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Aspetti della SalvezzaIntroduzioneG li Anziani, hanno accolto la richiesta di avere una trama nelle prediche ed il tema della chiesa è stato scelto come utile ed informativo per la nostra chiesetta. Giustamente prima di parlare di chiesa bisogna capirne le fondamenta.La chiesa è la radunanza dei credenti. Chi non è credente, non fa parte della chiesa. I credenti, sono quel gruppo di persone, che Dio ha chiamato a Se stesso. Quelli, che Lui, ha separato dal mondo. È normale per i credenti avere desiderio di radunarsi frequentemente assieme perché sono membri della famiglia spirituale di Dio, inoltre, la tradizione che gli Apostoli ci hanno lasciato è quella di radunarci almeno una volta alla settimana di Domenica. Infatti, questo ci è anche fortemente richiesto dalla Scrittura: non abbandonando il radunarsi assieme di noi come alcuni hanno l’abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno. (Ebrei 10:25). Chi non ha desiderio di mischiarsi con i fratelli, mette in dubbio la sua salvezza. La Scrittura ha questo da dire su chi si separa dai fratelli: Chi si separa cerca la propria soddisfazione e si adira contro tutta la vera sapienza. (Proverbi 18:1) Non è una scelta, ma è forte raccomandazione. Non è nemmeno un’imposizione Cattolica che se non vai ogni domenica mattina alla messa delle 7, non sei salvato. Ma chi si assenta dalla chiesa dà sicuramente forte indicazione da che parte sta’ il cuore. Un vero Cristiano, nato di nuovo, ha desiderio di stare assieme ai suoi fratelli e sorelle spirituali. Chi non frequenta la chiesa, da forte segnali di problemi nella sua conversione. Radunarsi fra di noi è per il nostro beneficio, perché c’è sicurezza nella moltitudine di credenti, c’è correzione e sostegno. Raramente ci si perde quando si è in buona compagnia: Senza una saggia guida il popolo cade, ma nel gran numero di consiglieri c’è salvezza. (Proverbi 11:14) Certi dicono, "non vado in chiesa perché non ricevo niente". Ebbene, cerca un’altra chiesa che sia adatta a te, piuttosto che stare a casa. Da notarsi che potrebbe anche essere lo stato del cuore, piuttosto che la predica. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae il bene; e l’uomo malvagio dal malvagio tesoro del suo cuore trae il male, perché la bocca di uno parla dall’abbondanza del cuore. (Luca 6:45) La Bibbia è un libro chiuso ai non credenti, si capisce solo con l’aiuto dello Spirito. Perciò potrebbe essere di nuovo un caso di conversione fasulla, mancanza di Spirito. È chiaro che chi presenta da questo pulpito lo fa nel timore del Signore, avendo dedicato almeno una settimana al messaggio chiedendo il soccorso del Signore in preghiera, perché da una parte la Scrittura dice: Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano sulle anime vostre, come chi ha da renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, perché ciò non vi sarebbe di alcun vantaggio. (Ebrei 13:17), e ripete Gli anziani che esercitano bene la presidenza siano reputati degni di un doppio onore, principalmente quelli che si affaticano nella parola e nell’insegnamento. (1 Timoteo 5:17) e dall’altra: Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne riceveremo un più severo giudizio, (Gia 3:1) Chi predica e insegna, lo deve fare nel timore di Dio perché e responsabile per quello che dice. Inoltre, noi tutti, non dobbiamo dire: "cosa può fare la chiesa per me?", ma piuttosto diciamo: "cosa posso fare io per la chiesa?". L’altra Domenica , come base, si è parlato della Salvezza, e quest’oggi lo seguirò nell’ampliare il concetto della salvezza, perché questa è essenzialmente la fondamenta della chiesa e bisogna capirla bene. Se la salvezza non si comprende bene e non si percepisce dentro noi l’enorme Grazia che Dio ci ha fatto, allora il convertito non renderà propriamente ubbidienza e lode al Signore, e per questo non camminerà dritto davanti a Lui ed avrà fede e ubbidienza instabile, come dice l’Apostolo: ...... perché chi dubita è simile all’onda del mare, agitata dal vento e spinta qua e là. (Giacomo 1:6) Aspetti della Salvezza(Gesù) Poi disse ad un altro: «Seguimi!». Ma quello rispose: «Signore, permettimi prima di andare a seppellire mio padre». Gesù gli disse: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti, ma tu va’ ad annunziare il regno di Dio». Ancora un altro gli disse: «Signore io ti seguirò, ma permettimi prima di congedarmi da quelli di casa mia». Gesù gli disse: «Nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». (Luca 9:59-62) Cosa è la chiamata?: La chiamata è soprattutto un’attività