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Quanto Costa Essere Discepoli di Cristo?

  aymon de albatrus 


«Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. E chiunque non porta la sua croce e mi segue, non può essere mio discepolo. (Luca 14:26-27)


Cosa è un discepolo?
In generale uno che segue l’insegnamento di un’altro, uno che impara e mette in pratica questo insegnamento, uno che imita il maestro. Nel caso di un credente:

1. Imitatore di Dio,

2. Conforme all’immagine di Cristo, 2Co 3:18

3. Diventare come il Maestro,

4. Essere come Gesù in carattere, scopo e potere. Efe 4:13

Un discepolo di Cristo si può definire come uno che crede nella Sua dottrina, rimane sul Suo sacrificio, assorbe, assimila, beve e si satura del Suo Spirito, imita il Suo esempio e vive per fare le Sue opere.

Il discepolo è uno che si permea nel Maestro e diventa una copia del Maestro.

Come si diventa discepoli?
Normalmente è il Maestro che sceglie i discepoli, perché il discepolo non possa mai dire al Maestro. "io ti ho scelto" Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia. (Giovanni 15:16) dato che il Maestro è sempre superiore ai discepoli come Gesù stesso dichiara: Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo signore, (Matteo 10:24)

Vediamo che attorno a Gesù gravitavano tanti "discepoli" che lo seguivano e apparentemente vivevano come discepoli, ma appena le cose si misero complicate per la loro mentalità, lo abbandonarono prontamente e Gesù diede la cagione: e diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me se non gli è dato dal Padre mio». Da quel momento molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui (Giovanni 6:65-66) Avete forse voi conosciuto persone che si sono comportati proprio così? Inizialmente hanno dimostrato tanto fervore, ma poi seccarono perché il loro "suolo" era poco profondo.

Preghiamo il Signore che questo non sia il nostro caso.

Qui notiamo che la moltitudine di questi "discepoli" sembravano tali, ma solo in apparenza. Seguivano Gesù e sembravano assomigliare a veri discepoli per quanto riguardava il ricevere (cibo, benedizioni e ascoltare sermoni) ma quando Gesù comincia a parlare di impegno, dedicazione e di credere con fermezza nel Suo insegnamento cominciarono a traballare ed eventualmente se ne andarono, per sempre. Questi non erano discepoli veri. Gesù da la cagione per questo comportamento: "nessuno può venire a me se non gli è dato dal Padre" ecco dunque che nessuno può essere discepolo di Cristo se non gli viene dato dal Padre come Gesù aveva detto precedentemente: Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira, e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. (Giovanni 6:44) La parola qui tradotta "attira", nel Greco è: (trascinare, tirare, condurre, costringere con potenza interna e con irresistibile forza.) Questa è la definizione greca della parola, poi ognuno se la interpreti.

Qualche domenica fa abbiamo avuto Daniele Marzano che ci parlò sulla sua domanda: "Perché sono Cristiano" con speciale referenza a tutte le difficoltà che la vita cristiana comporta. Non so se aveva la risposta, mi sembra che non ce l’abbia data, ma essa si trova nei versetti precedenti. È Dio che fa i Cristiani, perché è impossibile camminare la vita cristiana senza il sostegno di Dio: i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:13)

E' Dio che fa i discepoli ed è per questo che siamo assolutamente certi che quello che Lui ha cominciato lo porterà anche alla perfetta conclusione: E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati, quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. (Romani 8:30 )

Vediamo la risposta dei veri discepoli a Gesù quando chiese loro: «Volete andarvene anche voi?». Loro risposero: E Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi ce ne andremo? Tu hai parole di vita eterna. E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E cosa rispose Gesù a questo: Gesù rispose loro: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo». (Giovanni 6:67-70)

Come furono chiamati i discepoli , gli Apostoli!

