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Gesù pianseAΩ “Gesú pianse.” (Gio 11:35 ) {Gio 11:1-46} La maggiore parte degli espositori moderni e predicatori interpretano il piangere di Gesù in questa occasione romanticamente come se Egli fosse addolorato dal fatto che Lazzaro era morto il linea con quello che pensavano i Giudei: “Dissero allora i Giudei: «Vedi come l’amava!».” (Gio 11:36) Ma questa spiegazione è irragionevole e non plausibile, considerando la Sua piena conoscenza che Egli era li proprio per resuscitare Lazzaro: “Dopo aver detto queste cose, soggiunse: «Il nostro amico Lazzaro si è addormentato, ma io vado a svegliarlo».” (Gio 11:11) "addormentato" è sinonimo di morte, in termini Biblici. Per capire pienamente l'insegnamento di questa storia dobbiamo tenere conto che Lazzaro era morto da già quattro giorni prima della sua risurrezione: “Gesú disse: «Togliete via la pietra!». Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già, poiché è morto da quattro giorni».” (Gio 11:39) Questo è il punto chiave di questo avvenimento, dato che i Giudei (e anche le altre religioni attorno) credevano che l'anima indugia vicino al corpo per ben tre giorni prima di andarsene senza possibilità di ritorno, Gesù deliberatamente si assicurò che avrebbe risuscitato Lazzaro dopo 3 giorni dalla sua morte per dimostrare ai Suoi discepoli e a tutti che veramente Egli era Signore dei vivi e dei morti: “4 E Gesú, udito ciò, disse: «Questa malattia non è a morte, ma per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato». 5 Or Gesú amava Marta, sua sorella e Lazzaro. 6 Come dunque ebbe inteso che Lazzaro era malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove egli era.” (Gio 11:4-6) Secondo un credo Giudaico, l'anima rimane vicino al corpo per tre giorni dopo la morte della persona: "Per tre giorni l'anima indugia sopra la tomba, contemplando un ritorno nel corpo, ma quando vede che il colore della faccia è svanito, se ne va senza mai ritornare" (Gen. Rab. 50:10). Cioè, dopo 3 giorni dalla morte il corpo è così disfatto che la faccia non è più riconoscibile, vedi articolo. Il punto qua non è se questa credenza sia vera o no, ma che loro credevano che era vera. Abbiamo anche un parallelo Biblico in Gesù e in Giona: “Infatti, come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del grosso pesce, così starà il Figlio dell’uomo tre giorni e tre notti nel cuore della terra.” (Mat 12:40) {Giona 1:17} Gesù risuscitò alla fine di tre giorni pieni. Lazzaro era già da quattro giorni nella tomba (Gio 11:17,39) prima che Gesù lo risuscitò. Questo miracolo è immenso oltre paragone dimostrando la totale sovranità di Gesù sopra la vita e la morte, anche dopo che l'anima se ne era andata per sempre, provando così che infatti Egli era divino. (ma tale è l'essenza dell'uomo che non tutti credettero) Senza dubbio Maria e Marta avevano già cominciato i rituali 30 giorni di lutto ed erano sopraffate dall'afflizione e Lazzaro era già morto Dan 4 giorni. Perché ci viene detto questo? Secondo il loro credo l'anima della persona morta lascia la presenza del corpo dopo 3 giorni, come detto prima. Si credeva che l'anima potesse ritornare nel corpo della persona dopo due giorni, ma dopo 3 giorni l'anima se ne andava senza possibilità di ritorno, soltanto il decomposto corpo fisico rimaneva. Lazzaro era già morto Dan 4 giorni, significando che l'anima di Lazzaro se ne era già andata per sempre e che Gesù era arrivato troppo tardi. Quando Gesù vede Maria e gli altri che piangevano ci viene detto che fu "turbato" nello spirito. Ma secondo l'originale Greco Gesù non è soltanto turbato, è anche furioso. «Dove l’avete posto?» Gesù chiede con tono disturbato. La gente della cultura della morte sono entusiasti di fargli vedere la tomba. Dicono a Gesù: «Signore, vieni e vedi». E quando Gesù pianse loro scuotono il loro capo in incredulità e dicono: «Non poteva costui che aprì gli occhi al cieco, far sì che questi non morisse?». Nessuno crede in Gesù. tutti credono nella morte. Come si sentì Gesù