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Perdonate e vi sarà Perdonato

aymon de albatrus

"25 E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati. 26 Ma se voi non perdonate, neanche il Padre vostro, che è nei cieli, perdonerà i vostri peccati»." (Mar 11:25-26)

"3 State attenti a voi stessi! Se tuo fratello pecca contro di te, riprendilo; e se si pente, perdonagli. 4 E se anche peccasse sette volte al giorno contro di te, e sette volte al giorno ritorna a te, dicendo: "Mi pento," perdonagli»." (Luc 17:3-4)


Contrariamente alla via del mondo, non c’è perdono senza pentimento, e sta a ragione, perché se non c’è ammissione di aver sbagliato, allora non ci può essere perdono perché la risposta ricevuta sarà: "Per cosa?"

Eppure il Signore richiede che noi perdoniamo chi ha trasgredito contro di noi. Come può questo essere riconciliato con il riconoscimento di torto e la giusta retribuzione per quel peccato?

E’ semplice Watson; In noi stessi noi dobbiamo perdonare chi ci ha fatto torto ricordando quanti peccati il Signore ci ha perdonato e facendo questo dimostriamo le vie del Regno di Dio sulla terra. Quest’atto ha l’immediato effetto di farci liberi, perché se non perdoniamo prontamente nei nostri cuori, coviamo nelle nostre anime semi di rancore che cresceranno a rendere le nostre vite una miseria. Se perdoniamo in noi stessi, noi saremo liberi, e come il Signore dice: "Se dunque il Figlio vi farà liberi sarete veramente liberi»." (Gio 8:36) Ahhh! Che liberazione, il Signore sia lodato, per sempre e sempre.

Il secondo passo è quello di capire che è completamente inutile offrire il perdono al colpevole, se non si pente dell’offesa, e di nuovo sta a ragione. In tale caso il colpevole rimarrà schiavo del suo cuore malvagio e non libero e sarà oppresso dagli effetti del peccato. Ma, se si pente sinceramente, noi dobbiamo offrire prontamente il perdono, senza se o ma, e se si è pentito genuinamente a Dio e agli uomini, allora sarà libero da quel peccato. (Luc 3:3; 24:47)

Per quanto riguarda il NT, le persone che si muovono al pentimento a chiedere perdono, lo riceveranno. Ma non c’è evidenza che qualsiasi peccato sia perdonato con mancanza di ravvedimento. Questo si traduce in un vero truismo che se chiunque non chiede il perdono, e manifesta un sincero desiderio per quello nell’abbandonare quel comportamento offensivo, allora il perdono non si può offrire. Offrirlo non avrebbe alcun senso. In altre parole, se un colpevole non chiede di essere perdonato, e si gira dai suoi peccati, nessun perdono è possibile perché non farebbe alcuna logica di presentare il perdono a chiunque se non lo chiede, e non l’apprezzerebbe nemmeno. Il perdono richiede pentimento, altrimenti non è perdono ma licenza.

Quante volte dobbiamo perdonare un colpevole verso di noi? Beh! Secondo Gesù 490 volte (Mat 18:22) se si è genuinamente pentito ogni volta. Questa non è una cosa fatta facilmente, anche gli Apostoli ebbero difficoltà con questo: "Allora gli apostoli dissero al Signore: «Accresci a noi la fede»." (Luc 17:5) Eppure questo è comandato dal nostro Signore e dobbiamo farlo, ricordandoci che tutte le cose sono possibili in Cristo (Fil 4:13). Se non possiamo prontamente perdonare su pentimento, allora abbiamo problemi con la nostra salvezza e non siamo veramente nati dall’alto: (Gio 3:5).

