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Amore Biblico Definito aymon de albatrus
L'amore non è una teoria o un concetto ma è un'azione. Come la Fede è provata tramite i buoni lavori, "Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta? (Giacomo 2:20) così l’Amore senza azioni è morto. L'amore può essere conosciuto soltanto dalle reazioni che sollecita. L'amore è come musica, mentre gli strumenti suonano bene c’è un bel suono nell'aria. Ma se si fermano, tutto è morto. L’Apostolo Giacomo dice: Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta? Infatti, come il corpo senza lo spirito è morto, così anche la fede senza le opere è morta. (Giacomo 2:20,26) Similmente possiamo parafrasare che l'amore senza i suoi frutti d’azione è morto anche ed anche se abbiamo tutte le cose ed ogni dono, ma non abbiamo amore, allora profitta a noi niente e siamo, niente. Il Nuovo Testamento ha due parole maggiori che traduciamo "amore", Agape e Phileo e con significati ben differenti. Nella nostra lingua come quelle europee, noi usiamo la sola parola "Amore" per significare diversi sentimenti, per esempio si può dire "amo la pizza" ed anche "amo mia moglie"; in questi casi ha la parola "amo" lo stesso significato? Certamente no. Nel Greco "amore" ha cinque parole differenti per esprimere diverse situazioni: Agape, Phileo, Thelo, Storge e Eros. Le prime 3 appaiono nella Bibbia, ma non le ultime due. Agap e Phileo sono le più importanti, ma la loro profonda differenze non viene trasmessa bene dalla nostra singola parola "Amore". Per esempio, il famosissimo passaggio fra Gesù e Pietro in Giovanni 21:15-17 è totalmente incomprensibile come espresso nella nostra lingua: "Dopo che ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giona mi ami (Agapan) tu piú di costoro?». Gli rispose «Certo Signore, tu lo sai che io ti amo (Philein)». Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli chiese di nuovo una seconda volta: «Simone di Giona, mi ami (Agapan) tu?». Gli rispose: «Certo Signore, tu lo sai che io ti amo (Philein)». Gesù gli disse: «Abbi cura delle mie pecore». Gli chiese per la terza volta: «Simone di Giona, mi ami (Philein) tu?». Pietro si rattristò che per la terza volta gli avesse chiesto: «Mi ami (Philein) tu?», e gli rispose: «Signore, tu sai ogni cosa, tu sai che io ti amo (Philein)». Gesù gli disse: «Pasci le mie pecore." (Giovanni 21:15-17) Richard CH Lenski, il famoso scolaro tedesco descrive la chiara differenza fra Agape e Phileo in questi versetti: Il verbo "agapan" è l'amore d’intelligenza, di ragione e della comprensione, accoppiato con lo scopo corrispondente; l’amore in questo contesto di gran lunga oltrepassa ogni altro tipo d’amore Mentre "philein" esprime soltanto l'amore d’affetto personale o di gradimento, includendo persino le passioni dove il contesto lo richiede, ma nessuna intelligenza o alto scopo è implicato; questa sostanza dispone il verbo ad un livello basso. Non si potrebbe mai dire che Dio "philei" il mondo peccaminoso; per quanto concerne " philein", Egli potrebbe soltanto abominare questo mondo ripugnante. Gesù non ci ha chiesto mai di amare i nostri nemici nel senso di "philein". Egli stesso non ha mai amato i suoi nemici in questo modo. Ma "agapan" - sì, con questo amore Dio amò il mondo e noi possiamo amare i nostri nemici, comprendendo tutto quello che è sbagliato, santificando il mondo, convertendo i nostri nemici. Si confronti Giovanni 3:16 ed ogni altro passaggio dove i due verbi sono usati nelle Scritture. Soltanto in alcuni casi, dove l’uno o l’altro tipo d’amore potrebbe essere applicabile, l’uno o l’altro verbo potrebbe essere usato; ma anche allora la grande distinzione fra i due rimarrebbe - i due non sono mai uguali. La sbagliata enfasi viene piazzata sulla "terza volta" da coloro che falliscono di vedere la forza della terza domanda perché confondono "agapan" e "philein". Quello che attraversò il cuore di Pietro fu questo verbo "philein" nella domanda finale, "hai tu affetto (philein) per me?". Quando Gesù chiese due volte riguardo al più alto amore (agape), una volta a quello basso e poi alla presenza di questo ultimo, Pietro con tutta l’umiltà dovuta si era avventurato, ogni volta, ad asserire soltanto la forma più bassa d’amore. Ma Gesù, nella terza domanda sondò anche la presenza di quest’amore più basso, del quale Piero si sentiva così sicuro della sua presenza nel suo cuore e così fare appello all’onniscienza di Gesù. La terza domanda, l’addolorò così profondamente, perché Gesù mise in dubbio anche la presenza dell’amore più basso, "philein".
