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In che senso si contrista lo Spirito Santo?E non contristate lo Spirito Santo di Dio, col quale siete stati sigillati per il giorno della redenzione. (Efesini 4:30) Non spegnete lo Spirito. (1 Tessalonicesi 5:19) Questi versetti sono generalmente interpretati come se l’uomo avesse il potere sullo Spirito Santo e di poterlo controllare in qualche modo. La perversione umana, l’arroganza e le sue delusioni sono così grandi di fantasticarsi un dio a sua somiglianza sul quale abbia potere. Così l’uomo vaneggia nella sua immaginata grandezza di aver ascendenza su Dio. Prima di andare oltre, dobbiamo capire bene chi è lo Spirito Santo. All'istante comprendiamo che lo Spirito Santo è una persona e non un’influenza perché soltanto una persona si può "contristare". Ma che tipo di persona è? Lo Spirito Santo è menzionato più di tutti da Gesù Cristo. Questo ci porta al difficile concetto della Trinità. La parola Trinità non è menzionata dalla Bibbia, ma Gesù ha detto: Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, (Matteo 28:19). Qui Gesù identifica il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo e li mette allo stesso livello, perciò se il Padre è Dio, anche il Figlio e lo Spirito Santo sono Dio, logicamente. In che modo si può provare che il Figlio e lo Spirito Santo, sono Dio? Semplice, si compone una lista dei maggiori attributi di Dio Padre e poi si cerca nella Bibbia se gli stessi attributi sono applicati anche al Figlio e allo Spirito Santo. Ed è proprio così, da questo possiamo dire che nel Dio unico ci sono 3 persone di uguale importanza, dove il Padre ha la preminenza. Questo concetto di un Dio unico che si manifesta in tre persone è per noi impossibile da capire, ma sappiamo che è così, perché l’inerrante Parola di Dio ce lo dimostra. Comunque, in questo discorso è sufficiente per noi sapere che lo Spirito Santo è in realtà Dio perché i dieci dei suoi maggiori attributi sono uguali a quelli di Dio Padre. I dieci attributi di Dio sono:
Prendiamo l’attributo della "Felicità". Dio, lo Spirito Santo, non è MAI rattristato, frustrato e tantomeno contristato altrimenti gli mancherebbe qualcosa e perciò non sarebbe più Dio, per definizione. Nessuna tragedia umana o angelica, può minimamente intaccare la Sua Felicità, o causargli un momento di costernazione o frustrazione, perché Lui è Tutto Sufficiente e non gli manca nulla. Inoltre Lui è onnisciente e onnipresente, perciò niente lo può sorprendere. Nessun umano e nemmeno uno spirito, infatti, NESSUNO, ha potere su di Lui da turbare il Suo piacere. L'altro attributo per questo punto è la Sua "Immutabilità", in quanto Dio non cambia e perciò nulla di esterno a Lui può minimamente interferire in quello che si è proposto e perciò non può essere contristato in nessun modo. "«Io sono l’Eterno, non muto; ........" (Mal 3:6) Quando interpretiamo versetti come, E non contristate lo Spirito Santo di Dio, bisogna tenere in mente una ottica di chi Dio è, e i Suoi attributi. In NESSUN modo noi abbiamo potere su Dio da contristarlo o in altre parole, rendere a meno la Sua Felicità, altrimenti gli mancherebbe qualcosa e non sarebbe più Dio, e né sarebbe immutabile, per definizione. Allora come interpretare? Dio ci ha dato dei nomi con i quali possiamo identificare, per esempio, le persone della Trinità, ma, infatti, nessuno di loro ha un "nome" come lo comprendiamo noi. Altresì la parola "Dio" (Yahweh) è una Sua invenzione per favorire la nostra comprensione umana. Noi abbiamo bisogno di termini finiti, concetti definibili per pensare e capire, e Dio ha provveduto quelle cose che chiamiamo "linguaggio di accomodamento". Ogni genitore usa questo "linguaggio di accomodamento" quando vuole comunicare con i sui bambini piccoli, un linguaggio al loro livello che loro possono capire. È un linguaggio semplificato per far capire al bambino quello che il genitore ha in mente. Per