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Può Un Cristiano Rifiutare la Comunione del Signore?

  aymon de albatrus


Venne dunque a Simon Pietro. Ed egli gli disse: «Signore tu lavi i piedi a me?». Gesù rispose e gli disse: «Quello che io faccio, ora non lo comprendi, ma lo comprenderai dopo». Pietro gli disse: «Tu non mi laverai mai i piedi». Gesù gli rispose: «Se non ti lavo, non avrai nessuna parte con me». Simon Pietro gli disse: «Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo». Gesù gli disse: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno che di lavarsi i piedi ed è tutto mondo; anche voi siete mondi, ma non tutti». (Giovanni 13:6-10)


  1. Gesù impone il lavaggio dei piedi ai Suoi Discepoli,

  2. Pietro rifiuta questo vincolo perché pensa di non esserne degno,

  3. Gesù gli dice che se non accetta quest’imposizione, allora lui non a parte con Cristo,

  4. Allora Pietro, per non essere rigettato, chiede di essere lavato tutto,

  5. Gesù risponde che loro sono già mondi, Efe 1:3-5, eccetto i piedi. I piedi del cammino di tutti i giorni, del nostro comportamento che continuamente raccolgono sporcizia ed hanno bisogno di essere continuamente lavati col sangue di Cristo.

Come vediamo, Gesù non da scelta, ho accetti la sua imposizione o sei fuori. Chi non accetta la Sovranità del Signore su tutta la sua vita, non è Suo. Alle nostre menti moderne e democratiche questo è difficile da capire, tanto meno da accettarlo e in pratica impossibile metterlo in atto. Ma questo è il Regno di Dio, vediamo la preghiera che Gesù diede ai Suoi discepoli:  Ed egli disse loro: «Quando pregate, dite: "Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà sulla terra, come nel cielo. (Luca 11:2), e la Santa cena è il volere del Signore.

La carne è debole e Gesù stesso, a Getsemani, preso dalla debolezza della carne chiese al Signore, Suo Padre di non farlo passare dalla croce, la Sua angoscia fu così forte che sudò acqua e sangue: dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua». (Luca 22:42)

I veri credenti sono stati redenti ad alto prezzo: Voi siete stati comprati a prezzo, non diventate schiavi degli uomini. (1 Corinzi 7:23). La reale situazione è che si è schiavi di Dio o del maligno, non c’è altra scelta.

Paolo si considerava schiavo di Cristo: Paolo, servo di Gesù Cristo, chiamato ad essere apostolo, appartato per l’evangelo di Dio, (Romani 1:1). Il temine nell’originale per "servo" è Schiavo.

Infatti, cerco io ora di cattivarmi l’approvazione degli uomini o quella di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Infatti, se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servo di Cristo. (Galati 1:10) Purtroppo tante chiese moderne per paura di perdere numeri si appoggiano all'approvazione degli uomini.

In Filemone, Paolo si considera persino prigioniero: "Paolo, prigioniero di Gesù Cristo … (Filemone 1:1)

La parola tradotta Schiavo o Servo è nel greco, Doulos:

  • Schiavo, in condizioni servili, senza diritti,

  • Uno che si dà alla volontà di un’altro.

  • Uno usato da Cristo, per estendere ed avanzare la Sua causa fra gli uomini.

  • Uno devoto ad un altro, noncurante dei propri interessi

Comunque sia, è una situazione che uno non può decidere per se stesso.

Dopo la conversione, i veri credenti vivono in Cristo Gesù e non più per se stessi, ma sono schiavi del Signore: Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20)

Vediamo che la Comunione del Signore fu costituita da Gesù Cristo ed imposta ai discepoli che la ricevettero di buon cuore, quella stessa sera del lavaggio dei piedi
e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Prendete, mangiate; questo è il mio corpo che è spezzato per voi; fate questo in memoria di me». Parimenti, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo ogni volta che ne bevete in memoria di me». Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga. (1 Corinzi 11:24-26)

Da notare due cose:
1. Gesù non prese il pane ne il vino, perché questi due elementi erano per i discepoli, che sono il suo mistico corpo ed il suo mistico sangue, e

2. Nella chiesa Cattolica la comunione consiste nell’ostia e nel vino che quando il prete comanda la transustanziazione di questi elementi, si dice, diventano il vero corpo e il vero sangue di Gesù, così insegnano. Sarebbe a dire che il prete comanda Gesù (Dio) di scendere dal cielo ed entrate nei simboli rifacendo il sacrificio della croce. Ma quando Gesù istituì la Santa Cena, Egli era vivo e vegeto di fianco ai discepoli, e non nel pane ne nel vino. Perciò ne il pane e ne il vino possono essere letteralmente il Suo corpo e il Suo sangue, ma sono cibo mistico.

