La Pena di Morte al Bando?aymon de albatrus
“Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a sua immagine.” (Gen 9:6) “Voi avete udito che fu detto agli antichi: "Non uccidere" e: "Chiunque ucciderà, sarà sottoposto al giudizio";” (Mat 5:21)
In tutti i tempi e in tutte le culture la pena di morte è stata considerata differentemente. A volte le autorità hanno considerato che il furto di una cosa triviale era un tale male da meritare la morte. Altri tempi le autorità credevano che un omicida seriale che ha torturato e seviziato bambini a morte doveva essere trattato con cura e gentilezza. Sicuramente noi non possiamo pretendere che la nostra cultura sia la più illuminate e umana e saggia. Nel futuro ci potrebbe essere un differente modo di giudizio e potremmo vergognarci del pensiero liberale del nostro mondo occidentale di oggi e di come i nostri governi sinistrorsi cercano di mettere al bando la pena di morte. La ragione per la quale abbiamo una tale diversità di vedute sullo stesso soggetto è perché le nostre leggi umane sono basate su sentimenti e non su gli standard assoluti comandati da Dio. Per noi Cristiani che vogliamo prendere la Bibbia seriamente, come dovremmo, non è troppo difficile vedere gli standard assoluti della Bibbia concernente la pena di morte. Cominciamo dalla totale Sovranità di Dio e su chi Dio è. Dio ha creato TUTTE le cose dal nulla, non c'è niente che esiste che Lui non abbia creato e perciò lui è l'assoluto padrone, governatore e disponitore di tutto ciò che è. Lui ha ogni perfetto diritto di disporre della Sua creazione come gli pare e piace: “«Degno sei, o Signore, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistono e sono state create».” (Apo 4:11) Essendo le cose così, allora nessuno può fermare la Sua mano e dire "che cosa fai?": “Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli "Che cosa fai?".” (Dan 4:35) Però, Dio a cura per la Sua creazione e sa' cosa e meglio per essa ed ha dato certe regole perché essa possa vivere il migliore modo possibile. Sfortunatamente con la caduta di Adamo il male ha trovato la via negli esseri umani che sono consuetamente inclinati alla malevolenza come dice la Scrittura: “Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.” (Gen 6:5) Cosi Dio diede i 10 comandamenti e le varie punizioni incluso la pena di morte per dissuadere e contenere l'uomo dalle sue malvagie intenzioni. Ma in questi giorni decadenti c'è un grido "la pena di morte non è un deterrente", beh in effetti lo è, ma anche se non lo fosse, almeno questo esemplare del male è stato rimosso dalla società e non nuocerà più. Riguardante la pena di morte Egli diede questo: “Chiunque spargerà il sangue di un uomo, il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo, perché DIO ha fatto l’uomo a sua immagine.” (Gen 9:6) Notare le parole "il suo sangue sarà sparso per mezzo di un uomo" questo significa che chi offende così sarà messo a morte da uomini appuntati (magistrati) per adempiere questo incarico sotto la Sua direzione. Perché dico questo? Perché certi anti pena di morte usano questa frase "DIO ha fatto l’uomo a sua immagine" per dire che anche gli omicidi sono fatti nell'immagine di Dio e perciò non possono essere giustiziati, ma la Scrittura comanda che questo sia fatto sotto certe circostanze. Si! gli omicidi erano anche loro fatti così, in qualche senso, ma allo stesso tempo l'immagine di Dio in questa gente è stata distorta e annerita nel commettere tali crimini orrendi che loro adesso riflettono l'immagine del demonio piuttosto che quella di Dio. Noi siamo predestinati ad essere conformi l'immagine di Gesù (Rom 8:29) ma i violenti criminali non riflettono l'immagine di Dio per niente. E per di più abbiamo i comandi di Dio, perciò il loro argomento è fallace. Che l'uomo è "creato nell'immaginare di Dio" significa anche che dobbiamo avere la stessa reazione che Dio ha concernente questi atti criminali nefandi. Dio è arrabbiato contro chi commette omicidio, e così dovremmo esserlo noi. Dio comanda di punire gli omicidi, e così dovremmo anche noi. Questa