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Ai Miei Amici Arminiani

aymon de albatrus

“Ed ella partorirà un figlio e tu gli porrai nome Gesú, perché Egli salverà il suo popolo dai loro peccati».” (Mat 1:21)


Venite quindi e discutiamo assieme, in un modo logico e razionale senza personali idiosincrasie e cognizione di alta opinione di noi stessi.

Siamo tutti in accordo che Dio deve avere assoluti e infiniti attributi per essere Dio: mancando quelli, beh, allora, Egli non è Dio, per definizione.

Certamente gli attributi di Dio sono infiniti, per questa discussioine noi considereremo i 3 fondamentali:

Onnipotenza: Egli ha il potere di fare tutto quello che desidera. Può assolutamente fare TUTTO quello che vuole, senza nessun limite alcuno e nessuno o niente lo può fermare (Gib 42:2; Luc 1:37; Dan 4:35).

Onnipresenza: Egli è in TUTTI i luoghi, sempre. L'Universo degli Universi non lo contiene e non c'è luogo in cui Lui non è presente. (Ger 23:24; 1 Re 8:27; Sal 90:2).

Onnisciente: Egli conosce TUTTE le cose. Egli conosce i più intimati dettagli di TUTTO dall'inizio del tempo alla fine, niente escluso (1Gi 3:20; Sal 94:9-11).

Adesso, essendo tutti d'accordo su queste cose, procediamo con i Postulati:

  1. "Se Dio è Onnisciente allora deve aver visto TUTTI gli eventi nella Sua creazione dall'Inizio alla Fine tenendo conto che Egli è anche Onnipresente e Onnipotente".

  2. "Se il postulato uno sopra è vero, allora segue che NIENTE di quello che Dio ha visto, all'inizio della Sua creazione può cambiare, come gli eventi si materializzano, altrimenti Dio non vide giustamente e di conseguenza non è Onnisciente e perciò non Dio".

  3. "Se i postulati uno e due sono veri, allora TUTTO è fissato dall'inizio del Tempo e Spazio, e i decreti di Dio non possono cambiare e per questa ragione possiamo dire che TUTTE le cose sono in effetti - Preordinate".

Questi Postulati devono essere così per Dio di essere Dio.  Sicuramente siamo tutti in accordo su questo, altrimenti la discussione si ferma qua. 

La conclusione logica è che quel famoso detto "ad-nauseam" nelle nostre chiese Evangeliche: "la preghiera cambia le cose" è totalmente FALSO, perché le cose non possono cambiare da quello che Dio ha visto prima che il tempo fosse, come provato sopra.  Dal nostro punto di vista potrebbe anche sembrare che cambiano, ma se così fosse, il cambiamento era già nello schema delle cose, prima della creazione.  

Senza dubbio, come reazione naturale a questa affermazione qualcuno chiederà: "Se fosse così, allora perché pregare?"  Certamente non è per cambiare i proponimenti di Dio, o la Sua mente, perché quello è impossibile, ma la più accurata risposta alla domanda è duplice:

  1. Siamo comandati a farlo per allinearci col volere del Signore, e

  2. Per il nostro benefico e conforto.

Cari amici, siamo onesti, quante centinaia di richieste al Signore abbiamo articolato, e di queste quante sono state esaudite?  Soltanto una frazione di quelle, giusto? E perché? “Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Gia 4:3)  E perché domandiamo male? Perché non preghiamo secondo il Suo volere: “Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce.” (1Gi 5:14)

Ed ecco la prima ragione per la preghiera, per allineare la nostra volontà con la volontà di Dio, cosicché cresciamo nella maturità Cristiana: “finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo” (Efe 4:13) Dio richiede a noi di pregare per cambiare (o essere cambiati) ad essere conforme con i Suoi piani.  Siamo noi quelli che devono cambiare come vediamo i suoi piani rivelati. La preghiera cambia noi, non quello che Dio ha visto all'inizio, e naturalmente anche i nostri cambiamenti sono inclusi nella prescienza di Dio.

Il nostro Signore ci comanda: “Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole».” (Mat 26:41) Nel pregare diventiamo sempre più forti spiritualmente e più resistenti all'astuzia del Maligno e siamo più abili a discernere quello che è da Dio da quello che non lo è.

La seconda ragione per pregare è per il nostro conforto.  Gesù stesso pregava molto spesso per energia e persino chiese se gli fosse stato possibile evitare la croce: “E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi».” (Mar 14:36) Sentirsi in disagio è perfettamente normale, e dobbiamo portare i nostri sconforti al nostro Papà Celeste: “gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi.” (1Pi 5:7) In questi giorni moderni tanta gente va dallo psichiatra per affrontare i loro problemi di vita, ma noi abbiamo il nostro medico celeste che ha la cura perfetta per noi e ci capisce completamente.  Che grande conforto è questo per noi, il Signore sia lodato.