Quale era il motivo della Comunione? Gesù stesso lo dice chiaramente:

Poiché ogni volta che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore, finché egli venga

  • Annunziare la morte del Signore, e

  • Aspettare il Suo ritorno in fede.

Annunziare la Morte del Signore ha tante implicazioni:

  1. Prima di tutto che c’è un Signore,

  2. Un Signore che è vissuto veramente ed è morto,

  3. Un Signore che è risorto perché tornerà,

  4. Un Signore che ha vinto la morte ed è perciò Dio,

  5. È la nostra speranza di risuscitare con Lui perché siamo Suoi credenti e discepoli,

  6. Noi celebriamo (come comandato) la Sua morte, non la Sua nascita perché la potenza è nella Sua morte per noi, non nella Sua nascita, che Lui non ha chiesto.  Purtroppo tanti cristiani si sono fatti sedurre dal mondo corrotto dal maligno e festeggiano la Sua nascita,

  7. Chi partecipa nella sua morte testimonia che il Signore è, di fatto, il suo Signore,

  8. Questo ci collega con il Suo altro comandamento, quello del battesimo: Noi dunque siamo stati sepolti con lui per mezzo del battesimo nella morte affinché, come Cristo è risuscitato dai morti per la gloria del Padre, così anche noi similmente camminiamo in novità di vita. (Romani 6:4)

  9. Per questo non siamo più noi che viviamo, Col 2:20, ma è Cristo che vive in noi.

Aspettare il Suo ritorno in fede:

  1. Aspettiamo in Suo ritorno perché crediamo nelle Sue parole ed abbiamo il Suo Spirito,

  2. Aspettiamo il Suo ritorno perché desideriamo fortemente essere con Lui,

  3. Aspettiamo il Suo ritorno perché così ci ha comandato,

  4. Aspettiamo il Suo ritorno perché questa è l’evidenza della nostra salvezza, in Lui.

Guardiamo dunque come la chiesa primitiva implementò questo comando del Signore:

Luca ci dice che sin dai primi giorni della Chiesa si celebrava la Comunione: Essi erano perseveranti nel seguire l’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere. (Atti 2:42) (rompendo il pane è sinonimo della Comunione).

Di nuovo Luca si riferisce "al primo giorno della settimana (domenica)", questo prova che la chiesa primitiva amministrava la Comunione almeno una volta alla settimana: Il primo giorno della settimana, essendosi i discepoli radunati per rompere il pane ........ (Atti 20:7)

Da notare che Luca qui descrive la ragione del servizio Domenicale "radunati per rompere il pane". Certo ci saranno state altre attività, come Paolo che predicò fino a mezzanotte, ma dire che la Chiesa si radunava Domenica per il servizio è come dire che la chiesa si raduna per celebrare la Santa Cena, che era la centralità del culto, come dovrebbe essere il nostro.

In Atti 2:46 leggiamo: E perseveravano con una sola mente tutti i giorni nel tempio e rompendo il pane di casa in casa, prendevano il cibo insieme con gioia e semplicità di cuore, vediamo che partecipavano assieme con gioia e semplicità di cuore alla Santa cena, tutti i giorni.

Calvino dice:
Il Sacramento della Santa cena deve essere celebrato decorosamente e frequentemente, almeno una volta alla settimana. Settimanalmente, almeno, la Tavola del Signore deve essere preparata nella compagnia di Cristiani e le Sue promesse dichiarate, sulle quali ci possiamo cibare spiritualmente.
L’usanza di fare la Comunione ogni anno è sicuramente una invenzione del Diavolo.

Lutero dice:
Chi dichiara di essere Cristiano è preparato a ricevere la Comunione frequentemente. Si capisca che coloro che si astengono o si assentano dal Sacramento della Santa Cena per lunghi periodi sono da considerarsi non Cristiani.

