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Evangelismo – un Modo più Eccellente

Purità Biblica nei motivi evangelisti

by Mitch Cervinka

Ipersalto alla Sorgente


(2 Corinzi 2:14-17) 14 Or sia ringraziato Dio il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. 15 Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono; 16 per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose? 17 Noi non falsifichiamo infatti la parola di Dio come molti altri, ma parliamo in sincerità come da parte di Dio davanti a Dio in Cristo.

Quale dovrebbe essere lo scopo che ci spinge all'evangelismo?

Ci viene spesso detto che l'evangelismo dovrebbe essere alimentato da un desiderio per vedere che tutti gli uomini vengano a Cristo e siano salvati. Anche uomini che sono altrimenti solidi Calvinisti, spesso insegnano questo. Io sottometto che tale risposta non è conforme alle Sacre Scritture e che non onora Cristo e mina il vero evangelismo.

In questo trattato, presento e discuto quello che io capisco di essere il motivo Scritturale per L’evangelismo.

Il Triplice Scopo

1. La Gloria di Dio

2. La Salvezza degli Eletti

3. Il Giudizio dei Non-Eletti

Ha Sempre Successo

Principi Evangelici

Altre voci

Spurgeon

W. Chantry

J. Piper

WCF

Dort

R. C. Sproul

A. W. Pink

 

Il triplice scopo di Dio nell'evangelismo.

Il motivo scritturale nell'evangelismo è triplice:

1. per dichiarare la gloria di Dio in ogni parte della terra,

2. per vedere che i Sui eletti vengano alla fede in Gesù Cristo, e

3. lasciare i non-eletti senza scusa per rigettare Cristo.

Questo motivo è Dio-centrato piuttosto che uomo-centrato, e onora lo scopo sovrano di Dio di salvare un popolo eletto. Quando il vangelo è fedelmente predicato, questo motivo ha sempre successo in raggiungere il suo scopo.

D'altra parte, il desiderio di vedere tutti gli uomini salvati è inerentemente uomo-centrato. È focalizzato sul profitto che ne verrebbe agli uomini se avessero fiducia in Cristo, e soltanto secondariamente sulla gloria che Dio riceve quando gli uomini sono salvati.

Questo approccio uomo-centrato non raggiunge generalmente il suo proponimento, perché i suoi fini si sforzano contro il dichiarato scopo di Dio di salvare soltanto alcuni, non tutti. Questo approccio è basato su una fondazione Arminiana… una che suppone che Dio ama tutti gli uomini e vuole salvare tutti gli uomini senza eccezione.

L’evangelismo uomo-centrato tenta di modificare il nostro messaggio o tecniche per ottenere un più grande numero di convertiti. Quanti libri sono stato scritti su nuove tecniche per raggiungere il perso! Soltanto una arrogante incredulità ci condurrebbe a pensare che possiamo migliorare il messaggio e le tecniche che Dio ci ha dato nella Sua santa Parola.

Dato che l’evangelismo Dio-centrato lascia il risultato a Dio, esso non ci da nessuno incentivo per alterare il puro messaggio o i perfetti metodi espressi nella Parola di Dio, come se quello potrebbe in qualche modo migliorare i risultati. L'evangelismo Dio-centrato ci assicura di predicare del Vangelo Biblico in tutta la Sua chiarità e pienezza che è la maniera migliore per raggiungere il triplice scopo di Dio per l'evangelismo.

Lo Scopo Principale: Proclamare la Gloria di Dio.

Il nostro scopo nell'evangelismo, dato da Dio, è proclamare Cristo. È proclamare le Sue eccellenze, come: Creatore, Sostenitore, Giudice e Salvatore. Dobbiamo traboccare con la lode e con l'entusiasmo per il nostro benedetto Signore che ci ha creato e ci ha liberato col Suo proprio sangue. Tale entusiasmo è infettivo quando Dio è soddisfatto per usarlo a portare il Suo eletto a Sé.

Per evangelizzare in questa maniera, dobbiamo avere una bruciante passione per Dio. Il Salmista aveva ovviamente grande ammirazione e amore per il suo Sovrano Signore:
Quanto è magnifico il tuo nome su tutta la terra, o Eterno, Signor nostro, che hai posto la tua maestà al di sopra dei cieli! (Salmi 8:1)

25 Anticamente tu hai stabilito la terra e i cieli sono opera delle tue mani; 26 essi periranno, ma tu rimarrai: si logoreranno tutti come un vestito; tu li muterai come una veste ed essi saranno cambiati, 27 Ma tu sei sempre lo stesso e gli anni tuoi non avranno mai fine. (Salmi 102:25-27)

8 L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di grande benignità. 9 Egli non contende in eterno e non serba l’ira per sempre 10 Egli non ci tratta come meritano i nostri peccati, e non ci castiga in base alle nostre colpe. 11 Poiché, quanto sono alti i cieli al di sopra della terra, tanto è grande la sua benignità verso quelli che lo temono. (Salmi 103:8-11)

19 ¶ L’Eterno ha stabilito il suo trono nei cieli, e il suo regno domina su tutto. 20 Benedite l’Eterno, voi suoi angeli potenti e forti, che fate ciò che egli dice, ubbidendo alla voce della sua parola. 21 Benedite l’Eterno, voi tutti eserciti suoi, voi suoi ministri, che fate la sua volontà. 22 Benedite l’Eterno, voi tutte le sue opere, in tutti i luoghi del suo dominio. Anima mia. benedici l’Eterno! (Salmi 103:19-22)