Dio richiede che perdoniamo come Lui ci ha perdonato (Efe 4:32, Col 3:13). E per ricevere il perdono da Dio bisogna che ci pentiamo (Marco 1:15, Luc 13:3,5, Att 3:19). Egli non concede il perdono a quelli di noi che sono di collo duro e si rifiutano di pentirsi. Dobbiamo riconoscere i nostri peccati e pentircene per ricevere e godere il misericordioso perdono di Dio. Infatti Dio richiede in pentimento, ma sia lodato il Signore per sempre perché anche il ravvedimento e dono Suo (Att 11:18) e il ravvedimento dimostra che abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore per cambiare il nostro pensiero, attitudine e comportamento. Se non ammettiamo i nostri peccati è impossibile essere trasformati. Se non siamo vivamente consapevoli della direzione peccaminosa nella quale le nostre vite stanno andando e lo riconosciamo e ammettiamo che è così, allora non vedremo un bisogno di aggiustare la nostra direzione.

Una persona impenitente mantiene un controllo sopra la sua vita attraverso orgoglio e arroganza, che eventualmente porta alla distruzione, violenza e animosità (Proverbi 8:13; 16:18; 29:23). Girarsi verso Dio (pentimento) è necessario per rompere i cicli distruttivi di comportamenti e modelli di relazione verso Dio e gli uomini.

Se come credenti non richiediamo pentimento dalla parte del colpevole (per poter perdonare esternamente) potremmo intralciare quella persona a riconoscere il suo bisogno di Dio e di sperimentare il Suo perdono. Mettendola semplice, il perdono è un processo a due parti: pentimento da parte del colpevole e perdono da parte dell’offeso.

Tuttavia non possiamo forzare il pentimento da altri, ma allo stesso tempo non possiamo andare in giro con pacchetti di "mi devi delle scuse". No, il Signore ci ha fatto veramente liberi e ricordiamoci che non siamo più noi che viviamo ma la nostra vita è in Cristo a qualsiasi offesa è, alla fine, non è contro il nostro ego ma verso il Signore nel quale viviamo e abbiamo la nostra esistenza: "Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me." (Gal 2:20) Infatti noi non dobbiamo cercare la nostra vendetta perché siamo stati comprati a caro prezzo (il sangue del Signore), no apparteniamo a noi stessi (Sal 100:3) ma a Lui e Egli difenderà la Sua proprietà (Rom 12:19-21).

Perdona e Dimentica

Dobbiamo perdonare altri indipendentemente dell’offesa, sia internamente come esternamente, ma dobbiamo anche dimenticare? Di Lui stesso Dio dice: "Io, proprio io, sono colui che per amore di me stesso cancello le tue trasgressioni e non ricorderò più i tuoi peccati." (Isa 43:25) "…… «Poiché io perdonerò la loro iniquità e non mi ricorderò più del loro peccato»." (Ger 31:34) "Quanto è lontano il levante dal ponente, tanto ha egli allontanato da noi le nostre colpe." (Sal 103:12)

Dio perdona totalmente, eppure egli non cancella la memoria dei nostri peccati perché sono veramente esistiti. Egli è l’Onnipotente e ultimo Giudice che porterà ogni atto e tutte le negligenti parole al giudizio, sia buone o cattive. Noi credenti dovremo apparire davanti al trono del giudizio di Cristo, per ricevere quello che è dovuto alle nostre azioni. (2Co 5:10) Dio sa che abbiamo peccato e ne ha la memoria, ma Dio non tiene i peccati contro il credente dopo averli perdonati. La conoscenza di loro è là, ma la trasgressione è stata pagata e non ha più effetto, e quello è quello, fine di quella storia.

Similmente noi conosciamo le ingiustizie fatte contro di noi, ma anche se la memoria di loro rimane, non vuol dire che non c’è un totale e completo perdono, e dimenticare non è un requisito di perdonare in noi stessi. La nostra responsabilità è quella di perdonare gli altri come Dia ci ha perdonati. Vuol dire che dentro di noi non ci deve essere un tenere conto dei peccati contro gli altri. "Non ricordare", vuol dire "Non menzionare di nuovo o portarli a mente". Significa che non dobbiamo tenere scheda delle offese fatte contro di noi, dobbiamo affidarle a Dio perché è Lui il Giudice (Mat 16:27).

La Bibbia usa termini come "dimenticare" nel senso di "sfuggire dall’essere notato". Per esempio l’Apostolo Paolo si ricordava dei suoi precedenti peccati, eppure egli proclamava fortemente di "dimenticare" (non fare attenzione a quelle cose) che stanno dietro e di protrarsi verso le cose che stanno davanti verso il premio della suprema vocazione di Dio in Cristo Gesú (Fil 3:13,14).