Ho notato che in tante chiese ci sono certi che si astengono dal prendere la Comunione avendo ricevuto insegnamento erroneo su Matteo 5:23-24 Se tu dunque stai per presentare la tua offerta all’altare, e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualcosa contro di te, lascia lì la tua offerta davanti all’altare e va’ prima a riconciliarti con tuo fratello; poi torna e presenta la tua offerta.

Notiamo i punti:

  1. Un credente sta per portare un’offerta all’altare,

  2. Si ricorda del problema che ha con un fratello,

  3. Il Signore comanda di lasciare l’offerta davanti all’altare e di prima riconciliarsi col fratello,

  4. E poi ritornare a presentare l’offerta.

Ma ha questo qualcosa a che fare con la Comunione? Quando andiamo a Comunione, portiamo un’offerta? Io dico di no! Piuttosto il regalo (l’offerta) è quella che Gesù fa a noi, Suoi discepoli. É Lui il regalo, noi non portiamo offerta. Quanta confusione ha causato quest’interpretazione errata.

I versetti di Mat 5:23,24 non hanno niente a che vedere con la Comunione.

Certo bisogna prendere la Comunione in serietà e ringraziamento ma se pensiamo che prima bisogna esserne degni, per dire puri, allora amico mio nessuno mai prenderà la Santa Cena. Da ricordarsi che la Comunione ha similitudine con il lavaggio dei piedi di Gesù ed è un comando. Nessun credente si può rifiutare di prendere la Comunione per qualche ragione da lui reputata giusta e importante.

L’ammonizione in: 1 Corinzi 11:27 Perciò chiunque mangia di questo pane o beve del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole del corpo e del sangue del Signore.

1 Corinzi 11:29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. Si riferisce al non saper distinguere il calice ed il pane del Signore dal mangiare comune, dato che la Cena del Signore ed il normale cibo anticamente erano presi assieme, come fece Gesù con i suoi Apostoli. Quella sera Gesù prese il comune vino ed il comune pane, ma li santificò particolarmente e ne fece una cerimonia sigillante e redente della sua morte. Qui Paolo si riferisce al non discernere il pane ed il vino come i simboli del corpo e del sangue di Cristo, sparsi per noi, ma di prenderli irriverentemente come parte del mangiare della festa. Per questo c’è punizione corporale, mancare di rispetto al lavoro Santo di Gesù.

Da ricordarsi che è Gesù che ci ha fatto il regalo della Santa Cena (che poi equivale alla salvezza) e noi, come schiavi Suoi, non possiamo rifiutarla, altrimenti non abbiamo parte di Lui, come il lavaggio dei piedi. Certamente un Cristiano che rifiuta la Santa cena (per qualsiasi ragione) è ribelle verso il Signore che ha dato la Sua vita per lui ed offende in modo grave Cristo Gesù. Rifiutare quello che Dio ci da è sicuramente un’offesa verso di Lui, se non un peccato.

Un Cristiano che decide di non partecipare alla Comunione per ragioni che delibera lui stesso, si esclude dal Corpo di Gesù e certamente non è in una posizione di rifiutare un comando del Signore.

Conclusione:

  1. Il vero credente Cristiano non può rifiutare la Santa Cena perché è un comando del Signore e poi lui stesso è stato acquistato a caro prezzo, perciò appartiene al Signore e come schiavo del Signore non sta a lui di decidere se prenderla o no. Il comando è: "fate questo ogni volta..", senza condizioni.

  2. Se un credente non partecipa alla Santa Cena non ha parte del Signore,

  3. In nessun modo un credente può essere degno di partecipare alla Santa cena per merito suo, Gesù lo ha già redento (reso mondo) per grazia e lo ha reso meritevole di partecipare alla SUA cena, nient’altro è richiesto,

  4. Chi trova scuse per non partecipare (anche apparentemente plausibili), è ribelle e offende e rigetta Gesù, ed è in pericolo di non essere un credente vero,

  5. La Comunione va presa il più frequente possibile (almeno settimanalmente) per così dichiarare il più possibile la Sua morte e il Suo imminente ritorno,

  6. La Comunione va presa decorosamente, distinguendo il corpo ed il sangue di Gesù,

  7. I bambini che sanno discernere il corpo ed il sangue di Gesù possono partecipare alla Comunione, perché Gesù disse: «Lasciate i piccoli fanciulli venire a me, perché di tali è il regno dei cieli». (Matteo 19:14)