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COPYRIGHT

Bibbie e Scritti Cristiani

by aymon de albatrus


In questo sito il simbolo  significa "Copyfree" (copia liberamente)


Un caro fratello nel Signore condivise questa massima concernente la motivazione di fare qualunque cosa:

"Qualsiasi cosa fai, prima chiediti:
<perché faccio quel che faccio?>

Poi porsi un'altra domanda, molto più importante:

<Cosa farebbe Gesù in questa situazione?>

Quando consideriamo il concetto di Copyright di Bibbie e scritti Cristiani, è necessariamente implicato che gli autori di questi lavori sono decisamente credenti Cristiani e, perciò, la loro motivazione deve essere, per definizione, di propagare il credo cristiano sopra tutto, anche sopra guadagni lucrativi personali, in obbedienza al Signore.  Questo può anche essere considerato come il loro <ministero nel Signore>.  Naturalmente ci può essere qualcuno che non è cristiano e che compone scritti "cristiani", incredibile ma vero, e di questa possibilità ce ne occuperemo dopo, dato che questi non sono scritti Cristiani ma secolari, se non diabolici.

La migliore dichiarazione di Copyright che io abbia mai visto è quella trovate nei libri di Loraine Boettner (LB), che è qua sotto:

Chiunque è in libertà di usare materiale da questo libro con o senza credito.  Nel preparare questo libro l'autore ha ricevuto aiuto da tante fonti, certe riconosciute e tante non riconosciute.  Egli crede che il materiale qua esposto è una affermazione vera dell'insegnamento delle Scritture ed il suo desiderio è di avanzarne, e non di ristringerne il loro uso.

Esaminiamo questa dichiarazione:

1. Chiunque è in libertà di usare materiale da questo libro con o senza credito.
LB qua, dimostra grandezza di cuore con semplice umiltà assieme con una reale comprensione che niente è veramente nostro, che poi è supremamente esposto in:   Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto? (1 Corinzi 4:7 )

2. Nel preparare questo libro l'autore ha ricevuto aiuto da tante fonti, certe riconosciute e tante non riconosciute. Di nuovo vediamo l'acutezza di L. B. nel capire i veri fatti della avita. dato che indipendentemente di quanto geniale uno sia, la realtà è che nessun lavoro che uno concepisce e fa, è veramente unico ma oltre il 90% è il prodotto di quello che uno ha ricevuto in vita sua.  Isaac Newton incapsulò molto bene questo concetto quando disse: "fui capace di vedere oltre perché stavo sulle spalle di giganti." Il nostro caro Signore ci disse: Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Matteo 10:8 )

3. Egli crede che il materiale qua esposto è una affermazione vera dell'insegnamento delle Scritture ed il suo desiderio è di avanzarne, è quella di diffondere  non di ristringerne il loro uso. Prima di tutto notiamo che egli è un vero Cristiano e molto attento nel discernere correttamente la Parola del Signore, e poi vediamo, in alta evidenza, che la cosa più importante a lui è quella di diffondere la Parola del Signore in libertà e non di restringerne la Sua espansione esercitando guadagni personali.  Veramente una espressione del regno di Dio, come l'Apostolo ci esorta di fare:  pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di guadagno ma di buona volontà, (1 Pietro 5:2 )

Adesso onestamente investighiamo i principi del Copyright, che sono basilarmente due:

1. Il primo fondamentale concetto ha a che fare con: guadagno, soldi, avidità, concupiscenza.

2. Il secondo copre due aspetti: l'orgoglio per la nostra "creazione", e la protezione della stessa.

Se adesso consideriamo:  Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, (1 Timoteo 6:7 ) e 1Co 4:7 (sopra) non possiamo onestamente fuggire la conclusione che noi siamo niente in noi stessi, ma tutto è di Dio.  Il pastore Rick Godwin in una delle sue prediche disse una cosa che mi ricordo vivamente tutt'oggi: " l'uomo ha il valore di un grande grasso zero ..  con il cerchio rimosso."  Considero questa una affermazione veritiera.  Sicuramente si riferiva al valore dell'uomo in se stesso, non a quello che Dio ha messo nei suoi eletti,  dato che Gesù non morì per niente.  Perciò, sotto questa situazione, come può un Cristiano, anche lontanamente, considerare l'applicazione di Copyright i "suoi" scritti religiosi?  E' una situazione che costeggia la bestemmia con rispetto a Dio.

Riesco a passare il messaggio, OK?

