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La Chiesa di Laodicea

   by aymon de albatrus


14 ¶ «E all’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. 15 lo conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! 16 Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. 17 Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. 18 Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. 19 lo riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. 20 Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. 21 A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono. 22 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese». (Apocalisse 3:14-22)


Laodicea era in Turchia, una città fondata da re Antiochus II re della Siria circa il 250 prima di Cristo e nominata a nome di sua moglie Laodicea. Era una città di passaggio commerciale e molto ricca. Produceva pregiati tessuti di lana ed era un grande centro bancario. La chiesa viveva in quest’opulenta ricchezza e quelle attitudini permeavano la chiesa. Gli abitanti credevano nel dio Giove, ma c’era anche un’importante presenza ebrea e durante il tempo di Giovanni era una delle più importanti chiese cristiane nell’area. Adesso è un posto deserto chiamato "vecchio castello". Questo fiorente centro di cultura e benessere è diventato la casa di volpi, di insetti e parassiti di tutti i tipi.

Laodicea non aveva conosciuto Paolo (Col 2:1) ma Paolo parla ai Colossesi di scambiarsi epistole con la chiesa di Laodicea Col 4:16. La lettera di Laodicea è persa.

La parola Laodicea significa "giustizia al popolo" e anche "il popolo parla". Che si può benissimo paragonare alla democrazia dei nostri giorni dove la voce del popolo è ‘ascoltata’.

Nel contesto di Apocalisse Gesù parla a sette chiese (tutte in Turchia) descrivendole in sette modi diversi. Certi interpretano questo come sette ere diverse della chiesa, altri come sette culture differenti e Laodicea rappresenterebbe la nostra cultura democratica occidentale. Penso che ci possa stare molto bene perché notiamo in questi versetti le stesse 7 caratteristiche della chiesa in democrazia:

  1. Tiepida e in pericolo di rigetto divino,

  2. Materialmente ricca ma cieca in spiritualità e inadeguata alla chiamata di Gesù,

  3. In bisogno di carattere divino "oro" che si può ottenere solo attraverso paziente sottomissione e tribolazioni,

  4. In bisogno di santità, "vesti bianche", i vestiti del cielo,

  5. In bisogno di discernimento "affinché tu veda" il vero stato della chiesa,

  6. In bisogno di pentimento,

  7. In bisogno di ritornare in seria associazione con Gesù che bussa alla porta per "cenare" assieme.

Non è questa una descrizione accurata delle nostre chiese moderne in democrazia?

La frase chiave in questi versetti è: lo riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.

V14 - E all’angelo della chiesa in Laodicea scrivi: queste cose dice l’Amen, il Testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio. Gesù Cristo è l’Amen perché in Lui c’è adempimento delle promesse di Dio: poiché tutte le promesse di Dio hanno in lui il «sì» e «l’amen», alla gloria di Dio per mezzo di noi. (2 Corinzi 1:20) Apocalisse dimostra che Cristo è il fedele testimone e il governatore della creazione di Dio, è il Re dei re (Apo 1:5).

V15 - lo conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo!
Forse c’è più speranza per i freddi anti-cristiani, come Saul, che per chi è come questi tiepidi Cristiani che hanno perso la fame per Dio.

V16 – Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca. La parola "vomitarti" viene dal Greco "emeo" e vuol dire proprio così "vomitare, tirare su e buttare fuori". Si fa così quando qualcosa è estranea al nostro sistema. Questo dimostra senza dubbi la rivulsione di Cristo verso i Cristiani tiepidi. Noi oggi, siamo tiepidi? Preghiamo il Signore che ci aiuti a stare in piedi.

V 17 - Poiché tu dici: Io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo. Il benessere materiale li ha accecati alla loro bancarotta spiritualità. Il mondo ha invaso la chiesa. La chiesa si pensava ricca ai suoi occhi, ma agli occhi di Cristo era molto povera. Paragoniamola alla chiesa di Smirne che pur essendo afflitta e povera era ricca agli occhi del Signore: Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia tu sei ricco) ….. (Apocalisse 2:9)

Ma cosa dice il Signore a chi si fida delle ricchezze: 18 E disse: "Questo farò, demolirò i miei granai e ne costruirò di più grandi, dove riporrò tutti i miei raccolti e i miei beni, 19 poi dirò all’anima mia: Anima, tu hai molti beni riposti per molti anni; riposati, mangia, bevi e godi 20 Ma Dio gli disse: "Stolto, questa stessa notte l’anima tua ti sarà ridomandata e di chi saranno le cose che tu hai preparato?" (Luca 12:18-20) Anche non essendo Farisei, la loro attitudine era simile, si pensavano sani ma erano malati, si pensavano vedenti ma erano ciechi. Il Signore li rimprovera perché erano in una condizione pericolosa e non lo sapevano.