Il famoso espositore biblico, Matthew Henry, disse questo sulla preghiera: "Quando Dio vuole benedire la Sua gente con qualcosa, Egli li mette a pregare per quella cosa stessa".  

Questa è una sintesi perfetta per descrivere la pratica del pregare.

Questo concetto ci porta naturalmente a quella tanto battuta ipotesi del "Libero Arbitrio".

La definizione del "libero arbitrio" dipende sul tipo di programmazione mentale uno ha:

Il punto di vista Secolare, Liberale, Evangelico:
"Gli umani sono abili di scegliere tutto quello che vogliono e Dio non può interferire sulle loro decisioni".

Il punto di vista del Cristianesimo Classico Riformato:
"Definisce "libero arbitrio" come l'abilità di scegliere ugualmente il bene come il male". 

La Bibbia ha questo da dire in (Rom 3:10-12):

  • Non c’è alcun giusto, neppure uno

  •  Non c’è alcuno che abbia intendimento

  •  non c’è alcuno che ricerchi Dio

  • Tutti si sono sviati

  • tutti quanti sono divenuti inutili

  • non c’è alcuno che faccia il bene, neppure uno

Ovviamente la Bibbia non crede che gli uomini non rigenerati abbiano "libero arbitrio" perché dice "neppure uno" è capace di scegliere e di fare il bene e certamente non capace di scegliere Dio. 

Adesso dobbiamo considerare la definizione che la maggior parte della gente da al "libero arbitrio".  Loro lo equiparano all'abilità di agire su tutto quello che viene in mente come "libero arbitrio", e in quel contesto certamente la gente ha "libero arbitrio".  Ma la definizione Biblica è: "l'abilità di poter scegliere ugualmente a fare il buono come il malvagio". Però la gente fa decisioni secondo la programmazione della loro mente, cioè da quello che loro sono realmente. Per esempio un selvaggio dell'Amazzone agirà in modo differente da un uomo urbano quando confrontato dalla stessa situazione. 

Sappiamo che gli uomini non rigenerati sono morti spiritualmente: “Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati,” (Efe 2:1) Una persona non salvata farà sempre decisioni basate sulla sua composizione ed essendo morto spiritualmente tutte le sue decisioni saranno malvagie, nessuna sarà buona. Si! Dal punto di vista secolare quell'uomo agisce secondo il "libero arbitrio" perché decide quello che vuole, ma quella non è la definizione Biblica del "libero arbitrio" perché una persona tale non è capace di scegliere ugualmente fra il bene ad il malvagio.  Perciò, Biblicamente una persona non rigenerata ha un arbitrio, ma non è "libero".

La solita cavillante domanda: "beh, se la persona non rigenerata non può scegliere Dio da se stessa (libero arbitrio) come potrà mai da sola rispondere al Vangelo per la salvezza?"  Una buona domanda, ma la Bibbia ha la destra risposta: "Dio rigenera a salvezza chiunque Lui vuole. “26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti.” (Eze 36:26-27)  E con quel "cuore" nuovo quella persona sarà abilitata a cercare Dio per la salvezza, ma questo ricevere (nato di nuovo) deve venire prima dall'alto. 

Questo è infatti ampiamente supportato dal Nuovo Testamento:

“i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio.” (Gio 1:13)

“Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.” (Gio 6:44)

“e diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me se non gli è dato dal Padre mio».” (Gio 6:65)

“I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero.” (Att 13:48)

“Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (Gio 4:19)

 

E' interessante notare una incongruenza nei nostri circoli. Per esempio, quante volte abbiamo pregato il Signore che salvi persone a noi care. Che cosa abbiamo chiesto al Signore?  Gi abbiamo chiesto che interferisca con il "libero arbitrio" di quelle persone.  Proprio la stessa cosa che così violentemente difendiamo con tutto il nostro essere.   Se crediamo veramente nel "libero arbitrio" per essere coerenti dovremmo pregare quella persona che si converti di sua libera volontà e non Dio che non può farci niente secondo la nostra dottrina.  Tilt Tilt. 

 

Così abbiamo visto brevemente il "libero arbitrio" dal punto di vista teologico.

Ma abbiamo persino evidenza dal mondo scientifico secolare, un documentario Tedesco (Deutsche Welle) ha presentato un gruppo Tedesco/Americano di scienziati che studiavano il cervello di delinquenti incontrollabili. Secondo loro questi avevano subito dei grandi trauma nella loro infanzia e sviluppando cervelli alterati con poca sensitività alla sofferenza altrui. Perciò, avevano concluso che questa gente poteva essere stimolata solo da forti emozioni, come uccidere qualcuno.

