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Nessun Piacere nella Morte del Peccatore

aymon de albatrus

“Provo forse piacere della morte dell’empio?»; dice il Signore, l’Eterno, «e non piuttosto che egli si converta dalle sue vie e viva?” (Eze 18:23)

“Io infatti non provo alcun piacere nella morte di chi muore», dice il Signore, l’Eterno. «Convertitevi dunque e vivrete».” (Eze 18:32)

“Di’ loro: Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi, convertitevi dalle vostre vie malvagie. Perché mai dovreste morire, o casa d’Israele?” (Eze 33:11)


Come peccatori, quando qualcuno ci fa del male proviamo piacere nel vederli puniti. Ma se avessimo vero amore dentro di noi non proveremo nessun piacere nel vederli soffrire, ma piuttosto avremmo piacere nel vederli pentiti. Dio, che è perfetto in amore, non ha nessun piacere nel vedere il malvagio punito, ma piuttosto che il malvagio si penta. Questa è la mente di Dio: "Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio, ma che l’empio si converta dalla sua via e viva; convertitevi".

Dio odia il peccato e quelli che li commettono, perché Egli è assolutamente Santo. Il peccato è la trasgressione delle Sue Leggi ed Egli aborra la ribellione (1Gi 2:4). Ma Dio è anche puro amore e perciò Egli non prova piacere nel vedere la gente morire nei suoi peccati. I Suoi attributi di amore hanno piacere nel vedere gi uomini pentirsi dei loro peccati e rispondere alla Sua generosa e libera offerta di salvezza. Se questo sembra contraddittorio è perché noi non siamo veramente santi e nemmeno amorosi.  Se noi fossimo perfettamente santi e perfettamente amorosi vedremmo che questo fa perfettamente buonsenso.  

Inoltre, Dio è puramente e perfettamente benevolo e perciò è contro il Suo carattere che Lui trovi piacere dalla miseria delle Sue creature. Egli non è come l'uomo che quando vede i suoi nemici nei guai si frega le mani assieme esultando ed esclamando con gioia nei occhi: "AH AH! adesso ti ho preso!"  NO! il nostro meraviglioso Dio è molto più alto di così.

Naturalmente questo non significa che visto che Dio non ha piacere nella morte del malvagio Egli non punisce il peccato. Quel slogan "Dio odia il peccato ma non il peccatore" è falso perché non fa nessun senso logico. Se Dio ama il peccatore mentre è vivo, non è strano che Dio lo manda all'inferno appena muore? Dio ama il peccatore a morte? lo ama all'eterno tormento? Dio è tre volte Santo (Isa 6:3) e deve mantenere la Sua santità che richiede che egli deve punire il peccato al massimo, ma non ha piacere nel punire i peccatori. Inoltre Dio ha un perfetto odio per il peccato e per i peccatori: “Io li odio di un odio perfetto, essi son divenuti miei nemici.” (Sal 139:22) e questi sono continuamente sotto la Sua ira:“Chi crede nel Figlio ha vita eterna ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui».” (Gio 3:36) Ma Dio non ha piacere nel punirli, come un padre non ha piacere nel castigare il suo figlio ribelle, anche se è meritevole della punizione.

Provo forse piacere della morte dell’empio?»; dice il Signore, l’Eterno 
Perire per la spada o pestilenza o andare in cattività o altre mille forme di morte, anche se questo è il volere e lavoro del Sovrano paino del Signore, la misericordia è il Suo piacere. Per essere chiari il Signore ha "piacere" in queste cose come loro realizzano i Suoi decreti perché queste assicurano la Sua verità e santità, glorificano la Sua giustizia specialmente quando esse sono i mezzi per richiamare gli uomini dalle loro vie peccaminose. Ma Egli non prende piacere nelle sofferenze dei peccatori, anche se è la loro giusta punizione meritata.

e non piuttosto che egli si converta dalle sue vie e viva?  E' più piacevole a Dio che l'uomo si penta dei suoi peccati e abbandoni questa sua vita peccaminosa e invece si godi le buone cose, piuttosto che continuare nei suoi peccati portandosi addosso la rovina di se stesso, sia sulla terra o nella vita eterna a venire.