Da notare che quando Gesù chiamò gli Apostoli, essi smisero quello che facevano e IMMEDIATAMENTE lo seguirono:

18 ¶ Or Gesú, camminando lungo il mare della Galilea, vide due fratelli: Simone detto Pietro e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete nel mare, poiché erano pescatori; 19 e disse loro: «Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini». 20 Or essi, lasciate prontamente le reti, lo seguirono. (Matteo 4:18-20)

27 ¶ E, dopo queste cose, egli uscí e vide un pubblicano di nome Levi che sedeva al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». 28 Ed egli, lasciata ogni cosa, si alzò e lo seguì. (Luca 5:27-28)

 

ANDREA
Pescatore, aveva 33 anni quando chiamato, uno in più di Gesù. Era fratello di Pietro, con tre sorelle, a quel tempo non sposato. Il più anziano dei discepoli.

PIETRO
Pescatore, quando chiamato aveva 30 anni, e sposato con 3 figli.
Or Gesù, camminando lungo il mare della Galilea, vide due fratelli: Simone detto Pietro e Andrea suo fratello, i quali gettavano la rete nel mare, poiché erano pescatori; e disse loro: «Seguitemi e io vi farò pescatori di uomini». (Matteo 4:18-19)

 

GIACOMO Zebedeo
Pescatore, quando chiamato aveva 30 anni, e sposato con 4 figli.

GIOVANNI Zebedeo (l’amato del Signore)
Pescatore, quando chiamato aveva 24 anni e il più giovane degli apostoli e non sposato.
E, proseguendo il cammino, vide due altri fratelli: Giacomo, il figlio di Zebedeo e Giovanni suo fratello, nella barca con Zebedeo loro padre, i quali riassettavano le reti; e li chiamò. Ed essi, lasciata prontamente la barca e il padre loro, lo seguirono. (Matteo 4:21-22)

FILIPPO
Lavorava nel commercio del pesce, quando chiamato aveva 27 anni e appena sposato.
Il giorno seguente, Gesù desiderava partire per la Galilea; trovò Filippo e gli disse: «Seguimi». (Giovanni 1:43)

NATANAELE
Mercante, quando chiamato aveva 25 anni, e non sposato.
Gesù vide venirgli incontro Natanaele e disse di lui: «Ecco un vero Israelita, in cui non c’è inganno». (Giovanni 1:47)

MATTEO
Collettore di Tasse, aveva 31 anni, sposato con 4 figli.
Poi Gesù, passando oltre, vide un uomo che sedeva al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: «Seguimi!». Ed egli, alzatosi, lo segui. (Matteo 9:9)

TOMMASO
Carpentiere e poi pescatore, aveva 29 anni, sposato con 4 figli.

GIACOMO e JUDA Alfeus
Pescatori, erano gemelli, sposati con 3 e 2 figli rispettivamente.

SIMONE
Mercante, aveva 28 anni, non sposato.

JUDA Iscariota
Lavorava il pesce, aveva 30 anni e non sposato. Era il più educato scolasticamente.
Gesù rispose loro: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure uno di voi è un diavolo». (Giovanni 6:70)

Cosa facevano i discepoli?
Sicuramente lavoravano anche per sfamare le loro famiglie, ma per lo più si dedicavano a diffondere il Vangelo, chi verso l’India, altri verso la Turchia, Russia, l’Egitto, Grecia, Italia, Spagna, raggiando da Gerusalemme. Ma non inizialmente. Certi avevano il conforto della famiglia ma solo per brevi periodi. Con i figli cresciuti, la moglie accompagnava il marito. Il più attivo di tutti gli Apostoli era Paolo ma anche lui sentiva il bisogno di una famiglia. Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno una moglie, che sia una sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli, i fratelli del Signore e Cefa? (1 Corinzi 9:5)

Anche gli altri Apostoli si lamentarono con Gesù prima della loro conversione dallo Spirito Santo: E Pietro prese a dirgli: «Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito». (Marco 10:28). Ma Gesù rispose: Allora Gesù, rispondendo, disse: «Io vi dico in verità che non c’è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o padre o madre o moglie o figli o poderi per amor mio e dell’evangelo, che non riceva il centuplo ora, in questo tempo, in case, fratelli, sorelle madre, figli e poderi, insieme a persecuzioni e, nel secolo a venire, la vita eterna. (Marco 10:29-30)

