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Confessione di Fede Belga del 1561Redatta da Guy de Brès come estremo infruttuoso tentativo di convincere le autorità cattoliche a liberare la Chiesa riformata olandese dalla persecuzione ad opera del potere cattolico spagnolo, questa confessione di fede delle Chiese riformate vallone e fiamminghe dei Paesi Bassi ha esercitato una profonda influenza sulle numerose Chiese riformate che hanno avuto le loro origini in Belgio e in Olanda. La versione originale, approvata dal sinodo di Emden nel 1571: è stata lievemente rielaborata, prima da Francesco Junius, discepolo di Calvino, ciò che le valse l'approvazione di Ginevra, e poi dal Grande sinodo di Dordrecht (1619). Da allora, essa è diventata, assieme al Catechismo di Heidelberg e ai Canoni di Dordrecht, documento ufficiale delle Chiese riformate olandesi in Olanda, Belgio e America. La presente traduzione è condotta sul testo della confessione che si trova in "Le catechisme de Genève par Jean Calvin, en francaise moderne, suivi de La Confession de foi des Eglises réformées de France et de La Confession de foi des Eglises. réformées wallonnes et flamandes des Pays-Bas", Pubblication faite sous les. auspices. de la Société calviniste de France, «Je Sers», ParIsa 1934: 177-239. Le varianti, aggiunte o omissioni derivanti dalla revisione di Dordrecht sono indicate in nota. INDICE Articolo 1: L’unico Dio Articolo 2: I mezzi attraverso I quali conosciamo Dio Articolo 3: La Parola scritta di Dio Articolo 5: L’autorità della Scrittura Articolo 6: La differenza fra i libri canonici e quelli apocrifi Articolo 7: La sufficienza della Scrittura Articolo 9: Testimonianze bibliche della Trinità Articolo 10: La divinità di Cristo Articolo 11: La divinità dello Spirito Santo Articolo 12: La creazione di tutte le cose Articolo 13: La dottrina sulla divina provvidenza Articolo 14: La creazione e caduta dell’uomo Articolo 15: La dottrina sul peccato originale Articolo 16: La dottrina sull’elezione Articolo 17: Il ristabilimento dell’uomo decaduto Articolo 18: L’incarnazione Articolo 19: Le due nature di Cristo Articolo 20: La giustizia e misericordia di Dio in Cristo Articolo 21: La Riconciliazione Articolo 22: La giustizia della fede Articolo 23: La giustificazione dei peccatori Articolo 24: La santificazione dei peccatori. Articolo 25: L’adempimento della Legge Articolo 26: L’intercessione di Cristo Articolo 27: La santa Chiesa cattolica Articolo 28: Gli obblighi dei membri di Chiesa Articolo 29: I segni distintivi della vera Chiesa Articolo 30: Il Governo della Chiesa Articolo 31: Gli ufficiali della Chiesa Articolo 32: L’ordine e la disciplina della Chiesa Articolo 33: I sacramenti Articolo 34: Il sacramento del battesimo Articolo 35: Il sacramento della cena del Signore Articolo 36: Il governo civile Articolo 37: Il giudizio finale CONFESSIONE DI FEDE DELLE CHIESE RIFORMATE VALLONE E FIAMMINGHE DEI PAESI BASSI Noi tutti crediamo con il cuore e confessiamo con la bocca che vi è un'unica (Efe 4:6; Deu 6:4; 1Ti 2:5; 1Co 8:6) e semplice essenza spirituale (Gio 4:24) che noi chiamiamo Dio eterno (Isa 40:28), imperscrutabile (Rom 11:33), invisibile (Rom 1:20), immutabile (Mal 3:6), infinito (Isa 44:6); il quale è 1 perfettamente sapiente (1Ti 1:17), giusto (Ger 12:1), buono (Mat 19:17) e sorgente sovrabbondante di ogni bene (Gia 1:17; 1Cr 29:10,11,12) Articolo 2: I mezzi attraverso I quali conosciamo Dio Noi lo conosciamo in due modi2 . In primo luogo, attraverso