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Dio Rispetta le Persone?

   by aymon de albatrus

9 Tribolazione e angoscia sopra ogni anima d’uomo che fa il male; del Giudeo prima, e poi del Greco; 10 ma gloria e onore e pace a chiunque opera bene; al Giudeo prima e poi al Greco; 11 poiché dinanzi a Dio non c’è riguardo a persone. (Romani 2:9-11)

Allora Pietro, prendendo a parlare, disse: In verità io comprendo che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone; (Atti 10:34) (alcuna parzialità)


Nella mente moderna questi versetti sono presi come voler dire che Dio deve trattare tutti allo stesso modo, cioè in modo egalitario, democraticamente. Quante volte l’abbiamo sentito questa interpretazione predicata. Ma, è proprio così?

Dopo tanti anni di studio riuscii a qualificarmi come ingegnere e fra i primi compiti mi fecero l’Ufficiale della Sicurezza. Una delle mie funzioni era di aprire i corsi sulla sicurezza che la compagnia preparava ogni tanto. Al primo andai vestito da damerino, molto elegante, ed entrato nella scuola vidi uno che sembrava un’insegnante (faccia stanca, occhiaie) e gli chiesi dove era la classe della sicurezza. Egli mi guardò, gli occhi si ravvivarono, e disse: "Venga, venga, le faccio vedere". Mi portò nella classe, m’introdusse all’insegnante e mi offri caffè con biscotti. Sei mesi dopo ritornai per aprirne un altro, però questa volta senza cravatta, con maglione, senza giacca. Visto di nuovo un’insegnante, chiesi dove era la classe, lui mi guardò con scarsa considerazione e disse. "in fondo al corridoio, giri a destra e poi a sinistra", e se ne andò.

Penso che questo è quello che si intende per "riguardo alla persona". Quegli insegnati rispettarono la persona, cioè per com’ero vestito. 1Sa 16:7. Però, quelli non sapevano veramente chi io fossi perché il loro giudizio non poteva andare oltre che al mio vestito. Ma, non è così con Dio perché Egli ci conosce intimamente in tutti in nostri dettagli, dato che ci ha creati e ci tiene in vita. Tutto quello che abbiamo ce l’ho ha dato Lui 1Co 4:7, perciò non ha nessun senso a dare a questa frase un significato contro un trattamento preferenziale da Dio. Dio è sovrano, giudica tutti individualmente secondo il Suo proponimento, e non democraticamente. Non si può ingannare Dio con delle "belle" apparenze, Gal 6:7.

In tutti e due i versetti sopra, il contesto, non si riferisce all’apparenza esterna delle persone, ne a quella interna, ma si riferisce ai due popoli, i Giudei ed i Gentili. L’idea qui esposta era piuttosto di grande importante all’inizio del Cristianesimo, perché la mentalità Ebrea di allora (e forse anche d'oggi) era che solo gli Ebrei erano salvati. Infatti gli Ebrei consideravano i Gentili impuri da come evidenziato dall’agitazione degli apostoli quando seppero che Pietro era andato in casa dei Gentili, quella di Cornelio: 1 ¶ Or gli apostoli e i fratelli che erano in Giudea vennero a sapere che anche i gentili avevano ricevuto la parola di Dio. 2 E, quando Pietro salì a Gerusalemme, quelli che erano circoncisi contendevano con lui 3 dicendo: «Tu sei entrato in casa di uomini incirconcisi e hai mangiato con loro!». (Atti 11:1-3) Se consideriamo che una preghiera degli Ebrei era: "Signore grazie per non avermi fatto una donna o un cane o un gentile", intendiamo benissimo la loro costernazione.