Ecco le cinque definizioni di AMORE Agape come usato da Dio, esprime "amore" profondo e costante e l'interesse di un perfetto Essere verso oggetti interamente indegni, producendo "un amore" reverenziale in loro verso il Donatore e un "amore" pratico verso coloro che partecipano dello stesso e un desiderio di aiutare altri a cercare il Donatore. Vediamo qui la verticale relazione fra Dio e L’uomo e quella orizzontale fra l’uomo e uomo. Per questo motivo Giovanni può dire: Carissimi, amiamoci gli uni gli altri poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. (1 Giovanni 4:7-8) Da questo sappiamo di amare i figli di Dio: quando amiamo Dio e osserviamo i suoi comandamenti. (1 Giovanni 5:2) Da qui vediamo la nostra relazione verticale con Dio e quella orizzontale con l’uomo. Da notare che senza la relazione Verticale con Dio la relazione orizzontale è praticamente impossibile. Agape non è l'amore di affetto, non estratto fuori dalla bontà del suo recipiente, ma piuttosto è una deliberata scelta di amare qualcuno, indipendentemente della sua condizione. L'amore Agape non è basato su impulsi o su sentimenti, non sempre lungo inclinazioni naturali o su scoperte affinità. L'amore Agape è l'amore di intelligenza e di determinazione, cerca di fare del bene a tutti gli uomini, particolarmente ai credenti: "Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede." (Galati 6:10). L’amore Agape è l'amore del Regno di Dio per mezzo del quale il Suo Regno è stabilito nei cuori degli uomini. Soltanto coloro che realmente hanno sperimentato la bontà dell’Agape di Dio possono esprimere quest’amore perché essi sono piantati in Lui e non possono fare a meno di traboccare con quest’amore per altri. Non è il loro amore che danno, ma è l'amore di Dio perché: "Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che c’è stato dato." (Romani 5:5) Per esempio, il marito è comandato ad amare sua moglie con questo genere di amore, Agape. Phileo è il secondo riferimento principale ad amore nel Nuovo Testamento e deve essere distinto da Agape in quanto principalmente significa "affetto tenero". È un amore che ama teneramente il recipiente sopra tutti manifestando verso esso costanti caldi affetti motivati dal più alto interesse. Questo amore trova il piacere nell'altra persona come una cosa comune è condivisa. Coinvolge il dare come il ricevere, è un amore dato per qualcosa ritornato, ed è dipendente su sentimenti perché va e viene. Ed è di amare; di approvare, di un gradire; di ratificare, di trattare affettuosamente o gentilmente; di benvenuto, di amicizia, di dimostrazione d’amore; di baciare, di esserne appassionato. Le mogli sono chieste soltanto di Phileo i loro mariti in Tit 2:4 "per insegnare alle giovani ad amare (philandros) i loro mariti, ad amare (philoteknos ) i loro figli". Ciò non vuol dire che i mariti non devono Phileo le loro mogli. I mariti devono Phileo le loro mogli, ma devono fare di più, sono primariamente richiesti di Agape loro, come la loro propria carne. Thelo Il desiderio di fare una cosa, voler fare ,di volere, di avere in mente, di avere intenzione di essere risoluti o determinati, di desiderare, di amare; di voler fare una cosa, di aver piacere di fare, di prendere delizia nel, aver piacere. Appare solo una volta nella Bibba nel contesto di: "Ed egli diceva loro nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare in lunghe vesti ed essere salutati nelle piazze." (Marco 12:38) Storge (non appare nella Bibbia) ed è un amore d’appartenenza come un bambino a sua madre. È un affetto naturale, un costante sentimento pacifico che si riposa su qualcuno vicino. Basilarmente affetto di famiglia. Eros (Non è usato nella bibbia, affatto) è un altro tipo principale d’amore nel Greco e si riferisce all'amore sessuale. Questo "amore" è basilarmente fisico e carnale. È quello che è visualizzato su ogni schermo del mondo, è quello che guida quest’attuale generazione. Decisamente