la creazione, la conduzione3 e il governo dell'universo (Sal 19:2; Efe 4:6), che è davanti ai nostri occhi come un bel libro, al quale tutte le creature, piccole e grandi, servono da lettere per farci contemplare le cose invisibili di Dio, cioè la sua eterna potenza e la sua divinità, come dice l'apostolo Paolo (Rom 1:20); tutte queste cose sono sufficienti per convincere gli uomini e renderli inescusabili. In secondo luogo, egli si fa conoscere a noi più manifestamente ed evidentemente4 attraverso la sua santa e divina Parola (Sal 19:8; 1Co 12:6), cioè così chiaramente5 quanto richiede in questa vita la sua gloria e la salvezza dei suoi. Articolo 3: La Parola scritta di Dio Confessiamo che questa parola di Dio non è stata inviata o trasmessa dalla volontà umana, ma che santi uomini, mossi6 dallo Spirito di Dio, hanno parlato, come dice S. Pietro (2Pi 1:21). E che, in seguito, per la speciale cura che il nostro Dio ha di noi e della nostra salvezza, ha comandato ai suoi servi, i profeti (Eso 4:4; Sal 102:19; Ab. 2:2) e gli apostoli (2Ti 3:16; Apo 1:11), di redigere i suoi oracoli per iscritto. E lui stesso ha scritto con il suo proprio dito le due tavole della legge (Eso 31:18). Perciò, noi chiamiamo questi scritti le sacre e divine Scritture. Comprendiamo la sacra Scrittura nei due volumi dell'Antico e del Nuovo Testamento, che sono libri canonici contro i quali non si può replicare. Tale è il loro numero nella chiesa di Dio7 . I cinque libri di Mosè8 , il libro di Giosuè, dei Giudici, Rut, due libri di Samuele e due dei Re, i due libri delle Cronache detti Paralipomeni, il primo di Esdra, Neemia, Ester, Giobbe, i salmi di Davide, i tre libri di Salomone, cioè i Proverbi, l'Ecclesiaste e il Cantico, i quattro grandi profeti: Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele. Poi gli altri dodici profeti minori9 . Il Nuovo Testamento10 , i quattro evangelisti san Matteo, san Marco, san Luca e san Giovanni, gli Atti degli apostoli, le quattordici lettere dell'apostolo Paolo11 e le sette lettere degli altri apostoli12 , l'Apocalisse di S. Giovanni apostolo. Articolo 5: L’autorità della Scrittura Noi riceviamo solo tutti questi libri come santi e canonici per regolare, fondare e stabil1 Re la nostra fede: e crediamo, senza dubbio alcuno, tutte le cose che sono contenute in essi, non tanto perché la chiesa li riceve e li approva come tali, ma soprattutto perché lo Spirito Santo testimonia nei nostri cuori che essi vengono da Dio e anche perché ne recano la prova in se stessi, quando13 gli stessi ciechi possono sentire14 che succedono realmente le cose che vi sono state15 predette. Articolo 6: La differenza fra i libri canonici e quelli apocrifi Noi poniamo una differenza fra questi libri santi e i libri apocrifi 1 6 , che la chiesa può certamente leggere e trame istruzioni sulle cose in cui essi concordano con i libri canonici, ma essi non hanno una forza e virtù tale che, in base alla loro testimonianza, si possa stabil1 Re qualcosa circa la fede o la religione cristiana e tanto meno che essi possano sminu1 Re l'autorità degli altri17 . Articolo 7: La sufficienza della Scrittura Crediamo che questa sacra Scrittura contiene perfettamente la volontà divina e che vi è sufficientemente insegnato (2Ti 3:15,16,17; 1Pi 1:1 ; Pro 30:5; Gal 3:15; Apo 22:18; Gio 15:15; Att 20:27; Rom 15:4; Gio 4:25) tutto ciò che l'uomo deve credere per essere salvato. Infatti, poiché vi è ampiamente descritto tutto il modo del servizio che Dio esige da noi, gli