Sovrana di Dio. I chiamati sono i convertiti dal Signore. Nei versetti sopra vediamo che Gesù "chiama" a Se stesso due discepoli. Questa è la chiamata. Non dice perché li ha chiamati o se ci fosse stato qualcosa di particolare in loro che fosse d’interesse a Lui. NO! Li chiama sovranamente e basta. Non disse: "Chiudete gli occhi, e se qualcuno di voi vuole accettare Cristo nel suo cuore alzi la mano", e poi quando hanno alzato la mano: " quelli che hanno alzato la mano vengano avanti che pregherò per loro, mentre il pianista suona una musichetta". No! Niente di questo, ma semplicemente: "tu seguimi". Soltanto un ordine, per azione immediata. Così è la chiamata del Signore. Vediamo però che entrambi hanno qualcos’altro che preme. Uno vuole seppellire suo padre e l’altro salutare i suoi parenti. Sembrerebbe una richiesta ragionevole, ma non per Gesù, perché dice: «Nessuno che ha messo la mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio». Parole dure?? Difficili da capire? Per chi non è convertito, sicuramente. Ma un vero convertito sa che adesso lui non appartiene più a se stesso, ma al Signore, completamente. È schiavo del Signore, come Paolo ripete nelle sue lettere, e ubbidisce subito, senza ma e perché. Purtroppo, questo concetto non è ben capito fra i credenti o almeno non è messo in pratica. Inoltre bisogna ben capire che tutte le cose create, e non ce ne sono altre che quelle che Dio ha creato, appartengono al Signore, incluso noi, buoni e cattivi. La Scrittura dice: Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto? (1 Corinzi 4:7) Perciò, chi crede e chi non crede ha niente di suo, ma tutto è del Signore. La differenze è in chi uno serve, ed è: o il Signore o il maligno. Non ce ne sono altri. Se non servi il Signore, allora servi il diavolo. Se uno serve se stesso, allora uno serve il maligno. Se uno è del Signore deve mettere tutto, ma tutto, anche la sua vita, sotto in secondo piano al servire il Signore: «Se uno viene a me e non odia suo padre e sua madre, moglie e figli fratelli e sorelle e perfino la sua propria vita, non può essere mio discepolo. (Luca 14:26) Un discepolo di Cristo, uno chiamato, non può servire Dio e a mammona allo stesso tempo. Uno separato dal mondo, non può giustamente fare gli interessi di Cristo se ha una mente divisa con i suoi pensieri, con i suoi affetti e i suoi affari nel mondo. Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona. (Matteo 6:24) Una volta messo le mani sull’aratro di Cristo non si torna indietro e ne ci si gira indietro, ne si è distratti dal mondo. Le cose del mondo non sono più di nostro interesse. Andiamo a lavorare per mettere pane sul tavolo, non per fare una carriera. Il nostro concerno è il Ragno di Dio. Notiamo anche un passaggio pieno di significato: Lascia che i morti seppelliscano i loro morti. Cosa vuol dire un passaggio così forte? Qui ci sono due tipi di morti: i secondi sono sicuramente corpi morti e si capisce subito, ma chi sono i primi? Quelli sono gli stessi morti di come eravamo noi prima che il Signore ci convertisse sovranamente per Grazia, cioè: anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), (Efesini 2:5). Questi primi morti sono i non convertiti, i non chiamati (almeno a quel momento). Dio può convertire a qualsiasi età, finché si è vivi, su questa terra, la speranza è sempre valida per tutti, ma, al momento, quelli sono morti.Cosa dice Gesù al discepolo: Io ti ho vivificato spiritualmente, Ti ho convertito a Me, Ti ho rinnovato, tu sei una nuova creazione e appartieni a Me, va’ e proclama il Vangelo della Pace e dichiara il regno di Dio, e lascia chi non è convertito alle cose terrene, del mondo. C’è una divisione. Gesù dice: 32 Or la folla sedeva intorno a lui; e gli dissero: «Ecco, tua madre e i tuoi fratelli sono là fuori e ti cercano». 33 Ma egli rispose loro, dicendo: «Chi è mia madre, o i miei fratelli?». 34 Poi guardando in giro su coloro che gli sedevano intorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli. 35 Poiché chiunque fa la volontà di Dio, questi è mio fratello, mia sorella e madre». (Marco 3:32-35) È chiaro, dunque, che chi è convertito non deve farsi distrarre dai parenti, dagli amici, ne da mondo, ne da niente altro, il Signore lo ha separato per il servizio del Regno, esclusivamente. Perciò non ci sono scuse, perché quello indicherebbe una conversione incompleta. Chi sceglie? Dio o l’ uomo? Vediamo adesso la prova di quanto sopra. L’altra domenica il concetto di questi versetti ci è stato esposto bene: 4 ¶ Ma Dio, che è ricco in misericordia