esempio se Bruno volesse dire al figlioletto Marco di non toccare il vaso cinese che ha nell’entrata di 10mila euro non direbbe: "Marco, ascolta, quel vaso è molto delicato e costosissimo, ti prego astieniti dal toccarlo". Invece la sua ammonizione sarebbe: "Bimbo! No. No!". Nello stesso modo Dio forma la Sua comunicazione verso di noi in termini molto di più bassi della Sua mentalità, usando parole e concetti che noi comprendiamo. Per questa ragione Egli ci dice: Come i cieli sono più alti della terra, cosi le mie vie sono più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri. (Isaia 55:9) Inoltre, la Bibbia spesso si esprime dal punto di vista umano (antropologicamente) che pone l'uomo al centro della realtà, e altre volte (antropopaticamente) [Anthropopathy (Greek ανθρωπος, anthropos, "human", παθος, pathos, "suffering") is the attribution of human emotion to a non-human being, generally a god.] che attribuisce emozioni umane a Dio. Per esempio: E l’Eterno si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. (Genesi 6:6). Sembrerebbe che Dio fosse sorpreso dagli avvenimenti, come se Lui fosse umano e avesse commesso un errore a fare l’uomo, ma questo è impossibile perché fra i Suoi attributi Dio è anche Onnisciente e perciò sa tutto del passato, del presente e del futuro. Se sapeva tutto, ancora prima di creare, perché pentirsi di come sono andate le cose, dato che lo sapeva benissimo? Non ha nessun senso. Ed è anche impossibile che Lui veramente si addolorò, come un umano, altrimenti il Suo attributo di intaccabile Felicità sarebbe venuto a meno e questo lo renderebbe non più il Dio onnipotente. Adesso comprendiamo che quando la Parola dice, E non contristate lo Spirito Santo di Dio, non intende che noi abbiamo potere sullo Spirito Santo, Dio, e possiamo graffiare la Sua Felicità, ma si esprime in un "linguaggio di accomodamento" per favorire la nostra comprensione di quello che Dio ci vuol fare capire. La Parola qui (come da qualsiasi altra parte) parla specificatamente per il nostro beneficio, esortandoci a non camminare contrariamente ai chiari comandi del Signore, che lo Spirito Santo santifica in noi, perché ci facciamo del male e più continuiamo su questa strada e più lontano il Signore sembra da noi. In altre parole, viviamo male. Certo, dal punto di vista umano, antropologicamente, si può concepire che lo Spirito Santo viene contristato quando noi lo offendiamo con il nostro comportamento contrario al volere di Dio e Lui ritira la sua confortabile presenza da noi. Ritirando la Sua presenza Egli ritira anche la Sua protezione e lascia al maligno campo libero di punirci come meritiamo, e questo sembrerebbe come se lo Spirito fosse diventato nostro nemico, come dice in Isaia: Ma essi si ribellarono, e contristarono il suo santo Spirito; perciò egli divenne loro nemico e combatté contro di loro. (Isaia 63:10) E' di questo che l'Apostolo ci mette in guardia. Dal punto di vista antropopatico, cioè attribuendo emozioni umane allo Spirito, Egli viene contristato dal nostro peccaminoso comportamento, dall’iniquità delle nostre anime, dalla nostra continua ribellione, dalla prevalente corruzione e dalla perpetua resistenza al Suo lavoro di santificazione in noi. Questo per farci capire, al nostro livello, quanto malvagio è il nostro cuore e il nostro comportamento. Come un padre che vede suo figlio camminare malamente. Ma, la Felicità di Dio non può essere incrinata in nessun modo, e grazie a Dio che è così, perché altrimenti saremo persi di sicuro. Perché è Dio, l’autore della nostra nuova nascita, l’impiantatore e l’applicatore della Grazia e il compitore della nostra Fede; perché Egli è il confortatore dei santi, il nostro avvocato, il nostro aiuto, il rafforzatore; e il nostro costante compagno che è in noi e rimane in noi fino alla morte. Segue, dunque, che Egli porterà a termine il Suo lavoro fino alla nostra perfetta salvezza in