio per chiedergli qualcosa che voglio e mi aspetto che Lui me la dia, ma questa è la più disonorevole e degradante concezione. Il credo popolare riduce Dio ad un servo, il nostro schiavo che fa le nostre commesse, i nostri piaceri ed esaudendo i nostri desideri come un genio (folletto).

No! La preghiera è avvicinarsi a Dio dicendogli i miei bisogni (o quello di altri) e abbandonando le mie vie al Signore e lasciando il tutto a Lui per disporre com'Egli vuole. Questo fa il mio volere soggetto al Suo, invece dell'opposto che, in pratica, cerca di forzare il Suo volere al mio.

Quando Dio concede le Sue benedizioni su un popolo pregante, non è come se fosse per pietà delle preghiere soltanto, ma è per il Suo buon nome, per la Sua Sovranità per il Suo volere e piacere. Qualcheduno potrebbe dire: "allora cosa serve pregare?" A questo si risponde: "Questo è il modo e il mezzo che Dio ha appuntato per la comunicazione delle benedizioni della Sua bontà al Suo popolo". Anche se ha proposto, provveduto e promesso queste benedizioni, Egli deve essere ricercato per darle, ed è un dovere e privilegio chiedere sempre con sottomissione al volere di Dio dicendo: "Non il mio volere ma il Tuo sia fatto".

Ripetendo, Matthew Henry disse: "Quando Dio vuole benedire qualcuno, Egli mette il desiderio nel cuore dello stesso di pregare per quella benedizione".

La distinzione appena fatta è di grande importanza alla pace dei nostri cuori. Forse la situazione che prova i cristiani, più d'ogni altra cosa, sono le preghiere senza risposta. Hanno chiesto qualcosa a Dio e, per quello che possono giudicare, lo hanno fatto in fede credendo di ricevere quello che hanno chiesto al Signore. Hanno chiesto, onestamente e ripetutamente, ma la risposta non è venuta. Il risultato, in tanti casi, è che la fede e l'efficacia delle preghiere s'indebolisce finché la speranza da posto alla disperazione e l’armadietto è trascurato. Non è così?

Sarebbe adesso una sorpresa affermare che ogni vera preghiera offerta a Dio è stata risposta? Noi lo affermiamo senza esitazione ma, nel dire questo bisogna riferirci alla definizione di preghiera vera.

"La preghiera è venire a Dio dicendogli i miei bisogni (o quello di altri) e abbandonando le mie vie al Signore e lasciando il tutto a Lui per disporre com'Egli vuole."

In questo modo il Signore risponderà com'è meglio. La Sua risposta potrebbe anche essere l’opposto di quello che sarebbe accettabile alla carne, ma se noi abbiamo veramente lasciato il nostro bisogno nelle Sue mani, la preghiera sarà risposta.

Vediamo due esempi:

In Giovanni 11 leggiamo della malattia di Lazzaro. Il Signore lo "amava" ma era lontano da Betania. Le sorelle mandarono un messaggio al Signore: "Signore quello che tu ami e malato". E solo quello, non gli chiesero di guarire Lazzaro ne gli chiesero di correre al capezzale. Semplicemente misero il loro bisogno davanti a Lui lasciandogli di risolvere il caso come Egli volesse. E quale fu la risposta del Signore? Rispose al loro appello e alla muta richiesta? Certamente lo fece, ma non nel modo che loro speravano. Lui rispose nel trattenersi ancora due giorni dove era (Gio 11:6) permettendo che Lazzaro morisse. Ma in questo caso non fu tutto. Nel Suo tempo ritornò a Betania e risuscitò Lazzaro. Questo esempio dimostra la giusta attitudine che il credente deve prendere davanti a Dio nell’ora del bisogno.

Questo altro esempio dimostra come Dio risponde al suo bisognoso figliolo. In 2 Corinti 12 vediamo che a Paolo era stato dato un privilegio mai sentito prima da umano da questa parte della morte. La meravigliosa rivelazione era più di quanto Paolo poteva resistere ed era in pericolo di gonfiarsi fuori misura da questa straordinaria esperienza. Perciò gli fu messa una spina al fianco, il messaggero di Satana, per schiaffeggiarlo a non esaltarsi. L’Apostolo portò il suo bisogno al Signore e lo supplico per ben 3 volte che questa spina fosse rimossa. Fu la sua preghiera esaudita? Certamente, anche se non nella maniera che desiderava, la spina non fu rimossa ma Grazia fu data perché la potesse sopportare. Il peso non fu tolto ma forza fu data per portarlo.

Ecco dunque la risposta Scritturale a quello che appare questione difficile. La preghiera non è il chiedere a Dio che alteri i Suoi proponimenti o che ne formi dei nuovi. La preghiera è il prendere una attitudine di dipendenza su Dio, il portare i nostri bisogni davanti a Lui, il chiedere di quelle cose che sono in accordo con il Suo volere. Perciò non c’è proprio niente incoerente fra La Divina Sovranità e la preghiera Cristiana.

Una risposta sufficiente è che, è Dio che ci chiede di pregare Non cessate mai di pregare 1Te 5:17 e di nuovo uomini devono pregare sempre Luca 18:1 la Scrittura dichiara la preghiera di fede guarirà i malati e poi la effettiva fervente preghiera di un uomo giusto serve a tanto Giacomo 5:15,16.

Abbiamo il perfetto esempio di Gesù, che pure essendo Dio/uomo Egli era preminentemente un Uomo di Preghiera.

In questo piccolo trattato si è cercato di dare una relazione scritturale fra la Sovranità di Dio e la preghiera Cristiana per protestare contro l’insegnamento moderno dove si piazza quasi tutta l’attenzione sul lato umano ed il lato Divino è quasi oscurato.

Ma qualcuno potrebbe dire: "Ma non dice il Verbo che possiamo chiedere a Dio quello che vogliamo?". Bisogna paragonare Scrittura con Scrittura per conoscere la mente di Dio e allora scopriremo che Dio ha qualificato le Sue promesse in modo chiaro: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce.

Prima di pregare a vanvera, la domanda da farsi è: "Come pregherebbe Gesù in questo caso?".

In Geremia 10:23 vediamo: " e non è in potere dell'uomo che cammina il dirigere i suoi passi" (vedi Pro 16:9) ma in tante preghiere l’uomo presume di dirigere i passi del Signore. Come siamo lenti nel capire la lezione che l’arrogante creature ha bisogno di essere portata in ginocchio e umiliata nella polvere. Ed è là, che la preghiera ci vuole portare, ma l’uomo vuole girare il suo sgabello in un trono per dirige l’Altissimo a cosa fare.

Che cosa è dunque la preghiera??

La preghiera non è tanto un atto ma una attitudine, una attitudine di totale dipendenza da Dio.
Questo onora Dio, riconoscendo chi LUI è.

La preghiera è la confessione della debolezza della creatura, si, della sua inettitudine.
Questo onora Dio, riconoscendo chi noi siamo.

La preghiera è il riconoscimento dei nostri bisogni presentandoli davanti a Dio.
Questo onora Dio, riconoscendo che solo Lui può soddisfare nostri bisogni.

Perciò, essenzialmente, la preghiera è una attitudine di totale dipendenza da Dio.

Perché pregare !!!

Fondamentalmente perché Dio lo richiede da noi.

Signore, insegnaci a pregare.
Luca 11:1