Aspetti Pratici

Sicuramente un Cristiano deve costruirsi una rendita per se stesso e per la sua famiglia, per vivere e servire il Signore.  Questo non è negato, anzi è comandato: La Scrittura infatti dice: «Non mettere la museruola al bue che trebbia», ed ancora: «L’operaio è degno del suo salario». (1 Timoteo 5:18 ) Perciò egli può tradurre Bibbie o anche scrivere e vendere Libri cristiani per vivere e/o come ministerio, nessun problema con questo.  Ma  marchiare a fuoco Bibbie e Libri Cristiani con anatemiche frasi di copyright alla Microsoft non sembra cosa Cristiana.  Non lo penso proprio per niente.

Un caro amico Cristiano e Notaio di Patenti ha scritto una guida su copyright di scritti Cristiani e nota in questo le origini del Copyright:  

Il primo copyright registrato nella storia coinvolse la Bibbia.  St. Columba, famoso per aver portato il vangelo in Scozia, fisse fra il 521 al 597 quando le bibbie erano rare.  Columba disperatamente ne voleva una copia e si mise laboriosamente in segreto a copiare quella dell'abate.  Fu scoperto e l'abate reclamo la copia.  Il giudizio di re Diarmaid  fu contro Columba dicendo: "ad ogni mucca il suo vitello, ad ogni libro il suo piccolo libro."  indicando così che al padrone del libro appartengono anche le copie.

Gutenberg introdusse la stampa nell'occidente nel 1455, con la Bibbia il primo libro stampato.  Attorno al 1476, Caxton portò la stampa in Inghilterra.  Con la stampa e la possibilità di stampa in massa, si alzarono obiezioni sul copyright.  Sotto Henry VIII nel 1529, le Bibbie divennero oggetto di patenti che erano esclusive licenze reali.  Nel 1556, la regina Mary formò il Stationers' Company per registrare libri per prevenire "sediziosi" e libri eretici ... che disperdevano grandi e detestabili eresie contro la dottrina Cattolica.  La stampa era anche regolata dalla Star Chamber.  Questi controlli di stato erano dissimili dal moderno copyright, essendo per ragioni politiche e religiose, piuttosto che per proteggere i diritti d'autore. 

La prima legislazione del copyright fu lo Statute di Anne 1709, che provvedeva protezione solo per un breve tempo.  Per sopraffare questa minaccia ai loro guadagni, gli editori contesero che, a parte lo statutario copyright, ci voleva anche un perpetuo copyright basato su legge comune.  Su questa premessa gli editori ottennero nel 1769 ordini di corte contro il copiare libri scaduti.  

Come chiaramente vediamo, il copyright fu motivato dal lucro e dalla politica e non da principi Biblici.  Il copyright appartiene al mondo.

Consideriamo i seguenti aspetti pratici: 

1. Ci vuole un bel sforzo per pubblicare un libro, sotto tutti i punti, ed è inverosimile che qualcuno faccia copia completa di un libro per pubblicarlo a nome suo.  Anche se facesse così, non venderebbe gran che perché il fatto sarebbe noto ben presto. 

2. Se il copiatore copiasse grandi porzioni da un libro di un'altro, quale sarebbe il problema?  Offesa al proprio ego? dato che abbiamo concluso che gli sforzi di un vero Cristiano devono essere indirizzati ad espandere la conoscenza del Regno di Dio allora ancora meglio se questa conoscenza si espande ancor di più, e poi questa conoscenza non è copyright di nessun uomo, ma di Dio.  Ma cosa dicono le Scritture: Che importa? Comunque sia, o per pretesto o sinceramente, Cristo è annunziato; e di questo mi rallegro, anzi me ne rallegrerò anche per l’avvenire. (Filippesi 1:18

Anche da un punto di vista lucrativo, davvero uno crede che l'implementazione dei due punti sopra ridurrebbero i suoi guadagni dal copyright?  La mia convinzione è che se qualcuno ci tiene tanto al libro, lo compra di sicuro, ma se non gli interessa poi tanto, non lo comprerebbe comunque. 

Gesù diede una risposta chiara su qualcosa di simile:  Or Giovanni prese la parola e gli disse: «Maestro, noi abbiamo visto uno che scacciava i demoni nel tuo nome e glielo abbiamo proibito, perché non ti segue con noi».  Ma Gesú gli disse: «Non glielo proibite. perché chi non è contro di noi è per noi». (Luca 9:49-50 )  Sicuramente in questo caso il copiatore potrebbe essere contro di noi in termini lucrativi, ma inconsapevolmente, "per Cristo" dato che aiuta a spandere la Buona Novella, comunque. 