reazione è salubre e normale, è un riflesso del divino bagliore che è stato messo nell'uomo. In altre parole, è il naturale senso di giusto e sbagliato che ci è stato dato e trova la sua sorgente in Gen 9:6 che può essere parafrasato: "Chiunque prende la vita di un altro ha perso il suo diritto alla vita, perché l'uomo ha l'alto valore che Dio ha messo in lui. Dio in Gen 9:5 dice che Egli domanderà la morte di chi sparge il sangue (vita) di un'altro uomo dimostrando così l'alto valore e amore che Dio piazza sulla Sua creazione nella Sua immagine ed una società senza la pena di morte nega questo amore e giustizia. La Bibbia richiede la pena di morte come legittima forma di punizione per certi crimini seri e perciò dà "approvazione divina" alla pena di morte. La pena di morte nel Vecchio Testamento si trova per: Abuso di padre e madre (Eso 21:15) Adulterio e fornicazione (Lev 20:10-12, Deu 22:22) Bestemmia contro Dio (Lev 24:14-16,23) Non tenere il Sabbath (Eso 31:14, Num 15:32-36) Disprezzo della corte (Deu 17:8-13) Cartomanzia e praticare stregoneria (Lev 20:27) Avere contatti sessuali con animali (Eso 22:19) Omosessualità (Lev 20:13) Una donna non vergine al matrimonio (Deu 22:20-21) Rapporto sessuale con donna promessa in sposa (Deu 22:23-24) Incesto (Lev 20:11-12,14,19-21) Rapimento (Eso 21:16) Omicidio (Gen 9:6, Eso 21:12, Num 35:16-21) Praticare la magia (Eso 22:18) Stupro di una donna promessa in matrimonio (Deu 22:25) Religiosi che ingannano altri a lasciare la fede (Deu 13:1-5; 18:20) Maledire i genitori (Eso 21:17) Prostituzione di figlia di sacerdote (Lev 21:9) Falsa testimonianza in corte (Deu 19:16,19) Adorazione di idoli (Eso 22:20, Lev 20:1-5, Deu 17:2-7).
I metodi di esecuzione nel Vecchio Testamento: Lapidazione, Rogo, Spada, Lancia o Freccia (Eso 19:13; 32:27, Lev 20:27; 21:9, Num 25:7-8). Dio comanda la pena di morte come espressione della sua santità e giustizia. Quando il creato e dipendente uomo viene a meno delle Sue regole, Dio impone delle punizioni. Dio NON è meschino o crudele quando impone la pena di morte per crimini come: omicidio, assalto, maledizioni e peccati sessuali, ma dimostra che Dio valorizza gli uomini e che i Suoi eterni principi morali sono molto alti. Quando una persona violenta o danneggia un'altra con parole o atti, questo è qualcosa di molto serio per il Creatore. Queste cose attraggono punizione divina di morte (Mat 5:22). Inoltre dobbiamo sempre ricordarci che TUTTA la creazione è proprietà Sua che ne può disporre di come gli pare e piace, e che qualsiasi cosa Egli faccia è sempre Giusta e Santa. Questi ordini divini danno sicurezza e dignità all'umanità, essi dimostrano che Dio ha cura di noi gente ordinaria, e che ci vuole proteggere dalle cose malvagie che noi umani facciamo a l'un l'altro. Senza ordine e senza punizione, saremmo soltanto creature senza responsabilità che potremmo fare tutto quello che vogliamo contro chiunque senza essere responsabili di alcuna cosa. Vivremmo dunque in un mondo senza morali o etica, una autentica giungla dove cane-mangia-cane, saremmo soltanto degli animali (Ger 17:9). E' l'ordine delle cose e le punizioni che sono la prova a noi che Dio valuta noi umani come qualcosa. Se noi fossimo niente Dio non si curerebbe di noi. Ma Dio ama tanto l'umanità (Gio 3:16) e perciò la pena di morte esiste come difesa, come conferma, come riconoscimento dell'alta dignità e valore che Dio piazza sull'uomo. La pena di morte, più di qualsiasi altra cosa, conferma che noi siamo esseri morali e come conseguenza di ciò siamo tenuti responsabili delle nostre azioni. Ricordiamoci che Dio impose la pena di morte sullo stesso Figlio Suo cosicché noi fossimo liberi della punizione di morte che era dovuta giustamente a noi per i nostri tanti peccati contro la Sua Santità. Gesù Cristo, il perfetto puro e innocente uomo pagò il prezzo per noi come un criminale avendo imputato su di Lui i nostri nefandi peccati avendoli così espiati per noi. Che il nostro Signore sia lodato per sempre e sempre. Ma non troviamo niente nel Nuovo Testamento che provi che