uomini, fossero pure gli apostoli, non devono insegnare diversamente (1Ti 1:3; 2Gi 1:10; 1Pi 4:11; 1Co 15:2.3; 2Ti 3:14; Att 26:22) da come ci è stato già insegnato dalle sacre Scritture; anzi, neppure se fosse un angelo del cielo, come dice s. Paolo; in realtà, il fatto che è proibito aggiungere o togliere qualsiasi cosa alla parola di Dio (Gal 1:8.9; 1Co 15:2; Att 26:22; Rom 15:4; 1Pi 4:11; 2Ti 3:14) dimostra chiaramente che la dottrina è perfettissima e compiuta da ogni punto di vista (Deu 12:32; Pro 30:6; Apo 22:18; Gio 4:25). Così pure, non bisogna paragonare gli scritti degli uomini, per quanto santi possano essere stati, agli scritti divini (Mat 15:3; 17:5; Mar 7:7; Isa 1:12; 1Co 2:4), né alla verità di Dio (Isa 1:12; Rom 3:4; 2Ti 4:3-4) (poiché la verità è al di sopra di tutto) gli usi e costumi, il gran numero, l'antichità, la successione dei tempi o delle persone, i concili, i decreti o gli statuti, poiché tutti gli uomini sono di per sé bugiardi (Sal 62:10) e più vani della stessa vanità. Pertanto, rigettiamo dal più profondo del nostro cuore tutto ciò che non si accorda con questa regola infallibile (Gal 6:16; 1Co 3:11; 2Te 2:2), come ci hanno insegnato a fare gli apostoli, là dove dicono: «Mettete alla prova gli spiriti per vedere se essi vengono da Dio» (1Gi 4:1). Similmente: «Se qualcuno viene da voi e non porta questa dottrina, non ricevetelo nella vostra casa» (2Gi 1:10). Seguendo questa verità e parola di Dio, noi crediamo in un solo Dio, che è una sola Essenza (Isa 43:10), distinta realmente e in verità, ed eternamente in tre persone (1Gi 5:7; Ebr 1:3), secondo le sue proprietà incomunicabili 18 , cioè il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo (Mat 28:19); il Padre essendo causa, origine e inizio di tutte le cose, visibili e invisibili (1Co 8:6; Col 1:16). Il Figlio che è la Parola (Gio 1:1; 1Gi 1:1.2; Apo 19:13; Pro 8:12; 1Gi 5:7), la Sapienza (Pro 8:12.22 ecc.) e l'Immagine del Padre (Col 1:15; Ebr 1:3). Lo Spirito Santo la Virtù e Potenza eterna (Mat 12:28), che procede dal Padre e dal Figlio (Gio 15:26; Gal 4:6). E tuttavia una tale distinzione non fa sì che Dio sia diviso in tre, poiché la Scrittura ci insegna che il Padre, il Figlio e lo Spirito 16 Agg. che sono il 3° e 4° libro di Esdra, il libro di Tobia, Giuditta. Sapienza, Ecclesiastico, Baruc, ciò che è stato aggiunto alla storia di Ester, il cantico dei tre giovani nella fornace, la storia di Susanna, la storia dell'idolo Bel e del drago, la preghiera di Manasse e i due libri dei Maccabei. Santo hanno ognuno la sua sostanza, distinta da certe proprietà, ma in modo tale che queste tre persone sono un solo Dio. È quindi evidente che il Padre non è il Figlio e che il Figlio non è il Padre; similmente, che lo Spirito Santo non è né il Padre né il Figlio. Ciò nondimeno, queste Persone così distinte non sono divise, né confuse, né mescolate, poiché il Padre non ha assunto la carne, e neppure lo Spirito Santo, ma soltanto il Figlio (Fl. 2:6.7; Gal 4:4). Il Padre non è mai stato senza il suo Figlio né senza il suo Santo Spirito, poiché tutti e tre sono di uguale eternità, in una stessa essenza. Non vi è né primo né ultimo, poiché tutti e tre sono uno, in verità e potenza, in bontà e misericordia. Articolo 9: Testimonianze bibliche della Trinità Conosciamo tutte queste cose sia dalle testimonianze della Sacra Scrittura che dagli effetti, e soprattutto da quelli, che sentiamo in noi stessi. Le testimonianze delle sacre Scritture, che ci insegnano a credere