la concupiscenza della carne e più spesso che mai scambiato per amore vero che conduce molte coppie sposarsi per poi scoprire, dopo che la lussuria ha fatto il suo corso, che essi non hanno più "sentimenti" l’uno per l’altra, e perciò un’altra statistica di divorzio è sulla via. L'eros è un'attrazione appassionata che agguanta e controlla la mente. È un amore viene acceso dall'altra persona, esso è ormonale e sessuale, una fiamma di passione. È una grande fonte sorgente d’inganno. Praticamente nemmeno un matrimonio arrangiato soffrirebbe di questa triste situazione. Suppongo che vostra madre ed io ci siamo sposati principalmente per sensualità. Le unioni basate sulla sensualità non durano. La maggior parte della gente, come vostra madre ed io, si sposano sulla forza di Phileo, Storge o dell'eros, ma tutti questi amori sono basati sui sentimenti che possono venire ed andare. Con Agape, tuttavia, è possibile vivere con qualcuno che non amiamo e mentre Agape proviene da Dio, a tempo, come maturiamo, noi otterremmo anche il Phileo, Storge ed Eros. La Bibbia non ci lascia senza guida e definisce L’amore chiaramente. La parola Amore appare nel Nuovo Testamento (textus receptus) circa 290 volte distribuita così: Agape (258) 90%: Amore che non si aspetta contraccambio, di intelligenza di ragione e comprensione, Phileo (31): Attrazione personale e reciproca, Thelo (1): piacere di fare cose, azioni e ricevere. Amore in Giovanni 3:16 è AGAPE. La più chiara definizione di Amore (agape) è definita in 1 Corinzi 13:4-8,13 4. L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, 5. non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; 6. non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, 7. tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. 8. L’amore non viene mai meno, 13 Ora dunque queste tre cose rimangono: fede, speranza e amore; ma la più grande di esse è l’amore (Agape).
Una breve espansione L’amore e’ paziente Questo si riferisce ad AGAPE amore d’intelligenza e sapienza, non di emozioni Rende la mente ferma, libera di passioni infantili dando pazienza perseverante invece di colpi di rabbia e risentimenti. Lento all’ira quando abusato, lento al risentimento, non frettoloso alla vendetta quando oltraggiato, ma esercita sopportazione ed è sempre pronto a perdonare. E’ benigno Ha cuore grande e cerca tutte le opportunità di fare del bene come il Samaritano È liberale e generoso, fa del bene a tutti, anche ai suoi nemici e specialmente a quelli della casa di fede, è gentile con tutti gli uomini, affabile e non imbronciato, irascibile o maleducato. È facile e condiscendente alla disposizione e all’umore degli uomini, si accomoda alle loro infermità, alle loro capacità, manierismi e circostanze, in tutto quello che può, che non sia contrario alla gloria di Dio, gli interessi di Cristo, la religione, la sua coscienza ed il bene degli uomini. L’amore non invidia Invidia e’ il risultato di volere male verso gli altri. Invidia porta alla competizione che non e’ da Dio perché’ Dio provvede abbondantemente. Generalmente quando auguriamo il meglio agli altri, noi partecipiamo nelle benedizioni. "E consideriamo gli uni gli altri, per incitarci ad amore e a buone opere," (Ebrei 10:24) Chi ha la grazia e l’amore di Dio e di Gesù non invidia le cose temporali visto che quello che è di gran lunga superiore a quelle. Qualcuno potrebbe anche essere tentato di invidiare la prosperità degli empi quando si è in avversità, ma questa grazia permette di non rimanere a lungo così, quando si considera l’eccellenza dei doni spirituali. Non si mette in mostra, Non si gonfia Agape e’ umile e non si mette in mostra come un pavone o un tacchino gonfiato. ma stima i fratelli meglio di lui stesso "non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri piú di se stesso." (Filippesi 2:3) Agape non cerca apprezzamenti ma fugge da loro cercando rifugio in Dio per l’orgoglio. Non e’ testardo o