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Matrimonio – Divorzio - Matrimonio

by aymon de albatrus


1. Ignorate, fratelli (perché parlo a persone che hanno conoscenza della legge), che la legge ha potere sull’uomo per tutto il tempo che egli vive? 2 Infatti una donna sposata è per legge legata al marito finché egli vive, ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge del marito. 3 Perciò, se mentre vive il marito ella diventa moglie di un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma quando il marito muore, ella è liberata da quella legge, per cui non è considerata adultera se diventa moglie di un altro uomo. (Romani 7:1-3)

La moglie è vincolata per legge per tutto il tempo che vive suo marito; ma se il marito muore, essa è libera di maritarsi a chi vuole, purché nel Signore. (1 Corinzi 7:39)

31 E’ stato pure detto: "Chiunque ripudia la propria moglie, le dia l’atto del divorzio". 32 Ma io vi dico: Chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, la fa essere adultera e chiunque sposa una donna ripudiata commette adulterio. (Matteo 5:31-32)

Se il non credente si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace. (1 Corinzi 7:15)


Matrimonio e Divorzio, sono soggetti molto difficile da trattare e quando lo si fa, suscitano molta emotività.

Ogni caso ha le sue particolarità, ed è saggio trattare ognuno d'essi individualmente. Quello che rende le cose ancora più difficili è che ci sono tante differenti interpretazioni sull'argomento, anche fra i credenti. Inoltre la gravità della situazione nei giorni nostri è che la chiesa si è adattata alle vie del mondo, e in effetti, spesso non c’è più distinzione fra quello che predica la chiesa e quello che dice il mondo. Siamo in quei giorni che la Bibbia paragona a quelli prima del diluvio: Le persone mangiavano, bevevano, si ammogliavano e si maritavano, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio e li fece perire tutti. (Luca 17:27)

In questo messaggio mi atterrò strettamente a quello che credo sia Biblico, come sempre, sperando che non susciti contese. Sono convinto che il Signore mi abbia dato un poco di "apostolato" ed è meglio per me vivere secondo quello che credo di aver ricevuto, il Signore mi aiuti.

Per capire bene una cosa bisogna sempre andare alla sorgente. Rom 7:1-3 è nel contesto del rapporto fra Legge con l'uomo, e per fare un esempio pratico, Paolo prende qualcosa di reale e conosciuto da tutti, la relazione fra uomo e donna.  Il principio è poi ripetuto in 1Co 7:39 e perciò non si può negare né rigettare. 

  • Prima di tutto bisogna riconoscere che il Matrimonio è stato costituito da Dio, il Creatore, come una stretta relazione fra un uomo ed una donna, non uomo-uomo o donna-donna, come è già legalizzato in questi tempi malvagi in cui viviamo, il Signore abbia pietà di noi.

  • In secondo luogo la donna esiste in funzione dell’uomo: Poi l’Eterno DIO disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui». (Genesi 2:18). La parola nell’Ebreo è: ezer "aiuto, uno che aiuta, un supporto", che non è superiore ne uguale ma un aiuto adatto.

  • Perciò la donna è stata fatta per il bisogno dell’uomo e non viceversa: 8 perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9 anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. (1 Corinzi 11:8-9) Nei nostri giorni assistiamo un ribaltamento dei ruoli.

  • Ora che comprendiamo questo, intendiamo anche il versetto sopra dove si dice: "Infatti una donna sposata è per legge legata (vincolata) al marito finché egli vive". Come vediamo anche nel Decimo Comandamento dove Dio elenca la moglie fra le proprietà del marito.