Similmente, l’apostolo Paolo aveva grande lode e ammirazione per Cristo Gesù come glorioso Sovrano dell'universo

14 di conservare questo comandamento senza macchia ed irreprensibile, fino all’apparizione del Signor nostro Gesú Cristo, 15 che a suo tempo manifesterà il beato e unico sovrano, il Re dei re e il Signore dei signori, 16 il solo che ha l’immortalità e abita una luce inaccessibile che nessun uomo ha mai visto né può vedere, al quale sia l’onore e il dominio eterno. Amen. (1 Timoteo 6:14-16)

Così quando predicò agli Ateniesi sul monte di Marte, Paolo iniziò nel proclamare la gloria di Dio:

24 Il Dio che ha fatto il mondo e tutte le cose che sono in esso, essendo Signore del cielo e della terra, non abita in templi fatti da mani d’uomo, 25 e non è servito dalle mani di uomini come se avesse bisogno di qualcosa, essendo lui che dà a tutti la vita, il fiato e ogni cosa; (Atti 17:24-25)

Consideriamo spesso il Vangelo da un punto di vista puramente salvifico, e così corriamo a dire agli uomini della croce ed il loro bisogno di credere in Cristo. E, nella nostra fretta alla croce, diciamo spesso poco della gloria inerente a Dio.

Ma la Scrittura ha una più grande veduta del vangelo di questo. Il vangelo è il messaggio sull’Uno vero e vivente Dio che ha fatto tutte le cose per il Suo proprio beneplacito, che quotidianamente provvede ai nostri bisogni, che un giorno giudicherà il mondo in giustizia, e che riconcilia gli uomini a Sé Stesso attraverso la morte redentiva del Suo amato Figlio.

Il nostro moderno uomo-centrato evangelismo sembra principalmente occupato a salvare uomini dall’inferno, come se gli uomini potessero essere risparmiati da qualche processo meccanico nell’acconsentire a certi fatti o ripetere una preghiera. In contrasto, l’evangelismo Biblico è concentrato ad introdurre uomini a Dio e ad aiutarli ad apprezzare la Sua bellezza e gloria. La croce è la pietra angolare e la centralità della riconciliazione di Dio per gli uomini a Sé stesso, ma gli uomini hanno bisogno di essere più informati su Dio e sul vangelo.

Ci inganniamo se pensiamo che gli uomini possono essere salvati senza un proprio apprezzamento della gloria di Dio. Supponiamo che loro vedano abbastanza gloria di Dio nella croce sola, ma è importante comprendere che la gloria della croce brilla meglio quando vista nella luce di tutti gli attributi di Dio. Veramente, gli uomini hanno inventato qualche volta delle teorie strane sulla croce, basata su un apprezzamento inadeguato del carattere di Dio. Tali distorsioni e malintesi sulla croce non possono condurre alla salvezza.

Il vangelo è il potere di Dio alla salvezza (Romani 1:17). E la croce è al cuore del Vangelo (1 Corinzi 15:2-3). Anche cosi, il Vangelo è, anzitutto e sopratutto, su Dio. Non dobbiamo deviare attorno alla persona ed il carattere di Dio nella nostra fretta di arrivare al cuore del Vangelo.

Presumiamo spesso che non abbiamo predicato il Vangelo a meno che predichiamo che Cristo è morto per i peccatori. Persino, in uno dei più grandi messaggi evangelici presentati nella Scrittura (Atti 17:16-31), l’apostolo Paolo non menzionò neppure una volta gli aspetti sostitutivi della croce. Infatti, la sola menzione della morte di Cristo era dire che Dio l'ha risuscitato dai morti (Atti 17:31).

I commentatori sono veloci a suggerire che Paolo fu interrotto a metà del suo discorso prima che potesse proclamare lo scopo salvifico della croce. Forse questo è vero. Ma è anche possibile che ciò che è registrato è tutto quello che Paolo intendeva dire, a quel tempo. In ogni caso, vediamo che Paolo non incominciò nel proclamare i meriti salvifici della croce, ma invece proclamò le eccellenze di Dio, la follia di adorare idoli, e l'inevitabilità del giudizio a venire.

Propongo che il messaggio di Paolo era molto evangelico, anche senza menzionare la morte del Cristo per i peccatori. Paolo, dopo tutto, proclamò la gloria di Dio e la Sua bontà nel creare tutte le cose e nel provvedere a tutti gli uomini ".. vita e respiro e tutte le cose"." Similmente proclamò Dio come "… il Signore di cielo e la terra," cosicché affermando la Sua sovrana autorità sopra tutti gli uomini. Concluse nel chiamarli al pentimento, e proclamando il Signore Gesù come il risurretto Giudice di tutti gli uomini.

Il "Vangelo eterno" di Apocalisse è del tutto parallelo…

6 ¶ Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo e che aveva l’evangelo eterno da annunziare agli abitanti della terra e ad ogni, nazione tribù, lingua e popolo, 7 e diceva a gran voce: «Temete Dio e dategli gloria, perché l’ora del suo giudizio è venuta; adorate colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque». (Apocalisse 14:6-7)

Nuovamente, niente è detto sulla croce o circa la morte redentrice del nostro Signore per i peccatori. Questa volta, è semplicemente una dichiarazione che Dio è entrambi il Creatore ed il Giudice, con una chiamata " Temere Dio, e dategli gloria .. Adoratelo …" basato su Suo imminente giudizio. Nuovamente, questo non è semplicemente un vangelo, ma un vangelo eterno, o, come alcune traduzioni l'hanno messo, il vangelo eterno.

