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Tutta la Gloria a Dio aymon de albatrus
Sia dunque che mangiate, sia che beviate, sia che facciate alcun’altra cosa, fate tutte le cose alla gloria di Dio. (1 Corinzi 10:31) E qualunque cosa facciate, fatelo di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, (Colossesi 3:23) Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesú Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen. (1 Pietro 4:11)
Cosa è Gloria? La definizione della parola "Gloria" è piuttosto sfuggevole, ed io non sono riuscito a trovarne una chiara e definita. Ma, ci sono diverse definizioni che rendono l’idea: Reputazione di buona opinione. Fama di altissimo onore di grandi virtù, meriti eccezionali, Gli attribuiti di una persona di grande valore, da esserne orgogliosi, Di splendore, di grande luce, di bellezza, di fulgidezza, di forte attrazione, Della trionfante maestà di Dio tra cori angelici e dei santi, teofania, La beatitudine delle anime in Paradiso.
Il significato principale della Gloria con riguardo a Dio si riferisce alla natura e agli atti di Dio nella manifestazione di Se stesso. Quello che Lui essenzialmente È, e cosa fa, di come Si rivela, specialmente nella persona di Cristo, che è la Sua Gloria. Gli atti di Cristo rivelano la Sua Gloria. Da qui si conosce la Gloria della sua Fama. Gloria nei Suoi attributi; come: Amore, Giustizia, Sovranità, Onnipotenza, Onniscienza, eccetera Gloria del Suo splendore, nella gran luce, nella trionfale presenza. La Gloria è la rappresentazione fisica del carattere e presenza di Dio. È più di una stimolazione visuale, ma una esplosione di tutti i sensi in un colpo, la Gloria di Dio ha una dimensione fisica che è visibile, trasferibile e potente. Questa Shekinah Gloria è quella che si vide parzialmente sul monte con Mosè, sull’Arca fra i cherubini, all’inaugurazione del Tempio di Salomone, quella che vide Isaia nel tempio, quella che vide Ezechiele sul fiume e la stessa sul monte della trasfigurazione, con Gesù Quando parliamo di portare Gloria a Dio ci riferiamo all’onorare la Sua Fama, nel riconoscere chi Lui è, e nel sottometterci a fare quello che Lui comanda. Il contrario di portare Gloria a Dio è di non riconoscere chi Lui è, né di ubbidirlo in quello che Lui comanda nella Sua Parola. Siamo comandati di fare tutte le cose alla Gloria di Dio. Questo significa che qualsiasi cosa facciamo; nel naturale, civile o religioso, nel predicare, nell’ascoltare, nel digiuno, nel donare e qualsiasi altra cosa, che sia: nell’armadietto, nella famiglia, nella chiesa, nel mondo, nel privato o in pubblico, tutto, deve essere fatto alla Gloria di Dio. Niente lasciato fuori. Tutto è TUTTO. La Gloria di Dio è il fine di tutti i Suoi lavori e azioni: nella creazione, provvidenza, nella grazia in elezione, nei testamenti, nelle benedizioni e promesse, in redenzione e chiamata effettiva e nel portare tanti figli nella Sua gloria. Egli ha creato tutto e tiene in vita tutto per la Sua Gloria. «Degno sei, o Signore, di ricevere la gloria, l’onore e la potenza, perché tu hai creato tutte le cose, e per tua volontà esistono e sono state create». (Apocalisse 4:11) Lo stesso è il fine di tutte le azioni di Cristo, come uomo e Mediatore: nelle sue dottrine e miracoli, nella sua obbedienza, sofferenza e morte in questo mondo. Egli diede la Sua vita e continua ad intercedere per i Suoi, per la Gloria di Dio. Gesù fece tutto, ma tutto, per la Gloria di Suo Padre. È evidente che anche per noi la Gloria di Dio deve essere il fine di tutte le nostre azioni. D’altronde nessuna nostra azione che non sia alla Gloria di Dio si può chiamare buona, se un uomo cerca la sua gloria, un popolare applauso, o ha motivi egoistici come fine di quello che vuol fare, fa soltanto lavori inutili. Anche quando uno è occupato nel mangiare e bere e nel business della vita, uno non deve farlo solo per beneficio corporale, ma perché sia sano e forte per fare il volere del Creatore. Un pastore diceva che l’uomo carnale lavora per guadagnare, per