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Conoscere la VERA Salvezza

aymon de albatrus

“poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato». Poiché non c’è distinzione fra il Giudeo e il Greco, perché uno stesso è il Signore di tutti, ricco verso tutti quelli che lo invocano. Infatti: «Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato».” (Rom 10:9-13)

“Ho scritto queste cose a voi che credete nel nome del Figlio di Dio, affinché sappiate che avete la vita eterna e affinché continuiate a credere nel nome del Figlio di Dio.” (1Gi 5:13)

“che, pur non avendolo visto, voi amate e, credendo in lui anche se ora non lo vedete, voi esultate di una gioia ineffabile e gloriosa, ottenendo il compimento della vostra fede, la salvezza delle anime.” (1Pi 1:8-9)

“Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano.” (Gia 2:19)


Ci sono solo due persone che conoscono se una persona è salvata dall'Inferno o no. La prima è Dio, e Lui lo sa di certo perché Egli è quello che ha eletto quell'anima alla salvezza donando un nuovo cuore e un nuovo spirito e con quel nuovo cuore quella persona cercherà Dio, lo troverà e sarà salvata assolutamente senza fallire (Eze 36:26,27). L'altra è la persona stessa, ma con meno certezza perché tanti sono sotto l'illusione che se credono che Gesù Cristo è il figlio di Dio questo garantisce la salvezza. Credere che Gesù è il figlio di Dio non è sufficiente perché anche il Diavolo e i suoi demoni credono in questo e non sono salvati.  Altri sono veramente salvati ma dovuto alla confusione di tante dottrine essi hanno un fastidioso dubbio ad accettare nelle loro menti la Grazia che Dio ha concesso a loro.

Allora come fa uno a sapere se è salvato? Ci sono due testimoni alla salvezza: l'evidenza della Scrittura e lo Spirito dentro il cuore (la sede dell'essere umano) che testimonia la Sua presenza attraverso le azioni della persona.

EVIDENZA DELLA SCRITTURA:

Qualche Scrittura che prova che la salvezza dall'Inferno è da Cristo Gesù: (Mat 1:21; Gio 3:16-17; 14:6; Rom 1:6; 6:23; 10:9-13; 2Co 5:17; Efe 1:13-14; 2:8-9; Col 2:13-14; 1Te 5:9-10; Tit 2:11-14; 1Pi 1:8-9).

Adesso analizziamo per esempio Rom 10:9-13 come applicabile ad una persona veramente salvata:

poiché se confessi Questo significa di parlare quello che è in accordo con qualcosa che altri dicono e mantengono. Perciò la confessione o la professione esprime il nostro accordo con quello che Dio mantiene di essere vero, e con quello che Egli dichiara di essere vero. Questo indica una dichiarazione pubblica o un assenso a quello, qui espresso con le parole "con la tua bocca".

La professione di religione allora denota una dichiarazione pubblica del nostro accordo con quello che Dio ha dichiarato, e si estende a tutte le Sue dichiarazioni sul nostro stato perduto, i nostri peccati e il nostro disperato bisogno di un Salvatore. Denota anche il nostro accordo con la Sua dottrina sulla Sua natura, Santità e Legge, sul Salvatore e su lo Spirito Santo.  Tutto questo dichiara la necessità di un cambiamento di cuore e di santità di vita e sulla tomba e del giudizio, e sul paradiso e sull'inferno.

Con questa confessione il credente esprime pubblicamente il suo assento a questo, e dichiara il suo accordo con Dio e con simili verità.

con la tua bocca il Signore Gesù Nel professare una cosa con una bocca onesta è come parlare di essa, di dichiararla, di farlo apertamente e pubblicamente con convinzione e senza vergogna che è una evidente professione di credenza vera. Questo aperto riconoscimento di personale legame con Gesù Cristo significa di dichiaralo come Signore che ha tutti i diritti di regnare sopra tutte le anime: “e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre.” (Fil 2:11)

e credi nel tuo cuore La persona deve sinceramente e veramente credere questo, cosicché la professione esterna corrisponde ai veri sentimenti interni, altrimenti questa sarebbe ipocrisia. La persona deve credere questo con la più alta internale sincerità come richiesto dalla vera religione.

che Dio lo ha risuscitato dai morti Questo fatto è la fondazione della fede Cristiana e di massima importanza al sistema Cristiano perché se Cristo non fosse risorto dai morti egli non sarebbe in grado di risuscitare nessun altro. Se questo è vero (e lo è) allora tutto il resto su di Lui è vero così provando che Lui veniva veramente da Dio; che è morto per salvare il suo popolo dai loro peccati (Mat 1:21) e che Dio ha approvato e ha accettato il Suo lavoro (Mar 1:11).

