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Il Ruolo della Donna nella Chiesa (moderna)secondo un espositore modernistico Considerazioni preliminari. [risposta 1] In un'epoca di rimessa in questione come la nostra, dove per esempio, tutto il problema della condizione della donna nella società e' riproposto e rivalutato, noi dobbiamo essere prudenti abbordando l'argomento del "ruolo della donna nella chiesa." Bisogna assicurarci che i nostri giudizi siano veramente in accordo con l’insegnamento autorizzato, normativo ed immutabile, della Parola di Dio, nostra sola regola di fede e di condotta, che non lascino trasparire l'influenza della cultura, che, anch’essa, deve essere giudicata alla luce della Scrittura. Cf. Dichiarazione di Losanna: "La cultura deve sempre essere esaminata e giudicata dalla Scrittura..."(1974) Le Chiese sono talvolta schiave della cultura, piuttosto che delle Scritture. Il femminismo è un tratto saliente della nostra cultura (può darsi, d'altra parte, parzialmente in reazione alla misoginia che ha caratterizzato la mentalità precedente). Non dimentichiamolo mai, durante l’esame della questione che ci interessa. Ho appena fatto allusione alla misoginia. Purtroppo, è una realtà, e noi dobbiamo tenerne conto. Ella ha certamente avuto una sua incidenza, ella ha avuto un certo peso, nella elaborazione di alcuni giudizi. Il credente attaccato alle Scritture ha ragione di denunciare l’apostasia. L’abbandono della Parola, responsabile dell’apparizione di ogni sorta di flagelli spirituali. Morali e sociali. Ma deve anche domandarsi onestamente, in che misura questa Parola, la governa, controlla, guida nell’esame di certi soggetti. In che misura egli è servitore della Parola, e in che misura si è servito d’Ella, per far trionfare un punto di vista umano e soddisfare la carne. Dio ci esorta ad avere pesi giusti e misure giuste: "Non avrai nella tua borsa due pesi, uno grande e uno piccolo. Non avrai in casa due misure, una grande e una piccola. Terrai pesi esatti e giusti, terrai misure esatte e giuste, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà." (Deuteronomio 25:13-15 NRV) Non possiamo falsare l’equilibrio scritturale, dando ad una verità biblica più peso che ad un’altra, anch’essa biblica, o più peso di quanto essa non abbia nell’insegnamento globale della Bibbia su un certo soggetto. Ci appartiene come popolo riscattato dal sangue di Cristo abitato dallo Spirito Santo, di giudicare, con l’aiuto della Parola, i pregiudizi, le prevenzioni, i preconcetti, le inimicizie che caratterizzano la mentalità adamica decaduta; ed essere rinnovati nello spirito della nostra intelligenza Cfr. Efesini 4:23. Così, noi potremo abbondare sanamente ed oggettivamente la questione del '"ruolo della donna nella Chiesa". Questa obiettività è necessaria tanto alle sorelle in Cristo, che ai fratelli in Cristo. IL RUOLO DELLA DONNA NELLA CHIESA 1) La presenza di donne negli Evangeli, prima della nascita della Chiesa.
È vero che gli Apostoli sono degli uomini , cfr .Marco 3:13-19, e che non ci sono donne tra i " settanta altri discepoli", designati più tardi, cfr. Luca 10:1-4 e Luca 22:35-36. [risposta 2] Tuttavia, risalta in modo evidente dalla lettura dei Vangeli, che vi furono delle donne molto vicine al Signore durante tutto il suo ministero terrestre, vicine a Colui che sarebbe di venuto la Testa della Chiesa. [risposta 3] Senza insistere sulla nascita di Gesù, che ci mette alla presenza di tre rimarcabili serve di Dio: Maria, Elisabetta e Anna (Luca 1 e 2) notiamo che la presenza femminile accompagna il Signore. [risposta 4]
2) La partecipazione attiva delle donne alla vita, al combattimento, al lavoro e alla missione della Chiesa.