questa santa Trinità, sono scritte in molti passi dell'Antico Testamento, che non è necessario elencare, quanto piuttosto scegliere e discernere. Nel libro della Genesi Dio dice: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza, ecc.» (Gen 1:26,27). Dio creò dunque l'uomo a sua propria immagine: li 1 9 creò, dico, maschio e femmina». «Ecco Adamo è fatto come uno di noi» (Gen 3:12). Da ciò risulta che vi è pluralità di persone nella divinità, quando dice «facciamo l'uomo a nostra immagine» e poi mostra l'unità quando dice: «Dio creò, ecc.». È vero che non quante persone vi siano, ma ciò che ci è oscuro nell'Antico Testamento ci è chiarissimo nel Nuovo. Infatti, quando nostro Signore fu battezzato nel Giordano (Mat 3:16,17), si udì la voce del Padre che diceva: «Questo è il mio Figlio diletto»; il Figlio visto nell'acqua e lo Spirito Santo appare sotto forma di colomba. Questa forma è stata comandata da Cristo anche nel battesimo di tutti i credenti: «Battezzate tutte le nazioni nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mat 28:19). Nel Vangelo secondo s. Luca, l'angelo Gabriele così parla Maria, la madre del nostro Signore: «Lo Spirito Santo scenderà) su di te, su di te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e sarà chiamato Figlio di Dio» (Luc 1:35). Similmente: «La grazia del Signore, Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi» (2Co 13:13). E ancora: «Tre sono quelli che rendono testimonianza in ciclo: il Padre, il Verbo e lo Spirito Santo e questi tre sono uno» (1Gi 1:7). In tutti questi passi ci viene abbondantemente insegnato che vi sono tre persone in un solo Dio 20 . E benché questa dottrina oltrepassi di gran lunga qualsiasi comprensione umana, ciò nondimeno ora noi la crediamo a motivo della Parola, aspettando di goderne in cielo (Sal 45:8; Isa 61:1). Ora bisogna notare anche i particolari uffici e operazioni di queste tre persone nei nostri confronti. Il Padre è detto il nostro creatore per la sua potenza (Ecc 12:3; Mal 2:10; 1Pi 1:2). Il Figlio è il nostro salvatore e redentore per il suo sangue (1Gi 4:14; 1Pi 1:2; 1Gi 1:7). Lo Spirito Santo è il nostro santificatore per la sua inabitazione nei nostri cuori (1Pi 1:2; Gal 4:6; Tit 3:5; Rom 8:9; Gio 14:16; 1Co 6:11). Questa dottrina della santa Trinità è stata sempre conservata nella vera chiesa, dal tempo degli apostoli fino ad oggi, contro gli ebrei, i maomettani e contro certi falsi cristiani ed eretici, come Marcione, Mani, Prassea, Sabellio, Samosateno, altri simili, i quali sono stati giustamente condannati dai santi padri. Perciò, in questa materia, noi riceviamo volentieri i tre credi, quello apostoli, quello21 di Nicea e di Atanasio e ugualmente tutto ciò che è stato stabilito, conformemente ad essi, dagli antichi. Articolo 10: La divinità di Cristo Crediamo che Gesù Cristo, secondo la sua natura divina, è l'unigenito Figlio di Dio (Gio 1:18,49), generato dall'eternità (Gio 1:14; Col 1:15), né fatto né creato (poiché sarebbe creatura), di una stessa essenza con il Padre (Gio 10:30; Fl. 2:6; Gio 14:9.10) co-eterno (Gio 1 e 2 e 17:5; Apo 1:8), immagine propria della sostanza del Padre22 e splendore della di lui gloria (Ebr 1:3), essendo in tutto a lui uguale (Fl. 2:6), il quale è Figlio di Dio, non soltanto da quando ha assunto la vostra natura, ma da tutta l'eternità (Gio 8:23.58 e 9:35.36.37; Att 8:37; Rom 9:5), come ci insegnano queste testimonianze, quando vengono comparate fra di loro Mosè dice che Dio ha creato il mondo (Gen 1:1); s. Giovanni dice che tutte le cose sono state create attraverso la Parola, che egli chiama Dio (Gio 1:3); l'apostolo dice che Dio ha fatto i secoli attraverso il suo Figlio (Ebr 1:2); s. Paolo dice 23 che Dio ha creato tutte le cose attraverso Gesù Cristo (Col 1:16). Bisogna quindi che colui che è chiamato Dio, Parola, Figlio e Gesù Cristo sia già esistito quando tutte le cose sono state create per mezzo di lui (Col 1:16). Per cui il profeta Michea dice: «Le sue origini sono dai giorni di eternità» (Mic 5:2). 