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Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicinoaymon de albatrus “Da quel tempo Gesú cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!».” (Mat 4:17) “14 Ora, dopo che Giovanni fu messo in prigione, Gesú venne in Galilea predicando l’evangelo del regno di Dio 15 e dicendo: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino. Ravvedetevi e credete all’evangelo».” (Mar 1:14-15) Una cosa che uno non sente predicato in questi giorni malvagi da qualsiasi pulpito è: "RAVVEDETEVI". Perché è così? La diagnosi è semplice, davvero, perché il ravvedimento è il riconoscimento di aver sbagliato (trasgressione) e di voltarsi indietro da quello. Ma che cosa è la trasgressione? Beh! Non è altro che peccato e il peccato è la violazione delle Leggi che Dio ha imposto sugli uomini (1Gi 3:4). Ma gli umani non vogliono che nessuna cosa sia imposta a loro (anche se sono solo creature tenute in vita da Dio) perché nei loro occhi è cosa "politicamente incorretta" e inquietante, essendo ribelli a Dio. Così il concetto del peccato viene dimesso perché offende e chiunque predica sul peccato in questi giorni decadenti viene accusato di "predica d'odio" e persino messo in prigione. Ecco perché a stento (se mai si fa) prediche sul peccato e Ravvedimento si sentono da qualsiasi pulpito. E' cosa concepibile di pensare che visto che la Bibbia condanna i peccati della gente, la Bibbia potrebbe presto essere libro vietato eliminando cosi ogni condanna. Che cosa è il Ravvedimento Le parole Ravvedetevi e Ravvedimento appaiono nel NT ben oltre 50 volte con questo significato:
Chiaramente "ravvedersi" ha inerente in se stesso il concetto che quello che uno ha fatto nella vita è sbagliato e che deve essere dichiarato, esserne addolorati, essere penitente ed essere determinato a cambiare la propria via per quella giusta. Questo potrebbe sembrare piccola cosa da farsi, ma per gli umani e un passo enorme ad ammettere che tutto quello che hanno fatto e creduto fino a quel punto nella loro vita è sbagliato e deve essere rigettato. Questo è troppo per l'ethos umano di ammettere e accettare che il loro vero essere è stato sbagliato, a meno che il Signore conceda un nuovo cuore e uno spirito nuovo. (Eze 36:26-27)
Tanto si è detto anche della donna presa in adulterio che Gesù la perdonò, indipendentemente da ogni segno di contrizione. Beh! Gesù non fece tale cosa. La donna adultera non era penitente e non chiese perdono, e Gesù non ne diede nemmeno. Gesù riconobbe e confermò il suo peccato "non peccare più" e non diede il perdono come aveva fatto altre volte "i tuoi peccati ti sono perdonati". Senza pentimento non c'è perdono esterno. La maggior parte delle persone quando interrogati a proposito rispondono come la donna adultera: “Questa è la condotta della donna adultera: mangia, si pulisce la bocca e dice: «Non ho fatto alcun male!».” (Pro 30:20) Ma cosa testimonia la Scrittura?: “poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,” (Rom 3:23) NESSUNO e senza peccato, tutti noi ci siamo sviati e chi dice "non ho fatto niente di male" rende Dio bugiardo quando la Scrittura specificamente dice che SOLO Dio e veritiero e tutti quanti dei bugiardi: “..... sia Dio verace e ogni uomo bugiardo, ...” (Rom 3:4) (Rom 3:12; 1Gi 1:10) Il Ravvedimento non è da confondersi col "rattristamento" come Paolo spiega in (2C0 7:8-11) Uno si può rattristare per aver fatto qualcosa (anche senza peccato) o rattristarsi secondo il mondo senza pentimento. Mentre il Ravvedimento include sempre l'ammissione di colpa e pentimento che include solenne promessa e determinazione di non ripetere quella offesa. Qui si considera onesto Ravvedimento per aver peccato. Il Ravvedimento nella Bibbia ha 3 elementi basilari:
