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La Prescienza di DIO

by Arthur Pink


Quante polemiche sono state generate da questo soggetto nel passato! Ma quale verità delle Sacre Scritture c’è che non è stata l'occasione di battaglie teologiche ed ecclesiastiche? La deità di Cristo, la Sua nascita da vergine, la sua morte espiatoria, il suo secondo avvento; la giustificazione dei credenti, santificazione, sicurezza; la chiesa, la sua organizzazione, ufficiali, disciplina; il battesimo, la Cena del Signore e molte altre verità preziose potrebbero essere accennate. Tuttavia, le polemiche che sono state intraprese sopra non hanno chiuso le bocche dei servi fedeli di Dio; perché, allora, dovremmo evitare l’irritante questione della Prescienza di Dio; poiché, ci sono certi che ci accusano di fomentare conflitti? Lasciamo che altri si contendano, se vogliono, il nostro dovere è di rendere testimonianza secondo la luce accordataci

Ci sono due cose riguardo al Prescienza di Dio sulla quale molti sono nell'ignoranza: il significato del termine, e lo scopo Scritturale. Perché questa ignoranza è così diffusa, è una cosa facile per i predicatori ed insegnanti spalmare perversioni su questo soggetto, anche sulla gente di Dio. C’è soltanto un salvaguardia contro l'errore ed è quello di essere stabiliti nella fede; e per ottenere quello, ci deve essere diligente studio in preghiera, ed una ricezione con umiltà della innestata Parola di Dio. Solo allora saremo fortificati contro gli attacchi di coloro che ci assalgono. Ci sono oggi quelli che fanno cattivo uso di questa stessa verità, per screditare e negare la sovranità assoluta di Dio nella salvezza dei peccatori. Come gli ‘alti critici’ stanno rinnegando l'ispirazione divina della Scrittura; evoluzionisti, il lavoro di Dio nella creazione; così certi pseudo insegnanti della Bibbia stanno pervertendo la Sua Prescienza in modo tale da mettere da parte la Sua incondizionata elezione a vita eterna.

Quando l'argomento solenne e benedetto della divina Prescienza di Dio è esposto, quando la scelta eterna di Dio di certe persone ad essere conformi all'immagine di Suo Figlio è presentata, il Nemico manda qualche uomo per sostenere che l'elezione è basata sulla pre-conoscenza di Dio e questa pre-conoscenza è interpretata nel significare che Dio pre-vide che certi sarebbero più flessibile di altri, che risponderebbero più prontamente agli sforzi dello Spirito, e che poiché Dio sapeva che avrebbero creduto, Lui, di conseguenza li predestinò alla salvezza. Ma una tale dichiarazione è radicalmente errata. Rinnega la verità della depravazione totale, dato che sostiene che c’è qualche cosa di buono in alcuni uomini. Toglie l'indipendenza di Dio, dato che fa basare i Suoi decreti su cosa Egli scopre nella creatura. Completamente ribalta le cose sotto sopra, perché nel dire."Dio pre-vide che certi peccatori crederanno in Cristo e per questo, Egli li ha predestinati alla salvezza" è l’inverso della verità. La Scrittura afferma che Dio, nella sua alta sovranità, ha scelto alcuni per essere recipienti dei Suoi favori di distinzione (Atti 13:48) e quindi ha determinato di concedere su loro il dono della fede. Falsa teologia fa della prescienza di Dio sul nostro credere la causa della Sua elezione a salvezza; mentre, l'elezione di Dio è la causa e il nostro credere in Cristo è l'effetto.

Prima di procedere oltre con la nostra discussione su questo tema molto incompreso, facciamo una pausa e definiamo i nostri termini. Che cosa è significato da Prescienza? Sapere in anticipo, è la pronta risposta di molti. Ma non dobbiamo saltare a conclusioni frettolose, né dobbiamo voltarci verso il dizionario Webster come la Corte d'Appello finale, dato che non è un aspetto di etimologia del termine impiegato. Cosa è necessario scoprire è di come la parola è usata nella Scrittura. L'uso che lo Spirito Santo fa di un'espressione definisce sempre il suo significato e scopo. È il fallimento di applicare questa semplice regola, che è responsabile di così tanta confusione ed errore. Tanta gente assume di già conoscere il significato di determinata parola usata nella Scrittura ed allora sono troppo negligenti per verificare i loro presupposti per mezzo di una concordanza. Amplifichiamo questo punto.