Non dobbiamo presumere che questo tipo di predica non condurrà alla salvezza. Come il Santo Spirito assiste a tale predica, causa gli eletti di Dio ad amare il Dio glorioso che noi proclamiamo a loro, e vorranno saperne di più.

Vediamo questo spesso nel libro di Atti. Dopo che Paolo andò in una città e predicò Cristo, tanti l’ho rigettarono, ma alcuni desideravano sentirne di più…

Ora, quando i Giudei furono usciti dalla sinagoga, i gentili li pregarono che il sabato seguente fossero loro proposte le stesse cose. (Atti 13:42)

Ed è certo che Paolo predicò veramente il lavoro di Cristo a questi che avevano desiderio di sentirne di più.

Ancora, nota come il nostro Signore predicò al ricco giovane governatore..

18 ¶ Uno dei capi lo interrogò, dicendo: «Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?». 19 E Gesú gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Dio. 20 Tu conosci i comandamenti: "Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non dire falsa testimonianza, onora tuo padre e tua madre"». 21 E colui disse: «Tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». 22 Udito ciò, Gesú gli disse: «Ti manca ancora una cosa: vendi tutto quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi». 23 Ma egli, udite queste cose, si rattristò grandemente, perché era molto ricco. 24 Allora Gesú, visto che si era molto rattristato, disse «Quanto è difficile per coloro che hanno delle ricchezze entrare nel regno di Dio! (Luca 18:18-24)

Gesù inculcò in lui che Dio solo è buono, che Dio è santo e giusto (come evidenziato dai Suoi comandamenti), che il giovane uomo non aveva tenuto la legge di Dio (come evidenziato dal sua riluttanza di usare il sua ricchezza per aiutare il povero), e che egli aveva bisogno di abbandonare tutto e seguire Gesù. Di nuovo, non una parola fu pronunciata sulla croce di Cristo. Indubbiamente, questo era sicuramente un incontro evangelico, registrato per la nostra istruzione e come un esempio per noi da seguire!

Il nostro interesse di primaria importanza nell’evangelismo, perciò, non è semplicemente che gli uomini possano evadere l'inferno con qualche esercizio meccanico di fede in Cristo. Piuttosto, il nostro interesse nell'evangelismo dovrebbe essere di proclamare il nostro Dio benedetto, dichiarare i Suoi attributi gloriosi, le Sue qualità ed i Suoi lavori, e di chiamare gli uomini a darGli la gloria che Si merita.

Lo scopo salvifico dell’evangelismo è secondario al primario scopo di portare gloria a Dio.

Il Secondo Scopo: Salvare gli eletti di Dio.

Paolo non operò sotto la credenza che doveva tentare di salvare tutti. Dichiarò:

Perciò io soffro ogni cosa per gli eletti, affinché anch’essi ottengano la salvezza che è in Cristo Gesù insieme alla gloria eterna. (2 Timoteo 2:10)

Paolo capi che il suo ministero era per il beneficio del popolo scelto da Dio, cosicché potessero ottenere la salvezza, che è in Cristo Gesù. Questo dovrebbe essere l’enfasi nell'evangelismo anche per noi. È nostro dovere proclamare Cristo, e lasciare i risultati a Dio.

Sembra che molti Calvinisti hanno acquistato la loro teologia di evangelismo durante i loro giorni di Arminianesimo e non sono mai stati completamente svezzati da esso. Anche se confessano che Dio, da tutta l'eternità, si è compiaciuto di scegliere e predestinare per Sé certi individui alla salvezza, comunque, nella loro dottrina di evangelismo lo negano efficacemente. Suppongono che Dio, in fondo, ama tutti gli uomini senza eccezione, e vuole che tutti loro siano salvati.

Ma il nostro scopo di evangelistismo non deve essere divorziato dalla dottrina che confessiamo. Lo scopo salvifico di Dio nell'evangelismo è di salvare quelli che ha determinato di salvare… cioè, i Sui eletti. Questo è quello che l'apostolo confessa in 2 Timoteo 2:10, e questo dovrebbe essere anche il nostro scopo. Quando cerchiamo di salvare tutti, senza eccezione, ci troviamo in opposizione al rivelato proponimento di Dio di salvare soltanto i Suoi eletti.

Il nostro Signore, similmente, limitò il Suo ministero salvifico agli eletti, quando disse ...

Ma egli, rispondendo, disse: «Io non sono stato mandato che alle pecore perdute della casa d’Israele». (Matteo 15:24

Ogni persona non salvata è "pecora persa" di Cristo? Chiaramente No! perché il nostro Signore disse ai Farisei che loro non erano delle Sue pecore:

Ma voi non credete, perché non siete delle mie pecore, come vi ho detto. (Giovanni 10:26)

I Farisei non erano le Sue "pecore perse", perché non erano le pecore di Cristo, per niente!

Nella parabola del buono pastore che lasciò novantanove pecore per trovare l'una pecora persa (Matteo 18:12; Luca 15:4), la "pecora persa" era sicuramente una delle pecora del pastore... ecco perché il pastore andò a cercarla. Ma i Farisei non erano pecore di Cristo.