Quali erano i diritti dei discepoli?
Nessuno perché non c’è "democrazia" nel discepolato
:

I discepoli di Cristo non hanno sindacati ne esiste democrazia nel Regno di Dio. Chi pensa di andare nel Regno dei Cieli e poter dire la sua, si sbaglia di grosso e sicuramente non ci entrerà perché il Regno è monarchia totale e sovrana. Non ci sono comitati in cielo, Dio comanda e si fa.

Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. (Matteo 16:24)

Se qualcuno mi vuole seguire: è normale che il discepolo segua il Maestro, si va dove il Maestro conduce, senza discussioni o controversie o riunioni di sodalizio. Se uno non può seguire il Maestro con umiltà e sottomissione, senza condizioni, uno non può essere Suo discepolo. Poi disse ad un altro: «Seguimi!». Ma quello rispose: «Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre». Gesù gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio». Ancora un altro gli disse: «Signore io ti seguirò, ma permettimi prima di congedarmi da quelli di casa mia». Gesù gli disse: «Nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». (Luca 9:59-62)

rinneghi se stesso ecco cosa distingue un vero discepolo di Cristo.

Il vero discepolo deve rinnegare tutto quello che è in lui: natura peccaminosa, irreligiosità, lussuria e sensualità del mondo, desiderio di essere primo, anche i piaceri e profitti di questo mondo se sono in competizione con Cristo. A chi piace lo sport, è meglio che si tolga questa smania adesso, perché può stare tranquillo che non ci sarà sport nel regno di Dio. Il vero discepolo rinnega i suoi desideri e non si aspetta nient’altro che biasimo, persecuzione, odio e morte in questo mondo, per amore del suo Signore, Maestro e Salvatore.

Gesù, nella Sua preghiera Sacerdotale ci avverte: Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo, come neppure io sono del mondo, (Giovanni 17:14) I discepoli di Cristo non hanno amore per il mondo ne per le cose in esso, perché sanno che : Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. (1 Giovanni 2:15) Se uno dice che è discepolo di Cristo ma è attratto fortemente al mondo e alle sue cose, sicuramente non è affatto seguace di Gesù.

prenda la sua croce: Ogni cristiano ha la sua croce di afflizione, di dolore e di vergogna, alla quale si deve sottomettere essendone appuntato, e portarla con rassegnazione totale alla volontà di Dio, in imitazione del suo Signore. Ognuno ha croce differente da portare, vediamo Paolo quanto ha sofferto per il Signore, la sua croce era più pesante di molte altre, 2Co 11:23-28. Billy Graham, il più grande evangelista moderno con riunioni all’aperto di milioni di persone una volta visitava un paese dei Balcani e dopo il meeting fu accompagnato dal sacerdote ortodosso alla macchina e appena uscito dall’edificio fu assalito dai giornalisti. Dopo, in macchina, il sacerdote disse a Billy: "So che ogni cristiano ha la sua croce da portare ma guardando alla tua vita di successo, famiglia perfetta, una bella casa in un posto idillico e tutto il resto, non riuscivo ad individuare la tua croce, adesso l’ho vista. Ogni croce è differente.

e mi segua: Il discepolo segue il Maestro, non di fianco, non davanti, ma dietro in umiltà e pazienza, pronto ad eseguire ogni Suo comando, passando attraverso ogni sofferenza e morte per avanzare il Regno e Gloria del Suo Maestro.

Come finirono i discepoli
ANDREA
Fu crocifisso in Patras Grecia, rimase sulla croce a forma di X due giorni prima di morire. Croce di San Andrea.

PIETRO
Si dice che fu crocifisso a Roma sotto Nerone nel 66 su una croce sotto sopra. Sua moglie fu data in pasto alle belve.

GIACOMO Zebedee
Giacomo fu decapitato da Erodo Agrippa I nel 44. Fu il primo dei dodici a soffrire il martirio.