24 Egli è senza inizio di giorni, senza fine di vita (Ebr 7:3). Egli è quindi il vero Dio Eterno, l'onnipotente, che noi invochiamo, adoriamo e serviamo. Articolo 11: La divinità dello Spirito Santo Crediamo e confessiamo pure che lo Spirito Santo procede eternamente dal Padre (Sal 33:6,17; Gio 14:16) e dal Figlio (Gio 15:26; Gal 4:6; Rom 8:9), non essendo né fatto, né creato, e neppure generato, ma procede semplicemente da entrambi; egli è in ordine una persona terza 25 della Trinità di una stessa essenza e maestà e gloria con il Padre e il Figlio, Dio vero ed eterno, come ci insegnano le sacre Scritture (Gen 1:2; Isa 48:16; 61:1; Att 5:3; 28:25; 1Co 3:16 e 6:19; Sal 139:7). Articolo 12: La creazione di tutte le cose Crediamo che il Padre ha creato dal nulla il cielo e la terra, e tutte le creature, quando ha voluto, mediante la sua Parola, cioè attraverso il Figlio suo (Gen 1:1; Isa 40:26; Ebr 3:4; Apo 4:11; 1Co 8:6; Gio 1:3; Col 1:16), dando ad ogni creatura il suo essere, forma e figura e diversi compiti per serv1 Re il suo Creatore e anche ora egli le sostiene e governa tutte con la sua eterna provvidenza e la sua infinita potenza (Ebr 1:3; Sal 104:10 ecc.; Att 17:25) per serv1 Re l'uomo (1Ti 4:3,4; Gen 1:29.30; 9:2.3; Sal 104:14.15), affinché l'uomo serva il suo Dio (1Co 3:22; 6:20; Mat 4:10). Egli ha pure creato i suoi 26 angeli buoni (Col 1:16), per essere i suoi messaggeri (Sal 103:20; 34:8; Sal 148:2) e serv1 Re i suoi eletti (Ebr 1:14; Sal 34:8); alcuni di essi sono decaduti dal l'eccellenza nella quale Dio li aveva creati nella perdizione eterna (Gio 8:44; 2Pi 2:4; Lev 8:31; Giu 1:6) e gli altri, per la grazia di Dio (Mat 25:31), hanno perseverato e sono rimasti nel loro primo stato. I demoni e gli spiriti cattivi sono talmente corrotti da essere nemici di Dio e di ogni bene, da spiare come briganti, con tutto il loro potere (1Pi 5:8; Gib 1:7), la chiesa e ogni suo membro, al fine di tutto distruggere e rovinare con le loro menzogne (Gen 3:1; Mat 13:25; 2Co 2:11; 11:3,14). E così, per la loro stessa malvagità, sono condannati alla dannazione eterna, attendendo di giorno in giorno i loro tor menti (Mat 25:41; Luc 8:30,31). Noi detestiamo perciò l'errore dei sadducei, che negano l'esistenza degli spiriti e degli angeli (Att 25:8), e anche l'errore dei manichei, i quali confessano 27 che i diavoli hanno la loro origine in se stessi, essendo malvagi per loro stessa natura, senza essere stati corrotti. Articolo 13: La dottrina sulla divina provvidenza Crediamo che questo buon Dio, dopo aver creato tutte le cose, non le ha abbandonate al loro destino, né al caso, ma le dirige e governa, secondo la sua santa volontà (Sal 104:9 ecc.; Sal 139:2 ecc.; Gio 5:17; Ebr 1:3; Pro 16:4), in modo tale che nulla avviene in questo mondo senza il suo comando (Gen 27:20; Sal 75:7.8; Isa 45:7; Pro 16:4; Lam 3:37,38; 1 Re 22:34,38; Gm. 4:15; Eso 21:13; Gib 1:21; 1 Re 22:20; Att 4:28; 1Sa 2:25; Sal 115:3; Sal 45:7; Amo 3:6; Deu 19:5; Pro 21:1; Sal 