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Come Viene la Fede ?

aymon de albatrus
schiavo di Cristo

“La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.” (Rom 10:17)


Questo versetto è uno dei tanti che sono usati (anzi bistrattati) da diversi per implicare che nell'udire (leggere) la Parola di Dio (la Bibbia) le persone sviluppano la Fede per convertirsi da sole. Non è esattamente così, perché se uno non viene rigenerato prima da Dio può leggere o udire la Bibbia quanto vuole ma non si convertirà. Un caso tipico è quello di un uomo che vinse tanti soldi i quei TV show sulla conoscenza di cose. La sua forza era conoscenza della Bibbia e lui era capace di recitare a memoria qualsiasi versetto della Bibbia avanti  indietro e viceversa. Beh, non era credente in fatti era un vigoroso ateo.  Piena conoscenza della Bibbia in se stessa non converte nessuno, quello che fa la differenza al convertirsi sono un cuore nuovo e uno spirito nuovo dati sovranamente da Dio (Eze 36:26-27).

La Bibbia è un libro Spirituale e l'udire deve essere pure spirituale per capirla, una persona deve avere orecchie spirituali per udire le cose spirituali perché l'uomo naturale non può udire le cose spirituali: “Di queste anche parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana ma insegnate dallo Spirito Santo, esprimendo cose spirituali con parole spirituali. Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.” (1Co 2:13-14 )

Dunque chiaramente una persona deve ricevere prima un nuovo cuore e un nuovo spirito (nato di nuovo dallo Spirito) prima che possa udire la chiamata alla Fede, come il nostro Signore testimonia: “Chi ha orecchi da udire, oda!” (Mat 11:15) Avendo soltanto l'abilità di udire nel naturale non garantisce l'accurata recezione del messaggio, e qua l'udire non è inteso nel naturale, ma spiritualmente e Solo quelli ai quali Dio ha aperto i cuori possono udire il Vangelo: “Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono;” (Gio 10:27)  ("Lidia ....il Signore asprì il suo cuore per dare ascolto alle cose dette da Paolo.” Att 16:14)

Il predicare (e il risultante udire) del Vangelo è inteso per quelli sulla via della salvezza per portarli pienamente a Cristo nel far crescere la loro recente acquisita fede alla maturità spirituale, e non è inteso per quelli che rigettano Cristo come il Signore testimonia: “Ed egli disse: «A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio; ma agli altri essi sono proposti in parabole, affinché vedendo non vedano e udendo non intendano.” (Luc 8:10)

Il versetto sopra non è una dichiarazione universale implicando che chiunque sente il Vangelo genererà in se stesso la fede per convertirsi, visto che soltanto quelli che hanno ricevuto il dono della Fede da Dio si convertiranno; quelli che adesso sono in Cristo perché Egli è l'Autore e Compitore della nostra Fede (Ebr 12:2) e non noi (Efe 2:8)

L'ordine di salvezza è questo: Prima uno riceve attraverso grazia sovrana il dono di un nuovo cuore e un nuovo spirito da Dio e solo allora la persona è abilitata a confessare fede in Cristo. Senza essere Nati di Nuovo nel ricevere un nuovo cuore e un nuovo spirito, NESSUNO è capace di cercare Dio e tantomeno di convertirsi (Rom 3:10,11), indipendentemente dal leggere o sentire la Scrittura un milione di volte.  La persona deve essere fatta spiritualmente viva da Dio prima che possa udire Dio, perché i Suoi eletti (anche noi) prima della nostra rigenerazione eravamo semplicemente uomini naturali, morti nei falli e nei peccati. “Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù,” (Efe 2:4-6)

Senza dubbio alla Fede e all'udire la Parola di Dio deve seguire l'evidenza della stessa e cioè: Pentimento, Confessione e obbedienza assieme al frutto dello Spirito (Gal 5:22,23; Efe 5:9,10).  Come Giacomo dice che senza la prova di lavori buoni la fede è morta (Gia 2:20).

Quando la gente dice di avere ricevuto la fede dalla Bibbia sono inesatti perché la Fede è data da Dio come prezioso dono. La Bibbia è la prova e l'insegnate della Fede ma non il Donatore, Gesù lo è.  La fede è un dono sovrano, che Dio sia lodato nel più alto. Perciò dobbiamo ringraziare e lodare Dio per la nostra Fede, non la Bibbia, ma anche ringraziare Dio per la Bibbia perché senza di Essa non sapremmo niente su Dio e nemmeno niente dei Suoi comandamenti senza la Bibbia.  E tutta la gloria appartiene SEMPRE a Dio al 100%.

Isaia in Isa 53:1 chiede: “Chi ha creduto alla nostra predicazione e a chi è stato rivelato il braccio dell’Eterno?” chiaramente implicando che la fede risulta da rivelazione divina. Era qualcosa di più che replica a umana esortazione al credere che abilitò Pietro a dichiarare la sua fede in termini così enfatici: “Egli disse loro: «E voi, chi dite che io sia?». E Simon Pietro, rispondendo, disse: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».” (Mat 16:15-16) al quale Gesù stesso dichiarò da dove quella fede veniva: “E Gesù, rispondendo, gli disse: «Tu sei beato, o Simone, figlio di Giona, perché né la carne né il sangue ti hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è nei cieli.” (Mat 16:17) Chiaramente la fede che Pietro confessò in Gesù non era generata da lui, ma rivelata a lui da Dio.

Nel predicare dobbiamo ricordarci che è il nostro devoto dovere di ammonire i peccatori non con cliché religiosi, analogie umane, terminologie ridefinite o una versione semplificata del Vangelo, questi metodi non sono sufficienti.  Soltanto udire la Parola di Cristo (come è scritta nella Bibbia) confermerà e farà crescere la ricevuta fede nelle persone, se hanno prima ricevuto un cuore nuovo e uno spirito nuovo.

CONCLUSIONE

Anche se la fede "viene nell'udire", questo non significa necessariamente che viene a tutti quelli che sentono, ma viene solo in quelli che sono Suoi, come esemplificato da Paolo ai Gentili: “I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.” (Att 13:48) L'assegnazione della fede è un decreto sovrano dello Spirito Santo.  L'apostolo sapendo che il predicare Cristo era il sapore di vita alla vita in quelli che erano salvati e il sapore della morte alla morte in quelli che erano persi, esclamò: "chi è sufficiente a queste cose?” “per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose?” (2Co 2:16) Cristo e solo Lui, Amen.

Quanta più ragione abbiamo per confessare la nostra insufficienza! La nostra grazia sarà sempre di provare con Paolo che "la nostra sufficienza è Dio" e così è la fede, Amen.

Ma questo non deve indebolire l'assiduità dei nostri appelli ai non convertiti, ma dovrebbe temperare le nostre presentazioni con una sobrietà adatta alla solennità delle questioni in campo, come Pietro ammonisce: “anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi spiegazione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore,” (1Pi 3:15 LND).  Conoscendo perfettamente bene che non sono le nostre prediche che convertono la gente, ma Dio.  Con tutto ciò Dio, nella Sua suprema saggezza, ha decretato che le nostre pietose prediche del Vangelo siano parte integrale nel portare i Suoi eletti alla salvezza attraverso il Suo meraviglioso dono della Fede.  E' TUTTO DA DIO.