Prendiamo la parola carne. Il relativo significato sembra essere così evidente che molti lo considerano come uno spreco di tempo il valutare le varie connessioni nella Scrittura. Si assume frettolosamente che la parola sia sinonimo con il corpo fisico e così nessun’inchiesta è fatta. Ma, infatti, la carne nella Scrittura include frequentemente molto più di che cosa è corporale; tutto quello che è abbracciato dal termine può essere accertato soltanto tramite un confronto diligente di ogni caso di esso e da uno studio di ogni contesto separato. Prendiamo la parola mondo. Il lettore medio della Bibbia immagina che questa parola è l'equivalente per la razza umana e conseguentemente, molti passaggi in cui il termine è trovato sono interpretati scorrettamente. Prendiamo la parola immortalità, certamente non richiede studio. Fa ovviamente riferimento alla indistruttibilità dell'anima. Ah! Caro lettore, è insensato ed errato presupporre qualche cosa dove la parola del Dio è interessata. Se il lettore si preoccupasse ad esaminare con attenzione ogni passaggio in cui mortale ed immortale sono trovati, sarà scoperto che queste parole non sono mai applicate all'anima, ma sempre al corpo.

Ora quello che è stato detto sulla carne, il mondo, immortalità, si applica con uguale forza ai termini conoscere e prescienza. Invece di immaginare che queste parole indichino nient'altro che una semplice cognizione, i differenti passaggi in cui si presentano richiedono di essere pesati con attenzione. La parola prescienza non è trovata nel Vecchio Testamento. Ma conoscere appare là frequentemente. Quando quel termine è usato in relazione al Dio, indica spesso considerare con favore, indicando non, semplice cognizione ma un affetto per l'oggetto in vista. …. ti conosco personalmente». (Esodo 33:17) Siete stati ribelli all’Eterno, dal giorno che vi conobbi. (Deuteronomio 9:24) «Prima che io ti formassi nel grembo di tua madre, ti ho conosciuto….». (Geremia 1:5) «Soltanto voi ho conosciuto fra tutte le famiglie della terra; ….». (Amos 3:2)

Nello stesso modo, la parola conoscere è frequentemente usata nel Nuovo Testamento nello stesso senso come nel Vecchio Testamento. E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti….". (Matteo 7:23) Io sono il buon pastore, e conosco le mie pecore e le mie conoscono me, (Giovanni 10:14) Ma se uno ama Dio, egli è da lui conosciuto. (1 Corinzi 8:3) ….«Il Signore conosce quelli che sono suoi», ….. (2 Timoteo 2:19)

Ora la parola "prescienza" come è usata nel Nuovo Testamento è meno ambigua che nella relativa forma semplice di conoscere. Se ogni passaggio in cui si presenta è studiato con attenzione, sarà scoperto che è un punto discutibile se ha mai riferimento alla semplice percezione degli eventi che devono ancora avvenire. Il fatto è che la parola prescienza non è mai usata in Scrittura in relazione con eventi o azioni; invece, ha sempre riferimento alle persone. Sono le persone che si dice Dio ha prescienza, non le azioni di quelle persone. Nella prova di questo concetto ora citeremo ogni passaggio in cui questa espressione è trovata.

Il primo caso è in Atti 2:23. Là abbiamo letto, egli, dico, secondo il determinato consiglio e prescienza di Dio, vi fu dato nelle mani e voi lo prendeste, e per mani di iniqui lo inchiodaste alla croce e lo uccideste.

Se accurata attenzione è prestata alle parole di questo versetto sarà visto che l’apostolo non parlava della prescienza di Dio dell'atto della crocifissione, ma della persona crocifissa: Lui (Cristo) vi fu dato nelle mani .. ecc. Il secondo caso è in Rom 8:29,30Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. Pesiamo bene il pronome che è usato qui. Non è di cosa ha avuto prescienza, ma di chi. Non è la cessione delle loro volontà né il credere dei loro cuori ma delle persone stesse, che è qui in vista.

Dio non ha rigettato il suo popolo, che ha preconosciuto ….. (Romani 11:2) Ancora una volta il riferimento normale è alle persone ed alle persone soltanto.

L'ultima menzione è in 1 Pietro 1:2: eletti secondo la preordinazione di Dio Padre. Chi sono gli eletti secondo la preordinazione di Dio Padre? Il versetto precedente ce lo dice: il riferimento è agli sconosciuti sparsi cioè il Diaspora, la dispersione, gli ebrei credenti. Quindi, qui ugualmente, il riferimento è alle persone e non ai loro atti pre-visti.