Che è salito in Paradiso, ed è esaltato al dominio su tutto l'Universo, e che ritornerà a giudicare i vivi e i morti. (Fil 2:8-11 Efe 1:21 Att 2:24,32,33; 17:31 2Co 4:14 1Co 15:13-20). Professare questa dottrina è praticamente il professare tutte le verità della religione Cristiana. Qualsiasi uomo che crede in questo crederà anche tutte le verità che sono dipendenti su di essa. Ecco perché gli Apostoli riguardavano questa dottrina così importante, e ne fecero una parte importante delle loro prediche.

sarai salvato.  Dal peccato e dall'Inferno.  Questa è la dottrina del Vangelo ovunque, e che dimostra che attraverso il Vangelo la salvezza è facile. La possessione di questa salvezza si può provare facilmente se tu sei capace di confessare al alta voce e pubblicamente e senza vergogna o esitazione che Gesù Cristo è il solo Signore e Governatore e Possessore della tua vita e che tu sei totalmente dipendente su Lui, allora la Scrittura testimonia che tu sei veramente salvato. 

Col cuore infatti  Non soltanto con la comprensione della mente, ma anche con la sincera fede che influenza tutta la vita di una persone (il cuore essendo l'essenza dell'uomo). Non ci può essere genuina fede altro che quella che influenza la completa mente come la stessa essenza dell'uomo.

si crede per ottenere giustizia   Nel Piano di Dio per giustificare gli uomini c'è un modo per il quale noi possiamo essere dichiarati justi e retti alla Sua vista nel confessare che siamo Nati di Nuovo, cioè nel testimoniare di aver ricevuto un cuore ad uno spirito nuovo. Nel momento che un peccatore crede (per Grazia di Dio), egli è giustificato, i suoi peccati sono perdonati ed è introdotto nel favore di Dio. Nessun uomo può essere giustificato senza questo (aver ricevuto cuore e spirito nuovo), perché questo è ol piano di Dio, ed Egli non devierà da questo, e l'uomo può essere così solo se Dio ha impiantato un cuore e spirito nuovo in lui (Eze 36:26,27).

e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,  Cioè, confessione o professione viene così fatta per confermare la salvezza. Colui che in tutte le appropriate vie professa il suo attaccamento a Cristo sarà salvato. Infatti Dio lo ha salvato ancora prima che il tempo fosse (Efe 1:4) ma l'attuazione di quella salvezza è evidente a quel particolare tempo nella storia per quella persona.  Questa professione deve essere fatta in tutti i doveri religiosi nel dichiarare i nostri sentimenti, nel dichiarare in tutte le opportune occasioni la nostra credenza nella verità e la nostra salda aderenza ad esse in tutte le persecuzioni, opposizioni e prove. Colui che dichiara il suo credo fa una professione di esso. Colui che si associa con il popolo Cristiano fa lo stesso. Colui che agisce con loro nelle riunioni di preghiera, nel santuario, e in opere di beneficenza fa lo stesso. Colui che è battezzato e commemora la morte del Signore Gesù (la Santa Comunione), fa lo stesso. E pure colui che vive una umile, pia vita spirituale, fa lo stesso. Egli dimostra il suo rispetto ai precetti e esempi di Cristo Gesù. Il suo rigetto della superbia, della pompa e attrazione del mondo, fa lo stesso (1Gi 2:15).

Tutte queste cose manifestano la posizione della persona, non si può avere attaccamento a Cristo che non si manifestato nella vita della persona. Una città posta sopra un monte non può essere nascosta. E' impossibile che ci sia vera credenza nel cuore di un uomo senza che sia manifestata nella sua vita e nella sua conversazione. Queste sono la prova della sua esistenza e della sua potenza:

  1. Professare la nostra religione è veramente indispensabile alla salvezza come è il credere in Gesù Cristo, essa è connessa con la salvezza come la fede è con la giustificazione; e questo è in perfetto accordo con le dichiarazioni del Signore Gesù: (Mat 10:32 Mat 25:34-46 Luc 12:8). 