V18 - Ti consiglio di comperare da me dell’oro affinato col fuoco per arricchirti, e delle vesti bianche per coprirti e non far apparire così la vergogna della tua nudità, e di ungerti gli occhi con del collirio, affinché tu veda. Cristo consiglia a loro di comprare 3 cose da Lui: L’oro divino del carattere invece di essere miserabili, pietosi e poveri; Vesti bianche per coprire la loro nudità spirituale; e collirio per i loro occhi ciechi che possano vedere spiritualmente.

V19 - lo riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti.
Il Signore castiga chi ama, coloro che sono i Suoi figli: 5 e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, 6 perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». 7 Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? 8 Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. (Ebrei 12:5-8)

I Laodiciani non erano bastardi ma figli, anche se tiepidi.

Da notare che nonostante la loro pietosa condizione, loro non avevano cessato di essere parte della Chiesa di Cristo, lo stesso per le altre chiese perché quello che il Signore comincia, lo porterà sicuramente a termine.

V20 - Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me. A chi si riferisce questo versetto? Sicuramente alla chiesa di Laodicea, ma ai cuori dei salvati o ai cuori dei non ancora salvati? Gesù sta "bussando" alla porta del cuore dei persi o Gesù sta chiamando i credenti tiepidi a ritornare ad avere comunione con Dio?

Vicinanza col Signore si può raffreddare se diventiamo tiepidi nel nostro amore per Gesù, come era la chiesa di Lodicea alla quale questo versetto è specificamene diretto. Il contesto di Apo 3:20 è riferito a quelli della chiesa di Laodicea che erano tiepidi, né caldi né freddi, ma erano nondimeno credenti. Non è riferito ai non-credenti.

Ecco perché Gesù si ritrae vicino ai loro cuori ma fuori dalla porta, aspettando di entrare in modo da rinnovare l'intimità di prima. Disubbidienza può fratturare una associazione stretta con Dio, ma si può anche rinnovare nel pentimento, aprendo i cuori nuovamente a Lui, e lasciando che Lui abbia di nuovo controllo completo della nostra vita.

Inoltre, dobbiamo notare il significato della frase: "se qualcuno ode la mia voce". Chi è che "ode la Sua Voce"? Soltanto le Sue pecore ascoltano (riconoscono) la Sua voce e Lui li conosce in anticipo: Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; (Giovanni 10:27)

I non-credenti non riconoscono la voce del Maestro, ne la possono "ascoltare", ne lo cercano, come sta scritto: Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che ricerchi Dio. (Romani 3:11)

Nel caso dei Laodiciani, essi erano le Sue pecore, ascoltavano (riconoscevano) la Sua voce, e Lui li conosceva personalmente, ma non lo seguivano perché si erano raffreddati e diventati tiepidi. Ma erano già convertiti. Perciò il Signore, nel Suo infinito amore e pazienza, li esortava a rinnovare la loro associazione con Dio. Il migliore modo di rinnovare associazioni è sempre il pranzare assieme.

E' chiaro dunque che Apo 3:20 è diretto ai "credenti" piuttosto che ai "non-credenti" di Laodicea, e più specificamente ai tiepidi credenti, tipo di chiesa moderna, come ancor ora esorta tutti i tiepidi credenti a rinnovare l'associazione con Dio e a diventare zelanti per Lui.  Se non erano credenti perché dire loro: lo riprendo e castigo tutti quelli che amo?, non avrebbe alcun senso.

Far applicare questo versetto ai "non credenti" in modo globale è prendere il versetto fuori contesto ed applicare una forzatura ecclesiastica. Una forzatura tale non porta onore a Dio, perché lo riduce ad un povero mentecatto disperatamente implorando la Sua creatura di aprire la porta e farlo entrare dal freddo al caldo della casa. E' questo il nostro Dio?

