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PREORDINAZIONE"3 Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesù Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, 6 a lode della gloria della sua grazia mediante la quale egli ci ha grandemente favoriti nell’amato suo Figlio, 7 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati secondo le ricchezze della sua grazia, 8 che egli ha fatto abbondare verso di noi con ogni sapienza e intelligenza, 9 facendoci conoscere il mistero della sua volontà secondo il suo beneplacito che egli aveva determinato in se stesso, 10 per raccogliere nella dispensazione del compimento dei tempi sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose, tanto quelle che sono nei cieli come quelle che sono sulla terra. 11 In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà," (Efe 1:3-11) "Udite queste cose, essi si calmarono e glorificavano Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche ai gentili per ottenere la vita!»." (Att 11:18) "I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero." (Att 13:48) "i quali non sono nati da sangue né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio." (Gio 1:13) aymon de albatrus Non c’è nulla di più aggravante al cuore umano che la nozione che Dio interferisca nella sua vita. Ma i fatti sono semplicemente questi: quale umano ha chiesto di essere nato? E chi di essere nato uomo o donna? E chi di quale razza? E chi povero o ricco? Intelligente o scemo? E quale uomo ha chiesto di come, e di quando morire? La verità è che: : "Ora vedete che io, io sono Lui, e che non vi è altro DIO accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e non vi è nessuno che possa liberare dalla mia mano." (Deu 32:39) È Dio che ha deciso di crearci come ha voluto, di Sua iniziativa, e di tenerci in vita e di chiamare i Suoi al momento opportuno, è Lui che ha deciso e attuato tutto. Egli è il tutto in Tutto. Ma l’uomo ribelle vuole essere il Capitano dell’anima che Dio gli ha dato e si è inventato la nozione del "libero arbitrio" che vorrebbe dire che è lui, piccolo essere puzzolente che decide su quello che gli è stato dato, quando l’evidenza è chiaramente che questa nozione è pura fantasia. "Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?" (1Co 4:7) E così l’uomo ribelle si illude di essere lui che decide di essere salvato quando vuole e secondo il suo volere. La verità invece è: "Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che ricerchi Dio." (Rom 3:11) E se nessuno cerca Dio come può essere salvato di suo "libero arbitrio" ?? dato che è Dio che salva, e non l’uomo. Un famoso teologo Puritano, John Owen, mise assieme un ragionamento così limpido e razionale che non si può confutare: Per chi morì Gesù Cristo? Il Padre impose la Sua collera dovuta, ed il Figlio ricevette la punizione per:
Si può dunque dire:
Dai versetti base sopra è assolutamente trasparente che:
Ci può essere qualcosa di più chiaro di questa stupenda Salvezza per Grazia. La Parola ci dice che fra i tanti attributi assoluti di Dio, Egli è: Onnipotente: può fare assolutamente TUTTO quello che vuole, senza alcun limite, Onnipresente: l’Universo degli Universi non lo contiene, Egli è ovunque, niente nascosto, Onnisciente: Egli conosce tutti i più intimi dettagli di tutto, dall’inizio alla fine. Soltanto questi 3 attributi rendono tutte le cose che accadono nel tempo assolutamente predestinate. Dio non è trattenuto dal tempo, Egli è nel tempo ed è fuori del tempo, senza limitazione alcuna. Siamo noi che viviamo nel tempo. Una analogia per spiegare il concetto del tempo è nel considerare la bobina di un film. La pellicola consiste di migliaia di singole fotografie dove fra una foto e l’altra c’è una piccola differenza e se queste fotografie si proiettano ad una certa velocità l’impressione risultante è quella di movimento ed azione. Dunque è come se noi viaggiassimo nel tempo muovendoci fra un fotogramma e l’altro e siamo coscienti del cambiamento come viaggiamo nella pellicola, senza però sapere per niente quello che succederà fra altre centinaia di fotogrammi e questo è il tempo per noi. Ma per Dio non è così, egli vede tutto il film come se fosse completamente esteso, srotolato, vale a dire che vede l’inizio e la fine, e tutto il resto allo stesso tempo. Si può affermare che Lui vive in un eterno "Adesso". Ora questo "film" ha la lunghezza di quanto il tempo esisterà, diciamo migliaia d’anni. Dio "vide" questo film, nella sua completezza, ancor prima della Creazione, per via della Sua