LA NATURA DEL MINISTERO DELLA DONNA
Conclusione: Il Signore, da alla donna delle funzioni nella chiesa, ma non quella della direzione e governo. [risposta 25] Ella ha davanti a sé, tutta una gamma di incarichi, di attività, nei quali servire il Signore efficacemente e nello, stesso tempo, svilupparsi, realizzarsi come donna cristiana; secondo l'ordine della creazione e della redenzione. Ciò che Pietro Ha detto alle mogli credenti e ai mariti credenti, può essere per noi un aiuto, un'ispirazione, da realizzare anche nella vita della Chiesa.(Cfr. 1 Pietro 3:1-7') Risposte su: IL RUOLO DELLA DONNA NELLA CHIESA (moderna) CONFUTAZIONE Risposta 1: Considerazioni preliminari Leggendo i preliminari dell’autore uno si aspetterebbe un trattato come promesso, e sarebbe a dire regolato dalle stesse parole dell’autore: "Non possiamo falsare l’equilibrio scritturale". Sante parole sulle quale tutti noi siamo d’accordo. Ma, come si legge il contenuto si riscontra un impasto di verità mischiate con forzature teologiche per aumentare il peso di quello che l’autore sta spingendo. Per esempio nelle prime pagine l’autore vuole esaltare come le donne erano importanti al ministero di Gesù personalmente e cita il versetto Lucas 8:1-3 ma tralascia le parole "e i suoi discepoli" fra "Gesù" e "con i loro beni". Questo ne cambia il concetto significativamente perché l’autore vorrebbe far credere che queste donne erano esclusivamente dedicate a Gesù. Sicuramente l’autore non ha intenzionalmente omesso queste parole, ma le ha soltanto trascurate inconsciamente. Non voglio credere altrimenti. Un’altro esempio è quello di Giunio, (alternative Giunia, Junius). Sino al giorno d’oggi non si è ancora riuscito a determinare sicuramente se questo personaggio era uomo o donna, sia dalla Scrittura (appare una volta sola) ne da tutti gli scritti extra Biblici. Ma il nostro autore, prima lo prende come donna (riconoscendo il fatto che non c’è certezza), poi lo usa decisamente come nome di donna. [risposta 15] Questo è esattamente quello che fanno gli Evoluzionisti; prima all’aperto ammettono che sino adesso l’Evoluzione è una teoria, ma poi scrivono giornali, anche libri di scuola esprimendola come se fosse una realtà assoluta. Non troppo onesto, mi sembra. Queste anomalie saranno amplificate nelle note sottostanti. [risposta 5] C’è da affermare che anche se questa presentazione non è del tutto affidabile, l’autore si è fermato giustamente a non accettare che la donna possa essere anziano, pastore, ne possa governare; ed è già qualcosa. Tuttavia. sembrerebbe che questa presentazione è datata, perciò non ci sarebbero sorprese se l’autore nel frattempo avrebbe maturato il suo pensiero alla sua logica conclusione e ammettere anche quello che ha negato qua. Risposta 2: Gesù non ha scelto nessuna donna come discepolo, ne per altre funzioni. L’autore riconosce questo fatto, ma lo sorvola, naturalmente. Ma è punto molto importante, in fatti è il punto essenziale di tutta la materia sotto esame. Gesù non ha mai dato incarichi ufficiali a donne, nemmeno alla Sua tomba (argomento che vedremo in seguito [risposta 8]. La ragione, è perfettamente palese e chiaramente spiegata in; "1 Timoteo 2:11-15". Inoltre, Gesù non ha mai insegnato ufficialmente a donne ma sempre e solo ai sui discepoli che erano tutti uomini, un punto che viene dimenticato facilmente. Certo insegnava alle folle ed occasionalmente ad altri individui come la donna al pozzo, ma sempre attraverso parabole o allegorie, non così ai suoi discepoli: "Matteo 13:11". Risposta 3: vi furono delle donne molto vicine al Signore durante tutto il suo ministero terrestre. Che ci siano state donne nella vita dell’uomo Gesù è sicuramente vero ma non è espressamente incredibile. Qualsiasi madre è vicina al figlio, come le zie e altre donne benevolenti, cosa c’è di strano!! Risposta 4: Maria, Elisabetta e Anna. Fa bene l’autore a non esaminare questi casi perché sono tutti atti sovrani di Dio e non giovano alla sua causa. Risposta 5: notiamo che la presenza femminile accompagna il Signore