  2. Non ci può essere vera fede dove non c'è buona volontà di confessare il Signore Gesù. Non c'è vero pentimento quando non siamo pronti a confessare le nostre pecche. E perciò non ci può essere vera religione quando c'è troppo orgoglio, o vanità, o amore per il mondo, o paura di vergogna di confessarla.

  3. Quelli che non professano la religione, non ne hanno nessuna, ed essi non sono salvati. Negare Gesù Cristo il Salvatore davanti agli uomini negano la salvezza. Coloro che non professano la religione, professano l'opposto. La vera posizione del cuore viene espressa dalla vita della persona quelli che negano il Signore portano su se stessi una veloce distruzione: (Gio 3:36; 2Pi 2:1).

perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato». Questo punto si riferisce a Gioele 2:32, “E avverrà che chiunque invocherà il nome dell’Eterno sarà salvato, ......».” (Gil 2:32) Questo è espressamente riferito da Pietro come evidenza di salvezza in Att 2:21. E' chiaro che l'Apostolo applica questo a Gesù Cristo, che è una delle numerose occasioni dove gli Scrittori del Nuovo Testamento applicano espressioni a Lui che nel Vecchio Testamento sono applicate a Dio (1Co 1:2).

Sarà salvato. Questa è la perenne promessa. (Att 2:21; 22:16), “Ed ora che aspetti? Alzati e sii battezzato e lavato dai tuoi peccati, invocando il nome del Signore".” (Att 22:16)  Questo atto è opportuno e indispensabile per dimostrare che uno è veramente salvato perché non è il battesimo che salva, ma il battesimo dimostra che uno è già salvato, cioè "nato di nuovo". 

  1. Tutti abbiamo peccato contro Dio, ed è necessario confessarlo.  (Rom 3:23)

  2. Perché solo Lui ci può perdonare, ed è giusto che lo chiediamo umilmente da Dio.  (Rom 6:23)

  3. Invocare il nome di Gesù Cristo è di ammetterlo come il nostro Sovrano, il nostro Padre, e il nostro Amico (Gio 15:14) ed è giusto che gli rendiamo il nostro omaggio.  In questo è implicato che lo invochiamo con sentimenti giusti, cioè con un umile senso della nostra peccaminosità, del nostro bisogno di perdono e con buona volontà di ricevere la salvezza eterna come è offerta nel Vangelo. Questo passaggio insegna che tutti coloro che possono fare il sopra saranno salvati; nessuno, da ogni tribù, lingua, popolo e nazione. (Apo 5:9), sarà cacciato via.

EVIDENZA DELLO SPIRITO:

“Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che noi siamo figli (discendenti) di Dio.” (Rom 8:16)

Lo Spirito stesso rende testimonianza
. Questo si riferisce all'adozione, e significa che lo Spirito Santo fornisce evidenza alle nostre menti e cuori (l'essenza dell'uomo) che siamo stati adottati nella Famiglia di Dio. Questo è dovuto allo Spirito Santo: (2Co 1:22; 1Gi 5:10,11; 1Co 2:12) che produce in noi gli effetti della Sua influenza.  Sta a Lui di rinnovare il cuore, darci uno spirito nuovo, di santificare le nostre anime, di produrre in noi: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. (Gal 5:22-23)  Se un uomo ha questi attributi egli ha evidenza della testimonianza dello Spirito di Dio con il suo spirito. Se no, allora non ha nessuna evidenza. E il modo di accertarsi di questa testimonianza dello Spirito è di accertarsi in onesta e devota indagine se questo frutto dello Spirito veramente esiste nelle nostre menti e se camminiamo in esso. Se esiste l'evidenza è chiara.  Se no, tutte le vane confidenze, tutte le visioni, e estasi e rivelazioni fantasiose, saranno soltanto delusioni. C'è da aggiungere che l'effetto del frutto sello Spirito sulla nostra mente e di produrre una calma celeste cornice, e in quella incorniciatura c'è una vita santa nella quale possiamo gioire come evidenza della pietà religiosa.