Questo stesso amico mi chiese il seguente:

Ti darebbe fastidio se usassero i tuoi articoli per fare soldi?

Non vuoi essere accreditato come l'autore? 

E cosa diresti se li modificassero?

Vuoi essere riconosciuto come l'autore?  o sei contento che loro diano l'impressione di esserne gli autori? 

La mia risposta generale al mio amico è questa:

Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20 )

Se fossi motivato dalla carne sicuramente queste cose mi darebbero fastidio, ma adesso sono schiavo di Cristo e non sono più io che conta, ma Lui.  Inoltre quello che sono e quello che ho, non è più mio, ma Suo, e Lui è ben capace di difendere e proteggere quello che è Suo.  Il famoso Spurgeon disse: "La Scrittura e come un leone.  Chi ha mai sentito che qualcuno difese un leone? Lasciala libera, e si difenderà da se stessa."  

Bibbie Copyright????

Questo non posso concepirlo, per niente.  Come può un Cristiano congiurare di copyright una Bibbia è un mistero per me e temo una grande offesa a Dio.  Un interessante pensiero: sicuramente siamo tutti d'accordo che Dio stesso ha la piena copyright sulla Sua Parola, perciò chiunque stampa una Bibbia piazzando sopra la stessa il suo vetriolico copyright imprimatur, non sta infatti infrangendo le leggi che così forzatamente difende ed implementa?  Ma questi zelotti, pagano i diritti d'autore a Dio?

Ed è inutile dire che il Copyright si riferisce solo alla traduzione, perché la Bibbia non è come un qualsiasi libro, ma il Libro di Dio, e non una transazione di business.  E' gia alto tempo che i predicatori Cristiani dovrebbero istruire la loro gente a non usare Bibbie con copyright. 

Una frase tipica so Bibbia copyright segue:

La meta del copyright e di prevenire altri ad ottenere profitto dal lavoro che IBS, Nelson e altri traduttori hanno fatto.  Viviamo in una società basata sul capitalismo e commercio, la legge sul copyright è quello che permette a queste compagnie di fare il lavoro che fanno.

Sembra questa una affermazione Cristiana?  Si potrebbe considerala come un'attività Cristiana nel Signore?  Dove c'è referenza alla propagazione della Parola?  C'è qualche menzione di Dio? Mettono la loro fiducia su Dio per il loro benessere, o sul mondo?  A me questo non sembra il linguaggio del Regno di Dio ma di quello del mondo.  Deve essere la Bibbia considerata e trattata come i libri del mondo?  Wescott e Hort credevano proprio questo.  Non per me, grazie. 

Libri scritti da non credenti "cristiani".

Il mercato cristiano è grande abbastanza da invogliare tutti i tipi di gente a schierarsi come cristiani per arraffare guadagni finanziari, le tante banda "cristiane" di Rock sono buon esempio, come libri e bibbie.  Un famoso esempio e quello della compilazione della Versione Riveduta che fu guidata da due uomini reputati non credenti, Westcott e Hort.  Interessante notare che la maggioranza di chiese oggigiorno usa questa versione, naturalmente con tanto di copyright imprimatur. 

Suppongo che non tanto si può fare contro questa situazione, ma si potrebbe incominciare con scrittori Cristiani che piazzassero sui loro lavori frasi da Regno di Dio, come fece Loraine Boettner.

In breve ecco la linea in fondo:

1. Personalmente considero che l'affermazione di "copyright" di LB sia sufficientemente in armonia con il linguaggio del Regno di Dio, Biblicamente come Cristianamente,

2. Sotto nessuna circostanza la Bibbia deve essere copyright, 

3. I libri Cristiani non devono avere la loro diffusione limitata dal copyright perché la prima priorità del Cristiano è di diffondere la conoscenza del regno di Dio e non restringere la Sua diffusione per sporco lucro, 

4. Per spurgare libri "cristiani" scritti da non credenti, lo scrittore credente dovrebbe usare frasi di copyright come quelle di LB, 

5. Schiavi del Signore Gesù Cristo dovrebbero usare simboli di Copyfree nei loro lavori, come questo.

Questo articolo non è copyright, per niente.

 

    aymon de albatrus