105:25; Isa 10:5,6,7; 2Te 2:11; Eze 14:9; Rom 1:28;Gen 45:8; 50:20; 2Sa 16:10), benché tuttavia Dio non sia l'autore né colpevole del male 28 che avviene, né ne sia colpevole; la sua potenza e bontà è infatti talmente grande e incomprensibile che egli ordina e compie benissimo e giustamente la sua opera anche quando il diavolo 29 e i malvagi agiscono ingiustamente (Mat 8:31.32; Gio 3:8). E su ciò che egli fa e oltrepassa l'umana comprensione non vogliamo investigare con curiosità al di là di quanto la nostra capacità consente, ma adoriamo, con ogni umiltà e rispetto, i giusti giudizi di Dio che ci sono nascosti (Rom 11:33,34), accontentandoci di essere discepoli di Cristo, per imparare solo ciò che egli ci mostra mediante la sua Parola e non oltrepassare questi limiti. Questa dottrina ci procura un'indicibile consolazione, poiché ci insegna che nulla può accaderci per caso, ma che tutto avviene per disposizione del nostro buon Padre celeste, che veglia su di noi con la sua paterna sollecitudine, tenendo a sé sottomessa ogni creatura (Mat 8:31; Gib 1:12; 2:6), al punto che di tutti i capelli del nostro capo (che sono contati fino al più piccolo) neppure uno sarà strappato e che neppure un piccolo uccello cadrà a terra 30 senza la volontà del Padre nostro (Mat 10:29.30). In questo noi troviamo il nostro riposo, sapendo che egli tiene a freno il demonio, e tutti i nostri nemici, che non possono nuocerci senza il suo permesso e la sua buona 31 volontà. Al riguardo, rigettiamo l'opinione 32 condannabile degli epicurei, i quali dicono che Dio non si cura di nulla e lascia che tutte le cose avvengano a caso. Articolo 14: La creazione e caduta dell’uomo Crediamo che Dio ha creato l'uomo dalla polvere della terra e lo ha fatto e formato, a sua propria immagine e somiglianza (Gen 1:26; Ecc 7:29; Efe 4:24), buono, giusto e santo, in grado di accordarsi in tutto, con la sua volontà, alla volontà di Dio (Gen 1:31; Efe 4:24); ma quando è stato in onore, non ne ha saputo nulla 33 e non ha riconosciuto la sua eccellenza (Sal 49:20; Isa 59:2), ma si è volontariamente sottomesso al peccato, e di conseguenza alla morte e alla maledizione, dando ascolto alla parola del demonio (Gen 3:6 e 3:17); egli ha trasgredito, infatti, il comandamento della vita che aveva ricevuto (Gen 1:3.7) e con il peccato si è separato da Dio che era la sua vera vita (Isa 59:2), avendo corrotto l'intera sua natura (Efe 4:18), per cui si è reso meritevole della morte fisica e spirituale (Gen 2:17 e 3:19; Rom 5:12) e, divenuto malvagio, perverso e corrotto in tutte le sue vie, ha perso tutti i suoi doni eccellenti che aveva ricevuto da Dio (Rom 3:10 ecc.) e non ne ha conservato che piccole tracce (Att 14:16,17; Att 17:27), sufficienti tuttavia per rendere l'uomo inescusabile (Rom 1:20.21; Att 17:27), al punto che tutto ciò che c'è 34 in noi è trasformato in tenebre (Efe 5:8; Mat 6:23), come ci insegna la Scrittura, dicendo: «La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno compresa» (Gio 1:5), un passo nel quale s. Giovanni chiama gli uomini tenebre. Pertanto, noi rigettiamo tutto ciò che si insegna 3 5 riguardo al libero arbitrio dell'uomo, il quale 36 è schiavo del peccato (Gio 8:34; Rom 6:17; 7:5,17; Isa 26:12; Sal 94:12): perché l'uomo nulla può 37 se non gli è dato dal cielo (Gio 3:27; Isa 26:12); chi si vanterà infatti di poter fare ciò che vuole 38 , dal momento che Cristo dice: «Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira» (Gio 6:44.65; Gio 3:27). Chi si glorierà