mangiare e bere, per stare bene, per poter ... lavorare. Mentre l’uomo spirituale lavora per guadagnare, per mangiare e bere, per avere forza per mettere in atto il lavoro del Signore. Gesù disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e di compiere l’opera sua. (Giovanni 4:34) Dio ci ha creati per la Sua Gloria, non per la nostra. Ci ha creati e ci tiene in vita per portare onore alla Sua Gloria. Una Carrellata di come NON portare Gloria a Dio. Certe volte per capire il Positivo si deve dare il Negativo. Non portiamo gloria a Dio quando parliamo di Dio secondo le nostre vane immaginazioni e lo "ricreamo" secondo la nostra immagine, invece di onorarlo per come Egli si è rivelato nella Sua Santa Parola. Di queste anche parliamo, non con parole insegnate dalla sapienza umana ma insegnate dallo Spirito Santo, esprimendo cose spirituali con parole spirituali. 14 Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. 15 Ma colui che è spirituale giudica ogni cosa ed egli non è giudicato da alcuno. 16 Infatti chi ha conosciuto la mente del Signore per poterlo ammaestrare? Or noi abbiamo la mente di Cristo. (1 Corinzi 2:13-16) Non portiamo gloria a Dio quando cerchiamo di far piacere agli uomini piuttosto che far piacere a Dio. Infatti, cerco io ora di cattivarmi l’approvazione degli uomini o quella di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Infatti, se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo. (Galati 1:10). Mi succede spesso, quando predico, che mi trovo nel dilemma: "Lo dico o non lo dico? E se lo dico la gente si arrabbierà e sarò nei guai, e non mi faranno predicare più!". Però, cosa dice la Scrittura: ma, come siamo stati approvati da Dio da esserci affidato l’evangelo, così parliamo non in modo da piacere agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori. (1 Tessalonicesi 2:4). Perciò sono senza scuse se faccio piacere agli uomini. Non portiamo gloria a Dio quando pubblicamente lo onoriamo con le nostre labbra, ma, privatamente i nostri cuori sono lontani da Lui. 13 Perciò il Signore dice: «Poiché questo popolo Si avvicina a me solo con la bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lontano da me, e il loro timore di me è solo un comandamento insegnato da uomini, 14 perciò, ecco, io continuerò a fare meraviglie in mezzo a questo popolo, sì, meraviglie e prodigi; la sapienza dei suoi savi perirà e l’intelligenza dei suoi intelligenti scomparirà». (Isaia 29:13-14) Dio non può essere glorificato dove il peccato è stato pacificato, e non può essere magnificato dove il peccato è intrattenuto. Vivere tollerando il peccato è come scrivere sulla porta delle nostre vite "ichabod" che tradotto vuole dire: "La gloria del Signore si è allontanata". (1 Samuele 4:21-22) Il peccato va allontanato dalla chiesa: 6 Il vostro vanto non è buono. Non sapete che un po’ di lievito fa fermentare tutta la pasta? 7 ¶ Togliete via dunque il vecchio lievito affinché siate una nuova pasta, come ben siete senza lievito, la nostra pasqua infatti, cioè Cristo, è stata immolata per noi. 8 Celebriamo perciò la festa non con vecchio lievito, né con lievito di malvagità e di malizia, ma con azzimi di sincerità e di verità. (1 Corinzi 5:6-8) Non portiamo gloria a Dio quando mettiamo i soldi come requisito per il ministero come tanti insegnano, alla loro distruzione, che la religione è metodo per guadagni finanziari. Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Matteo 10:8) vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati. (1 Timoteo 6:5) Non portiamo gloria a Dio quando lodiamo un servitore attraverso premi e lode, piuttosto di esaltare il Maestro. Un servo di Dio (Baxter) disse. "Non fui altro che una penna nelle mani di Dio e che elogio è dovuto ad una penna?" Dio non condivide la Sua Gloria con nessuno. Io sono l’Eterno, questo è il mio nome; non darò la mia gloria ad alcun altro né la mia lode alle immagini scolpite. (Isaia 42:8). Noi dovremmo gridare: Non a noi, o Eterno, non a noi ma al tuo nome dà gloria, per la tua benignità e per la tua fedeltà. (Salmi 115:1) Non portiamo gloria a Dio quando l’orgoglio ci blocca, come Nebukadnetsar (Daniele 4:28-37), nei nostri palazzi di Babilonia a pensare che le nostre mani ci hanno fatto, le nostre mani ci hanno liberato, le nostre mani hanno provveduto per noi, le nostre mani ci hanno promosso, le nostre mani ci hanno salvato. Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: «Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili» (Giacomo 4:6) Non portiamo gloria a Dio quando parliamo e cantiamo dei benefici del Vangelo, ma poi, veniamo meno nel proclamare il Vangelo stesso. 21 ¶ Non chiunque mi dice: "Signore, Signore" entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?" 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità". (Matteo 7:21-23) (negare Dio) 24 ¶ Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. 25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà. 26 Che giova infatti all’uomo, se guadagna tutto il mondo e poi perde la propria anima? Ovvero, che darà l’uomo in cambio dell’anima sua? (Matteo 16:24-26) Una cosa che si deve capire MOLTO bene è che Dio va glorificato a modo Suo, non come piace a noi. Se lo glorifichiamo a modo nostro Lui non lo accetta e non ci serve a niente, anzi. Chi ci insegna a come glorificarlo? La Sua Parola, logicamente, ed implementata nel modo di come è scritta, e di nuovo non come piace a noi. La Bibbia va presa come inerrante, come il supremo arbitro di tutte le cose ed è la Bibbia che interpreta tutte le società, non il contrario. Tante chiese moderne interpretano la Bibbia in un contesto culturale moderno, in altre parole la Bibbia di deve adeguare alla cultura degli uomini.. Con questa prospettiva, come sarebbe stata la Bibbia interpretata a Sodoma e Gomorra?? Ma cosa dice Dio: «Io sono l’Eterno, non muto; perciò voi, o figli di Giacobbe, non siete consumati. (Malachia 3:6) Due esempi per fare il punto. Nella chiesa anglicana, al momento, c’è un furore perché il capo di questa chiesa ha appuntato un dichiarato omosessuale all posizione di vescovo. La parte ortodossa della chiesa Anglicana si è rivoltata e a questo omosessuale è stato chiesto di rinunciare alla posizione, che ha fatto. Ma il furore continua, perché la parte liberale vuole omosessuali, lesbiche e donne appuntate alle varie posizioni. La parte ortodossa vuole che la chiesa si attenga alla Bibbia, mentre la parte liberale vuole che la Bibbia sia interpretata dai valori della presente società, che poi non è nemmeno cristiana. Ieri o visto e sentito io stesso il rappresentante degli omosessuali e lesbiche, (che si spacciano per cristiani in quella chiesa) che era profondamente shockato che qualcuno usasse ancora la Bibbia come sola referenza di condotta nella chiesa, secondo lui questo era una pazzia. Ne era veemente convinto: Or l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perché sono follia per lui, e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente. (1 Corinzi 2:14) Prendiamo un’altro soggetto molto vicino a tutti, la relazione fra uomo e donna: 7 L’uomo invece non deve coprirsi il capo, perché è l’immagine e la gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell’uomo, 8 perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9 anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. (1 Corinzi 11:7-9) State tranquilli, non voglio entrare nella materia in troppi dettagli, vi irriterebbe troppo. Quello che vorrei soffermarmi sopra e la questione della gloria a Dio. Qui notiamo due glorie: quella di Dio e quella dell’uomo, che nei nostri tempi sono piuttosto ammaccate. Nella relazione fra uomo e donna, l’uomo dovrebbe portare gloria a Dio nel praticare quello che Dio vuole da lui, e cioè di amare (Agape) la donna come il suo proprio corpo, come Gesù ha amato la chiesa e di vivere con la donna con comprensione, essendo il vaso più debole, ed onorarla come coerede alla grazia della vita. D’altro canto alla donna è chiesto di portare gloria all’uomo, come al Signore, nel sottomettersi all’uomo, come la chiesa