in questa collettiva incredulità? Gesù ha dato la vita a tutti; Egli viene con il dono della vita, Egli offre ogni possibilità di una vita nuova, e come è ricevuto? Egli viene rigettato: "Ehi Gesù, vieni a vedere le nostre vie della morte ..." Gesù è turbato e piange. Contrariamente a tutto quello che ci è stato insegnato su questo grande racconto, Gesù non pianse perché Lazzaro è morto perché prima Gesù disse che gioiva di questa morte perché: «Questa malattia non è a morte, ma per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato». La Sua speranza che loro crederanno in Lui adesso, invece Gesù li trova tutti presi dal controllo della morte. Gesù pianse perché tutti quanti: i Suoi discepoli, i religiosi, anche i Suoi amati amici Maria e Marta, tutti quanti - anche noi - non credono nel Dio della vita ma nella cultura della morte. Gesù non pianse perché il suo amico Lazzaro era morto, ma perché in loro ogni goccia di fede e speranza era morta e non credevano in Lui. Ogni persona alla quale Gesù parlò in Giovanni 11: i Suoi discepoli, Maria e Marta, e i Giudei; erano accecati dai loro fraintendimenti su Gesù e per il fallimento di riconoscere che, come Lui dichiara, che Egli è "la risurrezione e la vita": “Gesú le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà.” (Gio 11:25) Il versetto 33 dice: "fremé nello spirito e si turbò". Gesù pianse perché anche quelli che erano più vicini a Lui erano ancora accecati al concetto che veramente Lui era "la risurrezione e la vita" contrariamente alle sue chiare parole a loro: “25 Gesú le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. 26 E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?». 27 Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che doveva venire nel mondo».” (Gio 11:25-27) Ma ovviamente Marta non credeva che Gesù poteva risuscitare suo fratello Lazzaro morto da già 4 giorni perché disse: “Marta gli disse: «Lo so che risusciterà nella risurrezione all’ultimo giorno».” (Gio 11:24) riferendosi alla risurrezione generale alla fine dei tempi e non al presente. Tuttavia non solo Marta non credeva nella Sua Potenza; ma anche gli astanti, come la maggior parte dei Cristiani di oggi, erano accecati dalle loro credenze e così non capirono che Gesù piangeva proprio per loro, per la loro incredulità, e non per Lazzaro dato che stava per essere risuscitato proprio da Gesù. Il periodo subito dopo la risurrezione di Lazzaro dimostra le differenti reazioni che la parole e il lavoro di Cristo ha su differenti individui. Certi sono convertiti e altri invece induriti anche le l'evidenza di questo meraviglioso miracolo era chiara agli uni come agli altri. I primi credettero in Lui, mentre gli ultimi andarono ad accusarlo: 45 ¶ Allora molti dei Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto tutto quello che Gesú aveva fatto, credettero in lui. 46 Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quanto Gesú aveva fatto.” (Gio 11:45-46) Quelli del versetto 45 videro tutti i passaggi di questa scena, e credettero in Lui come il vero Messia, con i miracoli avendo un doppio uso:
Quelli del versetto 46 ricevettero la stessa testimonianza per credere come gli altri; udirono le stesse parole di Cristo, videro lo stesso miracolo lavorato da Cristo. Come mai i primi credettero e questi no? Questi invece di credere andarono subito dai Farisei per accusarlo. Si può dare una ragione di questo, se non dovuto alla libertà della Grazia divina, dimostrando misericordia dove Dio dimostra misericordia: “Cosí egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole.” (Rom 9:18) Forse dovuto alla loro precedente malvagità si trova la causa che Dio non diede a loro la grazie che diede agli altri. Secondo una antica tradizione sembra che Lazzaro aveva circa 30 anni quando il Signore lo risuscitò; poi visse ancora altri 30 anni nell'isola di Cipro dove riposa nel Signore. Articolo su: La Legge Giudaica, sepoltura di Gesù, e terzo giorno http://home.freeuk.net/jesusmyth/thrday.htm
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