Riconosco completamente che non abbiamo maniera sicura di sapere chi dei non credenti è stato scelto da Dio e chi No. L’elettiva scelta di Dio è un accuratamente nascosto segreto fino al giorno che una persona prova se stessa di essere eletta nell’avere fiducia in Cristo, o altro prova di essere un reprobo nel morire nell’incredulità.

Non pretendo che il nostro approccio verso il non-credete eletto debba essere diverso di quello verso il non-credente non-eletto. Come potrebbe essere, quando non possiamo differenziarli?

Quello che chiedo, comunque, è che l’evangelismo fedele non richiede che dobbiamo credere che Dio avrebbe tutti gli uomini salvati. Possiamo essere entusiastici, compassionevoli e premurosi senza supporre che l’amore e il proponimento salvifico di Dio sia universale in scopo.

Ci sono parecchie ragioni perché evangelismo Biblico corretto, non può essere motivato da un desiderio di vedere tutto gli uomini salvati…

Prima di tutto, ciò negherebbe il dichiarato scopo di Dio di salvare qualcuno, ma non tutti.

Secondo, negherebbe l’insegnamento Scritturale dell’amore elettivo di Dio. Quelli che Dio ama, Egli li ha scelti alla salvezza (Efesini 1:4-5; 2 Tessalonicesi 2:13). Quelli che Dio ama, li riscatta col sangue di Cristo (Efesini 5:25). Quelli che Dio ama, li anima col Suo Santo Spirito (Efesini 2:4-5). Quelli che Dio ama non saranno mai separati dall'amore di Dio (Romani 8:35-39). Può qualunque di queste cose essere detta per i non-eletti?

Terzo, questo non lascerebbe spazio per imprecazioni contro i malvagi, ed annullerebbe passaggi come Apocalisse 6:10:

e gridarono a gran voce dicendo: «Fino a quando aspetti, o Signore, che sei il Santo e il Verace, a fare giustizia del nostro sangue sopra coloro che abitano sulla terra?». (Apocalisse 6:10)

Quarto, risulterebbe in definitiva delusione amara, perché Dio non ha decretato che tutti gli uomini siano salvati, e, infatti, tanti saranno condannati all'inferno eterno. Che avverrà del nostro amore per quelli condannati a bruciare all'inferno? Ci saranno lacrime sparse nel cielo sopra loro?

Mi rendo conto, umanamente parlando, che abbiamo amorevoli interessi per gli altri, e, conoscendo il terrore dell’inferno (2 Corinzi 5:11), non vorremmo mai che qualsiasi vada a finire nell'inferno. Inoltre, non possiamo mai dimenticare la nostra propria peccaminosità e la straordinaria grazia di Dio verso di noi. Noi non ci dobbiamo sollevare su in orgoglio come se noi fossimo meglio degli altri, perché non lo siamo. Se Dio non avesse liberamente scelto di salvare le nostre miserabili anime, noi saremmo giustamente inviati all’inferno, proprio come gli altri (Efesini 2:3). Cosi, abbiamo, e dovremmo, sentire un senso di compassione e terrore per quelli che rigettano Cristo alla loro rovina finale nell'inferno eterno.

Ma abbiamo anche bisogno di avere un senso proprio della cattiveria dell'uomo e della giustizia di Dio e della Sua sovranità. Abbiamo bisogno di riconciliarci al pensiero che Dio è perfettamente entro i Suoi diritti di trattenere la Sua grazia salvifica quando e dovunque gli fa piacere. Noi non dobbiamo mai prendere la grazia o la misericordia di Dio per scontato, come se Egli fosse obbligato ad essere misericordioso verso gli uomini.

Abbiamo bisogno di riconciliarci al pensiero che gli uomini sono realmente malvagi, e meritano veramente l'inferno eterno. Abbiamo bisogno di riconciliarci al pensiero che la giustizia di Dio richiede realmente soddisfazione, e che sarebbe meno di Dio se trascurasse il peccato.

Dobbiamo anche essere sottomessi ai decreti del sovrano Dio, e fidarci della Sua amorosa saggezza. Quando un incredulo ha fiducia in Cristo, non dovremmo osservare questo semplicemente come un successo in più per il vangelo. Piuttosto, lo dovremmo osservare come il lavoro elettivo dello scopo di Dio per quel individuo. Dovremmo rallegrarci nel vedere che Dio ha soddisfatto la Sua sovrana volontà per questa persona eletta nel portarla al Salvatore.

Il Terzo Scopo: Lasciare il Non-Eletto senza Scuse.

È un principio fondamentale di Scrittura che tutte le cose esistono per la gloria di Dio (Apocalisse 4:11). Gli eletti esistono per la gloria di Dio, perché Dio dimostra la Sua gloriosa pietà e la Sua grazia nel salvare i Sui eletti dai loro peccati attraverso il sangue sparso da Cristo per loro (Efesini 1:5-6).

Ma anche i non eletti esistono per la gloria di Dio. Nell’ultimo giorno, manifesteranno la Sua gloriosa giustizia quando Egli li giudicherà per i loro lavori malvagi e per la loro testarda incredulità (Apocalisse 20:11-15). Davvero, i santi si rallegreranno letteralmente quando Dio giudicherà i Suoi nemici!