al nostro spirito ; perché i nostri spiriti sono quelli che testimoniano dello Spirito di Dio, non le nostre orecchie, dato che non è testimonianza udibile, ma è nei nostri cuori, è cosa interna per le nostre rinnovate anime, dove Dio ha fucinato la fede per riceverla per la nostra comprensione. Che ne veniamo a conoscenza ed essere assicurati di essa, nei nostri spiriti che sono proni a dubitarne come facciamo. Dunque è "lo Spirito stesso" che porta questa testimonianza, non da altri o per altri, ma dentro Lui stesso in persona che è il testimone divino che perciò è il più grande di tutti e il più fedele. Egli non ingannerà mai perché testimonia quello che Lui sa e quello che è certo e sicuro, il su stesso essere e abitazione nei santi (Efe 2:22) sono la testimonianza e prove della loro adozione. La Sua potente operazione e divino approdo persuadono al credere la verità della salvezza. E nello spargere in largo l'amore del Padre nei cuori dei Suoi (Rom 5:5) e nell'applicare le promesse del vangelo Egli li incoraggia a chiamare "Abba Padre" (Rom 8:15), che è un meraviglioso esempio della Sua condiscendenza e grazia.

che noi siamo figli di Dio. La testimonianza del nostro spirito è trasportata in quel cosciente grido nel sapere che siamo figli Suoi  "Abba, Padre", ma non siamo soli perché lo Spirito Santo dentro di noi mette il Suo distinto sigillo al nostro, e così "per la bocca di due o tre testimoni" la cosa è stabilita.  L'Apostolo ci ha chiamati "figli di Dio" riferendosi alla nostra adozione, mas la parola qua cambia a "discendente (nel greco)" riferendosi alla nostra nuova nascita nello Spirito (Eze 36:26,27).  Il primo termine esprime la posizione alla quale siamo stati ammessi, mentre la seconda è la nuova vita che abbiamo ricevuto. L'ultima è più adatta perché un figlio per adozione potrebbe non essere l'erede della proprietà, mentre un figlio per nascita certamente lo è, e questo è quello che l'Apostolo dichiara qua.

Lo Spirito di adozione non soltanto ci stimola a chiamare Dio come nostro Padre, ma anche ci conferma e assicura che noi siamo i Suoi eredi. E fa questo non con una voce esterna, non per un Angelo, sicuramente non per la vergine Maria o i Santi, ma attraverso un interno, personale e segreto testimone nei nostri cuori persuadendoci che Dio è nostro Padre e che noi siamo i Suoi veri figli.

Inoltre, il nuovo credente avendo ricevuto un cuore nuovo e un nuovo spirito, la sua vita esterna, il suo comportamento è adesso completamente cambiato e questo questo è un chiaro testimone di essere noto di nuovo. Naturalmente questo cambiamento di comportamento è progressivo (santificazione) ma stabile nel tempo e anche le persone attorno a lui testimonieranno del sua cambiato stato. I suoi attaccamenti e i suoi desideri saranno verso Dio piuttosto che verso le cose del Mondo (1Gi 2:15), questo chiaramente testimoniando il suo totale cambiamento.  Infatti mentre un miscredente trova le cose di Dio assolutamente tediose e insensate, un credente ha invece una enorme attrazione verso di loro e per lui questa è vita abbondante.

Un pensiero a parte, Dio fa bene a non portare anime non rigenerate in Paradiso perché esse troverebbero la Sua presenza e quella dei Santi e le attività celestiali assolutamente insopportabili e veramente il Paradiso per loro sarebbe un autentico Inferno.

CONCLUSIONE:

Può un credente essere sicuro della sua salvezza dall'Inferno? Assolutamente SI. Dalla testimonianza della Scrittura che non può essere annullata e dalla testimonianza dello Spirito Santo dentro di lui assieme al conseguente cambiamento di attitudine e comportamento.

Un vero credente crederà fermamente nella Scrittura come è scritta e perciò accetterà che se le referenze alla salvezza nella Bibbia quadra con la sua interna inamovibile convinzione ed è abile di testimoniarle, egli può essere sicuro di aver ricevuto la salvezza donatagli dal Sovrano Dio, e per Grazia soltanto.

Un vero credente sarà cosciente dello Spirito di Dio che risiede dentro di Lui che gli tetimonio che adesso lui è vero figlio di Dio e salvato per adozione.  Inoltre un vero credente sarà cosciente della sua cambiata attitudine verso di Dio e verso i suopi fratelli in Cristo e verso la vita in generale.  L'Apostolo dice: “Ma qualcuno dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere»; mostrami la tua fede senza le tue opere e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere.” (Gia 2:18) Questo significa che un uomo dalle sue opere dimostra la sua fede e perciò se è salvato o no, come Gesù proclama: “Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti.” (Mat 7:20)

E altra sicura evidenza è che un vero credente ha un travolgente forte desiderio di essere nella presenza del suo meraviglioso Signore, Padrone e Salvatore, Gesù Cristo.