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Il Seminatore e i Terreni

“3 «Ascoltate! Ecco, il seminatore uscì a seminare. 4 Or avvenne che mentre seminava, una parte del seme cadde lungo la strada e gli uccelli del cielo vennero e la mangiarono. 5 Un’altra cadde in luoghi rocciosi dove non c’era molta terra e subito spuntò, perché non c’era un terreno profondo. 6 Ma quando si levò il sole fu riarsa; e poiché non aveva radice si seccò. 7 Un’altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. 8 Un’altra cadde in buona terra e portò frutto che crebbe, e si sviluppò tanto da rendere l’uno trenta, l’altro sessanta e l’altro cento». 9 Poi egli disse loro: «Chi ha orecchi da udire, oda!».” (Mar 4:3-9)


Chi è il seminatore?  Gesù cristo è il Maestro Seminatore e gli uomini che Lui commissiona a seminare la Semenza sono i Suoi sub - seminatori (Mar 16:15).  Chi è il Seme?  Il Seme è il Vangelo, la Buona Novella, la conoscenza alla Salvezza in Cristo, la SOLA rivelazione di Dio agli uomini Deu 29:29. TUTTO quello che sappiamo su Dio è quello che Lui ha scelto di rivelare di Se stesso nella Bibbia. Il Seme è "la Parola del Regno".

Brevemente questa parabola presenta i 4 terreni che rappresentano gli stati del cuore umano (l'essenza interna dell'uomo, l'ego umano).

  1. LA STRADA
    Questo terreno duro della strada rappresenta quelli che "sentono ma non capiscono" Mat 13:19. Questi sono quelli che hanno indurito i loro cuori ancora prima di sentire la Parola Mat 13:15. Gli "uccelli" rappresentano il 'maligno' (chiamato "il diavolo" in Luc 8:12) che afferrano il Seme (la Parola) dal cuore di quelli che hanno cuori induriti "accecati" da Satana al Vangelo 2Co 4:3,4.

  2. LUOGHI ROCCIOSI
    Questo terreno roccioso rappresenta colui che "sente la Parola e la riceve subito con gioia" Mat 13:20,  "però non ha radice in se stesso, dura solo un poco" Mat 13:21,  "ma quando le tribolazioni o persecuzioni arrivano per cagione della Parola, immediatamente inciampa" Mat 13:21.  Certi sentono e ricevono la Parola anche con grande gioia, ma sono senza radici, cioè non sono radicati nella Parola. Cosicché quando i guai appaiono non hanno resistenza e inciampando cadono. Qui impariamo che una ricezione emozionale senza forti fondamenta basata sulla Parola non abilita uno a resistere le tribolazioni e le persecuzioni. Queste persone sono quelle descritte in Ebr 6:4-8.

  3. TERRENO SPINOSO
    Questo campo di terreno corrotto rappresenta colui che "sente la Parola Mat 13:22", ma la cui abilità di produrre frutti e soffocata da: 

a. "Preoccupazioni di questo mondo" Mat 13:22

i. Non essere preparati Luc 21:34-36

ii. Ansietà Luc 12:29-32

b. "Inganno delle ricchezze" Mat 13:22

i. Il loro pericolo 1Ti 6:9-10

ii. Sentirsi autosufficienti - 1Ti 6:17

c. "Piaceri della vita" Luc 8:14

i. Deviare la nostra mente dalle cose dello Spirito  Gal 5:17

ii. Seminare nella carne rende impossibile mietere nello Spirito Gal 6:7

  1. IL BUON TERRENO
    Questo terreno è stato preparato da Dio e rappresenta chi "ode la Parola e la capisce, infatti egli porta frutta e produce" Mat 13:23.  Costui "sente e riceve la Parola con un cuore nobile e buono", E dopo, "la tiene e porta frutti con pazienza"  Luc 8:15.

a. Coloro con "un cuore nobile e buono" sono quelli che capiscono la Parola e la mantengono con pazienza, producendo frutti nelle loro vite, come i Bereani Att 17:11.

b. Gesù nel spiegare la parabola ai Suoi discepoli fece referenza in Mat 13:23 alla 'comprensione' come necessaria per "produrre buona frutta" e così fece Paolo in Col 1:5,6, e questa comprensione è solo data dall'alto, per rivelazione.