Onniscienza e dei Suoi decreti, prima che il tempo fosse e niente esisteva ancora. Una volta che questo "film" fu messo in moto, (cioè, la creazione e il tempo) nulla può cambiare perché se cambia allora Dio non vide né decretò prima dell’inizio il cambiamento, ovvero Egli vide qualcosa che poi non si avverrò o cambiò dovuto alla creatura da quello che Lui "vide" e questo riduce i Suoi basilari attributi: Onnipotenza, Onnipresenza e Onniscienza a nulla, di conseguenza Egli non sarebbe più Dio, per definizione. L’inevitabile conclusione è che tutto è predestinato e immutabile se Dio è Dio, come definito per essere Dio. Questo però non toglie le "libere" azioni degli uomini dato che loro ne sono responsabili. Un’altra semplice analogia per capire il concetto è quella di considerare una serie infinita di domino (effetto a catena) dove da un’azione segue una serie di altre azioni e così via. Il concetto è questo: nel principio Dio era solo e decise di creare quello che voleva creare per Suo piacere: L’Universo, le Galassie, le Stelle, i Mondi, l’Uomo e tutto il resto, dal nulla. Lui aveva davanti a Sé una infinita possibilità di scelte e decise di dare vita a quella in cui viviamo. Non c'è niente di creato che Lui non abbia creato. Tutto quello che esiste, Lui ha creato. Questo fa di Lui l'assoluto Possessore, Sovrano e Governatore di tutto quello che ha creato, e non esiste alcun altro Dio fuori di Lui. Questa, adesso certezza, ha intrecciato con il volere di Dio tutte le volontarie azioni dell'essere umano, buone e cattive, tutte, che Lui decretò che fossero. Una azione tira l’altra e cosi avanti. Quando Dio decise di dare vita a questa "possibilità" vide tutti i dettagli dall’inizio alla fine, questi erano conosciuti a Lui prima ancora che Lui li creasse e perciò tutto è fisso nel tempo e spazio, e nessun dettaglio può cambiare come ogni avvenimento si sussegue all’altro. Questa predestinata realtà ha incluso tutte le azioni "libere" dell’uomo e quelle di Dio come la salvezza degli eletti, tutte le esortazioni, tutte le minacce, tutte le benedizioni, niente è lasciato fuori o al caso. In questo sistema l’uomo è responsabile delle sue azioni perché le ha compiute lui senza forzatura da Dio, ma allo stesso tempo tutto quello che succede in questa realtà è perfettamente coerente con quello che Dio vuole perché Lui conosce tutto dal principio alla fine, dato che lo ha anche decretato, noi no. Un esempio di questo principio si legge nel famoso passaggio: "Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento." (Rom 8:28) Nella nostra vita tante cose succedono che sembrano male, eppure qui dice che tutte le cose cooperano per il bene dei Suoi, anche quelle che ci sembrano cattive. Per esempio, Hitler è esistito per volere di Dio, se Dio non la avesse voluto quest’uomo satanico non sarebbe esistito. Eppure quest’uomo malefico e le sue azioni malvage, nell’infinita conoscenza e saggezza di Dio, hanno cooperato, in qualche modo, al bene dei Suoi. La conclusione, senza timore di smentita, è che indipendentemente se uno abbia una visione Calvinista o Arminiana della creazione di Dio, l’inamovibile verità è che tutto è preordinato, o predestinato, secondo quello che Dio a prestabilito prima della fondazione del mondo, e non può cambiare da quello che Dio ha "visto" e decretato, altrimenti la definizione di Dio cade. In questa Sua Creazione Dio è intervenuto a Suo beneplacito, e fa nascere vivere e morire gli uomini a Suo piacimento, inoltre dà la salvezza in Cristo a chi vuole e non per ragioni trovate nella creatura, ma per ragioni Sue a noi sconosciute: "Le cose occulte appartengono all’Eterno, il nostro DIO, ma le cose rivelate sono per noi e per i nostri figli per sempre, perché mettiamo in pratica tutte le parole di questa legge»." (Deu 29:29) La salvezza è per Grazia, è un dono di Dio che non si può ottenere per opere perché nessuno possa gloriarsi davanti a Dio. Ma gli uomini fanno di tutto per cavillare il punto della tanta amata nozione del "libero arbitrio" che si può facilmente equiparare a – ribellione. Uno dei famosi versetti che loro portano avanti come evidenza inespugnabile è: "Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento." (2Pi 3:9) Loro si attaccano alla frase "non volendo che alcuno perisca" dicendo: "vedi Dio non vuole che nessuno perisca", ma a chi si riferisce, chi è il soggetto?? Eccolo: "ma è paziente verso di noi" e chi è "noi"? Ce lo dice Pietro stesso all’inizio della lettera: "Simon Pietro, servo e apostolo di Gesù Cristo, a coloro