La Donna presa in Adulterio. aymon de albatrus
Prima di trattare questo famoso passaggio bisogna brevemente tenere conto di quale relazione l'adulterio ha con la Legge di Dio e se è ancora un peccato nel Nuovo Testamento dopo l'avvento di Gesù. Cosa è la Legge? La legge è una composizione di statuti che Dio ha imposto all'uomo da ubbidire per il suo benessere. Subito dopo aver dato la Legge di Dio, Mosè informa il popolo: Mosè disse al popolo: «Non temete, perché DIO è venuto per provarvi, e affinché il timore di Lui vi sia sempre davanti, e così non pecchiate». (Esodo 20:20) Così, la Legge (i dieci comandamenti e i loro derivativi) furono dati al popolo sicché il timore di Lui fosse sempre davanti a loro come un freno a non peccare, cioè ad offenderlo. La Legge dunque è cosa buona per noi perché ci informa esattamente cosa Dio, il Creatore, vuole da noi: La legge dell’Eterno è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza dell’Eterno è verace e rende savio il semplice. (Salmi 19:7) Così, la legge è certamente santa, e il comandamento santo, giusto e buono. (Romani 7:12) Perché Dio diede la Legge? Per far conoscere all'uomo cosa non era di Suo gradimento, o meglio cosa l'offendeva, in altre parole il peccato: Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: «Non concupire». (Romani 7:7) ed il peccato è definito come: Chiunque commette il peccato, commette pure una violazione della legge; e il peccato è violazione della legge. (1 Giovanni 3:4) La Legge, è stata cambiata in qualche modo nel NT? Prendiamo le testuali parole del nostro amato Signore Gesù, a proposito: Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto. (Matteo 5:18) Basandosi su queste parole di Gesù, si può onestamente dire che la Legge è sorpassata? O anche cambiata in qualche modo? Sicuramente, NO! La Legge è certamente ancora valida ed applicabile a tutti, sino alla fine dei tempi senza cambiare neppure un accento. L'unica differenza è che il sacrifico di Cristo sulla croce, Dio lo inserisce fra i credenti (i Suoi eletti) e la Legge, e Lui. In questo modo la Sua Legge rimane intatta e perfettamente soddisfatta per Grazia attraverso il Santo Sangue di Cristo Gesù, sparso per i suoi. E cantavano un nuovo cantico dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, (Apocalisse 5:9) La Legge è applicata a tutti, ma per i credenti la Sua Grazia è interposta fra i loro peccati e Dio, perciò essi sono giustificati davanti a Dio perché Egli vede il peccatore attraverso il Sangue di Gesù, che è la Sua Grazia per loro. Inoltre, Gesù continuamente intercede per i loro peccati attraverso il Suo Santo Sangue sparso una volta per tutte. per cui egli può anche salvare appieno coloro che per mezzo suo si accostano a Dio, vivendo egli sempre per intercedere per loro. (Ebrei 7:25) Inoltre: sapendo questo, che la legge non è stata istituita per il giusto, ma per gli empi e i ribelli, per i malvagi e i peccatori, per gli scellerati e i profani, per coloro che uccidono padre e madre, per gli omicidi, (1 Timoteo 1:9), dimostra chiaramente che la legge è ancora in piena attività, specialmente per i non credenti, i quali non sono coperti dal prezioso sangue di nostro Signore Gesù Cristo. A quale proposito la Legge fu data? Per portarci a Cristo, Così la legge è stata nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede. Ma, venuta la fede, non siamo più sotto un precettore, (Galati 3:24-25) Con piena testimonianza dalla nostra bocca, poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione, per ottenere salvezza,. (Romani 10:9-10) Allora, è l'Adulterio peccato nel NT? Sentiamo cosa dicono le Scritture: 19 Ora le opere della carne sono manifeste e sono: adulterio, fornicazione impurità, dissolutezza, 20 idolatria, magia, inimicizie, contese, gelosie, ire, risse, divisioni, sette, 21 invidie, omicidi, ubriachezze, ghiottonerie e cose simili a queste, circa le quali vi prevengo, come vi ho già detto prima, che coloro che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio, (Galati 5:19-21) Come si vede, adulterio e fornicazione sono attività di peccato che non permettono a coloro che le praticano di entrare nel Regno di Dio, e sono perciò persi. La definizione di "Adulterio" è fare sesso illecito, cioè fra uomo e donna sposati, ma non fra di loro, mentre "fornicazione" è la stessa attività fra uomo e donna nubili. Comunque l'attività è la stessa come ne è il peccato. Non c'è dubbio che il NT giudica l'adulterio e la fornicazione come peccato. La parola "Adulterio e derivativi" appare quasi 50 volte, "Fornicazione e derivativi" circa 57 volte. La donna adultera Dunque, avendo appurato che La Legge è sempre valida, anche nel NT, senza nessuna alterazione e che l'Adulterio/Fornicazione è un peccato grave nel NT, come lo era nel Vecchio Testamento, leggiamo cosa dissero John Knox e altri riformatori, a proposito, nel loro governo di chiesa: Il matrimonio una volta legalmente contrattato, non può essere dissolto al piacere dell'uomo, come il nostro signore Cristo Gesù testimonia, a meno che l'adulterio sia commesso; che, essendo sufficientemente provato nella presenza del magistrato civile, l'innocente (se richiede così) dovrebbe essere pronunciato libero, ed il colpevole dovrebbe soffrire la morte come Dio ha comandato. Se la spada civile stupidamente risparmia la vita del colpevole, la chiesa però non può essere negligente nel suo ufficio, che è di scomunicare il malvagio, e riputarlo come membro morto, e pronunciare l'innocente di essere in libertà, e mai così onorevole davanti al mondo. Se la vita è risparmiata (come non dovrebbe essere) ai colpevoli, e se i frutti di pentimento a lungo tempo appaiono in loro, e se desiderano essere seriamente riconciliati con la chiesa, giudichiamo che possono essere ricevuti alla partecipazione dei sacramenti, e gli altri benefici della chiesa (perché non vogliamo che la chiesa tenesse scomunicato quelli che Dio ha assolto, cioè il penitente).