Tanti provano assai di dimenticare ma falliscono, la ragione è che è praticamente impossibile dimenticare le cose che sono accadute nella nostra vita. Quello che possiamo fare e di assicurarci che questa memoria non abbia effetto sulla nostra relazione con altri. Dobbiamo continuamente ricordare quello che Dio ha fatto per noi. Ci aiuta ad apprezzare e di essere grati a Dio per averci salvati da quel stile di vita di peccato, quella miserabile fogna in cui eravamo.

Non dobbiamo fare come quel servo ricco al quale fu perdonato un debito di quasi 4 miliardi di dollari dal grande re, ma appena ebbe ricevuto tale grande grazia si inveii conto un collega servo che gli doveva soltanto quattromila dollari (in soldi d’oggi) e lo gettò in prigione prontamente dimenticandosi dell’ENORME debito che gli fu cancellato. Veramente quest’uomo misero non capi niente della Grazia ricevuta e si è meritato la più profonda prigione nel buio. (Mat 18:23-35) Chi ha orecchi, ascolti.

In essenza, dobbiamo perdonare e non lasciare che la memoria di peccati passati interferisca con l’amore per i fratelli e di accertarsi che il ricordo (cosa normale) di questi peccati perdonati rovini la nostra pace in Cristo, Amen.

Dobbiamo "perdonare" noi stessi?

Dall’inizio dei tempi l’uomo, nel suo gigantesco orgoglio, ha sempre tentato di fare le cose a modo suo, da se stesso, e per la "saggezza" del mondo che anche in questo caso insegna che "perdonarsi" è un requisito per sperimentare pace e gioia. Sentiamo frasi come "Non riesco a perdonarmi per le cose che ho fatto" O "Devi imparare a perdonarti per toglierti il senso di colpa" O "Lo so che Dio mi ha perdonato, ma io ho bisogno di perdonare me stesso". E’ questa ribellione, o cosa è?

Ma cosa dice la Scrittura?
Qualsiasi insegnamento che enfatizza il bisogno di perdonare se stesso, infatti, insegna a credere ed esaltare l’individuo invece di dipendere solo sulle promesse di Dio.

Dio dice, con promessa, che se crediamo e ci affidiamo a Lui, Egli perdonerà totalmente i nostri peccati per sempre. Infatti, Lui è il solo che può veramente perdonare dato che TUTTE le offese sono ultimamente contro di Lui, ed è solo Lui che può perdonare il peccato. (Mar 2:7)

Se allora crediamo che dobbiamo perdonare noi stessi per ottenere la pace e la gioia, in più del Piano di Perdono di Dio, quello che diciamo è che il piano di Dio non è adeguato e che Lui abbisogna del nostro aiuto perché è un piccolo dio nelle nostre menti quando, infatti, Lui è IL DIO ONNIPOTENTE. Che delusione e arroganza da parte nostra.

Comunque, come potremmo perdonarci da soli?

  1. Ci forziamo a dimenticare che facemmo tali atti? O
  2. Neghiamo che tali atti non furono mai esistiti?

Diciamo che se veramente fossimo abili a sforzarci di credere che ci siamo perdonati, veramente l’unica cosa che avremmo fatto sarebbe quella di affaticarci a sentirci perdonati.. Ma chi ci ha perdonato? Solo Dio lo può fare.

Ma pensate, se ci potessimo perdonare, allora non avremo bisogno di Dio, conclusione logica. Penso che questo sia quello che l’uomo naturale e ribelle voglia, cioè, nessun Dio. Ma la Scrittura dice che Dio è, e che solo Lui ci può ripulire a darci quella pace interiore: "Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità." (1Gi 1:9)

Se Dio ci ha perdonato allora non abbiamo bisogno d’ulteriore perdono, la faccenda è sistemata per sempre, qualsiasi altra cosa viene dal Maligno.

Sono le conseguenze del peccato rimosse dopo aver ricevuto il perdono?