Ora in considerazione di questi passaggi (e non ce ne sono altri) che base scritturale c’è là per chiunque di dire che Dio avendo "prescienza" degli atti di certi, cioè, del loro pentimento e del loro credere, e che a causa di quei atti Lui li ha eletti alla salvezza? La risposta è, nessuna qualunque. La Scrittura non parla mai del pentimento e della fede come pre-vedute o pre-conosciute da Dio. Veramente, Dio conobbe il tutto dall’eternità che certi si sarebbero pentiti e che avrebbero creduto, tuttavia questo non è a che cosa la Scrittura si riferisce come l'oggetto della prescienza di Dio. La parola si riferisce uniformemente alla prescienza di Dio delle persone; allora teniamoci saldamente al modello delle sane parole …(2 Timoteo 1:13)

Un'altra cosa a cui vogliamo attirare particolare attenzione è che i primi due passaggi citati sopra chiaramente dimostrano l'esposizione ed insegnano implicitamente che la prescienza di Dio non è causativa, e che invece, qualcos'altro si trova dietro, la precede e che qualcosa è il suo proprio decreto sovrano. Cristo è stato consegnato (1) secondo il determinato consiglio e (2) dalla prescienza di Dio (Atti 2:23). Il suo consiglio o decreto era la base della Sua prescienza. Così ancora in Rom 8:29. Quel versetto apre con la parola per, che ci dice di osservare dietro a quello che precede immediatamente. Che cosa, allora, il versetto precedente dice? Questo, … tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. (Romani 8:28) Perciò la prescienza di Dio è basata sul Suo proponimento o decreto (Sal 2:7)

Dio pre-vide che cosa sarà perché ha decretato che cosa sarà. È quindi invertire l'ordine della Scrittura, mettere il carro prima del cavallo, affermare che Dio elegge perché Lui pre-conobbe le persone. La verità è, Lui pre-conosce perché ha eletto. Questo rimuove la base o la causa dell'elezione dall'esterno della creatura e la piazza nella sovrana volontà di Dio. Dio propose in sé stesso di scegliere determinata gente, non a causa di qualche cosa buona in loro o da loro, sia reale o pre-visto, ma solamente dal suo proprio puro piacere. Quanto al perché ha scelto quelli che ha eletto, non lo sappiamo e possiamo soltanto dire, Sí, o Padre, perché così ti è piaciuto. (Matteo 11:26). La semplice verità di Rom 8:29 è che Dio, prima del fondamento del mondo, scelse certi peccatori e li appuntò alla salvezza (2Te 2:13). Ciò è chiaro dalle parole concludenti del verse:… predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio …(Romani 8:29)

Dio non Predestinò quelli che pre-vide erano conformi, ma, al contrario, quelli che pre-vide (cioè, amava e scelto) Lui li predestinò ad essere conformi. La loro conformità a Cristo non è la causa, ma l'effetto della prescienza di Dio e della Sua predestinazione.

Dio non ha scelto alcun peccatore perché Lui pre-vide che avrebbe creduto, per la semplice e sufficiente ragione che nessun peccatore crede fino a che Dio gli dà la fede; come nessun uomo vede fino a che Dio gli dà la vista. La vista è regalo di Dio, vedere è la conseguenza dell’usare il Suo regalo. Così la fede è regalo di Dio (Efe 1:8,9), credere è la conseguenza dell’usare il Suo regalo. Se fosse vero che Dio avesse scelto certi da essere salvati perché in tempo avrebbero creduto, questo farebbe il credere un atto meritorio ed in quel evento il peccatore salvato avrebbe base per vantarsi, cosa che la Scrittura enfaticamente nega: Efe 2:9.

Certamente la parola di Dio è abbastanza chiara nell'istruire che il credere non è un atto meritorio. La Bibbia afferma che i Cristiani sono una gente che avevano creduto mediante la grazia. (Atti 18:27). Se allora, hanno creduto mediante la grazia, non c’è assolutamente niente di meritorio circa il credere e se niente di meritorio, esso non può essere la base o causa che abbia mosso Dio a sceglierli. No; La scelta di Dio procede non da qualche cosa in noi, o da qualche cosa da noi, ma solamente dal suo proprio piacere sovrano. Una volta in più, in Rom 11:5, leggiamo una rimanenza secondo l’elezione di grazia. Là, è chiaro abbastanza; l'elezione in se è per grazia e la grazia è il favore non meritato, qualcosa per il quale non abbiamo alcun reclamo su Dio.

È altamente importante per noi avere viste chiare e scritturali sulla prescienza di Dio. Concezioni erronee su questo proposito portano inevitabilmente a pensieri altamente disonorevoli a Lui. L'idea popolare di prescienza divina è complessivamente inadeguata. Dio non solo ha pre-visto la fine dall'inizio, ma ha progettato, fissato, predestinato tutto dall'inizio. E come la causa sta all’effetto, così lo scopo di Dio è la base della Sua prescienza. Se allora il lettore è un Cristiano reale, egli è così perché Dio lo ha scelto in Cristo prima del fondamento del mondo (Efe 1:4) e non scelto perché pre-vide che avrebbe creduto, ma ha scelto semplicemente perché lo soddisfaceva di scegliere così: ha scelto il credente nonostante la sua naturale incredulità. Questo essendo così, tutta la gloria e la lode appartengono solo a Lui. L’uomo non ha nessuna base di prendersi alcun credito a se stesso. Il credente ha creduto attraverso la grazia (Atti 18:27) e quella, perché la vostra elezione stessa era per grazia (Rom 11:5).