Prima di andare in fantasia bisogna notare (anche al giorno d’oggi) che nei paesi orientali è più che comune vedere donne che seguono "santoni", assistendoli con i loro beni, vedi India per esempio. Pertanto, non c’è niente di strano o differente nel notare che le donne facevano lo stesso per Gesù, "e i suoi discepoli". Quello da riscontrare è piuttosto che le parole "e i suoi discepoli" sono state omesse dall’autore, forse per singolarizzare il servizio a Gesù. Non si vuole credere che questa sia cosa premeditata dall’autore, ma viene difficile ad accettarlo perché le parole omesse sono fra ‘Gesù’ e ‘con i loro beni. In ogni modo non si vede cosa ci sia di tanto di fuori dal comune che le donne seguivano Gesù e i Suoi discepoli. Risposta 6. Nella Sua Passione Qui l’autore si riferisce al fatto che certe donne erano sotto la croce di Gesù, sicuramente volendolo contrastare con gli Apostoli che non c’erano, con l’eccezione di Giovanni. Ma, non è difficile spiegarlo:
Risposta 7. Nella Sua Sepoltura. Era normale routine per le donne preparare le spezie, aromi e profumi per poi spalmarle sul corpo del defunto. Esse avevano preparato le pozioni ed erano andate dove dovevano andare normalmente senza nessuna chiamata speciale. Da analisi si viene a capire che Gesù morì di Mercoledì, il giorno seguente, Giovedì, era un "Gran giorno di Sabath" (Giovanni 19:31) e non si lavorava, Venerdì preparano gli "infusi", Sabato si riposarono ed il primo giorno della settimana (Domenica) andarono al Sepolcro per fare il loro dovere. Risposta 8. Nella Sua risurrezione. Che Gesù e i due angeli fossero apparsi alle donne per primo, è chiaro dai Vangeli, ma non si può leggere in questo qualcosa di speciale sopra agli Apostoli o a uomini o trattamento singolare per le donne. Da una onesta lettura di tutti i passaggi concernenti, questo avvenimento non si può capire altro che le donne si trovavano là per ragioni totalmente naturali pertinenti alle loro occupazioni di routine. In questo caso, di ungere il corpo con le "spezie" che avevano già preparato come da loro consueto impegno. Il fatto che Gesù chiese a loro di dire ai discepoli cosa avevano visto e d’incontrarlo in Galilea è del tutto naturale e logico, dato che erano li e stavano scappando senza meta. Piuttosto c'è da notare che il soggetto della Suo interesse non erano le donne, ma gli Apostoli, specialmente Pietro. È interessante anche riconoscere che Gesù mandò altri a proclamare le cose di Dio, come, per esempio, l’ex demoniaco Gadareno: ma Gesù non glielo permise; gli disse invece: « Va’ a casa tua dai tuoi e racconta loro quali grandi cose il Signore ti ha fatto e come ha avuto pietà di te ». (Marco 5:19) vuol questo dire che l’ex demoniaco era diventato "apostolo" ? Amici, non forziamo le Scritture. Risposta 9: vediamo le donne associate agli Apostoli e ai discepoli nella preghiera, Che le donne possono pregare è chiaro nella Scrittura, ma quando radunate assieme agli uomini la Scrittura dà chiare istruzioni:
Sicuramente le donne a questa riunione famigliare e privata erano perfettamente in regola biblicamente, non come le donne dei giorni nostri. Inoltre, secondo Paolo, in luoghi pubblici, solo gli uomini sono incaricati di pregare: "Voglio dunque che gli uomini preghino in ogni luogo, alzando le mani pure, senza ira e dispute". (1 Timoteo 2:8) Risposta 10: Donne parte della comunità della fede e conversione di Lidia. Beh! Cosa c’è di strano, le donne sono parte essenziale della famiglia e di conseguenza della comunità. Questo punto è ovvio ed è perdita di tempo menzionarlo. Cosa c’è di inusuale nella conversione di Lidia! Paolo ed i suoi associati si trovavano nella città di Filippi, Macedonia, ed in quel posto era usuale, dopo il culto alla sinagoga recarsi sulla sponda del fiume, li vicino, a pregare e rilassarsi. Paolo e compagni di viaggio, cominciano a testimoniare alle donne che erano là e Dio apre il cuore a Lidia che si converte attraverso le parole di Paolo. Questi uomini facevano sempre così da tutte le parti, niente di differente a