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L'Idolo Dorato del Libero Arbitrioby Augustus Toplady (1740-1778) Non a noi, o Eterno, non a noi ma al tuo nome dà gloria, per la tua benignità e per la tua fedeltà. (Salmi 115:1 ). Alcuni espositori hanno supposto, che questo Salmo fu scritto dal profeta Daniele; su occasione della miracolosa liberazione di Shadrac, Meshac, ed Abednego, quando uscirono, incolumi, dalla fornace di fuoco impetuoso, nella quale erano stati buttati per ordine del re . E, veramente, ci sono dei passaggi, nel Salmo, che sembrano supportare questa congettura. Come leggiamo, al quarto verso (che parla degli idoli dei pagani, e, forse , col riferimento particolare a quell'immagine dorata che Nebuchadnezzar voleva fosse adorata), i loro idoli sono argento e oro, il lavoro di mani d'uomini: hanno delle bocche, ma non parlano; hanno occhi ma non vedono. Credo che in un uditorio come questo, un certo numero di Arminiani sono presenti. Temo, che in tutte le nostre assemblee ce ne troppi di loro. Forse, comunque, anche queste persone, questi idolatri come sono, potrebbero biasimare, e, giustamente l'assurdità di quelli che adorano idoli di argento e d'oro, il lavoro di mani di uomini. Ma lasciatemi chiedere: Se è così assurdo adorare il lavoro di altre mani di uomini; che cosa sarebbe, adorare i lavori delle proprie mani? Forse, si potrebbe chiedere, “Dio vieta che io faccia così ” Tuttavia, lasciate che vi dica, che fiducia, sicurezza e dipendenza, per la salvezza, sono tutti atti e anche solenni, di adorazione divina: e su qualsiasi cosa uno dipende, che sia in intero o in parte, per il sua accettazione da Dio, e per la giustificazione in Sua presenza, qualsiasi cosa uno ci conta su ed ha fiducia in, per ottenere la grazia e la gloria; se è qualsiasi cosa corta di Dio in Cristo, quella persona è un idolatra effettivamente. Molto diversa è l'idea che la Scrittura ci dà, del Dio sempre benedetto, da quella dei falsi dei adorati dai pagani; e da quella rappresentazione degradante del vero Dio, che l'Arminianesimo farebbe credere all'umanità. Questo salmo continua: "Ma il nostro DIO è nei cieli e fa tutto ciò che gli piace." (Salmi 115:3) Questa non è idea Arminiana di Dio: perché i nostri proponenti del libero arbitrio ed i nostri mercanti di probabilità ci dicono, che Dio non fa affatto quello che Gli piace; ma che c'è un grande numero di cose, che Dio desidera fare, e tira e Si sforza a fare, che però non può portare termine, come l'hanno espresso ingegnosamente: Che tutta l'umanità Lui volentieri salverebbe, Come si paragona questo con quella descrizione maestosa, “ il Nostro Dio è nei cieli”! Siede sul trono, che pesa, e dispensa i destini degli uomini; tenendo tutti gli avvenimenti nella Sua propria mano; e guidare ogni maglia di ogni catena di seconde cause, dall'inizio alla fine del tempo. Il nostro Dio è nel cielo, possiede tutto il potere; e (che è la conseguenza naturale di ciò) Egli il ha fatto tutto quello che Gli è piaciuto: o come l'Apostolo l'esprime, (le parole sono diverse, ma il senso è lo stesso) "...... secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà," (Efesini 1:11). Quindi è, che quello per il quale lavoriamo, e soffriamo rimprovero: anche perché diciamo (ed il massimo che possiamo dire sul soggetto, ammonta a non più di questo: che) il nostro Dio è nel cielo, e ha fatto tutto quello che Gli è piaciuto e che fa secondo il Suo proprio sovrano piacere e che Egli farà, alla fine del capitolo; nonostante che tutti gli Arminiani sulla terra cerchino di sforzarsi a sconfiggere l'intenzione divina, e ad ostruire le ruote del governo divino. Egli, che siede nel cielo, se ne ride fino allo scherno: e porta i Suoi proponimenti a termine, qualche volta, anche attraverso questi stessi episodi, che gli uomini malvagi sforzano a tirare sulla Sua Via, con intenzione rabbiosa di deluderlo nei Suoi scopi. “Tutte le cose ,” dice il Salmista, “servono Te ” (Salmo 119:91). Esse hanno, tutte, una tendenza diretta, sia efficacemente o permissivamente, di portare avanti i Suoi inalterabili progetti di provvidenza e di grazia. Osservate : efficacemente, o permissivamente. Perché noi non diciamo mai, né intendiamo dire, che Dio è il lavoratore del male: noi manteniamo soltanto che, per ragioni sconosciute a noi, ma bene conosciute a Dio, Egli è premette efficacemente (non è l'agente, ma permette) qualsiasi cosa che viene a passare. Ma quando parliamo di buono, ci allarghiamo sul termine; ed affermiamo, col Salmista, che tutto l'aiuto che è fatto sulla terra, Dio lo fa di Sé stesso. Ricordo un detto del grande Monsieur Du Moulin , nel suo ammirevole libro, intitolato Anatome Arminianismi. La sua osservazione è, che il malvagio, non meno dell'eletto, realizza i saggi e santi e giusti decreti di Dio: ma, dice lui, con questa differenza; le persone di Dio, dopo la loro conversione, si sforzano alla Sua volontà da un principio di amore: mentre coloro che sono lasciati nella posizione perversa dei loro propri cuori (che è tutta la depravazione che noi contendiamo), non si preoccupano affatto per Dio, nemmeno è Dio nei loro pensieri; queste persone assomigliano a uomini che remano in una barca, che si muove nella direzione dove i loro dorsi sono puntati. Puntano le loro schiene verso i decreti di Dio; ma ancora di più si muovono verso quel punto, senza rendersene conto. Una grande contesa, tra la religione di Arminius, e la religione di Gesù Cristo, c'è: chi avrà diritto alla lode e alla gloria della salvezza di un peccatore? La conversione decide questo punto subito; perché penso, che, senza qualunque imputazione di mancanza di carità, mi posso avventurare a dire, che ogni persona veramente risvegliata, almeno quando è sotto lo splendore dell'espressione di Dio sulla sua anima, cadrà sulle sue ginocchia, con quest'inno di lode che ascenderà dal suo cuore, “Non a me, O Signore, non a me, ma al Tuo Nome, dà la gloria: non sono salvato per la mia giustizia, ma per la Tua pietà e per il beneficio della Tua verità. ” E questo è vero anche per quanto concerne le benedizioni della vita che adesso è . È Dio che tira su uno, e abbassa un altro (Salmo 75:7). La vittoria, per esempio, quando principi contendenti vanno a guerra , è tutta di Dio. "...la corsa non è vinta da chi è veloce, né la battaglia dai forti; ...". (Ecclesiaste 9:11), come tale. È il decreto, la volontà, il potere, la provvidenza di Dio, che, nonostante qualche volta invisibilmente, ordina effettivamente e dispone ogni avvenimento. Nella famosa battaglia di Azincourt, in Francia, dove, se non sbaglio, 80,000 Francesi furono totalmente sconfitti da circa 9,000 Inglesi, sotto il comando del nostro immortale Re Henry V, dopo che il grand'ordine del giorno era finito, e Dio aveva dato a quel rinomato principe la vittoria, il re ordinò che il sopra menzionato Salmo (cioè il 115), e la parte di questo Salmo da dove ho preso il passaggio adesso sotto considerazione, di essere cantato nel campo di combattimento: in maniera di riconoscere, che tutto il successo, e tutte le benedizioni, di qualsiasi tipo, scesero dal Padre di Luci. Alcuni dei nostri storici ci mette al corrente che, quando il trionfale Inglese venne a quelle parole che io ho usato per il mio testo, l'intero vittorioso esercito cadde sulle ginocchia, come un uomo, nel campo di conquista; e gridarono, con un cuore, e con una gran voce, “Non a noi, O Signore, non a noi, ma al Tuo Nome, dà la gloria, per la Tua pietà e per il beneficio della Tua verità. ” E così sarà quando Dio avrà realizzato il numero dei Suo eletti, e completamente riunito nella pienezza il Suo redento regno. Come pensate la vostra canzone sarà, quando venite al cielo? “Benedetto è Dio, che mi ha dato libero arbitrio; e benedetto è il mio proprio caro stesso, che ha fatto un buono uso di esso”? O no, No. Tale canzone non è mai stata sentita nel cielo ancora, né mai lo sarà, mentre Dio è Dio, ed il cielo è il cielo. Esaminate il libro di Apocalisse, e lì troverete l'impiego dei benedetti, e la canzone che cantano, lanciando le loro corone davanti al trono, dicendo: E cantavano un nuovo cantico dicendo: Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, (Apocalisse 5:9 )
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