In altre parole, il Ravvedimento coinvolge una vita totalmente cambiata: “Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.” (2Co 5:17) Secondo la bibbia, tutte le cose sono nuove una volta che uno è in Cristo e le cose vecchie sono passate, e il Ravvedimento è certamente un requisito per ottenere quello. Gesù incominciò il Suo ministero predicando: “Da quel tempo Gesú cominciò a predicare e a dire: «Ravvedetevi, perché il regno dei cieli è vicino!».” (Mat 4:17) e terminò il Suo ministero terreste lo stesso modo: “lo riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.” (Apo 3:19) In Matteo 9:13 disse: “ ....io non sono venuto per chiamare a ravvedimento i giusti, ma i peccatori».” In Matteo 11:20 rimproverò delle città: “... perché esse non si erano ravvedute...” Il Ravvedimento è richiesto per ottenere la salvezza, come ampiamente testimoniato dalla Scrittura: “Egli allora percorse tutta la regione nei dintorni del Giordano, predicando un battesimo di ravvedimento per il perdono dei peccati,” (Luc 3:3) Il Ravvedimento è un dono divino Atti di pentimento non guadagnano il perdono di Dio per i propri peccati, piuttosto il perdono viene dato come dono di Dio a coloro che Lui salva (Eze 36:26,27): “Udite queste cose, essi si calmarono e glorificavano Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche ai gentili per ottenere la vita!».” (Att 11:18) Incidentalmente, questo versetto dimostrò agli Apostoli che Dio aveva chiamato anche i Gentili alla meravigliosa salvezza in Cristo Gesù. Ricordiamoci che nell'economia Giudaica questo concetto era impensabile e il fatto che Dio aveva concesso il Ravvedimento alla salvezza anche ai Gentili fu pura evidenza che costrinse gli Apostoli ad vincere la loro ripugnanza per i Gentili e di portare i Vangelo anche a loro: “... nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi perché giungano a riconoscere la verità,” (2Ti 2:25) anche (Att 5:30,31). Le persone sono chiamate a Ravvederei (pentire) cosicché possano riconoscere la loro inabilità di farlo e conseguentemente siano gettati su Dio a supplicarlo di compiere il lavoro di Grazia nei loro cuori. Tanti padri della chiesa fecero referenza a questo atto come "dono di Ravvedimento" e/o "dono di lacrime". E' il riconoscere che abbiamo fallito Dio, che siamo responsabili a Lui e inabili di salvarci da soli, riconoscendo perciò la Sua totale Sovranità sulle nostre vite: “Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.” (Gio 15:5) Dio chiama tutti al Ravvedimento attraverso l'udire il Vangelo. Dio concede il Ravvedimento totale come ogni individuo risponde al pentimento attraverso la fede nel sacrificio espiatorio di Gesù per tutti i suoi peccati: “La fede dunque viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio.” (Rom 10:17) eppure allo stesso tempo, NESSUNO può generare il Ravvedimento da se stesso dato che il ravvedimento richiede il cercare Dio al quale pentirsi, ma nessuno cerca Dio di sua iniziativa: “Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che ricerchi Dio.” (Rom 3:11) Questo è un impasse, come si può oltrepassare? Per Grazia di Dio che ci fa "nascere di nuovo" nel concederci un cuore nuovo e un nuovo spirito (Eze 36:26,27; Gio 3:3). Il Ravvedimento viene donato (Att 11:18) prima di qualsiasi altra cosa, per definizione. Uno non può dimostrare vero cambiamento nella sua vita prima che egli stesso abbia cambiato (ravveduto) per portare le manifestazioni di quel cambio (ravvedimento). Per questa ragione il ravvedimento deve necessariamente avvenire prima di quelle ordinanze come il Battesimo e la Comunione del Signore, che sono totalmente senza senso a meno che uno non sia in Cristo, dopo essersi pentito dei suoi peccati e abbia ricevuto perdono per quelli. Eppure questo è prodotto attraverso il mezzo della Parola (Att 2:37-41). Lo stesso vangelo, che chiama al ravvedimento, lo produce. Quando la gente di Ninive senti il predicare la Parola di Dio da Giona, essi credettero il messaggio e si voltarono verso dio. Non un qualsiasi messaggio, ma il Vangelo è lo strumento che Dio usa a portare in esistenza il fine che vuole. Inoltre, questo messaggio del vangelo deve essere predicato nel potere dello Spirito Santo (1Te 1:5,6). Il Signore usa tanti mezzi per portare i Suoi smarriti figli al Ravvedimento, il castigo per esempio: “perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce».” (Ebr 12:6) (Apo 3:19) Altre volte il Signore usa un gentile a amoroso rimprovero da un credente Cristiano come mezzo per portare la gente a Dio: “24 Ora un servo del Signore non deve contendere, ma deve essere mite verso tutti, atto ad insegnare e paziente, 25 ammaestrando con mansuetudine gli oppositori, nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi perché giungano a riconoscere la verità,” (2Ti 2:24-25) Il Ravvedimento genuino deve necessariamente portare a piena confessione dei propri peccati a Dio: “mentre confesso il mio peccato e sono