Filippi. Dopo Lidia offrì a Paolo ed amici del suo bene e di nuovo, "normale routine", come le donne che seguivano Gesù. Affermare che Lidia fosse la prima conversione in Europa, non si può dire troppo velocemente dato che quando Paolo arrivò a Roma trovò la già una fiorente chiesa cristiana che lui non aveva stabilito. Poi, che Filippi, in Macedonia, fosse parte dell’Europa, vera e propria, non sembra il caso di gridarlo troppo, perché se la Macedonia è parte d’Europa, così è la Grecia. Risposta 11: tutti i credenti, senza distinzione, costituiscono un popolo di sacerdoti, messi a parte per Dio e consacrati a Dio Queste referenze Dan 1 Pietro sono usate (e male usate ) spesso. C’è però da notare che in sostanza le stesse parole con lo stesso significato sono usate nel Vecchio Testamento: "Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d’Israele"». (Esodo 19:5-6) Ma voi sarete chiamati "Sacerdoti dell’Eterno" e sarete chiamati "ministri del nostro DIO" Voi goderete le ricchezze delle nazioni, e la loro gloria passerà a voi. (Isaia 61:6) Quale è la differenza essenziale?? Nel Vecchio Testamento era Israele che era chiamato ad essere un popolo separato a Dio. Lo stesso nel Nuovo Testamento, attraverso Gesù, tutti i credenti sono chiamati ad essere separati a Dio. Erano forse le donne escluse nel VT, certamente, NO, come non lo sono escluse nel NT. Potevano pregare le donne nel VT, SI, come nel NT. Potevano le donne esercitare funzioni "sacerdotali e governative nel VT, NO, come nel NT. La sola differenza essenziale fra il Vecchio ed il Nuovo è che prima l’offerta era relegata ad Israele ma adesso a tutti i credenti nel mondo. Risposta 12: Doni Spirituali 1 Corinzi 11:5 implica che la donna può profetizzare : " Ma ogni donna, che prega o profetizza col capo scoperto, fa vergogna al suo capo perché è la stessa cosa che se fosse rasa" ma a chiare condizioni che porti il segno di sottomissione sul capo. Fanno così le "profetesse" di questi giorni, sicuramente No. Da notare anche che Dio può benissimo usare chi vuole ad essere il suo "portavoce, anche un’asina. (Numeri 22:28) Per chi non lo sapesse i libri del Nuovo Testamento (e Vecchio) sono stati scritti da uomini ed indirizzati a uomini, ‘adelfov adelphos’. Per 1 Corinzi, l’evidenza si trova in: "1:10, 11, 26; 2:1; 3:1, 4:6; 6:5, 8; 7:24,29; 8:12; 9:5; 10:1; 11:2, 33; 12:1; 14:6, 20, 26, 39; 15:1, 6, 50, 58; 16:11, 12, 15,20. Quel "ciascuno" a cui si riferisce l’autore viene tradotto dalla King James e in altre versioni, "every man" (ogni uomo). Risposta 13: Con gli uomini, esse partecipano al combattimento, al lavoro e alla missione della chiesa Il lavoro di Tabita è il lavoro e la funzione che Dio ha assegnato alla donna : "e abbia testimonianza di opere buone: se ha nutrito i suoi figli, se ha ospitato i forestieri, se ha lavato i piedi ai santi, se ha soccorso gli afflitti, se si è data continuamente ad ogni opera buona. (1 Timoteo 5:10) Su questo c’è concordanza Biblica. La riunione di preghiera per Pietro in casa di Maria madre di Giovanni Marco (probabilmente vedova), si sarà sicuramente svolta secondo le regole Bibliche dove sono gli uomini che pregano ad alta voce. Aquila e Priscilla, erano, ovviamente coppia affiatata. Le circostanze di prima nomina:
Da qua non si vede che Priscilla era quella che insegnava e predicava o che avesse un ministero preciso. E quello che si capisce da Atti 18:24,27 è che udirono Apollo che sembra avesse qualche lacuna (conosceva solo il battesimo di Giovanni) e lo presero con loro, probabilmente portato a casa loro, in un ambiente privato, e gli parlarono assieme di questa mancanza (il battesimo dello Spirito, Atti 19:1-7) con tutta probabilità mentre pranzavano, come si fa fra amici in Cristo. Non c’è niente qua di un eventuale ufficiale ministero d’insegnamento di Priscilla. Inoltre si tratta specificamente di Battesimo e non di Teologia completa perché Apollo era uomo "eloquente e ferrato nelle Scritture" Atti 18:24. Risposta 14: Gomit | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||