per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesú, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia con benignità verso di noi in Cristo Gesú. 8 Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesú per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo. (Efesini 2:4-10) Ci è stato giustamente detto che sia la Grazia come la Fede sono date da Dio. La salvezza è un dono non meritato. E ci ha anche detto che se lo Spirito non ci abilita, non ci tocca, non siamo capaci di appropriarcene. Ed ecco la prova: 2 L’Eterno guarda dal cielo sui figli degli uomini per vedere se vi sia qualcuno che abbia intendimento, che cerchi DIO. 3 Si sono tutti sviati, si sono tutti corrotti; non c’è alcuno che faccia il bene, neppure uno. (Salmi 14:2-3) (Salmi 53:2-3) 10 come sta scritto: «Non c’è alcun giusto, neppure uno. 11 Non c’è alcuno che abbia intendimento, non c’è alcuno che ricerchi Dio. 12 Tutti si sono sviati, tutti quanti sono divenuti inutili; non c’è alcuno che faccia il bene, neppure uno. (Romani 3:10-12) Ritornando a Efesini 2:5 notiamo che tutti noi convertiti eravamo morti, spiritualmente morti. Se qualcuno è spiritualmente morto, può scegliere qualcosa spirituale? Sicuramente NO, anche i bambini lo sanno. Qui ci vuole qualcosa di esterno a noi che ci vivifichi spiritualmente perché, l’uomo lasciato a se stesso non lo può fare, essendo morto. E lo vediamo nel versetto 4 & 5 dove dice che il Dio d’amore (agape) ci ha vivificati in Cristo anche quando eravamo morti. Che eravamo morti e che Dio ha lavorato (e lavora) in noi è sicuramente anche provato da Efesini 2:1: Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati. E come ha fatto? Lo vediamo in Ezekiele dove Dio dice: 26 Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dalla vostra carne il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. 27 Metterò dentro di voi il mio Spirito e vi farò camminare nei miei statuti, e voi osserverete e metterete in pratica i miei decreti. (Ezechiele 36:26-27) Per cuore si intende l’essenza della persona, il suo ego, il suo essere. È il Signore che interviene dentro di noi per primo, ci toglie il nostro cuore di pietra spiritualmente morto e lo rimpiazza con uno di carne spiritualmente vivo, e questo cambiamento ci abilita a cercare il Signore che sarà trovato sicuramente. È tutto da Dio. Allora chi è che sceglie? Gesù dice: Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi; e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto, e il vostro frutto sia duraturo, affinché qualunque cosa chiediate al Padre nel mio nome, egli ve la dia. (Giovanni 15:16) Non mi sembra che ci sia spazio qui per cavillare, è palesemente ovvio che è Dio che sceglie, e non al momento, ma prima che la terra e il tempo fossero Egli ci ha chiamati: 3 ¶ Benedetto sia Dio, Padre del Signor nostro Gesú Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati ad essere adottati come suoi figli per mezzo di Gesú Cristo secondo il beneplacito della sua volontà, (Efesini 1:3-5) Ci ha eletti secondo il Suo piacere, non per qualcosa che noi avevamo o eravamo, ma soltanto e solo per piacere Suo, e ripete che nemmeno ha ricevuto consiglieri: 11 In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà, 12 affinché fossimo a lode della sua gloria, noi che prima abbiamo sperato in Cristo. (Efesini 1:11-12) Per cosa ci ha scelto? Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesú per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, perché le compiamo. (Efesini 2:10) Avendoci scelti prima che il tempo fosse e secondo il beneplacito della Sua volontà, al momento opportuno ci ha vivificato in Cristo (convertiti) per fare i lavori che Lui ha prestabilito per noi, noi dobbiamo morire a noi stessi e dire come Gesù: Gesú disse loro: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e di compiere l’opera sua. (Giovanni 4:34) Perciò, adesso, non siamo più "liberi agenti" ma apparteniamo al Regno di Dio. In questo Regno c’è il Re dei re, che è anche il Creatore di tutto, ed è il Supremo Comandante delle armate dei cieli (che sono gli Angeli) con tutti i redenti. Nel Regno di Dio non c’è democrazia (quella è del mondo) ma Teocrazia. L’Eterno comanda e tutti obbediscono, gioiosamente. Chi si irrita e recalcitra ai comandamenti del Signore, non è redento e non fa parte del Suo Regno. E se non fa parte del Regno di Dio, allora egli si trova nell’unica altra parte, nel regno di Satana. Si può essere di qua o di là, e da nessun altra parte. E il Signore comanda di non mancare alla radunanza dei Suoi eletti, almeno la Domenica. Conclusione:
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