home politica dottrina contatto info libri links mappa sito
articoli simili
stampa email salva salva pdf
Ordine Chiesa
Anziani
Diaconi
Donne
Uomini
Teologia
Amore
Arbitrio
Creazione
Dio
Escatologia
Evangelismo
Eterodossie
Il Male
La Legge
Peccato
Predestinazione
Riformata
Timore
Sacramenti
Soteriologia
Sovranità
Credi
Ispirazione
Riformati
Storici
Universalismo
Parole
Versetti
Festività
Dicembre 25
Pasqua
Personale
Vivere
Modestia
Morte
Preghiera
Responsabilità'
Tempi Nostri
Il Regno
Potpourri
Aborto
Date
Democrazia
Evangelizzare
Paganesimo
Passaggi
Sermoni
Volantini
Copyright
Emails
Home

 

Andare Con Il Signore

aymon de albatrus

"Ma siamo fiduciosi e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e andare ad abitare con il Signore." (2Co 5:8 )

"Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno. Ma non so se il vivere nella carne sia per me un lavoro fruttuoso, né posso dire che cosa dovrei scegliere, perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire a da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore, ma il rimanere nella carne è più necessario per voi." (Fil 1:21-24)

"Ora perché voi siete figli, Dio ha mandato lo Spirito del Figlio Suo nei vostri cuori che grida: «Abba, Padre»," (Gal 4:6)


abbiamo molto più caro di partire dal corpo.  Il senso qua è che Paolo (come ogni altro vero Cristiano) avrebbe preferito morire, lasciare questa valle di lacrime ed andare in Paradiso con il suo Signore, piuttosto di rimanere in questo mondo di peccato e prove.

e andare ad abitare con il Signore.  Il Signore Gesù Cristo costituisce la maggiore gloria in Paradiso, ed essere con Lui è equivalente ad essere in un posto di perfetta gioia, essere con Lui, il Redentore, è essere in Paradiso. E' anche chiaro che questo prova che gli spiriti dei santi, quando partono, sono con il redentore, cioè sono subito portati in Paradiso, dimostrando:

  1. Che gli eletti non sono annientati alla morte, e

  2. Che essi non dormono e rimangono in uno stato inconscio, come certi predicano, ma sono vivi e coscienti con il Signore (Mar 12:27).

  3. Che non sono in uno stato intermediario; sia in uno stato di Purgatorio, come i Romanisti presumono, o in uno stato dove tutte le anime, giusti e malvagi, sono assemblati in una comune dimora, come certi pensano, ma

  4. Che gli eletti del Signore sono con Cristo, i giusti alla morte vanno immediatamente con il Signore, partecipando della Sua gioia e della Sua gloria, seduti con Lui sul Suo trono, Apo 3:21.  Il nostro beneamato Salvatore conferma questa fatto al morente ladrone sulla croce, con Lui, dicendogli: "Allora Gesù gli disse: «In verità ti dico: oggi tu sarai con me in paradiso»." (Luc 23:43)

Niente in questo mondo si paragona con la gioia di abitare con il Signore,  perciò i credenti preferiscono molto di più partire dal corpo, cioè di morire, e di lasciare questo mondo malvagio. I veri credenti non hanno nulla in questo mondo che li trattenga, (1Gi 2:15), ma come Paolo essi rimangono perché è più necessario per gli altri.

avendo il desiderio di partire a da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore. Il desiderio di Paolo di lasciare questo mondo era scaturito da un puro alto motivo basato sulla forza di attaccamento che lo legava al Salvatore, e che lo faceva bramare per Lui. Le anime dei defunti, anche se disincarnate, esistono ancora in uno stato separato, non in uno stato di inattività o dormendo, ma di felicità e gloria, godendo le presenza di Dio, lodandolo e aspettando la risurrezione del corpo, al ritorno del Signore. A quel punto l'anima e il corpo saranno riuniti e non ci sarà più assenza, sia dal corpo come dal Signore, Amen.

Possiamo racimolare i seguenti punti dall'espressione di Paolo:

  1. Che questa era la vera ragione per la quale se ne voleva andare. Era il suo forte amore per Cristo, il suo ansioso desiderio di essere con Lui, la sua ferma fiducia che nella Sua presenza cera "pienezza" di gioia,

  2. Paolo credeva che l'anima del Cristiano sarebbe andata immediatamente con il Salvatore alla morte corporea. Era evidente che la sua aspettativa era che egli sarebbe passato subito alla Sua presenza e che non sarebbe rimasto in uno stato intermediario per un tempo distante,

  3. L'anima non dorme alla morte. Paolo si aspettava di essere con Cristo, e di essere cosciente del fatto, di vederlo, e di partecipare alla Sua Gloria,

  4. L'anima del credente è fatta felice alla morte.  Essere con Cristo e sinonimo di essere in Paradiso, perché Cristo è in Paradiso ed è la Sua gloria,

  5. Questo desiderio di essere con Cristo costituisce una marcata differenza fra il Cristiano e gli altri uomini. Altri uomini potrebbero anche essere preparati a morire, forse anche desiderosi per via dei loro dispiaceri molti grandi che loro non si sentono capaci di portare.  Ma il Cristiano desidera partire per un completamente differente motivo.  Ed è quello di essere con Cristo, e questo costituisce una grande linea di distinzione fra lui e gli altri uomini,