cielo. tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, ……. (Ebrei 12:2) Questo "contristare" non significa che noi facciamo un dispiacere a Lui, dato che Lui non può essere dispiaciuto, essendo Dio, ma facciamo del male a noi stessi in quanto ci tiriamo addosso le conseguenze del peccato. Ed è questo che la Parola cerca di dirci. Che cosa "contrista" lo Spirito di Dio: (Efesini 4:19-32; Efesini 5:3-5) Quando viviamo come Pagani: Quando cediamo alla nostra natura peccaminosa: Quando mentiamo: Quando ci arrabbiamo: Quando rubiamo: Quando imprechiamo: Nell’amarezza Quando non perdoniamo: Nell’immoralità Sessuale: La lista potrebbe continuare ad-infinitum, ma penso che sia lunga a sufficienza per fare il punto chiaro. Contristare lo Spirito è agire in modo peccaminoso, sia, di fatto, come di pensiero, cose che un figlio di Dio deve evitare di fare e di pensare, ma di rinnovarsi la mente: E non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio. (Romani 12:2) Da notare che lo Spirito Santo non è poi così delicato come la moderna teologia ci vorrebbe far credere dato che può forzutamente vietare di fare qualcosa, come fece con gli Apostoli, come é scritto: "Poi, traversarono la Frigia e il paese della Galazia, avendo lo Spirito Santo vietato loro d’annunziare la Parola in Asia" (Atti 16:6) E non dimentichiamoci la storia di Anania e sua moglie Saffira, (Att 5:1-11) dove lo Spirito Santo li uccise sul posto per averGli mentito. È questo contristare lo Spirito? In quel caso saremmo tutti morti. Prendiamo l’altro versetto: Non spegnete lo Spirito. (1 Tessalonicesi 5:19) È mai possibile spegnere lo Spirito considerando quello che abbiamo detto sopra? Di nuovo qui non s’intende che l’uomo possa spegnere Dio, ma piuttosto "spegnere" in noi la ricezione delle grazie e benedizioni che Dio da liberamente. Queste grazie e benedizioni non possono essere totalmente spente, ma possono essere smorzate per un tempo, la luce della Fede può indebolirsi, la fiamma dell’Amore per Dio si può ridurre, il calore dello Zelo per la Parola può diventare tiepido, come per la chiesa di Laodicea. Questo è il risultato nell’indulgere in qualche peccato, tenere cattive compagnie e nel trascurare le ordinanze del Signore, come: preghiera, testimonianza, predicazione e praticare i doni dello Spirito. Queste grazie e benedizioni possono essere smorzate per un poco, ma il Signore porterà sicuramente a termine quello che si è prefisso su noi, i Suoi eletti. Il concetto è simile a quello in 1 Timoteo 1:6: Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l’imposizione delle mie mani. Il dono qui riferito sarebbe quello di ministero che Paolo esorta Timoteo a non spegnere, nel senso di non metterlo in uso. Questo dono era in Timoteo e continuava ad essere in lui, non era perso, e nemmeno tolto da lui ma era "spento" perché Tim era riluttante a metterlo in uso, sembra per la sua timidezza. Per questo l’Apostolo lo esorta a "ravvivare", in senso metaforico, questo dono "spento" e di non lasciarlo cadere in disuso attraverso negligenza e dimenticanza. Infatti, Timoteo divenne vescovo di Efeso e fece tante opere nel Signore, soffrendo anche lui il martirio in Efeso durante la festa della dea Diana. [Parlando di Diana, una parentesi: nel 431 a Efeso Diana fu soppiantata da Maria dalla chiesa cristiana per legittimare, nell’Asia Minore, che Maria era la "madre di dio" e la "madre di tutti", e non Diana. Diedero a Maria anche gli attributi di Diana, come: "regina del cielo" e "vergine divina". Lo stesso principio vale per noi, ed ecco il significato di "Non spegnete lo Spirito". Dio ci chiede di mettere nuova vitalità nel fuoco santo che Dio ha acceso in noi, attraverso costante preghiera, meditazione sulla Sua Parola, testimonianza e praticando i doni che Lui ci ha dato. Non è lo Spirito che viene spento, ma la ricezione dei Suoi doni e benedizioni che viene a meno. In Conclusione:
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