Questi uomini erano ben istruiti servi di Dio che Lui usò per convertire la Scozia dal Cattolicesimo al Protestantesimo. Allora, analizziamo questo unico famoso passaggio, Gio 8:3-11? 3 Allora i farisei e gli scribi gli condussero una donna sorpresa in adulterio e postala nel mezzo 4 dissero a Gesù: «Maestro, questa donna è stata sorpresa sul fatto, mentre commetteva adulterio. 5 Ora, nella legge Mosè ci ha comandato di lapidare tali donne; ma tu, che ne dici?». 6 Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesù, fingendo di non sentire, chinatosi. scriveva col dito in terra. 7 E, come essi continuavano ad interrogarlo, egli si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». 8 Poi, chinatosi di nuovo, scriveva in terra. 9 Quelli allora, udito ciò e convinti dalla coscienza, se ne andarono ad uno ad uno, cominciando dai più vecchi fino agli ultimi; così Gesù fu lasciato solo con la donna, che stava là in mezzo. 10 Gesù dunque, alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna dove sono quelli che ti accusavano? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Gesù allora le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più». (Giovanni 8:3-11)
Il comandamento dato da Dio sul soggetto è questo: Se uno commette adulterio con la moglie di un altro, se commette adulterio con la moglie del suo vicino l’adultero e l’adultera saranno messi a morte. (Levitico 20:10) Ma le moderne interpretazioni assolvono la donna adultera riducendo il comandamento di Dio (se fosse possibile) a niente. Fanno della donna adultera una eroina della fede, da emulare ed esaltare, proprio come si fa nella presente democrazia. L'adulterio è sempre stato condannato come cosa seria, anche nella società secolare fino a qualche anno fa, fino all'avvento del femminismo. Adesso, nella nostra depravata società, l'adulterio è come mangiarsi un panino col salame, anzi oggigiorno, dottori e psicologi, come anche "erudite" riviste, incoraggiano l'adulterio come cosa benefica al matrimonio, suggerendo persino vacanze separate per marito e moglie. Siamo proprio usciti dalla realtà, e la chiesa se ne è imbibita profondamente e segue l'esempio del mondo. Ora noi sappiamo che senza spargimento di sangue, non c’è assoluzione del peccato e sicuramente Gesù ha sparso il Suo Santo sangue per la remissione dei peccati dei Suoi: ..... e tu gli porrai nome Gesù, perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati». (Matteo 1:21). Sappiamo anche che l’applicazione salvifica è attraverso il pentimento. Nessuno viene assolto da Dio senza pentimento e ravvedimento. Ravvedetevi dunque e convertitevi, affinché i vostri peccati siano cancellati, .........., (Atti 3:19 ) Tenendo conto di questo, possiamo con onestà veramente dire che Gesù perdonò la donna presa in adulterio e la lasciò libera dal suo peccato? Guardiamo con più attenzione alla scena. Notiamo che gli Scribi ed i Farisei portarono questa donna a Gesù per ragione altra che santa giustizia, ma per prendere in trappola Gesù: Or dicevano questo per metterlo alla prova e per aver di che accusarlo. Ma Gesù, fingendo di non sentire, chinatosi. scriveva col dito in terra. (Giovanni 8:6) Gesù sapeva benissimo che lo volevano intrappolarlo ed accusarlo, ma di cosa? In (Giovanni 18:31 ) notiamo: Allora Pilato disse loro: «Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge». Ma i Giudei gli dissero: «A noi non è lecito far morire alcuno». Aaah! Ahh! Ecco com’era il piano. Cercavano di piazzarlo in una situazione dalla quale non poteva uscirne, perché se Lui avesse detto, "portate avanti la sentenza secondo la Legge di Mosè" (Gio 8:5) lo avrebbero accusato davanti ai Romani per aver incitato a mettere in atto la pena di morte che non era permesso ai Giudei dalla legge Romana, e sarebbe stato messo a morte dai Romani. Se invece avesse detto: "non accuso questa donna e non potete metterla a morte" avrebbe infranto la Legge di Mosè e lo avrebbero incolpato di eresia Biblica, e messo a morte dai Romani. Non c'era via d'uscita. In qualsiasi modo Lui avesse risposto lo avrebbero incastrato e messo a morte, come fecero dopo: Allora il sommo sacerdote stracciò le sue vesti, dicendo: «Egli ha bestemmiato; quale bisogno abbiamo più di testimoni? Ecco, ora avete udito la sua bestemmia. (Matteo 26:65) Ma Gesù fu molto più abile di loro e fece appello alla loro coscienza ed ai loro peccati dicendo: ...... «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». (Giovanni 