GIOVANNI Zebedee
Morte naturale 102 anni, Fu buttato nell’olio bollente a Roma, ma non morì, esiliato a Patmos

FILIPPO
Anche lui fu crocifisso. Sua moglie lo supportò sino alla fine, inginocchiata sotto la sua croce nel 54.

NATANAELE Bartolomeo
Secondo la tradizione scuoiato a morte a Albanapolis in Armenia.

MATTEO
Martirizzato con un’alabarda nel 60 a Heliopolis o in Etiopia

TOMMASO
Martire, ucciso da freccia (o lancia) mentre in preghiera, in India.

GIACOMO Alfeus
Crocifisso in Egitto, o buttato sulle rocce da un pinnacolo.

JUDA Alfeus
Martire in Odessa nel 72

SIMONE il zelota
Crocifisso in Britannia nel 74.

JUDA Iscariota
Suicida

MATTIA (scelto dagli Apostoli per rimpiazzare Juda)
Lapidato a Gerusalemme, poi decapitato.

PAOLO - Decapitato a Roma nel 66 da Nerone.

LUCA – Impiccato ad un albero di ulivo, da sacerdoti Greci

MARCO – Trascinato a pezzi da cavalli in Alessandria.

Ritorniamo al nostro versetto base:
Se uno viene a me

Non solo in senso corporeo, ma specialmente spirituale. Non solo per sentirlo predicare, ma abbia ricevuto la chiamata e crede in Lui per la grazia, perdono, giustizia, vita e salvezza professando di essere Suo, sottomettendosi alle Sue ordinanze ed avendo desiderio di essere Suo discepolo.

e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita,
Gesù qua non si riferisce che bisogna odiare questi per essere Suoi discepoli, perché tutta la Parola dice di avere cura di questi, altrimenti si è peggio dei non credenti (1Ti 5:8) ed è contrario alla legge di Dio ed ai principi della natura. Ma bisogna che questi non siano preferiti a Cristo, ho amati più di Lui. Quello che dice e che questi affetti naturali quando paragonati all’amore e devozione a Cristo Gesù sembrerebbe odio in termini spirituali. Uno non deve odiare i Suoi, ma per il vero discepolo, Cristo è tutto in tutto e sopra tutti.

Infatti, questi ultimi devono essere rigettati con indignazione e risentimento se fossero sulla via dell’onore e interesse di Cristo e fossero a dissuadere dal Suo servizio a chi vuole diventare Suo discepolo. Tale discepolo deve essere pronto a dividersi dalle sue più care relazioni e amicizie, dalle più grandi gioie della vita quando Cristo chiama, altrimenti, dice Lui : non può essere mio discepolo

E ripete in altre parole: Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me. E chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. (Matteo 10:37-38)

Allora quanto costa?
La vita e tutto quello che abbiamo, che poi non è nostro 1Co 4:7.

Perché chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per causa mia, la salverà. (Luca 9:24)

Conclusione

  1. È Dio che fa i Cristiani, perché è impossibile camminare la vita cristiana senza il sostegno di Dio: i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:13)

  2. Un discepolo di Cristo crede fermamente nella Sua dottrina, rimane sul Suo sacrificio, assorbe, assimila, beve e si satura del Suo Spirito, imita il Suo esempio e vive per fare le Sue opere,

  3. Il discepolo di Cristo Gesù è uno che si permea nel Maestro e diventa una copia del Maestro,

  4. Il discepolo non è superiore al Maestro, e mette in pratica solo quello che il Maestro comanda,

  5. Il discepolo di Cristo non ha nessun diritto, ma quello che gli concede il Maestro,

  6. Se uno non è preparato a dare la sua vita e sacrificare tutto quello che gli è stato dato per il Regno di Cristo, egli non può essere Suo discepolo,

  7. Il Signore non chiede al discepolo più di quello che Lui a fatto, Ma Egli ci da conforto, coraggio e speranza: Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo». (Giovanni 16:33)     Amen e Amen