Ricevere il perdono di Dio non garantisce che le conseguenze dei nostri peccati sono rimosse.

Consideriamo il caso di Davide, egli peccò pesantemente con Bathsheba e di conseguenza a lei egli si macchiò d’adulterio e omicidio che inizialmente cercò di coprire, ma quando sfidato dal profeta mandato dal Signore, egli si pentì sinceramente, e onestamente chiese il perdono al Signore. Il Signore ricevette quel sincero pentimento di re Davide e lo perdonò, MA le conseguenze di quei peccati andarono avanti; il bambino del suo peccato morì, la spada non lasciò più il suo fianco, suo figlio violentò certe delle sue mogli davanti a tutti, quasi perse il regno e la vita di Davide fu una sofferenza continua da allora in poi. (2Sa 12:1-24) Nonostante ciò, il Signore disse questo di Davide nel NT: "Poi Dio lo rimosse e suscitò loro come re, Davide, a cui rese testimonianza, dicendo: "Io trovato Davide, figlio di Iesse, uomo secondo il mio cuore, il quale eseguirà tutti i miei voleri"." (Att 13:22)

Un uomo può commettere adulterio e di conseguenza segue il divorzio distruggendo la sua famiglia con tanta sofferenza. Dopo l’uomo potrebbe sinceramente pentirsi chiedendo e ricevendo il perdono, ma la famiglia è ancora rotta e forse mai essere ristabilita dovuto alle conseguenze del peccato.

Uno si può rovinare il corpo con droga e poi pentirsi, ma il suo corpo è ormai rovinato e una miserabile morte prenderà il suo corso.

Il ladrone sulla croce credette in Gesù Cristo e fu salvato … però morì lo stesso per i suoi peccati. La sua anima fu salvata ma non il suo corpo.

Da notare che se abbiamo peccato contro di qualcuno e ci siamo pentiti col Signore, il Signore è veritiero alla Sua Parola e ci perdonerà, ma noi siamo sempre responsabili ad andare dalla persona che abbiamo offeso e chiedere riconciliazione ricercando il suo perdono. (Mat 5:23,24)

"Sono troppo addolorato e non voglio perdonare"

Questa è una cattiva condizione del cuore, dato che anche se non ci sentiamo di perdonare altri, lo possiamo dare e dobbiamo obbedire Dio e perdonare chi lo chiede come Dio ha perdonato noi. Noi no siamo sufficienti in noi stessi, ma la nostra sufficienza viene da Dio e in Cristo lo possiamo fare (2Co 3:5; Fil 4:13). Se non lo possiamo fare allora la condizione del nostro cuore è un peccato del quale bisogna pentirsi.

Perdonare non è basato su come ci sentiamo sulla faccenda, ma scaturisce fuori dell’obbedienza a Dio. Il Signore ci da perdono con vero pentimento, e noi dobbiamo fare lo stesso con altri su vero pentimento indipendentemente dalle nostre emozioni.

Sette punti sul Perdono:

  1. Siamo comandati dal Signore di perdonare nei nostri cuori tutte le offese contro di noi. Questo non significa che l’offesa è cancellata, dato che senza pentimento non c’è perdono, ma nei nostri cuori noi non coviamo rancore sulle offese di qualsiasi genere, e così saremo liberi veramente,

  2. Siamo anche comandati dal Signore di prontamente perdonare tutti coloro che lo chiedono, fino a 490 volte, con pentimento sincero,

  3. Se noi non perdoniamo le trasgressioni contro di noi, Egli non perdonerà le nostre trasgressioni contro di Lui, e queste sono tante,

  4. Il perdono deve essere donato da noi a chiunque lo chieda con vero pentimento, indipendentemente dalle nostre emozioni,

  5. Noi non ci perdoniamo da soli, è solo Dio che può perdonarci i peccati con vero pentimento,

  6. Generalmente le conseguenze del peccato vanno avanti nel naturale, anche dopo aver ricevuto il perdono per loro,

  7. Sia lodato il Signore che ha provveduto VERO perdono dei peccati attraverso Gesù Cristo.