Comprendiamo da questi versetti che gli Ebrei erano totalmente fuori di se stessi per quello che Pietro aveva fatto, "e hai mangiato con loro!", orrore. Questo era la massima trasgressione per un Giudeo. Ma dopo che Pietro spiegò la visione ( Att 11:4-14 ) che Dio gli aveva dato, capirono che Gesù era venuto per tutti, Ebrei e Gentili, e cioè che non faceva differenza fra gli Ebrei ed i Gentili per quanto riguarda la salvezza, perché Lui chiama a sa stesso chi vuole: 15 Avevo appena cominciato a parlare quando lo Spirito Santo discese su di loro, come era sceso al principio su di noi. 16 Mi ricordai allora della parola del Signore che diceva: "Giovanni ha battezzato con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo". 17 Se dunque Dio ha dato loro lo stesso dono che abbiamo ricevuto noi, che abbiamo creduto nel Signore Gesù Cristo, chi ero io da potermi opporre a Dio?». 18 Udite queste cose, essi si calmarono e glorificavano Dio, dicendo: «Dio dunque ha concesso il ravvedimento anche ai gentili per ottenere la vita!». (Atti 11:15-18) Questa era la prova che la salvezza di Cristo doveva essere predicata a tutti, incluso i Gentili, cioè noi. Dio non faceva differenza fra le due persone, Ebrei o Gentili, visto che Lui è sovrano su tutti.  E da li in poi gli Apostoli portarono la Buona Novella anche ai gentili.  Ed è così come il Vangelo ci è stato pervenuto.

È il muro della separazione fra i due popoli che si parla qui: 14 ¶ Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due popoli uno e ha demolito il muro di separazione, 15 avendo abolito nella sua carne l’inimicizia, la legge dei comandamenti fatta di prescrizioni, per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo, facendo la pace, (Efesini 2:14-15) (Efe 2:10-22)

Quello che Dio dice qui è che al Giudizio finale non importerà se uno è Giudeo o Gentile, il Dio Sovrano giudicherà e non sarà sulla base che il Giudeo avrà qualche punto in vantaggio, tutto sarà secondo il suo volere Sovrano. Dio non è legato o obbligato a nessuna persona, ma agisce come Sovrano assoluto, e non è mosso da nessuna cosa che sia nella o dalla creatura perché tutto quello che uno ha o è, Dio gliela ha dato comunque, come la Parola dice: Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto? (1 Corinzi 4:7)

Quello che conterà è di cosa uno ha fatto della vita che Dio gli ha dato, e di come uno si è comportato in quella vita e di come ha ubbidito i comandamenti del Signore, come vediamo in Romani 2:9-11 sopra. Dio giudicherà gli Ebrei allo stesso modo dei Gentili, non democraticamente, ma Sovranamente, l’uno come l’altro senza riguardo di razza o di persona.

L’idea che Dio deve trattare tutti ugualmente in modo democratico individualmente non ha riscontro nella Bibbia e il Dio Sovrano ha questo da dichiarare: Ora vedete che Io, Io sono Lui, e che non vi è altro DIO accanto a me. Io faccio morire e faccio vivere, ferisco e risano, e non vi è nessuno che possa liberare dalla mia mano. (Deuteronomio 32:39)

Se abbiamo ancora bisogno di ulteriori chiarificazioni, analizziamo brevemente (Romani 9:9-24):

Versetti 9-13  Questa fu infatti la parola della promessa: «In questo tempo ritornerò e Sara avrà un figlio».10 E non solo questo, ma anche Rebecca concepì da un solo uomo, Isacco nostro padre.11 (infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno, affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama),12 le fu detto: «Il maggiore servirà al minore»,13 come sta scritto: «Io ho amato Giacobbe e ho odiato Esaù».
Quante distorsioni ho sentito su questo versetto. La spiegazione moderna afferma che Dio nella Sua Onniscienza vide quello che Esaù avrebbe fatto e così scelse Giacobbe sopra di lui. Prima di tutto su questo pensiero bisogna notare che non c’è tanto da scegliere fra Giacobbe ed Esaù come uomini di carattere retto, tutte e due erano dei birbanti. Giacobbe in combutta con sua madre truffò Isacco, suo padre, e poi imbrogliò anche Laban. Esaù sposò mogli straniere. Ma questa idea è solo una congettura senza supporto Biblico.