E poi come potrebbe permettersi di castigare se non gli è nemmeno permesso di entrare?  Anche qui non c'è coerenza.

Un "dio" così non è il Dio della Bibbia perché il vero Dio è Sovrano e fa' quello che vuole, sia in cielo come sulla terra, e nessuno gli può fermare la mano e dirGli: "Che cosa fai"? Tutti gli abitanti della terra davanti a lui sono considerati come un nulla. Egli agisce come vuole con l’esercito del cielo e con gli abitanti della terra. Nessuno può fermare la sua mano o dirgli "Che cosa fai?". (Daniele 4:35) Volete un versetto dal NT?: 22 Che c’è da contestare se Dio, volendo manifestare la sua ira e far conoscere la sua potenza, ha sopportato con grande pazienza dei vasi d’ira preparati per la perdizione, 23 e ciò per far conoscere la ricchezza della sua gloria verso dei vasi di misericordia che aveva già prima preparati per la gloria, (Romani 9:22-23)

V21 - A chi vince concederò di sedere con me sul mio trono, come anch’io ho vinto e mi sono posto a sedere col Padre mio sul suo trono. Questo versetto enfatizza uno dei punti più importanti in Apocalisse. Gesù vinse come l’Agnello nell’essere obbediente al Padre fino alla morte sulla croce e dona Sé stesso come esempio di uno che vince. Ottenne la vittoria nell’essere obbediente sulla croce (Fil 2:8-9) e per questo è stato innalzato ed ha ricevuto uno nome sopra tutti gli altri nomi. Apocalisse dimostra che la stessa obbedienza è richiesta ai santi. Pietro mostra Cristo come il nostro esempio di uno che ha sofferto ed è morto ingiustamente sulla croce, ma che è adesso in Paradiso seduto alla destra del Padre con gli angeli, autorità e Potenze, tutti soggetti a Lui. (1Pi 2:13-25). Quelli che soffrono con Lui, regneranno con Lui: e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra». (Apocalisse 5:10) E qui non ci sarà più notte alcuna e non avranno bisogno di luce di lampada né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà, ed essi regneranno nei secoli dei secoli. (Apocalisse 22:5)

I Laodiciani erano dei poveri lunatici, nello squallore più abietto, ma stupidamente vantandosi di stravaganti ricchezze. Ma, chi si abbassa, vincendo il suo miserabile orgoglio, si sederà al tavolo del Signore e dopo, per sempre, si sederà con Lui in gloria sul Suo trono.

V22 - Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese». Questa è la formula che Gesù ha usato molte volte "chi ha orecchi, ascolti". Naturalmente Gesù non si riferisce a sentire le parole meccanicamente, ma a comprenderle nel cuore e farle proprie. Tutto quello che noi dobbiamo badare viene detto qui.

Conclusione.

  1. La chiesa di Laodicea era una chiesa di credenti che avevano perso il loro primo amore. Il benessere e la vita agiata li aveva allontanati da Cristo, proprio come nella nostra democrazia.

  2. La chiesa di Laodicea rappresenta molto bene la chiesa moderna dove è più importante farsi una bella casa e avere un buon lavoro piuttosto che mettere su famiglia e dedicarsi veramente al servizio del Signore con tutto il nostro cuore, anima e mente.

  3. La chiesa di Laodicea era arrogante, piena di se stessa, e lunatica, proprio come le nostre chiese, che come lei, non lo sanno.

  4. Gesù richiede da lei pentimento e che si procuri l’oro del carattere divino e vesti di santità e collirio per vedere lo stato pietoso in cui è caduta.

  5. Gesù le dà un’altra opportunità di camminare retta davanti a Lui, ma non è che la chiesa sia perduta perché dice "lo riprendo e castigo tutti quelli che amo", chiedendo che si ravvedi ed abbia zelo.

  6. Per questo Gesù è alla porta, perché vuole che la chiesa si ravveda, si penta, si renda conto del suo miserabile stato e ritorni a Lui con umile attitudine e cosi potrà rinnovare l’associazione sopra una cena.

  7. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese che sarebbe a dire: io sono il Signore, l’Eterno, il Signore Dio tuo.

Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore che ci sostenga a non cadere in questa miseria spirituale, e se ci cadiamo, che ci apra gli occhi e ci doni il pentimento per uscirne fuori.