5 E udii l’angelo delle acque, che diceva: «Tu sei giusto, o Signore, che sei e che eri e che hai da venire, il Santo, per aver giudicato queste cose. 6 Essi hanno sparso il sangue dei santi e dei profeti, e tu hai dato loro da bere del sangue, perché è la ricompensa che essi meritano». 7 E udii un altro dall’altare che diceva: «Sì, o Signore, Dio onnipotente, i tuoi giudizi sono veraci e giusti», (Apocalisse 16:5-7)

1 ¶ Dopo queste cose udii nel cielo una gran voce di una grande moltitudine, che diceva: «Alleluia! La salvezza, la gloria, l’onore e la potenza appartengono al Signore nostro Dio, 2 poiché veraci e giusti sono i suoi giudizi. Egli ha infatti giudicato la grande meretrice che ha corrotto la terra con la sua fornicazione, e ha vendicato il sangue dei suoi servi sparso dalla sua mano». 3 E dissero per la seconda volta: «Alleluia! E il suo fumo sale nei secoli dei secoli». 4 Allora i ventiquattro anziani e i quattro esseri viventi si prostrarono ed adorarono Dio che sedeva sul trono dicendo: «Amen, Alleluia!». (Apocalisse 19:1-4)

Gli uomini sono veramente e genuinamente malvagi di cuore. Dio lascia che gli uomini provino questo più completamente nel dare loro la libertà di seguire molti dei loro desideri, anche lasciando che bestemmino il Suo santo nome. Ci domandiamo qualche volta perché Dio lascia che il malvagio continui sulla terra, ma la Scrittura ci dice il perché…

L’Eterno ha fatto ogni cosa per se stesso, anche l’empio per il giorno della sventura. (Proverbi 16:4)

Questo passaggio ha un duplice significato:

Primo, significa che Dio usa degli uomini malvagi per realizzare il Suo scopo (Atti 2:23; 4:27-28; Luca 22:22; Isaia 10:5-7; 1 Re 11:14; 2 Re 13:3).

Uomini malvagi hanno inchiodato il nostro Signore alla croce. Uomini malvagi hanno eseguito il giudizio di Dio quando ha lasciato che gli Assiri portassero Israele alla cattività, e dopo, quando ha lasciato che Babilonia portasse via Giuda.

Secondo, significa che Dio ha nominato un giorno quando giudicherà il malvagio (Atti 17:31). Non solo il giorno è nominato, ma i malvagi sono nominati per quel giorno (Proverbi 16:4).

In quel giorno, Dio rivendicherà la Sua santità e la Sua Giustizia. Tentenniamo nel pensare che il giudizio finale glorificherebbe effettivamente Dio, sembriamo pensare quasi che sia un difetto in Dio che Egli condannerebbe effettivamente gli uomini all'inferno eterno. Ma tale pensiero dimostra come il peccato ha alterato il nostro giudizio… nient’altro è più dimostrato nella Scrittura della certezza del giudizio a venire.

Nostro Dio benedetto punirà sicuramente il malvagio. Questa non è una macchia su Dio, ma attesta alla Sua purezza ed imparzialità, ed della Sua gelosa protezione di tutto ciò che è buono e santo. Non facciamo nessuno servizio a Dio nel supporre che sarebbe una cattiveria per Lui punire il malvagio. Veramente, tale pensiero è blasfemo!

La Bibbia ci dice che i santi si rallegreranno quando Dio giudica il malvagio (Apocalisse 16:5-7; 19:1-4). Questo dovrebbe essere la prova abbastanza che giudizio di Dio sugli uomini attesterà alla Sua beatitudine e alla Sua gloria.

Allora, come è che il vangelo glorifica Dio attraverso i non eletti?

Quando il vangelo è predicato ai non-eletti, loro induriscono i propri cuori contro di esso.

Che dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l’hanno ottenuto, e gli altri sono stati induriti, (Romani 11:7)

È un fatto interessante che lo stesso glorioso Vangelo che ammorbidisce i cuori dell'eletto ha l’effetto opposto sul non-eletto.

Lutero ha paragonato questo al sole che brilla su due grumi…uno di cera e l'altro di argilla. Come la cera si trova nel sole caldo, diventa morbida. Come l'argilla sotto il sole, diventa dura e più friabile. Però, è lo stesso sole, in entrambi i casi. Cosi anche, lo stesso messaggio del Vangelo fonde i cuori polposi degli eletti di Dio, mentre indurisce i cuori pietrosi dei non eletti (Ezechiele 36:26).

Allora, nell’inviare il Suo vangelo ai non-eletti, Dio dà a loro l'opportunità per indurire i loro cuori. Nella loro depravazione e nella loro corruzione, essi sono veloci a rispondere. Nonostante loro induriscono i loro cuori volentieri, il risultato è tuttavia prevedibile e certo. Questo è perché la Scrittura dice spesso che Dio indurisce dei cuori degli uomini (Esodo 4:21; 7:3,13; 9:12; 10:1,20; 11:10; 14:4,8,17; Deuteronomio 2:30; Giosuè 11:20; Giovanni 12:40; Romani 9:18; 11:7-8), mentre afferma anche che gli uomini induriscono i loro propri cuori (Esodo 8:15,32; 9:34; 1 Samuele 6:6; 2 Re 17:14; 2 Cronache 36:13; Neemia 9:16,17,29; Giobbe 9:4; ecc..)