Questo però non è il nostro punto, ma che essi categoricamente asserivano che dai loro studi era evidente che PRIMA il cervello formula una azione e POI la volontà agisce su quella.  Qualcuno chiese ai scienziati: "ma allora il libero arbitrio non esiste'"  Senza esitazione la risposta fu: "NO assolutamente".

E' stupefacente che scienziati (probabilmente non credenti) con fatti e prove naturali in mano potessero affermare con assoluta certezza che ogni azione che l'uomo fa viene PRIMA formulata nel cervello e POI la volontà dell'uomo la mette in azione, e SOLO quella. E' da rifletterci.

Per forza l'argomento sul "libero arbitrio" porta naturalmente all Soteriologia (ordine di salvezza).  La frase classica evangelica a proposito è la seguente: "Quelli che Dio ha preconosciuto prima che il tempo fosse che sarebbero venuti a Lui per il loro "libero arbitrio" Egli li ha eletti alla salvezza".  Ma questo è un argomento circolare dato che se loro si erano già eletti alla salvezza per il loro "libero arbitrio" non c'era bisogno che Dio li eleggesse visto che si erano già eletti alla salvezza da soli per il loro "libero arbitrio".

Milioni di volumi sono stati scritti su questa questione e sicuramente non la risolveremo qua, ma una cosa possiamo dire: "Indipendentemente a quale pensiero Soteriologo uno si attiene, la conclusione inevitabile è che TUTTO quello che Dio vide del dramma della creazione prima che il tempo fosse NON PUÒ cambiare come gli eventi si manifestano, perché se cambiasse allora Dio vide sbagliato e non è più Dio, per definizione:"

L'altro osso di contesa nel pensiero Evangelicale: "Gesù Cristo sulla croce pagò (espiò) tutti i peccati del mondo intero (nessuno escluso) e potenzialmente salvò tutti sulla condizione che scegliessero Lui di loro volontà". 

Ma noi diciamo: "Avanti che un uomo possa credere e cercare Dio, PRIMA Dio gli deve ri-programmare il suo cervello donandogli un nuovo cuore, che poi sarebbe l'essenza ego della persona, cioè il suo ID", visto che nessun uomo non rigenerato cerca Dio.

In contrasto a questo pensiero di Espiazione Universale degli Evangelici offriamo un ragionamento molto interessante di un famoso Puritano.

Il Padre impose la Sua collera dovuta, ed il Figlio ricevette la punizione per:

  1. Tutti i peccati di tutti gli uomini, o

  2. Tutti i peccati di qualche uomo, o

  3. Qualche peccato di tutti gli uomini.

Si può dunque dire:

  1. Che se l'ultima opzione è vera, tutti gli uomini hanno ancora qualche peccato da espiare e perciò nessuno è salvato.

  2. Che se la seconda opzione è vera, allora Cristo, per conto loro, soffrì per tutti i peccati degli eletti nel mondo totale, e questa è la verità perché questi sono salvati.

  3. Ma se la prima opzione fosse il caso, perché non tutti gli uomini sono liberi della punizione dovuta per i loro peccati? 

A questa tu rispondi "per la loro incredulità".

Allora io chiedo,: "è questa incredulità peccato, o non lo è? Se lo è (Giovanni 3:36), ha quindi Cristo sofferto la punizione dovuta a questa, o no? Se lo fece, perché allora il peccato di incredulità LIMITA loro più dei loro altri peccati per i quali Egli morì? Se questo non il caso, allora Egli non morì per tutti i peccati di tutti gli uomini, dato che sappiamo che non tutti sono salvati."

Ed ecco qua una logica inevitabile. 

Concludendo:

Lo scopo di queste poche parole era per dimostrare due punti: 

  1. Indipendentemente di quale opinione, sia Arminiana o Riformata, l'inevitabilità della verità è che dato i 3 attributi fondamentali di Dio, quello che Dio vide del Suo creato, prima della fondazione del mondo, prima che qualsiasi cosa fosse attuata nel tempo e spazio non può cambiare da quella cognizione e perciò si può dire tutte le cose sono Preordinate. Se Dio è Dio, neppure un iota, o un solo apice cambierà finché il cielo e la terra non passeranno.  

  2. Il "libero arbitrio" come definito biblicamente come "l'abilità di poter scegliere il buono dal malvagio" non si trova nell'uomo non rigenerato e perciò quell'uomo non può scegliere (cercare) Dio perché sceglierà sempre secondo la sua essenza che è malvagia.  Per essere abilitato a scegliere Dio, prima egli deve essere nato da sopra, e cioè ricevere un cuore nuovo dal Signore.