che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo:" (2Pi 1:1) Il soggetto ‘NOI’ sono tutti gli eletti, "coloro che hanno ricevuto una fede preziosa quanto la nostra", ovvero la salvezza. Non si riferisce a tutti gli umani indistintamente, ma specificamente a coloro che sono stati chiamati da Lui e hanno ricevuto da Lui un cuore nuovo, (Eze 36:26,27) ovvero la nuova nascita e di questi Egli non vuole che nessuno si perda ma che vengano al ravvedimento, cioè la salvezza (e cosi sarà). Vediamo la stessa chiamata in: "Pietro, apostolo di Gesù Cristo, agli eletti che risiedono come stranieri, dispersi nel Ponto, nella Galazia, nella Cappadocia, nell’Asia e nella Bitinia," (1Pi 1:1) dove Pietro indirizza la lettera agli ELETTI e non a tutto il mondo, perciò il "noi" sono gli eletti alla vita eterna, come evidenziato dal nostro versetto base: …………….. e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero." (Att 13:48) Un altro versetto molto caro ai proponenti del "libero arbitrio" è il seguente: "Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!" (Mat 23:37) Loro vedono in questo Gesù tutto rattristato perché voleva dare loro la Salvezza eterna ma loro l’hanno rifiutata. Qui Gesù non parla come Dio ma secondo la Sua natura umana e vediamo esempio di questo in: "dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua»." (Luc 22:42) Chiaramente qui Gesù prega secondo la Sua natura umana, in fatti non può essere secondo la Sua natura divina perché già avrebbe saputo come sarebbe andata e poi Dio non ha bisogno di pregare l’aiuto di uno superiore perché non c’è nessuno sopra di Lui. Questa preghiera di Gesù uomo non è contro il volere divino, ma subordinata, non sempre in linea con quello e non sempre esaudita. Il volere di Dio è sempre compiuto, SEMPRE: "…… Chi può infatti resistere alla sua volontà?»." (Rom 9:19) Il Suo volere non può essere frustrato, ostacolato e fatto nullo, Egli fa tutto quello che vuole: "Ma il nostro DIO è nei cieli e fa tutto ciò che gli piace." (Sal 115:3; 135:6) Ma il volere qui di Cristo è inteso come quello umano di salvare i Giudei dalle calamità che presto verranno sulla città e non una referenza alla Salvezza, come il versetto successivo suggerisce: "Ecco, la vostra casa vi è lasciata deserta." (Mat 23:38) Infatti tutto il capitolo 23 è una condanna delle pratiche malvage di quel popolo. Gesù qui parla come parlerebbe un uomo sulla terra viaggiando attraverso Gerusalemme e dei suoi affetti come uomo, che li avrebbe salvati tutti, ma loro non volevano. Il volere divino è continuo, invariabile e immutabile, è sempre lo stesso, non comincia mai né cessa di essere, e una espressione come: "Quante volte ho voluto raccogliere" non è applicabile ad esso, perciò queste parole non contraddicono l’assoluta Sovranità di Dio. Il versetto non è prova che gli uomini possono resistere il volere e la grazia di Dio ma che Gesù dalla Sua compassione umana per i Giudei li avrebbe raccolti sotto il Suo ministero, come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, li avrebbe protetti dall’imminente giudizio fisico, che, infatti, cadde su di loro, ma i loro governanti non lo permisero. Questo versetto, così spesso citato da loro, non ha niente a che fare con la dottrina di elezione, riprovazione, redenzione grazia efficace nella Salvezza e nemmeno con la potenza del "libero arbitrio". Un altro passaggio che viene usato come prova assoluta per il "libero arbitrio" è il seguente: "15 Vedi, io pongo oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; 16 perciò oggi io ti comando di amare l’Eterno, il tuo DIO, di camminare nelle sue vie, di osservare i suoi comandamenti, i suoi statuti e i suoi decreti, affinché tu viva e ti moltiplichi; e l’Eterno, il tuo DIO, ti benedirà nel paese che stai per andare ad occupare. 17 Ma se il tuo cuore si volge altrove, e se tu non ubbidisci e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi e a servirli, 18 io vi dichiaro oggi che certamente perirete, che non prolungherete i vostri giorni nel paese, che state per entrare ad occupare, attraversando il Giordano. 