Quello che invece c’è scritto è: quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno. Dico io, perché chiarificare questo punto se la decisione di Dio era basata su quello che i figli avrebbero fatto? Non ha senso alcuno. E poi, perché non dirlo chiaramente. Ma qui Dio vuole specificamente chiarire che fu Lui, nella sua sovranità, a decidere così. Se questo non fosse sufficiente, la Parola continua: affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama, indicando chiaramente che non fu a motivo delle opere (presenti o future) ma a motivo dell’elezione di Dio nella Sua Sovranità, senza indicarne il perché.  Può qualcosa essere più palese di questo?

Nell’economia Biblica il primogenito maschio aveva la preminenza. Per esempio, in eredità il primogenito prendeva doppia porzione degli altri figli maschi. Di nuovo vediamo che Dio nella Sua sovranità cambia questo ordine già prestabilito. «Il maggiore servirà al minore»

Dio odia? "ho odiato Esaù" Un concetto che non si sente nel cristianesimo moderno. Come vediamo Dio è veramente sovrano è "odia" Esaù ancora prima che fosse nato e non per opere che avrebbe fatto ma solo per elezione di colui che chiama, in altre parole, secondo il proponimento e l’elezione di Dio e non a motivo delle opere.

Versetto 14 Che diremo dunque? C’è ingiustizia presso Dio? Così non sia.
C’è forse ingiustizia in Dio? Chiede l’Apostolo prevenendo l’obiezione dal cuore dell’uomo che è sempre malvagio (Gen 6:5) risponde: "Così non sia". Di nuovo si vede la sovranità di Dio, che è giusta e buona. Rom 3:4

Versetto 15 Egli dice infatti a Mosé: «Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione».
Dio ha misericordia e compassione su chi vuole, secondo il Suo proponimento senza rispetto a persone. Egli agisce su tutti, individualmente, a piacere Suo, e nessuno si può lamentare.

Versetto 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.
Non è nelle mani dell’uomo, egli può fare ciò che vuole ma non ottiene niente, perché è solo Dio che fa la misericordia. In vano l’uomo freneticamente si dà da fare, se non è da Dio. Sal 127:2

Versetto 17 Dice infatti la Scrittura al Faraone: «Proprio per questo ti ho suscitato, per mostrare in te la mia potenza e affinché il mio nome sia proclamato in tutta la terra.
Ha creato il Faraone come Lui ha voluto per proclamare il Suo nome, e la Sua potenza, su tutta la terra. Anche su questo se ne sente delle fantastiche. Il fatto è che Dio ha creato il Faraone specificamente per il Suo proponimento, e cioè, per manifestare la Sua potenza sulla terra. Pro 16:4. Giu 1:4

Versetto 18 Cosi egli fa misericordia a chi vuole e indurisce chi vuole. (Mar 4:11-12; Isa 6:10; Giovanni 12:40)
Dio fa misericordia e indurisce i cuori ugualmente come vuole, e nessuno lo può fermare o chiederne il perché.

Versetto 19 Tu mi dirai dunque: «Perché trova ancora egli da ridire? Chi può infatti resistere alla sua volontà?».
L’uomo si ribella sempre contro la mano di Dio e quando vede che non ottiene nulla, si lamenta contro di Dio: "perché trovi sempre falli in quello che faccio, visto che fai quello che vuoi e non quello che voglio io?"

Versetto 20 Piuttosto chi sei tu, o uomo, che disputi con Dio? La cosa formata dirà a colui che la formò: «Perché mi hai fatto cosi?».
La risposta dell’Apostolo, che è l’unica possibile, chi sei tu, o uomo.

Versetto 21 Non ha il vasaio autorità sull’argilla, per fare di una stessa pasta un vaso ad onore e un altro a disonore?
Esempio della sovranità del vasaio sull’argilla e così Dio con noi. Egli ci modella come vuole e per l'uso che si propone di usarci.  Sovranità assoluta su tutto il Suo Creato, e non ce n'è altro.