c. Ecco qualche buon frutto che un credente rigenerato porta avanti attraverso la sua nuova natura come prova e risultato della sua conversione:

i. Accattivare anime per Cristo  Rom 1:13

ii. Santità pratica Rom 6:22

iii. Condividere possessioni materiali  Rom 15:27

iv. Dimostrare il frutto dello Spirito Gal 5:22-23

v. Lavori buoni Col 1:10

vi. Glorifica e ringraziamenti a Dio Ebr 13:15

vii. Amare (Agape) i fratelli in Cristo 1Gi 3:14

d. Infine il credente rigenerato produce un incremento, cioè moltiplica se stesso secondo l'abilità che Dio gli ha dato, come per la parabola dei Talenti Mat 25:14-15. Su questo punto, la crescita di quello che uno ha seminato non è sempre visibile nella sua vita, ricordiamoci che è il Signore che da la crescita al Suo tempo giusto 1Co 3:6 e che questo è il Suo giardino, non il nostro.  La nostra missione è quella di seminare il Seme, il risultato è da Dio.

e. Noi dobbiamo esercitare le abilità che Dio ci ha dato 1Pi 4:10-11

I Discepoli, come sempre, non capirono la Parabola e chiesero a Gesù di spiegarla (Luc 8:9) e perché Egli parlava alla gente in parabole.  Egli diede una risposta interessante: “Ed egli, rispondendo, disse loro: «Perché a voi è dato di conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato.” (Mat 13:11)

MA questo non è molto Democratico, sicuramente i nostri moderni credenti griderebbero molto disgustati. Cari amici nel Regno di Dio NON esiste cosa come la Democrazia, nel Suo Regno Egli è il Supremo Dio Onnipotente e assoluto Governatore. Egli comanda e TUTTI obbediscono, molto volentieri.  Se trovate questa cosa offensiva, allora il Regno di Dio non è per voi.

Non soltanto Gesù disse questo ma aggiunse: “14 Cosi si adempie in loro la profezia d’Isaia, che dice: "Voi udirete ma non intenderete; guarderete ma non vedrete". 15 Perché il cuore di questo popolo è divenuto insensibile, essi sono diventati duri d’orecchi e hanno chiuso gli occhi, perché non vedano con gli occhi e non odano con gli orecchi, e non intendano col cuore e non si convertano, e io li guarisca” (Mat 13:14-15)

Le Parabole servono ad un doppio uso, per rivelare e per nascondere; per presentare "i misteri del Regno" a quelli che non sono nel numero degli eletti di Dio, che non sono nell'accordo di Grazia, e nemmeno fra i Discepoli di Cristo.  Ai Suoi Discepoli fu dato di conoscere queste verità.  Era importante per loro, visto che dovevano portare il vangelo da qualsiasi parte andavano, come è dato a noi oggi. A quelli che sono 'accecati' naturalmente non è necessario di sapere, inoltre i loro cuori naturali induriti non potrebbero capire comunque 1Co 2:14.

In questi versetti vediamo la Sovranità di Dio sulla Sua creazione, come spiegata chiaramente qui: “20 Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto così?». 21 Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore? 22 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione? 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria,” (Rom 9:20-23)

Gesù Cristo in questo testo elenca il metodo di Dio nel trattamento delle anime chiamate:

  1. Li porta a sentire e vedere,

  2. Dopo li fa capire e credere,

  3. In seguito li converte, li rinnova e cambia i loro cuori, dando loro una nuova attitudine,

  4. Poi  li guarisce, perdona i loro peccati, li dichiara giudizialmente Santificati e li fa coscienti di appartenere alla Sua Famiglia, lavorando la fede in loro dando loro un nuovo cuore con il quale si possono pentire dei loro peccati per camminare nei Suoi Statuti e tenere i Suoi giudizi e di farli Eze 36:26,27.  In essenza Egli Rigenera i loro cuori (l'essenza interna dell'uomo) a nuovo, portandoli ad una nascita Nuova.  Il tutto e da Dio, soltanto. 

Come si può riconoscere i Cristiani dai miscredenti?  I Cristiani genuini sono fruttiferi nel Regno e Ubbidienti ai Comandi di Dio.  Cristiani ipocriti non lo sono. 

Parole benedette del nostro Maestro:
“1  «Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo pota affinché ne porti ancora di più. 3 Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata. 4 Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. 5 Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto, 8 In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli,” (Gio 15:1-8)

Secondo questo passaggio, il credente genuino non solo porta molta frutta, ma dimora anche in Cristo.  Dimorare in Cristo è rimanere e vivere completamente attaccati a Lui, questo è solo possibile attraverso l'agenzia dello Spirito Santo.  Questo significa che un credente rigenerato non è in Cristo soltanto per una stagione, e poi via per un'altra stagione, e poi di nuovo in Cristo per un'atra stagione e così via. NO, il credente genuino rimane in Cristo per sempre (Rom 8:38,39). Quelli che rimangono in Cristo sono fruttuosi e manifestano il frutto dello Spirito: “22 Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. 23 Contro tali cose non vi è legge. 24 Ora quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze. 25 Se viviamo per lo Spirito, camminiamo altresì per lo Spirito,” (Gal 5:22-25)

Che cosa succede a quelli che apparentemente sono attaccati a Cristo per un po' di tempo ma sono senza frutti?  Il Padre li rimuove e li getta nel fuoco (Mat 7:19).