è sottomessa a Cristo, così le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa, anche a quelli che non ubbidiscono alla parola, con timore. Qui vediamo che sia l’uomo come la donna, nella loro relazione, hanno compiti precisi di come portare gloria a Dio, ma quale è la situazione moderna. In America la rata di divorzio nella chiesa è quasi uguale a quella della nazione, quasi 50%. È Dio glorificato da questo? quando Egli dice: Poiché l’Eterno, il DIO d’Israele, dice che Egli odia il divorzio e chi copre di violenza la sua veste», dice l’Eterno degli eserciti. Badate dunque al vostro spirito e non comportatevi perfidamente. (Malachia 2:16). No, Egli non è glorificato per niente nel divorzio. Io stesso sono testimone di situazioni terribili. Ho visto e conosco uomini che non onoravano la moglie, né dimostravano Agape verso di lei, anzi il contrario. Scene d’imbarazzo e di estrema tristezza. Ed erano uomini che si dichiaravano cristiani, senza parlare di quelli che avevano l’amante. Sicuramente non consideravano la moglie come Cristo considera la chiesa. Dall’altra parte, forse più spesso in questi giorni di "democrazia" e visto che lo spirito di Jezebel fa lo straordinario, ho visto donne che trattavano i loro mariti come degli emeriti popò, anche se Dio dice che è il loro capo. Roba da far rizzare i capelli. Linguaggio da camionisti. Le cose che dicevano contro i loro mariti mi facevano arrossire, e pregavo dentro di me "Signore, aiuto, tappami le orecchie". Queste donne sicuramente non consideravano il marito come loro capo, ma piuttosto come un viscido verme. Come si comportano a casa loro, proprio non lo voglio sapere. Certo, non è la maggioranza, tuttavia erano diverse e si consideravano cristiane. Ma, non solo questi estremi, oggigiorno ben poche donne cristiane sono sottomesse al marito nel modo in cui Dio comanda. Dio odia il divorzio e odia anche chi copre le sue vesti di violenza, sia quella carnale come quella verbale. Facciamo attenzione a come ci comportiamo nella nostra relazione matrimoniale perché Dio ne è molto interessato. Onoriamo e portiamo gloria a Dio, come Lui vuole, nel non insozzare questa meravigliosa unione voluta dal Signore. In conclusione, il succo di questa faccenda è che se veramente vogliamo glorificare Dio, bisogna conoscere la Sua Parola e metterla in pratica come è scritta, senza adulterala in nessun dettaglio. E se alcuno toglie dalle parole del libro di questa profezia, Dio gli toglierà la sua parte dal libro della vita dalla santa città e dalle cose descritte in questo libro. (Apo 22:19) Epilogo: "Fare tutto per la Gloria di Dio", significa che tutte le cose che facciamo dobbiamo avere l’ottica che tutte quante abbiano il fine di onorare Dio e così facendo Lui viene Glorificato. Per ogni cosa che ci proponiamo di fare dobbiamo chiederci sempre: "in quale modo questa azione glorifica Dio?", Praticamente: Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20) Portare gloria a Dio nel riverirlo nella vitalità del Suo valore, che suscita santità e ubbidienza nella vita del credente. Prostratevi davanti all’Eterno nello splendore della sua SANTITÀ, tremate davanti a lui, o abitanti di tutta la terra. (Salmi 96:9) Se facciamo le cose per piacere o per paura degli uomini, non portiamo Gloria al Signore. Dobbiamo credere che la Bibbia è veramente l’immutabile Verbo di Dio, ed è la Bibbia che interpreta TUTTE le culture, non viceversa, Ricordiamoci che anche come ci vestiamo porta onore o disonore a Dio. Per questa ragione, vestiamoci decorosamente e modestamente, come si addice ai figlioli di Dio, Bisogna fare attenzione a come trattiamo il nostro consorte perché Dio ci tiene tanto al matrimonio, è cosa visiva, ed è simbolica del Matrimonio fra Cristo e la chiesa, e Lui odia il Divorzio, Informiamoci bene su quello che Dio dice nella Sua Parola e mettiamolo in pratica come c’è scritto, senza manipolazioni, guardando a quel giorno in cui anche noi saremo nella Sua Gloria e Splendore.
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