Versetto 22 E che dire se Dio, volendo mostrare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con molta pazienza i vasi d’ira preparati per la perdizione?
I vasi preparati per la perdizione ....   cosa! Ma non abbiamo libero arbitrio? nota: Giuda 1:4 e il Faraone.

Versetto 23 E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria,
I vasi preparati per la gloria attraverso la misericordia, quelli che Lui ha chiamato a Se stesso.

Versetto 24 cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i Gentili?
Quelli chiamati, sia i Giudei come i Gentili. Ecco il significato di questo concetto, per quanto concerne la salvezza Dio la concede sia ai Giudei come ai Gentili senza riguardo a persone.

Ascoltiamo dunque la conclusione del discorso.

  1. Dio non rispetta nessuna persona, basato su quello che quella persona è o fa di suo.

  2. Dio ha creato tutto per Se stesso, anche l’empio: L’Eterno ha fatto ogni cosa per se stesso, anche l’empio per il giorno della sventura. (Proverbi 16:4).

  3. Dio tratta tutti individualmente, secondo i Suoi proponimenti Sovrani, e non "democraticamente", non ci sono favoritismi in Dio, basato sulla "qualità" della persona.

  4. Non c’è ingiustizia in Dio, Egli è Sovrano e farà della Sua creazione quello che vorrà, e sarà giusto così: L’Eterno fa morire e fa vivere; fa scendere nello Sceol e ne fa risalire. (1 Samuele 2:6)

  5. Nel Giudizio finale tratterà sovranamente i Giudei come i Gentili, e non ci sarà divisione fra i due popoli: Allora il velo del tempio, si squarciò in due, dall’alto in basso. (Marco 15:38)

  6. Quello che Dio vuole dall’uomo non è l’intelligenza, o abilità o successo che comunque queste cose le da Lui, ma quello che conta per Lui è solo ubbidienza ai Suoi comandamenti, e su questo giudicherà, sia i Gentili come gli Giudei, senza riguardo di persona.

  7. Ascoltiamo dunque la conclusione di tutto il discorso, (ogni cosa udita): Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto per l’uomo. (Ecclesiaste 12:13)

 

(Colossesi 3:25 NRV) Infatti chi agisce ingiustamente riceverà la retribuzione del torto che avrà fatto, senza che vi siano favoritismi.

(1 Pietro 1:17 NRV) E se invocate come Padre colui che giudica senza favoritismi, secondo l’opera di ciascuno, comportatevi con timore durante il tempo del vostro soggiorno terreno;

(Giuda 1:4) Si sono infatti infiltrati tra di voi certi uomini, che sono stati da tempo designati per questa condanna, empi che mutano la grazia del nostro Dio in immoralità e negano l’unico Padrone Dio e il Signor nostro Gesù Cristo.

(Marco 4:11-12) 11 Ed egli disse loro: «A voi è dato di conoscere il mistero del regno di Dio; ma a coloro che sono di fuori tutte queste cose si propongono in parabole, 12 affinché: "Vedendo, vedano ma non intendano, udendo, odano ma non comprendano, che talora non si convertano e i peccati non siano loro perdonati"».

(Isaia 6:10) Rendi insensibile il cuore di questo popolo, indurisci i suoi orecchi e chiudi i suoi occhi, affinché non veda con i suoi occhi, né oda con i suoi orecchi né intenda con il suo cuore, e così si converta e sia guarito».

(Giovanni 12:40) «Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito il loro cuore, perché non vedano con gli occhi, non intendano col cuore, non si convertano e io non li guarisca».

(Genesi 6:5) Ora l’Eterno vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che tutti i disegni dei pensieri del loro cuore non erano altro che male in ogni tempo.

(Romani 3:4) Non sia mai; anzi, sia Dio verace e ogni uomo bugiardo, come sta scritto: «Affinché tu sia giustificato nelle tue parole e vinca quando sei giudicato».