La dottrina di reprobazione è odiata da molti, ma è chiaramente Biblica. La Scrittura parla dei re di Canaan che sorsero su contro Israele…

Era infatti l’Eterno stesso che induriva il loro cuore perché facessero guerra contro Israele, affinché Israele li votasse allo sterminio senza usare alcuna pietà verso di loro, ma li annientasse come l’Eterno aveva comandato a Mosè. (Giosuè 11:20)

Notare che la loro durezza di cuore era dal Signore, e che Lui fece questo "… che loro potrebbe distruggere totalmente, che potrebbero ricevere nessuna pietà…." Ancora, affermiamo che Dio li indurì indirettamente, permettendo a loro di indurire i loro propri cuori; ma anche affermiamo pienamente che questo indurire era il risultato inevitabile, data la depravazione totale dell'uomo.

La Bibbia dichiara che questo è anche vero della reazione degli uomini a Cristo:

37 ¶ Sebbene avesse fatto tanti segni davanti a loro, non credevano in lui, 38 affinché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia: «Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore?». 39 Perciò non potevano credere, perché Isaia disse ancora: 40 «Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito il loro cuore, perché non vedano con gli occhi, non intendano col cuore, non si convertano e io non li guarisca». 41 Queste cose disse Isaia, quando vide la sua gloria e parlò di lui. (Giovanni 12:37-41)

Qui, è semplicemente dichiarato che Dio "… ha accecato i loro occhi e ha indurito il loro cuore." Perché ha fatto questo? "… perché non vedano con gli occhi, non intendano col cuore, non si convertano e io non li guarisca." Parla chiaramente di fede in Cristo, per il verso 37 dice "… non credevano in lui," ed il verso 39 dice " Perciò non potevano credere."

Paolo dice la stessa cosa:

7 Che dunque? Israele non ha ottenuto quello che cercava, ma gli eletti l’hanno ottenuto, e gli altri sono stati induriti, 8 come sta scritto: «Dio ha dato loro uno spirito di stordimento, occhi per non vedere e orecchi per non udire». (Romani 11:7-8)

Vediamo ancora in questo passaggio che Dio sceglie alcuni e non altri alla salvezza. Il vangelo serve lo scopo ordinato da Dio in ogni caso. Ad uno siamo un aroma di morte alla morte, e all'altro un aroma di vita alla vita. Chiediamo, con Paolo, " E chi è sufficiente a queste cose?" (2 Corinzi 2:16).

L'Evangelismo biblico ha Sempre successo.

L’apostolo Paulo dichiara che il nostro evangelismo è sempre vittorioso… che gli uomini si sottomettano a Cristo nella fede, o se Lo rigettano:

14 Or sia ringraziato Dio il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. 15 Perché noi siamo per Dio il buon odore di Cristo fra quelli che sono salvati, e fra quelli che periscono; 16 per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita. E chi è sufficiente a queste cose? 17 Noi non falsifichiamo infatti la parola di Dio come molti altri, ma parliamo in sincerità come da parte di Dio davanti a Dio in Cristo. (2 Corinzi 2:14-17)

Dice che siamo la fragranza di Cristo a Dio fra quelli che sono salvati e anche fra quelli che periscono: " per questi un odore di morte a morte, ma per quelli un odore di vita a vita."

Paolo dice che Dio "ci fa sempre trionfare in Cristo ". Crediamo realmente questo? O supponiamo invece che il nostro evangelismo è frustrato quando gli uomini rigettano il vangelo predicato a loro? Crediamo veramente che Dio sia sovrano, e che realizza sempre il Suo scopo? Possiamo credere onestamente che il nostro Signore Sovrano voglia che tutti gli uomini senza eccezione siano salvati? Potrebbe Egli non realizzare tale scopo?

Dio ci afferma che la Sua Parola non ritornerà nulla, ma realizzerà il suo scopo inteso:

così sarà la mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata. (Isaia 55:11)

Quando la Parola di Dio va avanti, risulta sempre in salvezza? O realizza qualche volta uno scopo diverso? Non dobbiamo presumere che lo scopo di Dio nell’inviare la Sua Parola sia sempre salvifico.

Forse Egli invece vuole manifestare la Sua benevolenza, cosicché uomini impenitenti possono fare tesoro di collera contro loro stessi per il giorno della collera:

4 Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? 5 Ma tu, per la tua durezza ed il cuore impenitente, ti accumuli un tesoro d’ira, per il giorno dell’ira e della manifestazione del giusto giudizio di Dio, (Romani 2:4-5)

La scrittura dichiara che non c’è nessuno che cerca Dio (Salmi 14:2-3; 53:2-3; Romani 3:10-11). Il nostro Signore dichiara in Giovanni 6:44 che nessuno è in grado di venire a lui a meno che il Padre lo trascina (il Greco per la parola "trascina" letteralmente vuol dire trascina, come in Atti 16:19 "… presero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza del mercato davanti ai magistrati;") L'uomo caduto, per natura, non verrà mai a Cristo. Soltanto quando Dio cambia il cuore peccaminoso e ribelle di un uomo che egli verrà a Cristo (Atti 16:14), e Dio non fa questo per tutti!