della sua propria volontà, sentendo che i desideri della carne sono inimicizia contro Dio (Rom 8:7)? Chi parlerà della sua conoscenza, vedendo che l'uomo naturale non comprende le cose che sono39 di Dio (1Co 2:14; Sal 94:11)? In breve, chi farà valere un solo pensiero, dal momento che si rende conto che noi non siamo in grado di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma che la nostra capacità viene da Dio (2Co 3:5)? Pertanto deve essere giustamente mantenuto fermo e saldo ciò che dice l'apostolo, cioè che Dio suscita in noi sia il volere che l'operare secondo il suo beneplacito (Fil 2:13). Non vi è infatti conoscenza o volontà conforme a quella di Dio che non sia stata prodotta da Cristo, cosa che egli ci insegna quando dice: «Senza di me non potete fare nulla» (Gio 15:5). Articolo 15: La dottrina sul peccato originale Noi crediamo che, per la disobbedienza di Adamo, il peccato originale si è esteso a tutto il genere umano (Sal 51:7; Rom 3:10; Gen 6:3; Gio 3:6; Gib 14:4; Rom 5:12.13); esso è una corruzione dell'intera natura e un vizio ereditario, di cui sono inficiati anche i bambini nel grembo della loro madre (Isa 48:8; Rom 5:14) e che produce nell'uomo ogni sorta di peccato, servendogli di radice (Gal 5:19; Rom 7:8,10,17,18,20,23); esso è perciò così spregevole e enorme agli occhi di Dio che è sufficiente a condannare il genere umano (Efe 2:3,5) e non viene tolto neppure dal battesimo, o sradicato interamente, visto che ne escono sempre gli zampilli come da una deprecabile sorgente, sebbene non sia imputato a condanna ai figli di Dio, ma perdonato dalla sua grazia e misericordia, non perché essi si addormentino, ma perché il sentimento di questa corruzione faccia spesso gemere i fedeli e desiderare loro di essere liberati dai loro corpi40 (Rom 7:18,24). Noi rigettiamo perciò l'errore dei pelagiani, i quali dicono che questo peccato non è altro che un'imitazione. Articolo 16: La dottrina sull’elezione Crediamo che, essendo tutta la discendenza di Adamo precipitata in tal modo nella perdizione e nella rovina a causa del peccato del primo uomo, Dio si è dimostrato quale egli veramente è, cioè misericordioso e giusto (Rom 9:22,23; 9:18; 3:12): misericordioso, ritirando e salvando da questa perdizione coloro che, nel suo eterno e immutabile consiglio, ha letto e scelto per sua pura bontà in Cristo Gesù nostro Signore, senza alcuna considerazione per le loro opere (Rom 9:15; 16; 11:32; Efe 2:8,9,10; Sal 100:3; 1Gi 4:10; Deu 32:8; 1Sa 12:22; Sal 65:5; Mal 1:2; 2Ti 1:9; Rom 8:29; 9:11,21; 11:5,6; Efe 1:4; Tit 3:4.5; Att 2:47; 13:48; 2Ti 2:19,20; 1Pi 1:2; Gio 6:27; 15:16; 17:9); giusto, lasciando gli altri nella rovina e nella perdizione in cui si sono precipitati (Rom 9:17.18; 2Ti 2:20). Articolo 17: Il ristabilimento dell’uomo decaduto Crediamo che il nostro buon Dio, nella sua ammirabile sapienza e bontà, vedendo che l'uomo si era così precipitato nella morte sia fisica che spirituale e si era reso assolutamente miserabile, si è messo lui stesso a cercarlo, mentre fuggiva da lui tutto tremante (Gen 3:8,9; Isa 65:1.2; Gen 3:19), e lo consola 39 , promettendogli di dargli il suo Figlio, fatto da donna, per schiacciare la testa del serpente e renderlo felice (Gen 22:18; 3:15; Isa 7:14; Gio 7:42; 2Ti 2:8; Ebr 7:14; Gal 4:4; Ebr 2:14). Confessiamo quindi che Dio ha compiuto la promessa che aveva fatto agli antichi padri per bocca dei santi profeti (Gen 26:4; 2Sa 7:12; Sal 132:11 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||