19 Io prendo oggi a testimoni contro di voi il cielo e la terra, che io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché possa vivere, tu e i tuoi discendenti, 20 e possa amare l’Eterno, il tuo DIO, ubbidire alla sua voce e tenerti stretto a lui, poiché egli è la tua vita e la lunghezza dei tuoi giorni, affinché tu possa abitare nel paese che l’Eterno giurò di dare ai tuoi padri, ad Abrahamo, Isacco e Giacobbe»." (Deu 30:15-20) In discussione qui sono le opere terrene, non le cose spirituali. Essi prendono le parole di Mosè: io ti ho posto davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché possa vivere come referenza alla Salvezza eterna in Paradiso, ma il tono di tutto questo passaggio è riferito alla possessione della terra promessa e di come comportarsi per avere un lunga e piacevole vita su quella terra di Canaan. In effetti Mosè dice: "guardatevi di amare Dio e di camminare nelle Sue vie, e se farete questo egli vi benedirà nel paese che state per entrare, ma se vi volgerete ad altri dei e li servirete sicuramente perirete e non avrete vita facile, scegliete dunque cosa volete fare, vivere nella benedizione del Signore o vivere sotto la Sua maledizione, avete davanti la vita e la morte naturale, scegliete la vita". Mosè li mise davanti alle conseguenze dell’obbedienza e della disobbedienza alla Legge di Dio, sarebbe a dire; lunga vita e benedizioni nella terra di Canaan a quelli che obbediscono, morte di diversa sorte e spaventose maledizioni ai disubbidienti, come si vede altrove in questo capitolo (cosa che poi successe ripetutamente). Suggerendo di scegliere la vita, cioè obbedienza a Dio, cosicché loro e la loro stirpe viva in conforto e felici, in pace e sicurezza e costantemente anche nel lungo futuro nella terra di Canaan. Niente a che vedere con il "libero arbitrio" per la Salvezza. Altre referenze molto care ai proponenti del "libero arbitrio": “Io infatti non provo alcun piacere nella morte di chi muore», dice il Signore, l’Eterno. «Convertitevi dunque e vivrete».” (Eze 18:32 ) (Eze 33:11) Le referenze qua sono alla vita naturale, non all salvezza perché dice: "morte" e "vivere", e sappiamo che l'anima è immortale. Inoltre non è da interpretare semplicemente e assolutamente, e con rispetto a tutte le persone afflitte e punite da Lui; perché Egli si compiace nell'esercizio di "giudizio" e "giustizia", e "ride" delle "calamità" degli uomini malvagi: “Ma chi si gloria si glori di questo: di aver senno e di conoscere me, che sono l’Eterno, che esercita la benignità, il diritto e la giustizia sulla terra; poiché mi compiaccio in queste cose», dice l’Eterno.” (Ger 9:24) “anch’io riderò della vostra sventura, mi farò beffe quando verrà ciò che temete,” (Pro 1:26 Ma comparativamente come in: “Con le loro greggi e con le loro mandrie andranno in cerca dell’Eterno, ma non lo troveranno; egli si è ritirato da loro.” (Ose 5:6) Il senso è che Lui non prende piacere nelle afflizioni naturali, calamità e prigionia degli uomini, che è significata come morte qua, ma piuttosto che essi si pentano e si riformino e che vivano nella loro terra, e che gioiscano delle buone cose in essa; che dimostra la misericordia e compassione di Dio per i peccatori. E rinnova la Sua esortazione, "Convertitevi dunque e vivrete" che significa: "non prendo nessun piacere nella vostra morte e prigionia; sarebbe più gradevole a me se vi voltaste dalle vostre malvage vie verso il Signore vostro Dio e vi comportaste secondo le leggi che vi ho date per camminare in esse, e che così viviate nella vostra terra, nella pacifica possessione dei vostri bene e proprietà." Il contesto qui è più simile all'esortazione ai bambini di essere bravi con i loro genitori e così di vivere un vita lunga e contenta su questa terra piuttosto che con la salvezza spirituale. “1 ¶ Figli, ubbidite nel Signore ai vostri genitori, perché ciò è giusto. 2 «Onora tuo padre e tua madre», questo è il primo comandamento con promessa, 3 «affinché tu stia bene e abbia lunga vita sopra la terra».” (Efe 6:1-3) “Onorerai tuo padre e tua madre, come l’Eterno, il tuo DIO, ti ha comandato, affinché i tuoi giorni siano lunghi ed abbia prosperità sulla terra che l’Eterno, il tuo DIO, ti dà.” (Deu 5:16) (Eso 20:12) L’accusa viene fatta: "il dio della predestinazione è crudele perché crea certi uomini per poi mandarli all’Inferno" Ma la risposta è pronta: "allora cosa dire del dio del ‘libero arbitrio’ che crea uomini che sa già che Lo rigetteranno e andranno all’Inferno?" La verità è che nessuno sa i proponimenti di Dio e per quale ragione ha voluto la Creazione, ma sappiamo che Dio è benevolente verso il Suo creato e nessuno che va all’inferno si può lamentare perché la condanna è giusta e interamente dovuta ai propri peccati. Ma sappiamo la sequenza degli eventi, ed è questa:
La logica e razionale conclusione a tutto questo discorso e che tutto è preordinato in Dio, da Dio e per Dio.
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