intrattabile ma congeniale a tutti non critica ne censura gli altri. Non si esibisce come un orgoglioso pavone, ne sulle cose che ha, saggezza, ricchezza, onore, forza o doni spirituali o quello che fa’, dato che quello che ha o fa’, l’ha ricevuto da Dio ed è per la gloria di Dio e non per essere approvato dagli uomini. Non è tumultuoso, chiassoso, sedizioso, chiacchierone, ne va a feste, ne partecipa a fazioni di chiesa, ma è tutto il contrario. Non si comporta in modo indecoroso non cerca le cose proprie Agape non cerca mai di avanzarsi alle spese degli altri. Spesso trascura se stesso per favorire gli altri. Da molta attenzione e peso alle sue parole, dalla sua bocca non esce niente di sporco o corrotto o inutile. Nemmeno commette con azioni e gesti quello che è vergognoso o disprezzabile. Ne lusinga altri per procurarsi vantaggi mondani o amicizia o affetti d’altri. Uno dotato di questa grazia non pensa che qualcosa sia sotto la sua dignità ma si presta al servizio degli uomini per promuovere l’onore della religione e gli interessi di Cristo. Non è ambizioso, ma è: in basso, mite e umile. Non si irrita Agape non si arrabbia mai e se perde la pazienza, non perde mai il controllo e la calma, l’ira incontrollata non è nel vocabolario di Dio. Agape non si offende facilmente. Non è facilmente provocato alla collera ne al peccato, all’immoralità e idolatria. Ma è facilmente provocato all’amore e lavori buoni che sono in perfetto accordo con la carità. Non sospetta il male Agape non è sospettoso, non ha malizia passa sopra i difetti degli altri. Non formula mai giudizi negativi e soltanto quando è palese a tutti, con riluttanza accetta l’evidenza. No e’ geloso e pensa sempre il meglio degli altri. Non di quei mali di pensiero che sono nel cuore dell’uomo, anche se sono odiosi, abominevoli e addoloranti per quelli che sono partecipi alla grazia di Dio e che desiderano liberarsene, ma chi possiede questa grazia non pensa al male che gli viene fatto da un’altro, egli perdona come Dio ha perdonato lui e non ci pensa più. Una volta perdonato non medita vendetta né escogita male verso l’uomo che gli ha fatto male. Non è sospettoso del male in altri, non indulge in congetture malefiche o gelosie senza fondazione che sono contrarie a questa grazia di carità. Non si rallegra dell’ingiustizia ma gioisce nella verità Non ha piacere nel veder gli altri cadere come dice Dio: Io infatti non provo alcun piacere nella morte di chi muore», dice il Signore, l’Eterno. «Convertitevi dunque e vivrete». (Ezechiele 18:32) fa di tutto per aiutare il fratello che e’ caduto (Giacomo 5:19-20). Non ha piacere nel peccato ma gioisce quando gli uomini camminano in integrità di carattere. Si rallegra quando vede il Vangelo avanzare ed il cambiamento nelle vite. Egli è afflitto dalle sue iniquità, la corruzione del suo cuore, le infermità della sua vita, i sui peccati segreti, che nessuno sa altro che lui e Dio, è grandemente preoccupato dalla profanità e immoralità degli uomini del mondo ed i peccati di chi professa di credere, gli tagliano il cuore. Nemmeno gode nell’ingiustizia in qualsiasi azione ingiusta o lesione che sia fatta a chiunque, si, anche ad un nemico, ma gioisce nella verità del Vangelo. Nessuno può fare niente contro la verità ed egli gioisci grandemente quando vede qualcuno che cammina in essa perché la verità oppone l’iniquità e la malvagità. Tollera ogni cosa Praticamente Agape è una copertura come dice Pietro:" avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché «l’amore coprirà una moltitudine di peccati»." (1 Pietro 4:8). Non espone il fratello in pubblico ma da spazio al fratello di confessare i suoi misfatti in privato. Agape e’ paziente su ogni provocazione anche se shockato sostiene ingiurie senza ritagliare anche soffrendo grandi danni per il fratello. Agape è sempre pronto a comunicare con la porta aperta al fratello e riconciliare qualsiasi torto. Agape non rompe mai