  • Dio ha fatto la donna per il bisogno dell’uomo ed ha provveduto il matrimonio come unione stabile dove si possa tirare su figli legittimi. Nel matrimonio di un uomo ed una donna i due diventano uno e quell’unione è intesa per la vita.  Anche se i due sono uno, nel matrimonio c’è un ordine di gerarchia simile a quello del Padre con il Figlio, che sono Uno: Voglio però che sappiate che il capo di ogni uomo è Cristo, il capo della donna è l’uomo e il capo di Cristo è Dio. (1 Corinzi 11:3)

L’unione matrimoniale è intesa durare intatta fino alla morte del marito. Ma per durezza dei cuori degli uomini, Dio ha permesso all’uomo di ripudiare (divorziare) la moglie, in casi specifichi. Da notare che nell’economia Biblica la donna non può divorziare e ciò non farebbe alcun senso, visto che la donna è stata creata per l’uomo e l’uomo è il suo capo.  Dio intende la moglie come appartenenza all’uomo nel decimo comandamento. Non desidererai la casa del tuo prossimo; non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna che sia del tuo prossimo». (Esodo 20:17)

I Greci ed i Romani, pagani, permettevano che la moglie divorziasse dal marito ma non è così nel sistema Biblico. Però, in "extremis", la donna ebrea aveva ricorso agli anziani che, se giudicavano la cosa grave abbastanza, forzavano il marito a ripudiare (divorziare) la moglie.

Nel AT Dio permise il divorzio ma con regole ben precise, dove il marito non poteva soltanto ripudiare la moglie e allontanarla per qualsiasi motivo ma solo per impurità e le doveva dare anche un documento di divorzio che attestasse che la moglie non era fuggita dal matrimonio ma c’era stato un regolare allontanamento della moglie con tanto di certificato di divorzio. Notare che non c’era bisogno di legali ma soltanto un certificato dal marito. 1 «Quando uno prende una donna e la sposa, se poi avviene che essa non gli è più gradita perché ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio, glielo dia in mano e la mandi via da casa sua; 2 se ella esce da casa sua e va e diviene moglie di un altro uomo, (e quando lascerà la casa dell’uomo ella potrà diventare la moglie di un altro marito.) (Deu 24:1-2) Con il certificato di divorzio la donna poteva legalmente essere la moglie di un altro, altrimenti, con il solo allontanamento, senza evidenza scritta, la donna sarebbe stata considerata adultera e lo stesso l’uomo con cui andava, come lo stesso marito se sposava un’altra, dato che non c’era stato un divorzio vero e proprio ovvero una rottura definitiva del matrimonio. Gio 4:18

Vediamo che la prassi del divorzio richiedeva due azioni da parte dell’uomo: il pronunciamento del ripudio e l’emissione di un certificato di divorzio.

Nel NT Gesù non infrange o revoca la concessione del AT o permesso di divorzio, soltanto lo libera dalle false interpretazioni che i Farisei ne avevano fatto: Allora gli si accostarono alcuni farisei per tentarlo, e gli dissero: «è lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». (Matteo 19:3) ma lo riporta al senso originario cioè che il divorzio non era inteso per qualsiasi motivo, ma solo nel caso di fornicazione. Alla loro insistenza Egli specifica: 7 Essi gli dissero: «Perché allora Mosé ha ordinato di darle un atto di divorzio e mandarla via?». 8 Egli disse loro: «Per la durezza dei vostri cuori Mosé vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non era così. 9 Or io vi dico che chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chi sposa colei che è stata mandata via, commette adulterio». (Matteo 19:7-9)

Comunque la cosa non fu tanto gradita ai discepoli che dissero:  «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla moglie, non conviene sposarsi». (Matteo 19:10)

Gesù in effetti spiega: "non va bene ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo, ma solo per fornicazione e se viene solamente ripudiata non va bene nemmeno perché non si può risposare dato che commetterebbe adulterio: le si deve dare anche l’atto del divorzio". Da notare che Gesù non disse che un divorziato non si può risposare ma soltanto che una ripudiata (senza certificato di divorzio) non lo può fare e se lo fa commette adulterio e lo stesso fa chi la sposa.