Guardiamo ancora all'istruzione di Paolo che Dio "… ci fa sempre trionfare in Cristo …" e notiamo come trionfiamo in Cristo:

Or sia ringraziato Dio il quale ci fa sempre trionfare in Cristo e attraverso noi manifesta in ogni luogo il profumo della sua conoscenza. (2 Corinzi 2:14)

Trionfiamo come Dio manifesta attraverso noi la conoscenza di Cristo in ogni luogo. Questa testimonianza è un dolce aroma a Dio… indipendentemente a come gli uomini rispondono ad esso!

La salvezza degli uomini attraverso il Vangelo è soltanto la parte dell'equazione. Dio è anche vittorioso quando i non-eletti rigettano la nostra testimonianza. In ogni caso, la primaria importanza è che Cristo sia fatto conoscere a tutti gli uomini.

I principi che Dovrebbero Governare il nostro Evangelismo.

Il nostro evangelismo, quindi, dovrebbe essere motivato dai seguenti interessi …

  • Una grande passione per Dio, e fare conoscere il Suo nome e gloria su tutta la terra.

  • Una grande gioia in Cristo, nostro Salvatore, da cui inondiamo gioiosamente nelle nostre parole di lode e testimonianza.

  • Un interesse profondo per gli eletti di Dio, che possano ottenere la salvezza che è in Cristo Gesù con la gloria eterna.

  • Essere decisi di essere così fedeli, gentili, chiari e seri nella nostra presentazione del Vangelo di lasciare le persone non-elette senza scusa per il loro rigetto di Cristo.

  • Piena confidenza che Dio è sempre trionfante nella predica del Vangelo… che i risultati (se la salvezza o la condanna) sono ordinate da Dio, soddisfacendo lo scopo che Egli ha fissato.

Certo, Dio deve fornire il Suo grazioso Spirito se dobbiamo avere questa motivazione con vera sincerità e serietà. Dobbiamo pregare di essere riempiti continuamente di tale passione per Dio in modo tale che l'evangelismo sia per noi spontaneo e naturale, e che sia accompagnato dal frutto dello Spirito di Dio.

Che il nostro Dio benedetto ci conduca avanti nel trionfo continuo come proclamiamo la Sua gloria e la Sua grazia. A lui sia la gloria per sempre e sempre.

Altre Voci.


Charles H. Lo Spurgeon, "Mattina e Sera", la devozione per la mattina del 4 dicembre.

"Ho molte persone in questa città." Atti 18:10

Questo dovrebbe essere un grande incoraggiamento tentare di fare il bene, poiché Dio ha fra il più vile del vile, il più reprobo, il più depravato ed ubriaco, persone elette che devono essere salvate. Quando portate la Parola a loro, fate così perché Dio ha ordinato che siate i messaggeri di vita alle loro anime, e lo devono ricevere, perché così il decreto di predestinazione chiede. Loro sono redenti dal sangue, come i santi prima del trono eterno. Sono proprietà di Cristo, ed ancora forse sono degli amanti delle case di birra, e odiano la santità; ma se Gesù Cristo li ha comprati Egli li avrà. Dio non è infedele nel dimenticare il prezzo che Suo Figlio ha pagato. Egli non soffrirà la Sua sostituzione di essere una inefficace cosa morta. Diecine di migliaia di redenti non sono ancora rigenerati, ma rigenerati devono essere; e questo è il nostro conforto quando andiamo da loro con l’animata Parola di Dio.

No, di più, Cristo prega per questi empi davanti al trono. "Né io preg per questi solo," dice il grande Intercessore, "ma per loro e anche a chi crederà in Me attraverso la loro parola." Povere, ignoranti anime, loro non sanno niente di preghiera per se stessi, ma Gesù prega per loro. I loro nomi sono scritti sul Suo corsaletto, e ben presto dovranno piegare il ginocchio testardo, respirando il sospiro di pentimento davanti del trono di grazia. "Il tempo di fichi non è ancora." Il momento predestinato non ha colpito ancora; ma, quando arriva, obbediranno, perché Dio avrà il Suo volere; devono farlo, perché lo Spirito non può essere resistito quando Egli viene avanti col pieno potere, essi devono diventare servitori volenterosi del Dio vivente. "Le mie persone saranno disposte nel giorno del mio potere." "Giustificherà molto." "Vedrà della difficoltà della Sua anima." "Lo dividerò una porzione col grande, e dividerà la spoglia col forte."

Walter Chantry, Today's Gospel - Authentic or Synthetic? (Edinburgh: The Banner of Truth Trust, 1970), p. 23…

Comunque, interesse per l'anima del nobiluomo non era il motivo supremo che mosse Cristo a testimoniare a questo peccatore. Quello che correva più profondamente dentro il Suo seno, era amore per Dio. Nonostante indotto da un desiderio per salvare gli uomini, Cristo era principalmente motivato da un vivo desiderio di glorificare Suo Padre. Non si possono leggere attentamente i Vangeli e non vedere che lo scopo principale in ogni atto del nostro Signore era fare la volontà di Suo Padre e fare conoscere la Sua gloria agli uomini.

John Piper, Let the Nations be Glad! (Grand Rapids: Baker Book House, 1996), p. 11…

Le missioni non sono lo scopo ultimo della chiesa. Adorare è. Le missioni esistono perché l’Adorazione non c’è. L’Adorazione è lo scopo ultimo, non le missioni, perché Dio è lo scopo ultimo, non l’uomo. Quando questa età sarà passata e gli innumerevoli milioni dei redenti cadranno sulle loro facce davanti al trono di Dio, le missioni non saranno

più. È una necessità temporanea. Ma l’Adorazione durerà per sempre.