8:7) e così, tutti i denunciatori, accusati dalla loro coscienza se ne andarono. Inoltre, c'è da notare che in fatti non l'avrebbero potuto lapidarla, visto le leggi Romane, perciò l'avevano portata la solo per incastrare Gesù. La prova di questo è che i Giudei non misero a morte Gesù, ma dovettero portarlo a Pilato (Mat 27:2) perché loro non potevano mettere a morte nessuno. Perciò tutta questa farsa non era per avere giudizio Santo da Gesù, ma era per inchiodarlo. Ma il Suo tempo non era ancora arrivato. Poi Gesù chiese alla donna dove erano i suoi accusatori e se qualcuno l’avesse condannata, ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Gesù allora le disse: «Neppure io ti condanno; va’ e non peccare più». (Giovanni 8:11). Qui notiamo tre cose:
La donna lo chiama Signore. I modernisti fanno tanto del fatto che la donna lo chiama "Signore", ma non c’è niente di strano in quanto il termine è Kurios nel Greco che era il termine di rispetto comunemente usato da un servo verso il suo padrone o verso una persona d’importanza e Gesù era riconosciuto come un Rabboni, perciò persona da riverire. Inoltre, dato che gli Scribi ed i Farisei la portarono da Lui per giudicare, anche se la donna non conosceva Gesù, questo fatto fu comunque sufficiente per la donna di capire che era "un pezzo grosso" da essere giustamente chiamato "Signore (kurios)". Gesù dice "neppure io ti condanno". Anche qui non c’è niente di strano perché Gesù non venne la prima volta per condannare, come Lui stesso dice: E se uno ode le mie parole e non crede, io non lo giudico; perché io non sono venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. (Giovanni 12:47).
È la seconda volta che Egli verrà per giudicare: ......... e al Signore Gesù Cristo, che ha da giudicare i vivi e i morti, nella sua apparizione e nel suo regno: (2 Timoteo 4:1).
La terza cosa che notiamo è che Gesù conferma il peccato della donna, nel dire: "va’ e non peccare più" e non l’assolve nemmeno perché non le dice, come in altre volte: "i tuoi peccati ti sono perdonati" perché non si vede in lei pentimento, ne fede, ne richiesta di perdono e nemmeno segno di ringraziamento. Come abbiamo visto sopra, non c'è salvezza senza pentimento accompagnato da confessione. Con tutta probabilità questa donna non credeva che l'adulterio fosse peccato, nemmeno credeva che Gesù la poteva perdonare e salvarle l'anima, almeno dall'evidenza scritta. Se fosse stata in pentimento avrebbe chiesto la Grazia a Gesù come fecero altri e lo avrebbe confessato con la sua bocca e ne sarebbe stata grata.
Allora possiamo Biblicamente dire che la donna ricevette il perdono per il suo peccato? Per chi dice che Gesù tolse la Legge nel NT, c'è da notare che a quel tempo Gesù era ancora sulla terra e non aveva ancora sparso il Suo Sangue, perciò, tecnicamente questo avvenimento era ancora sotto il Vecchio Testamento. Si può onestamente dire che Gesù abrogò i comandamenti di Dio concernenti l’adulterio/fornicazione? Quando Lui stesso disse: Perché in verità vi dico: Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della legge passerà, prima che tutto sia adempiuto. (Matteo 5:18) infatti Egli venne, non per distruggere la legga, ma per confermarla: «Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento. (Matteo 5:17) Conclusione: Abbiamo appurato che i dieci comandamenti (ed i loro derivativi) sono tuttora validi per tutti, ma per i credenti il sacrificio di Gesù (la Grazia) è interposto fra i loro peccati e Dio. L'adulterio e la fornicazione sono sempre stati peccati seri e la loro punizione non è stata revocata dal Signore Gesù, come non è stata la Legge, ma il tutto confermato da Gesù stesso. I Scribi ed i Farisei usarono la donna adultera per intrappolare Gesù onde avere qualcosa di cui accusarlo, in modo tale che se lui avesse supportato la Legge di Mosé avrebbe infranto la legge dei Romani, e se avesse supportato quella dei Romani avrebbe infranto quella di Mosé. Ma Gesù vide il tranello e facendo appello alla loro coscienza malvagia distrusse il loro proponimento. Questo è il vero punto di questa narrativa. Però Gesù riconobbe il peccato della donna, e non lo perdonò visto che la donna non dimostrò nessun pentimento e nessun ringraziamento. Bisogna riconoscere che il Signore è magnanimo al massimo, ma bisogna anche attenersi a quello che è scritto, senza andare in fantasie.
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