Io infatti non provo alcun piacere nella morte di chi muore», dice il Signore, l’Eterno  Non da essere interpretato semplicemente e assolutamente con rispetto a tutti gli afflitti puniti da Lui, perché Egli prende delizia nell'esercizio di "giudizio" e "rettitudine", ed Egli farà le "beffe" alle calamità degli uomini malvagi: “Ma chi si gloria si glori di questo: di aver senno e di conoscere me, che sono l’Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; poiché mi compiaccio in queste cose», dice l’Eterno.” (Ger 9:24 Pro 1:26) Il senso di questo è che Dio non prende piacere delle afflizioni, calamità e cattività degli uomini, che qui significa morte, ma piuttosto che essi siano penitenti e si ravvedano e che vivano nella loro terra godendo le loro buone cose, che dimostrano la misericordia e la compassione di Dio verso i peccatori.

«Convertitevi dunque e vivrete»  Qua Dio rinnova la Sua esortazione che Egli non prova nessun piacere nella loro morte in cattività, perché sarebbe più gradevole a Lui se essi si convertissero dalle loro vie peccaminose e al Signore loro Dio.  Li esorta a comportarsi secondo le Leggi che Lui ha dato a loro e di camminare in esse e così di vivere nella loro terra (Israele) in pace e nella possessione dei loro beni e ricchezze.

Com’è vero che io vivo», dice il Signore, l’Eterno, «io non mi compiaccio della morte dell’empio,  Questa è la risposta dal Signore che il profeta Ezechiele da ai loro lamenti e ragionamenti che è premesso da un giuramento di Dio. Per incontrare il grido di disperazione dei Giudei in Eze 33:10, Ezechiele li incoraggia con l'assicurazione che Dio non ha piacere nella loro morte, ma che essi si pentano e vivano (2Pi 3:9). Qua Dio manifesta una calorosa benevolenza verso di loro, nonostante i loro peccati, ma dovuto alla Sua Santità questo non diminuisce niente dalla Sua richiesta di onorare l'autorità di Dio. La giustizia di Dio è vendicato in Eze 3:18-21 ed Egli nomina araldi a proclamare la Buona Novella e che la gente si penta delle loro vie peccaminose e di accettare la salvezza in Cristo e che questi testimoni siano veritieri alla Sua Parola.

Questo incarico è valido anche per noi perché Dio non ha nessuna gioia a condannare la gente ma lo deve fare per salvaguardare i Suoi attributi di Giustizie a Santità.

CONCLUSIONE

Dion non è come l'uomo che gioisce quando i suoi nemici sono puniti, le Sue vie e i Suoi pensieri sono molto più alti dei nostri (Isa 55:9). Anche se Lui è quasi riluttante quando punisce i peccatori non siate ingannati perché Egli metterà in atto i Suoi giudizi per ragione della Sua Giustizia.

Anche se Egli non prende piacere nella morte dei malvagi non significa che è un Dio debole, visto che la Scrittura dice che è cosa terribile cadere nelle Sue mani: “E’ cosa spaventevole cadere nelle mani del Dio vivente.” (Ebr 10:31).  Vediamo anche come la Sua presenza è spaventosa ai malvagi che preferiscono di essere schiacciati a morte piuttosto che vedere la Sua faccia: “E i re della terra, i grandi, i ricchi, i capitani, i potenti, ogni schiavo ed ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e fra le rocce dei monti, e dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello,” (Apo 6:15-16)


Effettivamente Dio non ha piacere a distruggere i malvagi ma lo fa lo stesso ed è cosa tremenda per quelli che hanno rigettato l'offerta libera della salvezza in Cristo. Conoscendo questo dobbiamo essere più zelanti nel testimoniare il Signore vicino e lontano perché il tempo è breve e il grande terribile giudizio vicino.

Ma gloria sia a Dio nel più alto perché noi, i Suoi redenti, desideriamo con grande desiderio di essere in quel giorno glorioso quando lo vedremo faccia a faccia nel Suo splendore e ci scalderemo nel Suo amore perfetto.  AMEN