Adorare, è quindi il carburante e lo scopo nelle missioni. È lo scopo delle missioni perché nelle missioni miriamo semplicemente a portare le nazioni nel rosso-fuoco godere della gloria di Dio. Lo scopo delle missioni è la contentezza delle persone nella grandezza di Dio. "I regni di Signore; ha lasciato la terra rallegra; ha lasciato i numerosi litorali sono contenti!" (Salmi 97:1). "Ha lasciato il thee di lode di persone, O Dio; ha lasciato tutte il thee di lode di persone! Ha lasciato le nazioni sono contente e cantare per la gioia!" (Salmi 67:3-4).

Ma l’adorazione è anche il carburante delle missioni. La passione per Dio in adorazione precede l'offerta di Dio nella predica. Non si può lodare quello che non si ama. I missionari non grideranno mai, "Ha Lasciato le nazioni sono contente!", se non possono dire dal cuore "rallegro nel Signore. … Sarò contento ed esulta nel thee, canterò la lode al tuo nome, O più Alto" (Salmi 104:34; 9:2). Le missioni iniziano e finiscono in adorazione.

The Westminster Confession of Faith, Chapter 3, section 7…

Il resto dell’umanità Dio si è compiaciuto, secondo il consiglio impenetrabile della sua propria volontà, con la quale estende o trattiene la grazia come gli piace, per la gloria del Suo potere sovrano sopra le sue creature, di passare oltre, e di ordinare loro a disonore e alla collera per il loro peccato, alla lode della sua gloriosa giustizia.

The Canons of Dort, Chapter 1, section 15…

Quello che particolarmente tende ad illustrare e raccomanda a noi l'eterna e non meritata grazia di elezione è l'espressa testimonianza della sacra Scrittura che non tutti, ma alcuni soltanto, sono eletti, mentre altri sono passati oltre nell'eterno decreto; che Dio, dal Suo sovrano, più giusto, irreprensibile, ed immutabile beneplacito, ha decretato di lasciarli nella comune miseria in cui loro si sono volontariamente tuffati., e non di accordare su loro la fede salvifica e la grazia di conversione; ma, di permettere a loro nel Suo giusto giudizio di seguire le loro proprie maniere, finalmente, per la dichiarazione della Sua giustizia, condannare e punire loro per sempre, non solo a causa della loro incredulità, ma anche per tutti i loro altri peccati. E questo è il decreto di reprobazione, che in nessun modo fa Dio l’autore del peccato (il solo pensiero di questo è blasfemo), ma dichiara Lui di essere un terribile, irreprensibile, e giusto Giudice e Vendicatore di ciò.

R. C. Sproul, Chosen by God

(Wheaton, IL: Tyndale House Publishers, Inc., 1987), pp. 142-145.

Per capire il pensiero Riformato della questione dobbiamo dare attenzione ravvicinata alla cruciale distinzione tra positivi e negativi decreti di Dio. Il positivo ha a che fare con l'intervento di Dio nei cuori degli eletti. Il negativo ha a che fare con Dio che passa oltre ai non eletti.

La veduta Riformata insegna che Dio positivamente o attivamente interviene nella vita degli eletti per assicurare la loro salvezza. Il resto dell’umanità, Dio la lascia a se stessa. Non crea incredulità nei loro cuori. Quella incredulità è già li. Non li costringe a peccare. Peccano per loro scelta. Nella veduta Calvinista il decreto di elezione è positivo; il decreto di reprobazione è negativo.

Indurimento Passivo coinvolge un giudizio divino sul peccato che è già attuale. Tutto quello che Dio a da fare per indurire il cuore della persona che è già disperatamente malvagi è "di dare lui sopra al suo ." Troviamo ripetutamente questo concetto di giudizio divino nella Scrittura.

W. Pink, The Sovereignty of God

(Grand Rapids: Baker Book House, 1975), pp. 100-101.

Adesso tutti affermano che dalla fondazione del mondo Dio certamente aveva prescienza e previde chi avrebbe e chi non avrebbe ricevuto Cristo come il loro Salvatore, quindi in dare essenza e nascita a quelli che Egli sapeva che avrebbero rigettato Cristo, Egli necessariamente ha creato loro a dannazione. Tutto quello che si può dire in risposta a questo è, No, mentre Dio ebbe prescienza che questi avrebbero rigettato Cristo, Egli non decretò che lo facessero. Ma questo è un supplicare della domanda reale alla questione. Dio ebbe una ragione definitiva perché creò gli uomini, uno scopo specifico perché creò questo e quell’individuo, e considerando la destinazione eterna delle Sue creature, Egli previde che uno trascorresse le vita eterna in Cielo o che un altro trascorresse l'eternità nel Lago di Fuoco. Egli ha previsto che in creare una certa persona, quella persona disprezzerebbe e rigetterebbe il Salvatore, nonostante Egli sapesse questo in anticipo, Egli portò quella persona in esistenza, perciò è chiaro che ha progettato ed ordinato che quella persona dovrebbe essere eternamente persa. Inoltre; la fede è il regalo di Dio, e lo scopo di darla soltanto ad alcuni, coinvolge l’intenzione di non darla ad altri.

traduzione:  aymon de albatrus