A quel tempo c’erano due scuole di pensiero su questo soggetto: quella di Hillell, che ammetteva il divorzio per qualsiasi scusa, e quella di Shammai che permetteva all’uomo di ripudiare (divorziare) la moglie solo nel caso di fornicazione, in accordo con Gesù. Secondo Gesù chi divorziava o ripudiava la moglie per ragione diversa di fornicazione non la divorziava per nulla, perché la fornicazione è la sola eccezione per il divorzio. Dunque questo divorzio non era valido perciò se dopo, sia l’uomo come la donna, sposavano qualcun altro, commettevano adulterio, perché, infatti, il matrimonio non era cessato.

Per fornicazione si intende: adulterio, fornicazione, omosessualità, incesto e qualsiasi altra forma di copulazione illecita, adorazione di idoli, mangiare sacrifici offerti ad idoli, etc. Per certune di queste fornicazioni c’era la lapidazione a morte, come per l’adulterio e perciò la faccenda finiva lì. (Nei nostri tempi la morte per adulterio/fornicazione non è permessa, ma la chiesa non deve essere negligente su questa faccenda, e deve considerare gli adulteri ed i fornicatori come se fossero morti e perciò quel matrimonio è, in effetti, cessato e l’innocente si può risposare).

In certi casi il marito, per amore verso la moglie, o per orgoglio, non rendeva la cosa pubblica e ripudiava la moglie privatamente dandole un certificato di divorzio. Come vediamo nel caso del giusto Giuseppe, che non volle mettere Maria a vergogna pubblica, che sarebbe sfociata nella lapidazione: Allora Giuseppe, suo sposo, che era uomo giusto e non voleva esporla ad infamia, deliberò di lasciarla segretamente (occultamente). (Matteo 1:19)

Gesù non respinse il divorzio di Mosè dato agli uomini per durezza di cuore, ma lo qualificò come cosa non intesa originalmente e lo limitò soltanto alla fornicazione, dicendo: "ma da principio non era così". Vale a dire, nella perfezione nessun divorzio è permesso, ma nemmeno la fornicazione.

Nel libro dell’organizzazione della chiesa presbiteriana redatta da John Knox e altri c’è scritto su questo soggetto: "Il matrimonio una volta contrattato non può essere dissolto a piacere d’uomo, come il nostro Signore Gesù comanda, a meno che adulterio venga commesso che dopo essere stato sufficientemente provato nella presenza di magistrati civili, l’innocente (se così richiede) deve essere pronunciato libero, e il colpevole dovrebbe soffrire la pena di morte come Dio comanda. Se la spada civile stupidamente risparmia la vita del colpevole, la chiesa non deve essere negligente nel suo ufficio che è di scomunicare il malvagio e di reputare il colpevole come membro morto e di pronunciare la parte innocente a libertà, e onorabile davanti al mondo. Se la vita viene risparmiata ai colpevoli (come non dovrebbe essere) e frutti di pentimento di lungo tempo appaiono in loro, e se loro ferventemente desiderano essere riconciliati con la chiesa, giudichiamo che possono essere ricevuti a partecipare ai sacramenti e gli altri benefici della chiesa, perché non vogliamo che la chiesa tenga scomunicati chi Dio ha assolti."

La Confessione di Westminster, la più completa che esiste, dice questo sul soggetto: "Adulterio e fornicazione, commessi dopo il contratto di matrimonio dà ragione legale alla parte innocente di divorziare e dopo il divorzio di risposarsi con altra persona, come se il colpevole fosse morto."

La legge di Dio prevede la morte per l’adulterio e fornicazione, ma se i magistrati sono negligenti in questo, la chiesa non deve essere disattenta sulle leggi di Dio e deve considerare l’adultero e il fornicatore come se fosse morto. La chiesa non ha più niente a che fare con quella persona.

C’è un’altra permissione per il divorzio, ed è quella che Paolo scrive in 1 Corinzi: Se il non credente si separa, si separi pure; in tal caso il fratello o la sorella non sono più obbligati; ma Dio ci ha chiamati alla pace. (1 Corinzi 7:15)

Se il non credente si separa e se ne va dal credente per ragioni di religione, e in odio a quella e non vuol vivere col credente perché il credente non vuole rinnegare Cristo, ne sconfessare il Vangelo, ne vuole trascurare la partecipazione al culto; che il non credente se ne vada pure, senza che il credente faccia ricorso a qualsiasi mezzo legittimo per trattenere il non credente. Il credente disertato si ritenga senza colpa, il fratello o la sorella non è sotto obbligazione di mantenere quel matrimonio.