la Legge e l'Ordine devono essere abbandonati dalle autorità terrene per ragione dell'espiazione di Cristo. L'autorità con il potere di punire era completamente accettata nel NT come ordinanza divina (Rom 13:1-7, 1Pi 2:13-14). Sia Paolo come Pietro accettavano la funzione di punizione delle autorità. e così Gesù in Mat 5:21-23, dove fa referenza al quinto comandamento, ma lo fa' ancora più rigoroso. Il quinto comandamento non è mai stato considerato che fosse inteso per le corti o il sistema giudiziario. Nemmeno è mai stato inteso per le forze armate di qualsiasi nazione in caso di guerra. Questo comandamento, come tutti gli altri, è diretto all'uomo come regolare cittadino di qualsiasi società. Il significato del quinto comandamento è che a nessun uomo è permesso prendere la vita di un altro attraverso le sue private azioni e se lo fa', la Bibbia comanda che l'uomo che a preso la vita di un altro deve essere punito con la morte attraverso gli appuntati magistrati. Solo Dio ha il diritto di prendere la vita, avendola creata ed essendone il giusto proprietario, e infatti Egli prende la vita di ognuno di noi al Suo appuntato momento, dato che ogni vita gli appartiene. Ma Dio appunta anche certi uomini (magistrati) per mettere a morte certi uomini che hanno commesso certi atti malvagi, che poi in effetti sono sempre contro di Lui. Per esempio Egli comandò al re Saul di sterminare il malvagio Amalek e il suo, risparmiando nessuno: “Ora va’, colpisci Amalek e vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene senza avere alcuna pietà di lui ma uccidi uomini e donne, fanciulli e lattanti, buoi e pecore cammelli e asini».” (1Sa 15:3) Chiaramente qui Dio comandò Saul di distruggere TUTTI gli Amalekiti, includendo donne e bambini e persino gli animali. Sicuramente, a prima vista, questo comando disturberebbe la nostra sensitività "democratica", e sembrerebbe impossibile che il Dio dell'amore potrebbe ordinare di fare una cosa così "orribile". Inoltre, praticamente Egli chiede alla Sua gente di rompere la Legge (quinto comandamento) che Lui diede a loro di ubbidire. Sembra cosa incoerente. Ma, un minuto, qui ci vuole comprendonio e rivelazione. Chi ha dato la Legge? Dio, e perciò la può usare come vuole. Su chi la Legge è imposta? Agli uomini, e loro non possono né evitarla, né romperla senza punizione. Ma Dio è sopra la Legge e perciò non è applicabile a Lui. Tutto l'Universo è il giardino di Dio e Lui ne può fare di esso quello che vuole (Mat 20:15), ma i giardinieri (gli uomini) possono fare solo quello che viene comandato a loro. Perciò quando i magistrati, (appuntati da Dio) impongono la pena di morte essi non commettono omicidio, ma semplicemente eseguiscono il loro dovere di ubbidire ai comandi di Dio. Qui vediamo che re Saul, tipico umanista, considerò che poteva decidere per se stesso e che "sapeva meglio" di Dio e perciò tenne vivi per se stesso certi Amalekiti e loro cose utili a lui (1 Samuele 15:18,19). Perciò Saul non obbedì totalmente Dio che gli comandò di sterminare (uccidere) completamente gli Amalekiti e le loro cose, e per questo perse il regno (1 Samuele 15:23) ed eventualmente anche la sua vita. L'uomo non può prendere di volontà sua la vita di un altro, ma Dio appunta uomini (magistrati) di prendere la vita di un uomo per certe azioni malvagie. Giù sotto di qualche versetto vediamo un commando che conferma il quinto comandamento, non rivolto ai magistrati come un gruppo di uomini appuntati per il compito di mantenere la legge e l'ordine, ma per i cittadini regolari della società: “Chi percuote un uomo che, a motivo di questo, muore, sarà messo a morte.” (Eso 21:12) Certi credono che la Bibbia vieta la pena di morte per via del quinto comandamento. Sarebbe piuttosto incoerente e assurdo che il Dio che comanda nella Sua Bibbia la pena di morte e che diede a Mosé i comandamenti a proposito si contraddica nella Stessa. Significherebbe che è un dio confuso: prima perché da tutte le parti nel Vecchio Testamento Egli comanda la pena di morte per una moltitudine di crimini e poi, improvvisamente, cambia