  6. Una semplice disposizione a morire, o anche un desiderio di morire non è una certa evidenza di preparazione alla morte.  Se questa disposizione o desiderio è causata solo dall'intensità della sofferenza, prodotta da un disgusto per il mondo o da qualche delusione, non costituisce evidenza di nessun genere alla preparazione per la morte.  Inoltre non molte persone, non Cristiani professanti, sul loro letto di morte sono desiderosi o pronti per partire, perché sono miscredenti, senza speranza,

  7. di gran lunga migliore. Essere in Paradiso porterebbe più felicità e sarebbe uno stato più alto, più santo che rimanere sulla terra. Questo prova anche che l'anima del cristiano alla morte è fatta immediatamente felice, mentre uno stato di essere "addormentati" non può in nessun modo essere considerato una condizione migliore che rimanere in questo mondo. Inoltre, Paolo non voleva dire che egli era semplicemente pronto a morire o che ne acquiesceva la necessità, ma che il fatto di essere con Cristo era una condizione grandemente da essere preferita a quella di rimanere sulla terra. Questo è un vero sentimento della devozione di un Cristiano, e avendo questo sentimento, la morte per noi non ha nessun terrore, visto che abbiamo ricevuto una inamovibile speranza nel Cristo il Signore (Ebr 11:1). Amen

avendo il desiderio di partire.  Partire da questa peccaminoso vita ed essere con Cristo è di gran lunga meglio che vivere nella carne in questo perverso mondo.  Nel Paradiso alla presenza del Signore la vita è libera dal peccato e sofferenze, e nella massima gioia, godendo della comunione con Cristo senza interruzione.

Vediamo l'Apostolo Paolo, anche se ha avuto una vita molto vantaggiosa e utile ministerio, tuttavia era stata gravosa, laboriosa, pericolosa e faticosa alla carne, quindi morire ed essere con Gesù non poteva essere altro che desiderabile. Questo senza irriverenza al ministerio che Dio gli diede, ma il suo motivo era da un profondo desiderio di essere con l'amore del suo cuore, il Signore Gesù Cristo. Non c'è niente di sbagliato di desiderare di essere con il Signore (che è di gran lunga meglio), tuttavia, come Paolo fece, porteremo avanti sulla terra i buoni lavori che Cristo ha preparato per noi, alla loro completezza, (Efe 2:10).

abitare con il Signore. Il Cristiano non desidera semplicemente partire da questa vita terrena, ma sopratutto di essere con Cristo, il suo Signore. I santi del Cristo adesso, sono scelti da Lui, messi nel Suo cuore, e depositati nelle Sue mani; sono creati in Lui e credono in Lui, sono in Lui come i rami della vigna e Lui è in loro, essi hanno cuori nuovi e vivono per fede, infatti sono uno con Lui

La morte con i santi non è altro che il trasferimento da una casa all'altra.  Dalla casa terrena del loro tabernacolo (il corpo) alla casa del Padre, e la dimora di gloria preparata per loro. La morte non è l'annientamento degli uomini, ne dell'anima, né del corpo, ma una separazione fra loro, non è la loro distruzione.  E' la dissoluzione dell'unione fra loro per un periodo, quando rimangono in uno stato separato fino alla risurrezione.

La morte per i miscredenti è un re del terrore, molto formidabile e terribile, e certamente non desiderabile.  E' un nemico per loro perché non hanno nessuna speranza né conoscenza e perciò è un grande balzo nel buio per loro. Ma non è così per i Cristiani, perché loro hanno il meraviglioso Gesù con i Suoi Angeli che li aspettano in Paradiso, come la Scrittura attesta, (1Gi 5:11-14).

I Cristiani desiderano la morte nel senso di essere con il Signore, comunque sempre nel giusto e sempre sotto la sottomissione al volere del Signore. Loro desiderano sbarazzarsi dal peccare, che così profondamente disonora Dio come addolora loro stessi, e con gran desiderio di vestire la risplendente veste della immortalità e gloria, come Paolo esprime qua.

C'è un'altra interpretazione sullo stato dei santi alla morte, e cioè essi rimarranno dormienti fino al ritorno del Signore. Beh! noi prendiamo le parole del nostro Signore sulla croce al penitente ladrone come vere e sacrosante, significando quello che dicono: "oggi tu sarai con me in paradiso".  E OGGI era il giorno nel quale il nostro Signore morì fisicamente e così il ladrone (circa 2000 anni fa), questo è sufficiente per noi.  Comunque, se fosse infatti il caso di essere "addormentati" non sarebbe grande problema perché il tempo fra la morte e il ritorno del Signore (quando esso è) sarà sospeso per noi, perciò ci sembrerebbe soltanto un "batter d'occhi".

CONCLUSIONE

Essere presente con il Signore è il pressante desiderio di ogni vero credente. Noi discepoli di Gesù Cristo bramiamo con gran desiderio di essere con il Signore per due ragioni:

  1. Essere nella presenza del nostro Meraviglioso Signore, e

  2. Di abbandonare questo corpo di peccato che disonora Dio e ci addolora continuamente perché come Agostino disse: “non posse non peccare”.

  3. E per questo il nostro spirito grida; "ABBA Padre desidero essere con te".