la relazione con altri, soltanto su grosso peccato e anche quello con triste riluttanza. Porta i pesi dei compagni Cristiani, adempiendo così la legge di Cristo, che è la legge dell’amore, le infermità dei credenti deboli, il biasimo e le persecuzioni del mondo e "copre tanti peccati" non nel chiudere un occhio né nell’averli sofferti su un fratello, ma portare privatamente l’offensore a riconoscere l’errore. Egli li perdona come peccati contro di lui coprendoli con un mantello d’amore industrialmente celandoli e nascondendoli dagli altri. Crede ogni cosa Agape non e’ ottuso o stupido, ma preferisce credere sperare e sopportare. Agape non tira via la prudenza ma cerca sempre il bene, oltre le apparenze. Crede ogni cosa che è da credere. Tutto quello che Dio dice nella Sua parola, tutte le Sue verità, e tutte le Sue promesse e persino spera contro speranza dipendendo sulla potenza, fedeltà e le altre perfezioni di Dio. Certo egli non crede in ogni spirito, ogni predicatore ed insegnante, ma ogni parola degli uomini che è in accordo con le Scritture. L’uomo di carità è pronto a credere ogni cosa buona riportata su uomini, su questo egli crede, ma non è disposto a credere brutti rapporti su uomini a meno che questi siano evidenti in modo abbagliante. Spera ogni cosa Anche quando tutte le speranze non sono più, egli spera contro speranza per trovare il bene che è da sperare. Spera per l’adempimento di tutte le promesse di Dio, spera nel diletto in Lui nella Sua casa, spera per le cose non viste, che sono future, spera nel paradiso e l’eterna felicità, per più grazia quaggiù e gloria dopo, spera nel meglio degli uomini, di tutti i professanti di religione ad anche per gli uomini malvagi che siano migliori e portati al pentimento, e di chi è caduto dalla grazia ma adesso pentito, egli spera bene di loro. Sopporta ogni cosa Tutto quello che è sgradevole alla carne, tutte le afflizioni, tribolazioni, tentazioni, persecuzioni e pure la morte, per motivo degli eletti, per motivo del Vangelo, e specialmente per motivo di Gesù Cristo. L’amore (Carità, AGAPE) non viene mai meno Agape potrebbe fallire nel suo esercizio, come altre grazie, potrebbe anche essere abbandonato, ma mai sarà perso. Il suo fervore potrebbe scemare, potrebbe raffreddarsi attraverso la prevalenza del peccato, può essere soffocato dalla crescita di errore e eresia, che penetra come un cancro, e potrebbe essere anche ostruito da un ansioso e immoderato interesse e concerno per le cose del mondo che sono molto perniciose a tutte le branchie di vitale religione particolarmente l’amore per Dio, Cristo ed i fratelli, ma questa grazia non fallisce mai nel suo principio, è un seme immortale ed incorruttibile, vive attraverso le più violente tentazioni, le più grandi diserzioni e le più dolorose afflizioni, ancora c’è affetto ma la più grande e’ l’amore (Agape) Agape è l’espressione dell’amore di Do, l’immagine divina nella creature e la mutuale relazione fra Dio e noi. Avere Agape e conoscere Dio: E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore (Agape) che Dio ha per noi. Dio è amore (Agape), e chi dimora nell’amore (Agape) dimora in Dio e Dio in Lui. (1 Giovanni 4:16). Dio è eterno e il più grande, così come Dio è Agape, così Agape è il più grande degli affetti. Quando tutti i santi s’incontreranno in Paradiso essi vivranno fra loro nella perfezione di Agape, perché dove Dio è là c’è Agape alla sua più alta altezza, veramente perfetto in ogni modo. Che benedetta situazione quella sarà, di vivere con tutti in perfetta armonia, con il nostro meraviglioso Signore. Agape è l’espressione del Regno di Dio e dei Suoi santi. Questo e’ alto amore, ma Gesù’ non ci ha chiesto quello che Lui non ha fatto, Agape: Vi do un nuovo comandamento: che vi amiate (Agape) gli uni gli altri; come io vi ho amato (Agape), anche voi amatevi (Agape) gli uni gli altri. (Giovanni 13:34)
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