Quelli che appartengono a Cristo Gesù hanno lo loro carne crocifissa con le sue passioni e desideri. Questo significa che loro non vivono più per se stessi, ma vivono per Cristo come loro dimorano in Lui (Gal 2:20).  Producono frutta di comportamento che è associata con frutta di carattere. Il genuino credente non assomiglia al mondo (1Gi 2:15). Essi non sono "soldati di cioccolata".  Loro rimangono fedeli al loro Signore, in buona stagione e in cattiva, fino alla fine.  Come il vero credente matura, le fluttuazioni fra ubbidienza e disobbedienza diminuiscono sempre più. Più maturi diventiamo nella fede e più dimoriamo in Cristo e meno cerchiamo quello che il mondo offre, rinnovando la nostra mente (Rom 12:1-2).

Che tipo di terreno è il quarto?  E' il terreno buono preparato da Dio.  Esso rappresenta il credente che ode il vangelo e lo capisce perché il Signore gli ha aperto il cuore (Att 16:14). Egli è un credente genuino che produce molta frutta.  Come abbiamo visto solo quelli che rimangono in Cristo sono credenti genuini, e se rimangono in Cristo produrranno molta frutta nel Regno. 

Bisogna essere assolutamente chiari su questo punto, il "Terreno Buono" di questo credenti NON era stato generato da loro stessi o erano buoni in se stessi, MA fu DIO a crearlo, e Lui solo, che preparò il suolo selle loro vite nella rigenerazione dei loro cuori malvagi. Questi credenti non possono prendere nessun credito per quello perché erano morti in peccati e falli (Efe 2:1) e gente morta non può fare niente perché è morta. Fu Dio nei Suoi imperscrutabili decreti che sovranamente li vivificò in un terreno buono abile di ricevere il Seme del Vangelo di Cristo il Salvatore, benedetto sia Lui, per sempre e sempre.  E' dono di Dio (Efe 2:8), AMEN

La presentazione del messaggio del Vangelo da ubbidienti seminatori e quello a cui siamo chiamati, presentare indiscriminatamente, la crescita è per lo Spirito Santo che prepara il terreno del suolo buono come lo rigenera.  La Salvezza viene come Egli rigenera i cuori degli eletti come scelti da Dio. 

E' la condizione del terreno che fa la differenza, non come il seminatore pianta bene la semenza.  Infatti il seminatore può essere più che diligente in seminare sui gli altri tre terreni, ma niente di nato durerà. Sfortunatamente la tendenza delle Chiese odierne di ripiegarsi sui metodi moderni del mondo di marketing per "vendere" il Vangelo alla gente è un'altra indicazione che i nuovi "Leader Cristiani" si vergognano del Vangelo.  Essi sono più interessati coi numeri piuttosto che presentare il Vangelo nella potenza dello Spirito Santo, così come è. Essi lo diluiscono cosicché non ci sia una richiesta di pentimento dal peccato.  Essi producono grandi numeri di "convertiti", ma pochi veri credenti.  In verità, siamo in profonda decadenza, non solo spiritualmente ma anche moralmente e civilmente. 

Noi siamo chiamati a presentare il Vangelo (Il Seme) così come è senza preoccuparci dei numeri, la crescita è del Signore (1Co 3:6) e se Esso non è ricevuto (terreno gramo) noi semplicemente andiamo altrove (Luc 9:5) senza insistere sulla gente, Dio sa. Ricordiamoci che se anche qualcuno si trova adesso sul terreno duro o roccioso o spinoso, questo non significa che lo Spirito Santo non sta lavorando nei loro cuori lavorando il loro 'suolo' per eventualmente un giorno sentire e capire la verità della Parola del regno attraverso qualcun altro.  Dopo tutto era la che noi eravamo un tempo (1Co 6:9-11). 

Per concludere il punto della Parabola del Seminatore: La ricezione della Parola di Dio è determinata dalla condizione del cuore di un uomo, e la vera Salvezza è più che un superficiale, anche se gioioso, ascolto del Vangelo. La prova del sale è che quando qualcuno e veramente salvato da Dio egli proverà questa situazione con le sue azioni sopra un lungo periodo.

IN VERITÀ': «Chi ha orecchi da udire, oda!».