il Suo proponimento e si contraddice. Dio non è un Dio di confusione ma di ordine e costanza. (1Co 14:33; Mal 3:6). Il VT e NT non devono essere considerati come due entità separate, ma come un singolo libro di Scrittura, allora la ragione per la quale non tanto è detto sulla pena di morte nel Nuovo Testamento diventa ovvia, visto che il soggetto è stato trattato ampiamente nella parte VT con il quale sia Gesù come gli Apostoli conoscevano benissimo. Inoltre, Gesù confermò che la Legge è pienamente applicabile anche nel NT: “Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto.” (Mat 5:18) Cristiani liberali e ateisti contro la pena di morte spesso citano Gio 8:3-11 sulla donna presa in adulterio come prova che Gesù aveva abolito la pena di morte. Ma questo è un pensiero superficiale dato che ci sono diverse ragioni valide sul comportamento di Gesù in quella occasione, e Lui non abolì la pena di morte: I Giudei andarono a Lui con la donna adultera per prenderlo in tranello, cosi di poterlo accusare e metterlo a morte: “Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesú, fingendo di non sentire, chinatosi. scriveva col dito in terra.” (Gio 8:6) In che modo volevano truccarlo per accusarlo? Beh! cercavano di metterlo in una situazione dalla quale non avrebbe potuto uscirne, perché se avesse detto "applicate la sentenza secondo la Legge di Mosé" essi lo avrebbero accusato ai Romani dicendo che li aveva incitati ad applicare la pena di morte che soltanto i Romani potevano fare (Gio 18:31) e perciò metterlo a morte. Se invece avesse detto "non accuso questa donna e voi non potete metterla a morte" loro lo avrebbero accusato di rompere la Legge di Mosé e così accusarlo e condannarlo per eresia Biblica e metterlo a morte (come fecero dopo). Gesù non assolse la donna perché disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più». Gesù non perdonò la donna ma confermò il suo peccato.[articolo] Gesù non venne sulla terra come un giudice e passare sentenza sulla donna o chiunque altro, questo non era il suo mandato: “Dio infatti non ha mandato il proprio Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma affinché il mondo sia salvato per mezzo di lui.” (Gio 3:17) Inoltre: “Ma egli gli disse: «O uomo, chi mi ha costituito giudice e arbitro su di voi?».” (Luc 12:14) Gesù non mise mai la toga di giudice e mai giudicò né sentenziò gente a differenti condanne. Se si fosse comportato come un giudice allora avrebbe dovuto, nel nome della giustizia, anche condannare altri a morte. Ma sentenziare peccatori a morte non era parte della missione di Gesù sulla terra allora, ma lo sarà dopo. Non è possibile usare «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei» come un dogma dentro il sistema giuridico. Poiché sia i giudici come i giurati non sono senza peccato, e i processi diventerebbe ridicoli e nessuna sentenza potrebbe mai essere imposta. Gesù non intendeva che le Sue parole pronunziate in questa occasione fossero parte del sistema giudiziario, ma li usò per scappare dalla trappola tesa dai Farisei per incastrarlo. Cristo giudicherà la gente al suo appuntato giorno: tutti gli adulteri, e gli altri peccatori riceveranno la loro giusta punizione (1Co 6:9,10). Qua sulla terra le corti devono emettere verdetti nel naturale per il buon ordine della società. Nel giorno del giudizio Dio e Gesù dispenseranno i verdetti eterni. Se Gesù avesse sentenziato la donna adultera Egli avrebbe passato giudizio prima del tempo. La donna doveva essere lasciata libera senza giudizio o perdono, ma un giorno ella dovrà apparire davanti a Gesù come il Giudice e ricevere quello che le è dovuto, notando anche che ella non ammise la sua colpa, né chiese perdono.
Incidentalmente, notare che la storia di Gesù e l'adultera non era originalmente parte del Vangelo di Giovanni. I traduttori della Bibbia spesso mettono questa parte fra parentesi o scrivono nota a proposito. Il testo non appare nei più antichi manoscritti di Giovanni. Però il testo è coerente con il tenore generale della Bibbia che gli da un posto nel Vangelo.