angosciato per la mia colpa,” (Sal 38:18) (Luc 18:13; 15:21) Una anima veramente Ravveduta è determinata ad abbandonare il peccato per sempre: “Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri, e ritorni all’Eterno che avrà compassione di lui, e al nostro DIO che perdona largamente.” (Isa 55:7) (Pro 28:13) La prova di Ravvedimento vero deve essere vista chiaramente e chiunque che pretende il ravvedimento ma non porta avanti buoni frutti è un falso e in lui non c'è salvezza: “8 Fate dunque frutti degni del ravvedimento e non cominciate a dire dentro di voi: "Noi abbiamo Abrahamo per padre," perché io vi dico che Dio può suscitare dei figli ad Abrahamo anche da queste pietre. 9 E già la scure è posta alla radice degli alberi; ogni albero quindi che non produce buon frutto sarà tagliato e gettato nel fuoco».” (Luc 3:8-9) Per una vera contrita anima ravveduta non è sufficiente voltarsi al peccato, ma deve anche avvicinarsi a Dio e servirlo: “poiché essi stessi raccontano di noi, quale sia stata la nostra venuta tra voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire al Dio vivente e vero,” (1Te 1:9) I predicatori DEVONO predicare frequentemente sul peccato e spiegare che il peccato è la trasgressione delle Leggi di Dio e che il peccato porta sicuramente alla morte all'Inferno. Se i predicatori non fanno questo allora arriveremo ad una situazione dove il peccato ha perso il suo significato come in questi tempi malvagi di relativismo con assenza di assoluti dove ci si riferisce ad un comitato per definire il peccato, avendo perso la sapienza di come distinguere il bene dal male. L'unico modo per definire il peccato e nei termini usati da Dio e quelli si trovano soltanto nella Bibbia. Tutto quello che è contrario alle Leggi di Dio è peccato, senza 'ma' e 'se': “... e il peccato è violazione della legge.” (1Gi 3:4) e quello è quello. I predicatori sono comandati di predicare energicamente e senza paura dell'uomo, altrimenti suoneranno un suono incerto di allarme e il Signore domanderà da loro un acconto per essere stati dei guardiani infedeli. I predicatori DEVONO predicare la Parola del Signore come è, senza attenuarla per fare piacere agli uomini ad essere approvati da loro: “Infatti, cerco io ora di cattivarmi l’approvazione degli uomini o quella di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Infatti, se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo.” (Gal 1:10) Lo stato delle presenti cose nel mondo, e purtroppo anche nella chiesa, è che il peccato non è più riconosciuto per quello che è, e la razionale conclusione di questo porta la gente a dire: "di cosa mi devo pentire? Non c'è peccato e io sono una buona persona che ha fatto sempre bene". Perciò se il peccato non è più, perché si dovrebbero pentire? E' conclusione logica. Se il peccato non esiste, allora cosa è venuto Cristo a fare e morire sulla croce? In quel caso la Bibbia è inutile e il Cristianesimo un'illusione. Questo è esattamente quello che Satana vorrebbe, e tanti uomini lo aiutano. Oggigiorno il peccato è diagnosticato come qualche forma di disordine da essere curato con medicine. Ma NON è così, il peccato è una faccenda eterna di vita in Paradiso o morte nell'Inferno, e i predicatori non possono essere negligenti nel non predicare il consiglio pieno di Dio. Predicatori abbiamo una pesante responsabilità di essere fedeli alla nostra santa chiamata e alla pura Parola del Signoree: “2 «Figlio d’uomo, parla ai figli del tuo popolo e di’ loro: Quando farò venire la spada contro un paese e il popolo di quel paese prende un uomo dai suoi confini e lo pone come sentinella, 3 se vede la spada venire contro il paese, e suona la tromba e avverte il popolo, 4 chiunque ode il suono della tromba e non fa caso all’avvertimento, se la spada viene e lo porta via, il suo sangue sarà sul suo capo. 5 Egli ha udito il suono della tromba, ma non ha fatto caso all’avvertimento, il suo sangue sarà su di lui. Chi invece ha fatto caso all’avvertimento salverà la sua vita 6 Ma se la sentinella vede la spada venire e non suona la tromba per avvertire il popolo, e la spada viene e porta via qualcuno di loro, questi sarà portato via per la propria iniquità, ma del suo sangue chiederò conto alla sentinella.” (Eze 33:2-6) Conclusione I passi al Ravvedimento sono i seguenti:
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