In quel caso il credente non è obbligato a rimanere singolo, ma è a libertà di sposarsi con un’altra persona, nel Signore. Dopo tutto il credente ha provato tutti quanti i metodi possibili per mantenere il matrimonio in piedi, e in questo caso l’abbandono, per ragioni di Cristo, è ragione sufficiente per rompere il contratto di matrimonio, che è la dissoluzione del legame, lasciando libero il credente di risposarsi, altrimenti il credente sarebbe soggetto e sottomesso al non credente.

Naturalmente il credente deve fare il possibile per mantenere il matrimonio in piedi, ma se la realtà è che i due sono stati tirati a parte, in pratica divorziati, il matrimonio non è più valido e la parte innocente (quella in Cristo) è in fatto singolo, e perciò si può risposare, anche se Paolo consiglia di non farlo, che è meglio. Tuttavia se uno brucia, si sposi pure per evitare impurità. ma se non hanno autocontrollo, si sposino, perché è meglio sposarsi che ardere. (1 Corinzi 7:9)

Ci sono certe denominazioni che in assoluto non permettono divorzio e logicamente risposarsi. Abbiamo visto che secondo il sopra Dio dà libertà, per queste ragioni, al divorzio e di conseguenza ad un altro matrimonio per la parte innocente. Ognuno è responsabile per i propri peccati, e non fa nessun senso di giustizia che il Dio giusto tenga responsabile l’innocente, e lo punisca per il peccato di un altro e lo condanni ad una vita di solitudine e frustrazione come persona singola, anche a bruciare al desiderio e lo esponga a cadere in peccato. Come certe chiese giustificano condannare l’innocente ad una vita di desolazione per il peccato di un altro, non lo capisco, per nulla.

Ricordiamoci che anche Dio è un divorziato: E sebbene io avessi ripudiato la ribelle Israele a motivo di tutti i suoi adulteri e le avessi dato il libello di divorzio, ho visto che la sua perfida sorella Giuda non ha avuto alcun timore, ma è andata anch’essa a prostituirsi, (Geremia 3:8)

Avendo diligentemente considerato tutte queste cose, io sono convinto che il Cristiano che ha subito adulterio/fornicazione e/o è stato abbandonato per ragione di Cristo è libero di risposarsi, però solo nel Signore. Questo è meglio che ardere ed essere tentato continuamente a cadere in peccato e anche a farlo.

Forse ci sono fra di noi situazioni tali, allora io vi esorto fortemente di mettere la vostra situazione in regola con Dio per evitare di peccare o di non peccare più. Anche, di mettere i nostri figli in regola, perché Biblicamente sarebbero bastardi.

Se siamo del Signore bisogna ubbidire ai Suoi comandamenti, altrimenti c’illudiamo e non siamo dei Suoi.

In Somma:

  1. La donna fu estratta da Adamo per il bisogno dell’uomo: "Poi l’Eterno DIO disse: «Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui»"

  2. La donna è stata fatta per l’uomo e non viceversa: perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo,

  3. Dio creò il matrimonio: "Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo. (Genesi 2:22)

  4. Nel matrimonio i due non sono più due ma uno, con l’uomo, il capo della donna e dell’unione,

  5. Il matrimonio e indissolubile: E cosi non sono più due, ma una sola carne, quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi». (Matteo 19:6)

  6. Però, per durezza dei nostri cuori, Dio ha permesso il Divorzio per sole due ragioni:

  •  Adulterio/Fornicazione di tutti i tipi (come Lui stesso ha fatto con Israele),

  • Il non credente abbandona il credente per ragione di Cristo

  1. In questi soli due casi il credente è libero dal vincolo di questo matrimonio, può divorziare legalmente e di risposarsi, ma solo con un credente e nel Signore.