Altre frasi usate dalla gente anti-pena-di-morte sono: <porgere l'altra guancia> o <pagare il male con il bene> o non <non giudicate, affinché non siate giudicati> o <ama il tuo nemico>. Di nuovo queste frasi sono dirette ai membri individuali della società e non al sistema giudiziario che è chiamato a fare un servizio utile di Legge e Ordine per la società. Altrimenti ogni singolo processo che ha mai preso posto sarebbe illegale e in contrasto con il significato delle parole di Gesù. Tale comprendonio è utopico e illusorio e una fuga totale dalla ragione. Facciamo un esempio in linea con il percepito significato che i Cristiani liberali e gli atei danno alle frasi sopra: Una bimba è stata seviziata e violentata da un bruto , allora il giudice dovrebbe chiedere alla bimba di "porgere l'altra guancia" ed essere violentata di nuovo dal barbaro, dopo la bimba dovrebbe dargli un grande bacio per "amare il suo nemico", poi il giudice dovrebbe dare del denaro ed un abbraccio al criminale per "pagare il male con il bene" e mentre il 'mostro' esce dalla corte c'è un gruppo di queste persone con cartelloni gridando "non giudicate, affinché non siate giudicati" molto arrabbiate contro il sistema giudiziario perché la "bestia" ha dovuto sopportare il processo. Certamente sembra una situazione incredibile, ma non ci siamo troppo lontano; quante volte abbiamo sentito di ladri che si sono feriti mentre rubavano una casa e poi hanno portato il proprietario in corte perché la sua casa era malsicura e il giudice ricompensando il ladro nel condannare il proprietario che era stato rubato! In Conclusione Né Gesù, né gli Apostoli parlano contro la pena di Morte. E Gesù non era intimorito a parlare contro le usanze e le tradizioni che erano una minaccia o che potevano far del male all'umanità in modo ingiusto. Se la pena di morte fosse qualcosa così barbarico e malvagio, Gesù avrebbe naturalmente reagito contro, come fece altre volte senza peli sulla lingua (Mat 23:33). Ma Gesù e i Suoi Apostoli usavano parabole o parole che confermavano la pena di morte, che poi è perfettamente conforme con il resto della Bibbia. La linea della pena di morte incomincia da Gen 9:6 e continua nel VT, proseguendo nel Nuovo Testamento. Perciò quale dovrebbe essere l'approccio del Cristiano alla pena di morte? Prima di tutto bisogna ricordarsi che è stato Dio ad istituire la pena capitale nella Sua Parola; di conseguenza sarebbe piuttosto arrogante per noi pensare che possiamo strumentare uno standard superiore al Suo o essere più buoni di Lui (ricordiamoci di Saul). Dio ha il più alto standard di qualsiasi persona visto che è perfetto e noi no, inoltre tutto quello che esiste è la Sua assoluta proprietà. Egli ama ad un grado infinito, ed ha misericordia ad un infinito grado, ma ha anche ira ad un infinito grado, e il tutto è mantenuto in perfetto equilibrio. Questo è il Dio di cui ci possiamo fidare e dipendere: “ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento.” (Gia 1:17). Inoltre dobbiamo riconoscere che Dio ha dato ai governi l'autorità di determinare quando la pena di morte è dovuta, secondo i Suoi comandi (Gen 9:6; Rom 13:1-7). Non è Biblico dire che Dio oppone la pena di morte in tutte le situazioni. I Cristiani non dovrebbero avere piacere quando la pena di morte è applicata, ma allo stesso tempo i Cristiani non devono combattere contro il dovere del governo di giustiziare i perpetuatori di crimini orrendi. Noi non siamo superiori a Dio, e nemmeno sappiamo di meglio: infatti noi siamo le Sue creature soggette alla Sua Legge che dobbiamo ubbidire: “Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso: «Temi DIO e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell’uomo».” (Ecc 12:13) L'abolizione della pena di morte è solo possibile se uno abbandona la Bibbia e si appoggia su sentimenti umani, e questi sono sempre contrari a Dio. INTERESSANTE
il nostro miscredente governo sinistrorso cerca di eliminare la pena di morte da tutte le nazioni del mondo, mentre 310 Ergastolani Italiani chiedono al Presidente della Repubblica di convertire i loro ergastoli in pena di morte --- strano
http://www.repubblica.it:80/2007/05/sezioni/cronaca/ergastolani-napolitano/ergastolani-napolitano/ergastolani-napolitano.html |